martedì 14 giugno 2016

AMMINISTRATIVE VICO 2016: IL DELIRIO CORRE SUL WEB



Stamattina ho letto un  delirante post del sig. Armando De Rosa, cercatevelo e leggetevelo tutto sulla sua pagina FB, e poi un invito ad andare a votare da parte di vari ex di centro sinistra.  Relativamente al post del sig De Rosa più leggevo e più mi rendevo conto del merdaio, si proprio merdaio, in cui è stata precipitata la politica in questo paese. Da questo post si potrebbero comprendere anche le posizioni politiche circa le amministrative 2016 a Vico Equense di questo signore ancora non stanco di condizionare gli assetti amministrativi di questa città. Mezze frasi, oscuri messaggi, cupe premonizioni, come se il signore in questione sapesse di verità che noi miseri cittadini ignoriamo. Il signore in questione esterna dichiarazioni di questo tipo rivolte ad un altro uomo della sua stessa  parte politica e scrive:” Vogliamo richiamare alla memoria l'epoca di quando frequentava la nostra città un ingegnere amico e sodale di Fulvio e Telearredo? Pace all'anima sua, quell'ingegnere è morto: si impiccò, ma gli atti sono ancora lì e forse in giro c'è ancora qualche filiazione di quegli atti. Dichiarazioni molto gravi che, credo, qualche magistrato avrebbe il dovere di verificare. Tutto il post è scritto con questi toni, poi ho letto i commenti e non posso non condividere quelli di Beniamino Cuomo, che faccio miei in toto e dunque mi verrebbe da dire al signor Armando De Rosa: “E bravo Armando De Rosa! E’ probabile che sia tutto vero, però innanzitutto vorremmo nomi e cognomi del suicida e delle ditte in odore di camorra..e anche due parole sulla folle scelta di ricostrurire  l’ ospedale a Via S.Sofia...sempre con la stessa ditta, ovvero la ditta Passarelli che, combinazione, ha costruito pure il parcheggio piazza.Kennedy. Ovvero la madre di tutte le speculazioni. Oppure vogliamo  parlare dei bravi armati fino ai denti che proteggevano il sig. Patriarca nel cuore di Vico e chissà… forse… anche lei...e… Russo e… Gava? Ottimo De Rosa lunga vita a lei, peccato per la prima moglie,ma un giorno la signora con la falce ghermirà tutti me per primo, ma anche lei come tutti gli altri mortali e allora...si faccia coraggio e palesi tutte le sue malefatte politiche e così potrà ricongiungersi in Paradiso con la sua adorata prima moglie,vittima di un destino cinico ed ingiusto” Si ricordi della grandezza di Giorgio e Germaine Amendola"  Io, come Beniamino Cuomo, sono un ex PCI ma non come quelli che sono ancora in giro a guazzabugliare nelle liste di Gennaro Cinque  o quelli che non sono mai stati PCI, ma sono nati PDS, DS, PD che scrivono laconici inviti al voto che dovrebbero far vergognare perché la prima domanda che verrebbe da porsi è perché invitano a votare e poi non hanno presentato una loro lista quando avrebbero avuto il dovere di presentarla! E allora torna forte la mia posizione personale che difendo contro vecchi e nuovi detrattori, io il 19 giugno annullerò per la seconda volta il mio voto e lo faccio come vecchio comunista italiano, tanto per fugare le superficiali affermazioni di chi mi accomuna ad una inesistente e generica sinistra.

lunedì 13 giugno 2016

Alle giovani sirenette tra un mojito e una vodka tonic dico:Io annullerò il voto



Sapete cosa mi ha più disgustato in questa già di suo molto disgustosa campagna per l’accaparramento della poltrona di sindaco di questo paese?  L’uso indecente che è stato fatto del termine giovani e la prosopopea e l’arroganza di molti di questi, per lo più in buona fede, ma per lo più ignoranti e ottusi come zucche vuote di halloween, che improvvisamente, dopo aver stazionato tra birre e baretti, tra mojito e vodka tonic si sono improvvisamente ridestati e hanno scoperto la politica! Dirò subito che non sarebbe un male, se questo risveglio fosse stato veicolato da una reale presa di coscienza, ma dai commenti e dalle critiche che mi arrivano, devo pensare che questi giovani – così detti tale- con millantate e ostentate lauree bocconiane e non, che scrivono con i piedi e mentre ti stanno dando del tu, passano al lei, per poi ritornare al tu, sono quanto di più infelice possa rappresentare questo mediocre paese amministrato da sempre da una classe politica di mediocri e di rozzi ignoranti: questi cosiddetti giovani sono quello che questa classe politica ha prodotto fino ad ora. E potrei passare anche su questo, perché se si semina zizzania, zizzania si raccoglie, ma ciò su cui non posso assolutamente passare sono le falsità e le bugie, gonfiate da gente che non è più giovane e che strumentalizza questi cosiddetti “giovani risvegliati” raccontando loro menzogne su menzogne. Io voglio ribadire ancora una volta, non urlando – come ha appunto scritto un imbecille- perché quando si scrive non si urla, ma si incide al massimo, che la mia posizione rispetto a questi schieramenti in queste elezioni amministrative è stata e resta quello di un totale disprezzo verso questi stessi schieramenti che si sono presentati. Allora, se come ha scritto qualcuno, sembrerebbe che io ce l’avrei con i “Buonocores” o anche i “Gennaro Cinque boys” ( termini “bocconiani”( sic! ) utilizzati da questo qualcuno ) e favorirei - suo dire - lo schieramento di Maurizio Cinque, ignorando di un accordo intercorso tra questo e lo schieramento escluso di Flora Beneduce, questo qualcuno sta dicendo una menzogna e la sta dicendo infangando la mia posizione e la mia persona. Tra l’altro, questo pischellino si fregia di voler salvare il territorio, sempre tra un mojito e una vodka tonic e lo viene a dire a uno come me che ha speso parecchi dei suoi anni a denunciare misfatti ambientali. Questo qualcuno che si definisce giovane a quasi quarant’anni, mi aggredisce gratuitamente senza conoscermi e senza conoscere niente di me! Ebbene queste elezioni amministrative in questo paese sono esattamente lo specchio di ciò che sta avvenendo in tutta Italia: una sinistra distrutta e inesistente, liste civiche a gogò e interessi personali da parte di chi aveva ed ha già le mani in pasta. Allora suona falso anche il moralismo di chi si erge a difensore del diritto al voto e della necessità di andare a votare in una situazione simile, persone che nel bene e nel male hanno fatto i fatti loro per decenni o altre che decidono di scrivere proclami dopo aver distrutto quel minimo già distrutto che fungeva da finta opposizione. Io lo ribadirò fino alla nausea: andrò a votare come ho fatto la prima volta  e annullerò il mio voto anche la seconda volta perché ciò che mi si presenta è soltanto ciarpame di vecchio politicume con presunte giovani sirenette che ne decantano le lodi senza sapere che cosa stanno cantando e soprattutto chi li dirige.

martedì 7 giugno 2016

In tempo di scontri elettorali tra persone indifferenti alla violenza sull'ambiente, una vile aggressione contro Claudio D'Esposito, amico e presidente del WWF Sorrentino.


Un attentato in puro stile camorristico, contro chi dice che in costiera sorrentina sono tutte brave persone, è stato  perpetrato ieri  contro la persona di Claudio D’Esposito, Presidente della sezioone del WWF costiero. La sua auto è stata vandalizzata:parabrezza fracassati a colpi di martello, tettuccio ammaccato e l’esterno e l’interno sommerso di immondizia. Non è a prima volta che il Presidente del WWF viene aggredito e minacciato.  Claudio  D’Esposito sta denunciando non da ora la violenta aggressione speculativa alla stradina che da Termini porta a Punta Campanella. Nell’autunno scorso anche i VAS parteciparono alla discesa collettiva con altre associazioni per verificare lo stato del disastro. Al posto dell’antico sentiero ora c’è una colata di cemento , al posto dei muretti a secco lastroni di finta pietra viva ( in realtà cemento pure quello) che hanno fatto sparire varie essenze erbacee e alcune orchidee rara che fiorivano solo in quell’area. I VAS denunciano queste operazioni che, sono diventate quasi un leit motiv in Penisola Sorrentina, una vera e propria aggressione al verde e alla amena salubrità di posti che hanno reso celebre questa costiera nel mondo.Tutta l’operazione è stata fatta passare per “ una messa in sicurezza” della strada ad utilizzo dei portatori di Handicap, in realtà il sentiero è diventato una carrozzabile servita da una illuminazione assolutamente poco adatta al luogo che è una area tutelata e protetta ed anche un sito archeologico di rilevante importanza, prospiciente alla bellissima baia di Ieranto anch’essa area marina protetta. I VAS oltre ad esprimere tutta la solidarietà al compagno Claudio D’Esposito e al WWF, denunciano anche un preoccupante abusivismo che si riscontra in una delle zone più suggestive del paese, nel silenzio delle autorità locali. Ad Andrea Buonocore e a Maurizio Cinque  candidati sindaci in ballottaggio e naturalmente ai loro sostenitori palesi e occulti chiedo cosa pensano della vile aggressione subita da Claudio Esposito, ma soprattutto come intendono sostenere una battaglia per la legalità e la tutela del territorio. Il vecchio sindaco Gennaro Cinque poi assessore ai lavori pubblici ha dato prova di totale disprezzo per la tutela ambientale, spesso confusa dallo stesso con una deleteria pratica di aperture di cantieri a go go. Come si collocano le due “nuove” promesse su questo argomento? Far finta di non vedere o sapere, nascondere la testa sotto la sabbia, di fronte a modalità in puro stile camorristico oppure negare quello che da tempo la magistratura con inchieste e indagini conferma. La vicenda Parcheggio Passarelli a Vico Equense  è solo la madre di tutta la speculazione dei parcheggi interrati in costiera e dei  legami tra malaffare e appalti, tutto questo dimostra  che in penisola sorrentina, la camorra e' di casa,  attraverso investimenti immobiliari e infiltrazioni  con le sue aziende negli appalti pubblici e privati. Allora c'è poco di che stare allegri. C’è una emergenza legalita', ma non ne parla nessuno e siccome , pecunia non olet, i nostri amministratori vecchi e prossimi, sembrano occupati a guardare altrove.Tutta la mia personale solidarietà a Claudio e tutti come lui prossimi sono impegnati in prima persona a difendere non solo,il nostro patrimonio ambientale ma la legalità nel nostro paese.

Franco Cuomo – Coordinatore del Circolo VAS- “ Giovanni Esposito” Vico Equense

martedì 17 maggio 2016

UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUNCIATO SI CONSUMA NELL'INDIFFERENZA DI UNA FAIDA ELETTORALE TRA MEDIOCRI


Sul gran parlare che si sta facendo sulla chiusura del tunnel Seiano-Panoramica, mi verrebbe da dire qualcosa su pezzi generici scritti da giornalisti che si dicono indipendenti, su dichiarazioni generiche rilasciate da pendolari, su dichiarazioni altrettanto generiche rilasciate da albergatori pure loro generici, su video altrettanto generici . Insomma una fiera delle dichiarazioni fatte tanto per fare senza affrontare l’unico vero e serio problema della mega galleria Seiano-Panoramica ovvero: una mega truffa ai danni della collettività, per un’opera durata circa un trentennio, che ha affogato milioni di euro nella sacche dell’ANAS e che produce danni incolmabili alla città di Vico Equense, ma soprattutto una bomba inquinante alle porte della costiera sorrentina di proporzioni inaudite. Io parlerei senza mezzi termini di  strage ambientale, di disastro ambientale relativamente alla salute dei cittadini  per veleni  dispersi nell’ambiente e non solo per lo sfiatatoio  sopra  la località bikini inquietante per la strage della vegetazione  per circa i duecento metri quadrati tutt’intorno per non parlare della  perdita di sorgenti benefiche che si riversavano allo Scraio, fonte naturale di un benessere ormai perduto.  Il tutto per far riversare milioni di auto in una zona che a stento ormai riesce a smaltire quelle che tiene di suo e, mai che si sia fatto il nome di un responsabile ! E oggi  si scopre che i gas prodotti in questo budello di cinque chilometri stanno avvelenando l’ambiente. L’altro giorno a 60 all’ora, con i finestrini chiusi oltre ad una crisi di claustrofobia per il caldo e la mancanza d’ossigeno , avvertivo l’odore acre del monossido di carbonio che comunque entrava in macchina e la visibilità esterna era molto ridotta dal ristagno dei gas, una sensazione che non auguro a nessuno, soprattutto se si blocca il traffico o si rallenta di molto. Ho giurato a me stesso che non prenderò più la galleria. Così oggi apprendiamo che un agronomo che lavora per la Sma Campania spa, una società della Regione Campania che si occupa anche di risanamento ambientale, ha effettuato insieme al comandante della polizia municipale di Vico Equense, Ferdinando De Martino, un sopralluogo nell’area del camino di espulsione aria dal tunnel di Santa Maria di Pozzano, che si trova in località Bikini, lungo la strada Statale 145 Sorrentina.  Io ho visto da vicino quell’area e vi assicuro che quello che si vede non è un bello spettacolo! Le foto scattate nei giorni scorsi hanno mostrato chiaramente piante di ulivo completamente annerite, ma anche un grave inquinamento dell’aria e del suolo. La zona interessata dal danno ha un’estensione di circa 250 metri quadrati. “L’area controllata – è riportato nella relazione – manifestava alla vista un fenomeno di desertificazione con la morte anche delle erbe infestanti. Le piante presentavano, in generale, annerimenti diffusi non dovuti ad agenti biotici ma al deposito dei gas di scarico provenienti dal collettore. In particolare l’annerimento aveva causato danni irreversibili alle piante di lentisco procurandone la morte. Le piante di olivo e carrubo totalmente annerite hanno difficoltà nel foto-sintetizzare e a causa del forte stress da inquinamento ricacciano germogli freschi e verdi che in breve tempo anneriscono anch’essi e muoiono”. Di fronte a tutto ciò si leggono solo idiozie e banalità da giornalisti improvvisati che in maniera generica si guardano bene di affrontare la verità di questa truffa ordita ai danni di un territorio che ormai ha superato ogni limite di sostenibilità, un territorio che non è una località qualsiasi ma la Costiera sorrentina, ovvero un luogo conosciuto in tutto il mondo , dove la pochezza dei suoi amministratori, dei suoi politici, dei suoi imprenditori, ha consentito che fosse rapinato e distrutto. Ora sarebbe forse il caso che di fronte a tutto ciò, ovvero un'opera durata  35 anni e costata 72 milioni e mezzo di euro che gli ambientalisti  non volevano prevedendo già i disastri, si facessero i nomi dei responsabili e la si smettesse di decantarne i vantaggi che obbiettivamente non si riscontrano anzi, stanno esplodendo mefitici e venefici danni per uomini e ambiente. Quando fu aperta il 16 luglio del 2014 c’erano Ciucci e il capo compartimento di Anas Campania Eugenio Gebbia, il presidente della Regione Stefano Caldoro, il prefetto Francesco Musolino, l'assessore regionale Edoardo Cosenza, il presidente della Provincia Antonio Pentangelo, il sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, e quello di Vico Equense, Gennaro Cinque e allora oggi più che mai questa persone dovrebbero essere chiamate e sentite in merito a questo che si può senza tema di errore definire un vero e proprio  disastro ambientale alla vigilia di discutibili elezioni amministrative per la città di Vico Equense. Sia chiamata in causa l’ANAS subito e i suoi dirigenti. Alla luce di questo disastro ambientale il professionista conclude la sua relazione prevedendo che “l’area interessata dall’inquinamento sarà destinata ad aumentare. Pertanto si consiglia di fare interventi celeri di ripristino delle condizioni naturali, al fine di salvaguardare essenze arboree e arbustive della macchia mediterranea. I VAS  sollecitano i mezzi di informazione a portare il caso sui media nazionali per il valore del territorio e della località in cui si è prodotto questo disastro: l’anno scorso il mare, oggi i gas venefici di un budello lungo 5 chilometri  i cui risultati sono visibili tutti sopra la località bikini.
FRANCO CUOMO COORDINATORE CIRCOLO VAS “GIOVANNI ESPOSITO”

VICO EQUENSE

mercoledì 4 maggio 2016

Banalità del presente e crisi della democrazia

Mario Monti

Per definire il senso di rassegnata impotenza che attanaglia oggi quei cittadini della mia generazione che un tempo si occupavano di politica o la facevano attivamente in partiti operai, bisogna partire credo, da ciò che si definisce globalizzazione. Nel 2002 scrissi un libro per Franco Di Mauro Editore, con una prefazione di Aldo Masullo, che si chiamava Etica e Globalizzazione, in quel libro si parlava di crisi dell’etica e della comparsa di morali separate, morali diremmo oggi deontologiche. A distanza di quattordici anni, non avrei mai pensato che, quel termine che allora cominciava a fare la sua timida apparizione, travalicasse  i confini dell’economico – dove era nato ( globalizzazione dei mercati) – e estendendosi pienamente al politico mettesse in crisi l’idea stessa di democrazia parlamentare e l’autorità degli Stati Nazione. La globalizzazione sembra ormai essere diventato un processo integrale irreversibile. Integrale nel senso che è diventata la forma – non soltanto economica o tecnologica , ma anche logica e ontologica del mondo: quello che sta avvenendo in Italia, sta avvenendo anche in altre nazioni europee e la percezione di questa mutazione da noi si è cominciata ad avvertire col primo governo Monti, fino a arrivare a quello attuale di Renzi, governi che sono entrati in carica senza che i cittadini fossero chiamati a esprimere il voto sugli stessi e che stanno tentando di trasformare in senso autoritario e dirigistico la democrazia rappresentativa, ovvero: stanno trasferendo i destini dello Stato Nazione nell’egida di ciò che Toni Negri – non senza molte ragioni- definisce l’Impero: “L'Impero emerge al crepuscolo della sovranità europea. Al contrario dell'imperialismo, l'impero non stabilisce alcun centro di potere e non poggia su confini e barriere fisse. Si tratta di un apparato di potere decentrato e deterritorializzante che progressivamente incorpora l'intero spazio mondiale all'interno delle sue frontiere aperte e in continua espansione. L'Impero amministra delle identità ibride, delle gerarchie flessibili e degli scambi plurali modulando reti di comando. I singoli colori nazionali della carta imperialista del mondo sono stati mescolati in un arcobaleno globale e imperiale[1]. Questo nuovo assetto disegna una nuova geografia del potere: dal sistema di produzione fordista, meccanico e serializzato, siamo passati a un’economia biopolitica, che lavora e manipola la vita sociale nei suoi meccanismi d’interazione, comunicazione e affettività; dalla centralità degli stati- nazione a una forma di sovranità globale, senza centro né confini, che giustifica ogni suo intervento consacrandolo in nome di una pace perpetua e universale che però è concepita e imposta sempre e solo dai dominatori. Allora, la crisi di cui parlavo all’inizio, la crisi di tutti quei cittadini della mia generazione che un tempo si occupavano di politica e in qualche modo tentavano di governare anche opponendosi i processi socio economici, fa i conti con questo nuovo tipo di dominio e contro questa forma di dominio sempre più assoluta si dovrebbe tentare di costituire o organizzare poteri alternativi, forze di resistenza. Il compito è arduo se non impossibile: troppe forze sono in gioco e ciò che all’inizio ho chiamato “ forma logica e ontologica del mondo”, si connota essere come la forma stessa del linguaggio e del pensiero. Intanto, chi oggi crede di far politica si muove all’interno di questo universo con modalità espressive che sono identiche o variano di pochissimo sia che si tratti di  conservatrici sia se si tratta di progressiste, l’utilizzo di programmi omologati agli interessi dell’unico sistema possibile di dominio fa si che l’agone politico diventi solo un paravento che serve a mascherare l’avvenuto insediamento di un controllo sovranazionale. Tutti quelli che non si conformano a questa ontologia sono ritenuti pericolosi, sovversivi, criminali o pazzi che attentano alla “democrazia paravento” la cui unica finalità è quella di controllo sociale, se non apertamente di dominio.  Non vorrei essere pedante, ma che questo sia un processo integrale e irreversibile è provato dal fatto che anche quelle che potrebbero sembrare le forme di resistenza più virulenta ad esso, si muovono all’interno delle sue stesse coordinate adoperando il suo stesso linguaggio e fanno uso delle stesse armi ideologiche e reali che pure contestano. La circostanza che formazioni come l’ISIS, il califfato di   al-Baghdadi, non solo traggano le proprie risorse da giri finanziari interni all’Occidente, ma siano stati finanziati ed armati dagli stessi americani  indica che bisogna guardare allo scontro in atto non come un conflitto tra sistema e anti sistema, ma come un conflitto tutto interno al/e prodotto dall’unico sistema- mondo e questo vale soprattutto sul piano dell’immagine. Non esistono due rappresentazioni diverse e alternative, ma una lotta per l’egemonia nell’unico orizzonte rappresentativo possibile: quello mediatico. Ora, se tutto ciò è vero, vuol dire che è insensato delineare scenari politici, economici, antropologici alternativi a questa forma globale che ha assunto il mondo. Questo non soltanto per il loro carattere in effettuale, utopico e residuale, ma anche perché le forme di neolocalismo identitario sono esse stesse il risultato speculare della medesima globalizzazione che vorrebbero contrastare. Rispetto a questo universo chiuso, la democrazia rappresentativa diventa solo una formuletta per garantire lo status quo al dominio sovranazionale mondiale: saltano le rappresentazioni mitopoietica della democrazia antica, quella greca per intenderci, ma saltano anche quelle della democrazia moderna e le sue degenerazioni, quali oligarchia e tirannide. La morale della favola è chiara: avere a lungo rifiutato di governare i processi economici (in omaggio all’ideologia della sua naturale autonomia, ovvero della “naturalità” del mercato), avere lasciato briglie sciolte agli «spiriti animali» del capitalismo, distruttori della coesione sociale, costringe alla fine ad approdare all’estremo opposto: non soltanto al governo sociale-politico dell’economia, ma all’adozione di politiche totalitarie, liberticide e criminali.  La cosa più grave, è che questa aberrazione concettuale ha contagiato anche quelle forze che fino agli anni ’70 avevano garantito una resistenza a questo sistema unico che cresceva e spazzava via  la solidarietà sociale. Se ascolto un giovane - e per me la categoria va dai 15 ai 40 anni-  non posso non constatare che essi diano per naturale l’ordine di cose esistente. Grosse responsabilità sono da attribuirsi alle classi dirigenti che governavano quelle forze, penso alla classe dirigente post –Berlingueriana nel PCI, ma anche a quelle laburiste inglesi  e alle politiche di Blair. È stato scritto di recente a questo riguardo che in tutta Europa la maggior parte delle sinistre ha rassegnato le «dimissioni dalla propria funzione critica»[2] e che «gli avvocati» che rappresentavano la parte più vulnerabile e meno protetta della società non solo «si sono mostrati incapaci di giocare d’anticipo» rispetto all’offensiva neoliberista, ma hanno altresì deciso di smantellare gli «impegnativi apparati di mobilitazione» (i grandi partiti socialisti e comunisti) al fine di rafforzare «la divisione del lavoro tra rappresentanti e rappresentati» e di riservare a sé (gli addetti ai lavori della mediazione tra interessi) «il monopolio della politica» (lasciando al popolo «la cura degli affari e dei piaceri privati» Ad ogni modo, vero o falso che sia questo severo resoconto, sta di fatto che oggi in Italia ci ritroviamo in un frangente della vita del paese non soltanto avvilente ma anche assai rischioso. Dinanzi a chi non opti per il diniego della realtà (come sembra fare talvolta un ceto politico ossessionato dagli imperativi dell’autoconservazione e forse anche per questo intenzionato a varare ambiziose riforme costituzionali, la cui portata urterebbe con una fragile legittimazione) si stende uno scenario allarmante, l’immagine di un paese allo sbando, che sa di non potersi fermare ma ignora la direzione da intraprendere. In termini di classe, il discorso pubblico è tuttora – ovviamente – monopolizzato dalle forze dominanti, nonostante i disastri provocati dal liberismo. E indiscutibilmente pesano, in questo scenario, anche le gravi responsabilità dei media che pressoché unanimemente rappresentano la crisi della democrazia sotto un’angolatura che ne impedisce qualsiasi lettura critica. Naturalmente è vero che i processi di mutamento storico-concettuali non sono mai lineari, ma forse mai come oggi si richiede uno sforzo preminentemente  filosofico improntato ad una radicalità estrema che ridicolizzi e polverizzi i linguaggi mediocri e asfittici che parlano e praticano i politici contemporanei.





[1] Toni Negri, Impero.Il nuovo ordine della globalizzazione, BUR, 2002
[2] Luciano Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe, cit., p. 57. 

giovedì 14 aprile 2016

UN SINDACO DONNA, UNA PROPOSTA INNOVATIVA E PULITA IN UN QUADRO POLITICO MOLTO AMBIGUO PIENO DI OMBRE E DI NON DETTI




Si stanno avvicinando le elezioni amministrative nella nostra città, dico subito che l'argomento, dopo la sparizione di una sinistra autorevole e forte e dopo una opposizione inesistente fatta da una lista civica ormai dissolta, non mi interessa molto. Il centro sinistra, ovvero il Partito Democratico che governa la nazione non è dissimile dal centro destra che lo ha preceduto e forse, per certi aspetti ( le pensioni, la sanità, l’istruzione pubblica) è anche peggio e dunque, come recita una vulgata popolare: oggi bisogna guardare alle persone e non ai partiti, che appunto, non esistono, più, dissolti in un’unica melassa per altro per  niente zuccherosa. Dunque guardare o riferirsi solo alle persone, ma sarà poi vero? Nella mia città sono iniziate, per la verità già da un po', le ricerche per il candidato sindaco, per le prossime amministrative,si stanno già delineando schieramenti, che in qualche modo rappresentano le posizioni rispetto all'amministrazione precedente che eraun'amministrazione di centro destra con un sindaco che, per chi scrive, è stato per i metodi usati, il peggiore che un paese civile abbia potuto avere. In questa mia considerazione non  farò nomi, ma mi limiterò a qualche riflessione e perdonatemi qualche inesattezza, ma come vi ho detto non sto seguendo molto la faccenda. Dunque al momento ci sono tre liste con un trentenne capolista, questo trentenne è un fuoriuscito dalla vecchia maggioranza - era presidente del consiglio comunale – e che per la verità quando era in maggioranza non ha fatto gran che per delegittimare e far cadere il vecchio sindaco sostenendo posizioni personalistiche e molto opinabili. Oggi questa persona la troviamo a capo di queste tre liste che si sino costituite contro il vecchio sindaco: oggi, queste tre liste dovrebbero rappresentare l'opposizione, il nuovo che avanza. Dico subito che non c'è una lista del PD, né una lista di sinistra, il paese, da questo punto di vista non esprime proprio più nulla. Poi c'è una lista, che potremmo definire lista/progetto, composta da giovani, ripeto, non faccio ancora i nomi: questa lista, tranne qualche presenza di persone che hanno già avuto incarichi istituzionali anche nella vecchia maggioranza di centro destra, e qualche nome del un vecchio centro sinistra, raccoglie giovani e giovanissimi, onesti, puliti, e animati da sincero amore e volontà di fare il meglio per la nostra città, questa lista, novità assoluta degna di tutto rispetto, ha come capolista candidata a sindaco, una donna, una donna che stimo molto, una professionista seria,una mia amica, una persona di cui mi potrei fidare, una persona che potrebbe veramente rappresentare una svolta autenticamente civile per la città. Poi ,vera incognita che rimane ancora tale, ci potrebbero essere altre due o tre liste, di diretta e manifesta emanazione del vecchio sindaco, il quale si ripresenterebbe,nella tornata elettorale, nella veste di consigliere comunale, poiché non può presentarsi più come sindaco, per eccedenza di limiti temporali: lo ha fatto già per due mandati. Ai margini di questi schieramenti più o meno definiti si stanno alternando nomi  fatti da " strateghi", notabili, professionisti vari, per la candidatura di sindaco, proposte che per lo più sanno un po’ di naftalina, e che al momento sembrano rimanere allo stallo. Questa dunque la situazione. Ora questa mia riflessione, o semplicemente, ciò che vorrei evidenziare con questa descrizione dello stato dell’arte e che, mi piacerebbe comprendessero anche questi giovani puliti e volenterosi, e la mia amica candidata a sindaco, è che con questo quadro così delineato a me sembra che lo strapotere del vecchio sindaco sia ancora integro  e faccia sentire in maniera pesante la sua mano nella scelta per le possibili candidature . Continuerò a ripeterlo fino alla noia: il vecchio sindaco per i metodi e per ciò che ha lasciato concretamente e visibilmente al nostro paese, soprattutto per quanto concerne l'ambiente, è quanto di peggio la città possa avere avuto. Che questo sindaco e /o uomini di sua fiducia o che hanno avuto incarichi nella sua  amministrazione, possano determinare le nuove prossime  liste elettorali per me rappresentano un elemento da non sottovalutare e anche di rischio notevole. Qualcuno dice che il vecchio sindaco è uomo di acuta intelligenza anche se di scarsa cultura, ebbene per me l'intelligenza se non di sposa con rettitudine e osservanza e rispetto delle leggi è qualcosa di molto simile alla ribalderia. Allora, siccome mi sembra che quest'uomo sia ancora il burattinaio della politica amministrativa della mia città, esorto quei giovani e quella donna  candidata a sindaco dell'unica lista che al momento sembra interessarmi, ad aprire bene gli occhi, a fare attenzione alle strumentalizzazioni. Non è lui che decide chi debba o no fare il sindaco, non è lui che decide chi debba sostituirlo o no, e questo non vale solo per lui ma anche per quelli che, oggi contro o a favore, hanno avuto incarichi nella sua maggioranza e scorrazzano per liste di diverso orientamento: sono sempre suoi uomini, sono sempre suoi luogotenenti. Il quadro che allora si presenta a Vico per le prossime  amministrative è dunque pesantemente condizionato dal vecchio sindaco, e dai suoi uomini . La candidatura di una donna, di una professionista seria, colta e di idee avanzate ed urbane nonché mia amica è un fatto straordinariamente innovativo ed importante e mi ha colpito molto, come mi hanno favorevolmente colpito i giovani vivaci presenti in questa lista/progetto, ma facciano attenzione, si impongano in partenza, mantengano la loro integrità e la loro autonomia: per amministrare la città non hanno bisogno del nulla osta di nessuno, tanto meno del vecchio sindaco, hanno bisogno solo del sostegno dei cittadini che intenderanno votarli.

venerdì 8 aprile 2016

La vicenda di Riina Jr da Bruno Vespa a Porta a Porta. ITALIA=MAFIA




"Per i vertici dell'azienda niente da riparare" certo, non poteva che essere così, perché noi siamo un paese di mafiosi e un popolo di mafiosi. Siamo come d’altra parte ci vedono da sempre americani, tedeschi, danesi, inglesi, francesi, spagnoli e pure giapponesi, cinesi e indiani e australiani, insomma tutti. Italia= mafia e la riprova l’abbiamo avuta l’altra sera con l’intervista, ma chiamarla così è una grossa imprecisione, con quel teatrino di ipocrisia che è stato Porta a Porta,nel quale il figlio di un uomo di efferata crudeltà, ha raccontato che invece suo padre era un buon pater familias "uomo tutto di un pezzo, che aveva rispetto per i valori della famiglia e delle tradizioni",e lo ha fatto con i modi e l’educazione ricevuta da quel tipo di padre ovvero quelli di un mafioso che si rispetti. Ma ciò che è stato avvilente era il modo di condurre quel teatrino da parte di Vespa che parlava mestamente o bonariamente di curiosità dei bambini, invece di inchiodare Riina Jr alle sue pesanti responsabilità .E mi sono chiesto pure come sia stato possibile che Vespa sia riuscito a condurre un'intervista del genere senza avere neppure accennato una domanda sul patto Stato-Mafia. Il padre aveva dei valori e la madre si era innamorata di un uomo tutto d’un pezzo. “Una storia familiare che sfiora la perfezione, un paio di frasi che mettono quasi in dubbio l’esistenza di Cosa nostra e un durissimo attacco ai collaboratori di giustizia. Chi pensava che l’intervista di Porta a Porta a Salvatore Giuseppe Riina potesse essere condita da inedite rivelazioni o almeno da un mea culpa del figlio del capo dei capi di Cosa nostra, è rimasto deluso. Niente richieste di perdono, nessuna assunzione di responsabilità da parte del figlio del boss stragista, che, al contrario, si produce in una difesa totale del genitore, indicato come il suo eroe personale. Ma non solo. Riina Junior approfitta dello spazio concesso da Bruno Vespa anche per lanciare una serie di messaggi fondamentali tra i ranghi mafiosi. A cominciare dall’esistenza stessa di Cosa nostra, messa in dubbio dal terzogenito di Totò Riina, nonostante abbia alle spalle una condanna definitiva a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa. “Che cos’è la mafia? Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla. Ecco, lo scandalo è come è possibile che un servizio pubblico, un servizio al quale si impone un canone ai cittadini, attraverso la bolletta dell’energia elettrica e dunque se non lo si paga ti tagliano la luce, possa far passare questo tipo di frasi e di messaggi. Salvo Riina ha risposta alle domande di Vespa come un mafioso autentico e lo ha fatto con una freddezza e indifferenza di atteggiamenti omertosi che sono ormai diventati il tratto più evidente di questo sgangherato paese. Le stesse affermazioni, fatte come un messaggio trasversale, relativamente ai pentiti avevano un che di inquietante: “Solo in Italia succede ciò ( riferito ai collaboratori di giustizia n.d.r.). In tanti altri Paesi democratici non succede che un pentito che dice di aver commesso centinaia di omicidi non fa neanche un giorno di carcere. Poi accusano le persone, le mandano in carcere poi tornano a fare quello che facevano prima. Si poteva scegliere di far scontare un minimo delle cose che avevano fatto”, sentenzia l’intervistato, che spiega anche di rispettare “ lo Stato, magari non condividendo determinate leggi o sentenze”. Ecco, una breve sintesi di ciò che è successo: è stato giusto mandare in onda un programma simile, gestito nel modo in cui è stato gestito? Secondo me no, secondo me questa trasmissione è stata un oltraggio vile alla memoria di chi è stato ammazzato e trucidato barbaramente da Totò Riina, verso il quale, quel figlio in televisione non ha avuto nessun atteggiamento di riprovazione o di distanza da quel padre e verso quel cui figlio le domande del conduttore Vespa sono state un esercizio di plateale ipocrisia.