Stamattina ho letto un delirante post del sig. Armando De Rosa,
cercatevelo e leggetevelo tutto sulla sua pagina FB, e poi un invito ad andare
a votare da parte di vari ex di centro sinistra. Relativamente al post del sig De Rosa più
leggevo e più mi rendevo conto del merdaio, si proprio merdaio, in cui è stata precipitata
la politica in questo paese. Da questo post si potrebbero comprendere anche le posizioni
politiche circa le amministrative 2016 a Vico Equense di questo signore ancora
non stanco di condizionare gli assetti amministrativi di questa città. Mezze frasi,
oscuri messaggi, cupe premonizioni, come se il signore in questione sapesse di
verità che noi miseri cittadini ignoriamo. Il signore in questione esterna
dichiarazioni di questo tipo rivolte ad un altro uomo della sua stessa parte politica e scrive:” Vogliamo richiamare alla memoria l'epoca di quando frequentava la
nostra città un ingegnere amico e sodale di Fulvio e Telearredo? Pace all'anima
sua, quell'ingegnere è morto: si impiccò, ma gli atti sono ancora lì e forse in
giro c'è ancora qualche filiazione di quegli atti.” Dichiarazioni molto
gravi che, credo, qualche magistrato avrebbe il dovere di verificare. Tutto il
post è scritto con questi toni, poi ho letto i commenti e non posso non
condividere quelli di Beniamino Cuomo, che faccio miei in toto e dunque mi
verrebbe da dire al signor Armando De Rosa: “E bravo Armando De Rosa! E’
probabile che sia tutto vero, però innanzitutto vorremmo nomi e cognomi del
suicida e delle ditte in odore di camorra..e anche due parole sulla folle
scelta di ricostrurire l’ ospedale a Via
S.Sofia...sempre con la stessa ditta, ovvero la ditta Passarelli che, combinazione, ha costruito pure il parcheggio piazza.Kennedy. Ovvero la madre di tutte le speculazioni. Oppure vogliamo parlare dei bravi armati fino ai denti che proteggevano il sig. Patriarca nel cuore di Vico e chissà… forse… anche lei...e… Russo e… Gava? Ottimo De Rosa lunga vita a lei, peccato per la
prima moglie,ma un giorno la signora con la falce ghermirà tutti me per primo,
ma anche lei come tutti gli altri mortali e allora...si faccia coraggio e
palesi tutte le sue malefatte politiche e così potrà ricongiungersi in Paradiso
con la sua adorata prima moglie,vittima di un destino cinico ed ingiusto”
Si ricordi della grandezza di Giorgio e Germaine Amendola" Io, come Beniamino Cuomo, sono un ex PCI ma non come quelli che sono ancora in giro a guazzabugliare
nelle liste di Gennaro Cinque o quelli
che non sono mai stati PCI, ma sono nati PDS, DS, PD che scrivono laconici inviti al voto
che dovrebbero far vergognare perché la prima domanda che verrebbe da porsi è
perché invitano a votare e poi non hanno presentato una loro lista quando
avrebbero avuto il dovere di presentarla! E allora torna forte la mia posizione
personale che difendo contro vecchi e nuovi detrattori, io il 19 giugno
annullerò per la seconda volta il mio voto e lo faccio come vecchio comunista
italiano, tanto per fugare le superficiali affermazioni di chi mi accomuna ad
una inesistente e generica sinistra.
Cultural studies,Queer/gender studies, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, indipendent design, literature,art,gay life especially bears-people, electronic music,media studies. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
martedì 14 giugno 2016
lunedì 13 giugno 2016
Alle giovani sirenette tra un mojito e una vodka tonic dico:Io annullerò il voto
Sapete cosa mi ha più disgustato
in questa già di suo molto disgustosa campagna per l’accaparramento della
poltrona di sindaco di questo paese? L’uso
indecente che è stato fatto del termine giovani e la prosopopea e l’arroganza
di molti di questi, per lo più in buona fede, ma per lo più ignoranti e ottusi
come zucche vuote di halloween, che improvvisamente, dopo aver stazionato tra
birre e baretti, tra mojito e vodka tonic si sono improvvisamente ridestati e
hanno scoperto la politica! Dirò subito che non sarebbe un male, se questo
risveglio fosse stato veicolato da una reale presa di coscienza, ma dai
commenti e dalle critiche che mi arrivano, devo pensare che questi giovani –
così detti tale- con millantate e ostentate lauree bocconiane e non, che
scrivono con i piedi e mentre ti stanno dando del tu, passano al lei, per poi
ritornare al tu, sono quanto di più infelice possa rappresentare questo
mediocre paese amministrato da sempre da una classe politica di mediocri e di
rozzi ignoranti: questi cosiddetti giovani sono quello che questa classe
politica ha prodotto fino ad ora. E potrei passare anche su questo, perché se
si semina zizzania, zizzania si raccoglie, ma ciò su cui non posso
assolutamente passare sono le falsità e le bugie, gonfiate da gente che non è
più giovane e che strumentalizza questi cosiddetti “giovani risvegliati” raccontando
loro menzogne su menzogne. Io voglio ribadire ancora una volta, non urlando –
come ha appunto scritto un imbecille- perché quando si scrive non si urla, ma si incide al massimo, che la mia posizione rispetto a questi schieramenti in
queste elezioni amministrative è stata e resta quello di un totale disprezzo verso
questi stessi schieramenti che si sono presentati. Allora, se come ha scritto qualcuno,
sembrerebbe che io ce l’avrei con i “Buonocores” o anche i “Gennaro Cinque boys”
( termini “bocconiani”( sic! ) utilizzati da questo qualcuno ) e favorirei - suo dire - lo
schieramento di Maurizio Cinque, ignorando di un accordo intercorso tra questo
e lo schieramento escluso di Flora Beneduce, questo qualcuno sta dicendo una
menzogna e la sta dicendo infangando la mia posizione e la mia persona. Tra l’altro,
questo pischellino si fregia di voler salvare il territorio, sempre tra un
mojito e una vodka tonic e lo viene a dire a uno come me che ha speso parecchi
dei suoi anni a denunciare misfatti ambientali. Questo qualcuno che si definisce giovane a quasi
quarant’anni, mi aggredisce gratuitamente senza conoscermi e senza conoscere niente di me! Ebbene queste elezioni amministrative in questo paese sono esattamente
lo specchio di ciò che sta avvenendo in tutta Italia: una sinistra distrutta e
inesistente, liste civiche a gogò e interessi personali da parte di chi aveva
ed ha già le mani in pasta. Allora suona falso anche il moralismo di chi si
erge a difensore del diritto al voto e della necessità di andare a votare in
una situazione simile, persone che nel bene e nel male hanno fatto i fatti loro
per decenni o altre che decidono di scrivere proclami dopo aver distrutto quel
minimo già distrutto che fungeva da finta opposizione. Io lo ribadirò fino alla
nausea: andrò a votare come ho fatto la prima volta e annullerò il mio voto anche la seconda
volta perché ciò che mi si presenta è soltanto ciarpame di vecchio politicume
con presunte giovani sirenette che ne decantano le lodi senza sapere che cosa
stanno cantando e soprattutto chi li dirige.
martedì 7 giugno 2016
In tempo di scontri elettorali tra persone indifferenti alla violenza sull'ambiente, una vile aggressione contro Claudio D'Esposito, amico e presidente del WWF Sorrentino.
Un attentato in puro stile
camorristico, contro chi dice che in costiera sorrentina sono tutte brave
persone, è stato perpetrato ieri contro la persona di Claudio D’Esposito,
Presidente della sezioone del WWF costiero. La sua auto è stata vandalizzata:parabrezza
fracassati a colpi di martello, tettuccio ammaccato e l’esterno e l’interno
sommerso di immondizia. Non è a prima volta che il Presidente del WWF viene aggredito e minacciato. Claudio D’Esposito
sta denunciando non da ora la violenta aggressione speculativa alla stradina
che da Termini porta a Punta Campanella. Nell’autunno scorso anche i VAS
parteciparono alla discesa collettiva con altre associazioni per verificare lo
stato del disastro. Al posto dell’antico sentiero ora c’è una colata di cemento
, al posto dei muretti a secco lastroni di finta pietra viva ( in realtà
cemento pure quello) che hanno fatto sparire varie essenze erbacee e alcune
orchidee rara che fiorivano solo in quell’area. I VAS denunciano queste operazioni che, sono diventate quasi un leit motiv in Penisola Sorrentina, una vera e propria aggressione al verde e alla amena salubrità di posti che hanno reso celebre questa costiera nel mondo.Tutta l’operazione è stata
fatta passare per “ una messa in sicurezza” della strada ad utilizzo dei portatori
di Handicap, in realtà il sentiero è diventato una carrozzabile servita da una
illuminazione assolutamente poco adatta al luogo che è una area tutelata e
protetta ed anche un sito archeologico di rilevante importanza, prospiciente alla bellissima baia di Ieranto anch’essa area marina
protetta. I VAS oltre ad esprimere tutta la solidarietà al compagno Claudio D’Esposito
e al WWF, denunciano anche un preoccupante abusivismo che si riscontra in una
delle zone più suggestive del paese, nel silenzio delle autorità locali. Ad Andrea Buonocore e
a Maurizio Cinque candidati sindaci in ballottaggio e naturalmente ai loro sostenitori palesi e occulti chiedo
cosa pensano della vile aggressione subita da Claudio Esposito, ma soprattutto
come intendono sostenere una battaglia per la legalità e la tutela del territorio.
Il vecchio sindaco Gennaro Cinque poi assessore ai lavori pubblici ha dato
prova di totale disprezzo per la tutela ambientale, spesso confusa dallo stesso
con una deleteria pratica di aperture di cantieri a go go. Come si collocano le
due “nuove” promesse su questo argomento? Far finta di non vedere o sapere,
nascondere la testa sotto la sabbia, di fronte a modalità in puro stile
camorristico oppure negare quello che da tempo la magistratura con inchieste e
indagini conferma. La vicenda Parcheggio Passarelli a Vico Equense è solo la madre di tutta la speculazione dei
parcheggi interrati in costiera e dei legami tra malaffare e appalti, tutto questo
dimostra che in penisola sorrentina, la
camorra e' di casa, attraverso investimenti
immobiliari e infiltrazioni con le sue
aziende negli appalti pubblici e privati. Allora c'è poco di che stare allegri.
C’è una emergenza legalita', ma non ne parla nessuno e siccome , pecunia non olet, i nostri
amministratori vecchi e prossimi, sembrano occupati a guardare altrove.Tutta la
mia personale solidarietà a Claudio e tutti come lui prossimi sono impegnati in
prima persona a difendere non solo,il nostro patrimonio ambientale ma la
legalità nel nostro paese.
Franco Cuomo – Coordinatore del
Circolo VAS- “ Giovanni Esposito” Vico Equense
martedì 17 maggio 2016
UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUNCIATO SI CONSUMA NELL'INDIFFERENZA DI UNA FAIDA ELETTORALE TRA MEDIOCRI
Sul gran parlare che si sta
facendo sulla chiusura del tunnel Seiano-Panoramica, mi verrebbe da dire
qualcosa su pezzi generici scritti da giornalisti che si dicono indipendenti,
su dichiarazioni generiche rilasciate da pendolari, su dichiarazioni
altrettanto generiche rilasciate da albergatori pure loro generici, su video
altrettanto generici . Insomma una fiera delle dichiarazioni fatte tanto per
fare senza affrontare l’unico vero e serio problema della mega galleria
Seiano-Panoramica ovvero: una mega truffa ai danni della collettività, per
un’opera durata circa un trentennio, che ha affogato milioni di euro nella
sacche dell’ANAS e che produce danni incolmabili alla città di Vico Equense, ma
soprattutto una bomba inquinante alle porte della costiera sorrentina di
proporzioni inaudite. Io parlerei senza mezzi termini di strage ambientale, di disastro ambientale
relativamente alla salute dei cittadini per
veleni dispersi nell’ambiente e non solo
per lo sfiatatoio sopra la località bikini inquietante per la strage
della vegetazione per circa i duecento
metri quadrati tutt’intorno per non parlare della perdita di sorgenti benefiche che si
riversavano allo Scraio, fonte naturale di un benessere ormai perduto. Il tutto per far riversare milioni di auto in
una zona che a stento ormai riesce a smaltire quelle che tiene di suo e, mai che
si sia fatto il nome di un responsabile ! E oggi si scopre che i gas prodotti in questo
budello di cinque chilometri stanno avvelenando l’ambiente. L’altro giorno a 60
all’ora, con i finestrini chiusi oltre ad una crisi di claustrofobia per il
caldo e la mancanza d’ossigeno , avvertivo l’odore acre del monossido di
carbonio che comunque entrava in macchina e la visibilità esterna era molto
ridotta dal ristagno dei gas, una sensazione che non auguro a nessuno,
soprattutto se si blocca il traffico o si rallenta di molto. Ho giurato a me
stesso che non prenderò più la galleria. Così oggi apprendiamo che un agronomo
che lavora per la Sma Campania spa, una società della Regione Campania che si
occupa anche di risanamento ambientale, ha effettuato insieme al comandante
della polizia municipale di Vico Equense, Ferdinando De Martino, un sopralluogo
nell’area del camino di espulsione aria dal tunnel di Santa Maria di Pozzano,
che si trova in località Bikini, lungo la strada Statale 145 Sorrentina. Io ho visto da vicino quell’area e vi
assicuro che quello che si vede non è un bello spettacolo! Le foto scattate nei
giorni scorsi hanno mostrato chiaramente piante di ulivo completamente
annerite, ma anche un grave inquinamento dell’aria e del suolo. La zona
interessata dal danno ha un’estensione di circa 250 metri quadrati. “L’area controllata – è riportato nella
relazione – manifestava alla vista un fenomeno di desertificazione con la morte
anche delle erbe infestanti. Le piante presentavano, in generale, annerimenti
diffusi non dovuti ad agenti biotici ma al deposito dei gas di scarico
provenienti dal collettore. In particolare l’annerimento aveva causato danni
irreversibili alle piante di lentisco procurandone la morte. Le piante di olivo
e carrubo totalmente annerite hanno difficoltà nel foto-sintetizzare e a causa
del forte stress da inquinamento ricacciano germogli freschi e verdi che in
breve tempo anneriscono anch’essi e muoiono”. Di fronte a tutto ciò si
leggono solo idiozie e banalità da giornalisti improvvisati che in maniera
generica si guardano bene di affrontare la verità di questa truffa ordita ai
danni di un territorio che ormai ha superato ogni limite di sostenibilità, un
territorio che non è una località qualsiasi ma la Costiera sorrentina, ovvero
un luogo conosciuto in tutto il mondo , dove la pochezza dei suoi
amministratori, dei suoi politici, dei suoi imprenditori, ha consentito che
fosse rapinato e distrutto. Ora sarebbe forse il caso che di fronte a tutto ciò,
ovvero un'opera durata 35 anni e costata
72 milioni e mezzo di euro che gli ambientalisti non volevano prevedendo già i disastri, si
facessero i nomi dei responsabili e la si smettesse di decantarne i vantaggi
che obbiettivamente non si riscontrano anzi, stanno esplodendo mefitici e
venefici danni per uomini e ambiente. Quando fu aperta il 16 luglio del 2014
c’erano Ciucci e il capo compartimento di Anas Campania Eugenio Gebbia, il
presidente della Regione Stefano Caldoro, il prefetto Francesco Musolino,
l'assessore regionale Edoardo Cosenza, il presidente della Provincia Antonio
Pentangelo, il sindaco di Castellammare di Stabia, Nicola Cuomo, e quello di
Vico Equense, Gennaro Cinque e allora oggi più che mai questa persone
dovrebbero essere chiamate e sentite in merito a questo che si può senza tema
di errore definire un vero e proprio
disastro ambientale alla vigilia di discutibili elezioni amministrative
per la città di Vico Equense. Sia chiamata in causa l’ANAS subito e i suoi
dirigenti. Alla luce di questo disastro ambientale il professionista conclude
la sua relazione prevedendo che “l’area interessata dall’inquinamento sarà
destinata ad aumentare. Pertanto si consiglia di fare interventi celeri di
ripristino delle condizioni naturali, al fine di salvaguardare essenze arboree
e arbustive della macchia mediterranea. I VAS
sollecitano i mezzi di informazione a portare il caso sui media
nazionali per il valore del territorio e della località in cui si è prodotto
questo disastro: l’anno scorso il mare, oggi i gas venefici di un budello lungo
5 chilometri i cui risultati sono
visibili tutti sopra la località bikini.
FRANCO CUOMO COORDINATORE CIRCOLO
VAS “GIOVANNI ESPOSITO”
VICO EQUENSE
mercoledì 4 maggio 2016
Banalità del presente e crisi della democrazia
![]() |
| Mario Monti |
Per definire il senso di
rassegnata impotenza che attanaglia oggi quei cittadini della mia generazione
che un tempo si occupavano di politica o la facevano attivamente in partiti
operai, bisogna partire credo, da ciò che si definisce globalizzazione. Nel 2002
scrissi un libro per Franco Di Mauro Editore, con una prefazione di Aldo
Masullo, che si chiamava Etica e Globalizzazione, in quel libro si parlava di
crisi dell’etica e della comparsa di morali separate, morali diremmo oggi
deontologiche. A distanza di quattordici anni, non avrei mai pensato che, quel
termine che allora cominciava a fare la sua timida apparizione, travalicasse i confini dell’economico – dove era nato (
globalizzazione dei mercati) – e estendendosi pienamente al politico mettesse in crisi l’idea stessa di democrazia parlamentare e l’autorità degli Stati
Nazione. La globalizzazione sembra ormai essere diventato un processo integrale
irreversibile. Integrale nel senso che è diventata la forma – non soltanto
economica o tecnologica , ma anche logica e ontologica del mondo: quello che
sta avvenendo in Italia, sta avvenendo anche in altre nazioni europee e la
percezione di questa mutazione da noi si è cominciata ad avvertire col primo
governo Monti, fino a arrivare a quello attuale di Renzi, governi che sono
entrati in carica senza che i cittadini fossero chiamati a esprimere il voto
sugli stessi e che stanno tentando di trasformare in senso autoritario e
dirigistico la democrazia rappresentativa, ovvero: stanno trasferendo i destini
dello Stato Nazione nell’egida di ciò che Toni Negri – non senza molte ragioni-
definisce l’Impero: “L'Impero emerge al
crepuscolo della sovranità europea. Al contrario dell'imperialismo, l'impero
non stabilisce alcun centro di potere e non poggia su confini e barriere fisse.
Si tratta di un apparato di potere decentrato e deterritorializzante che
progressivamente incorpora l'intero spazio mondiale all'interno delle sue
frontiere aperte e in continua espansione. L'Impero amministra delle identità
ibride, delle gerarchie flessibili e degli scambi plurali modulando reti di
comando. I singoli colori nazionali della carta imperialista del mondo sono
stati mescolati in un arcobaleno globale e imperiale”[1].
Questo nuovo assetto disegna una nuova geografia del potere: dal sistema di
produzione fordista, meccanico e serializzato, siamo passati a un’economia
biopolitica, che lavora e manipola la vita sociale nei suoi meccanismi
d’interazione, comunicazione e affettività; dalla centralità degli stati- nazione
a una forma di sovranità globale, senza centro né confini, che giustifica ogni
suo intervento consacrandolo in nome di una pace perpetua e universale che però
è concepita e imposta sempre e solo dai dominatori. Allora, la crisi di cui
parlavo all’inizio, la crisi di tutti quei cittadini della mia generazione che
un tempo si occupavano di politica e in qualche modo tentavano di governare
anche opponendosi i processi socio economici, fa i conti con questo nuovo tipo
di dominio e contro questa forma di dominio sempre più assoluta si dovrebbe
tentare di costituire o organizzare poteri alternativi, forze di resistenza. Il
compito è arduo se non impossibile: troppe forze sono in gioco e ciò che
all’inizio ho chiamato “ forma logica e ontologica del mondo”, si connota
essere come la forma stessa del linguaggio e del pensiero. Intanto, chi oggi
crede di far politica si muove all’interno di questo universo con modalità
espressive che sono identiche o variano di pochissimo sia che si tratti di conservatrici sia se si tratta di
progressiste, l’utilizzo di programmi omologati agli interessi dell’unico
sistema possibile di dominio fa si che l’agone politico diventi solo un
paravento che serve a mascherare l’avvenuto insediamento di un controllo
sovranazionale. Tutti quelli che non si conformano a questa ontologia sono
ritenuti pericolosi, sovversivi, criminali o pazzi che attentano alla “democrazia
paravento” la cui unica finalità è quella di controllo sociale, se non
apertamente di dominio. Non vorrei
essere pedante, ma che questo sia un processo integrale e irreversibile è
provato dal fatto che anche quelle che potrebbero sembrare le forme di
resistenza più virulenta ad esso, si muovono all’interno delle sue stesse
coordinate adoperando il suo stesso linguaggio e fanno uso delle stesse armi
ideologiche e reali che pure contestano. La circostanza che formazioni come l’ISIS,
il califfato di al-Baghdadi, non solo traggano le proprie
risorse da giri finanziari interni all’Occidente, ma siano stati finanziati ed
armati dagli stessi americani indica che
bisogna guardare allo scontro in atto non come un conflitto tra sistema e anti
sistema, ma come un conflitto tutto interno al/e prodotto dall’unico sistema-
mondo e questo vale soprattutto sul piano dell’immagine. Non esistono due
rappresentazioni diverse e alternative, ma una lotta per l’egemonia nell’unico
orizzonte rappresentativo possibile: quello mediatico. Ora, se tutto ciò è
vero, vuol dire che è insensato delineare scenari politici, economici,
antropologici alternativi a questa forma globale che ha assunto il mondo. Questo
non soltanto per il loro carattere in effettuale, utopico e residuale, ma anche
perché le forme di neolocalismo identitario sono esse stesse il risultato
speculare della medesima globalizzazione che vorrebbero contrastare. Rispetto a
questo universo chiuso, la democrazia rappresentativa diventa solo una
formuletta per garantire lo status quo al dominio sovranazionale mondiale:
saltano le rappresentazioni mitopoietica della democrazia antica, quella greca
per intenderci, ma saltano anche quelle della democrazia moderna e le sue
degenerazioni, quali oligarchia e tirannide. La morale della favola è chiara:
avere a lungo rifiutato di governare i processi economici (in omaggio
all’ideologia della sua naturale autonomia, ovvero della “naturalità” del
mercato), avere lasciato briglie sciolte agli «spiriti animali» del
capitalismo, distruttori della coesione sociale, costringe alla fine ad
approdare all’estremo opposto: non soltanto al governo sociale-politico
dell’economia, ma all’adozione di politiche totalitarie, liberticide e
criminali. La cosa più grave, è che
questa aberrazione concettuale ha contagiato anche quelle forze che fino agli
anni ’70 avevano garantito una resistenza a questo sistema unico che cresceva e
spazzava via la solidarietà sociale. Se
ascolto un giovane - e per me la categoria va dai 15 ai 40 anni- non posso non constatare che essi diano per
naturale l’ordine di cose esistente. Grosse responsabilità sono da attribuirsi
alle classi dirigenti che governavano quelle forze, penso alla classe dirigente
post –Berlingueriana nel PCI, ma anche a quelle laburiste inglesi e alle politiche di Blair. È stato scritto di
recente a questo riguardo che in tutta Europa la maggior parte delle sinistre
ha rassegnato le «dimissioni dalla
propria funzione critica»[2]
e che «gli avvocati» che
rappresentavano la parte più vulnerabile e meno protetta della società non solo
«si sono mostrati incapaci di giocare
d’anticipo» rispetto all’offensiva neoliberista, ma hanno altresì deciso di
smantellare gli «impegnativi apparati di mobilitazione» (i grandi partiti
socialisti e comunisti) al fine di rafforzare «la divisione del lavoro tra rappresentanti
e rappresentati» e di riservare a sé (gli addetti ai lavori della mediazione
tra interessi) «il monopolio della politica» (lasciando al popolo «la cura
degli affari e dei piaceri privati» Ad ogni modo, vero o falso che sia
questo severo resoconto, sta di fatto che oggi in Italia ci ritroviamo in un
frangente della vita del paese non soltanto avvilente ma anche assai rischioso.
Dinanzi a chi non opti per il diniego della realtà (come sembra fare talvolta
un ceto politico ossessionato dagli imperativi dell’autoconservazione e forse
anche per questo intenzionato a varare ambiziose riforme costituzionali, la cui
portata urterebbe con una fragile legittimazione) si stende uno scenario
allarmante, l’immagine di un paese allo sbando, che sa di non potersi fermare
ma ignora la direzione da intraprendere. In termini di classe, il discorso
pubblico è tuttora – ovviamente – monopolizzato dalle forze dominanti,
nonostante i disastri provocati dal liberismo. E indiscutibilmente pesano, in
questo scenario, anche le gravi responsabilità dei media che pressoché
unanimemente rappresentano la crisi della democrazia sotto un’angolatura che ne
impedisce qualsiasi lettura critica. Naturalmente è vero che i processi di mutamento
storico-concettuali non sono mai lineari, ma forse mai come oggi si richiede
uno sforzo preminentemente filosofico
improntato ad una radicalità estrema che ridicolizzi e polverizzi i linguaggi
mediocri e asfittici che parlano e praticano i politici contemporanei.
giovedì 14 aprile 2016
UN SINDACO DONNA, UNA PROPOSTA INNOVATIVA E PULITA IN UN QUADRO POLITICO MOLTO AMBIGUO PIENO DI OMBRE E DI NON DETTI
Si stanno avvicinando le elezioni
amministrative nella nostra città, dico subito che l'argomento, dopo la
sparizione di una sinistra autorevole e forte e dopo una opposizione
inesistente fatta da una lista civica ormai dissolta, non mi interessa molto.
Il centro sinistra, ovvero il Partito Democratico che governa la nazione non è
dissimile dal centro destra che lo ha preceduto e forse, per certi aspetti ( le
pensioni, la sanità, l’istruzione pubblica) è anche peggio e dunque, come
recita una vulgata popolare: oggi bisogna guardare alle persone e non ai
partiti, che appunto, non esistono, più, dissolti in un’unica melassa per altro
per niente zuccherosa. Dunque guardare
o riferirsi solo alle persone, ma sarà poi vero? Nella mia città sono iniziate,
per la verità già da un po', le ricerche per il candidato sindaco, per le prossime amministrative,si stanno già
delineando schieramenti, che in qualche modo rappresentano le posizioni
rispetto all'amministrazione precedente che eraun'amministrazione di centro destra con un sindaco
che, per chi scrive, è stato per i metodi usati, il peggiore che un paese civile abbia potuto avere. In
questa mia considerazione non farò nomi,
ma mi limiterò a qualche riflessione e perdonatemi qualche inesattezza, ma come
vi ho detto non sto seguendo molto la faccenda. Dunque al momento ci sono tre
liste con un trentenne capolista, questo trentenne è un fuoriuscito dalla vecchia maggioranza - era
presidente del consiglio comunale – e che per la verità quando era in maggioranza
non ha fatto gran che per delegittimare e far cadere il vecchio sindaco
sostenendo posizioni personalistiche e molto opinabili. Oggi questa persona la
troviamo a capo di queste tre liste che si sino costituite contro il vecchio
sindaco: oggi, queste tre liste dovrebbero rappresentare l'opposizione, il nuovo che avanza. Dico
subito che non c'è una lista del PD, né una lista di sinistra, il paese, da questo punto di vista non esprime proprio più nulla. Poi c'è una
lista, che potremmo definire lista/progetto, composta da giovani, ripeto, non faccio ancora i nomi: questa lista,
tranne qualche presenza di persone che hanno già avuto incarichi istituzionali
anche nella vecchia maggioranza di centro destra, e qualche nome del un vecchio
centro sinistra, raccoglie giovani e giovanissimi, onesti, puliti, e animati da
sincero amore e volontà di fare il meglio per la nostra città, questa lista,
novità assoluta degna di tutto rispetto, ha come capolista candidata a
sindaco, una donna, una donna che stimo molto, una professionista seria,una mia amica, una persona di
cui mi potrei fidare, una persona che potrebbe veramente rappresentare una
svolta autenticamente civile per la città. Poi ,vera incognita che rimane
ancora tale, ci potrebbero essere altre due o tre liste, di diretta e
manifesta emanazione del vecchio sindaco, il quale si ripresenterebbe,nella
tornata elettorale, nella veste di consigliere comunale, poiché non può
presentarsi più come sindaco, per eccedenza di limiti temporali: lo ha fatto
già per due mandati. Ai margini di questi schieramenti più o meno definiti si
stanno alternando nomi fatti da "
strateghi", notabili, professionisti vari, per la candidatura di sindaco, proposte che per lo più sanno un po’ di naftalina, e che al momento sembrano rimanere
allo stallo. Questa dunque la situazione. Ora questa mia riflessione, o
semplicemente, ciò che vorrei evidenziare con questa descrizione dello
stato dell’arte e che, mi piacerebbe comprendessero anche questi giovani puliti
e volenterosi, e la mia amica candidata a sindaco, è che con questo quadro così delineato a me sembra che lo strapotere del vecchio sindaco sia ancora integro e faccia sentire in maniera pesante la sua
mano nella scelta per le possibili candidature . Continuerò a ripeterlo fino
alla noia: il vecchio sindaco per i metodi e per ciò che ha lasciato
concretamente e visibilmente al nostro paese, soprattutto per quanto concerne
l'ambiente, è quanto di peggio la città possa avere avuto. Che questo sindaco e
/o uomini di sua fiducia o che hanno avuto incarichi nella sua amministrazione, possano determinare le nuove
prossime liste elettorali per me
rappresentano un elemento da non sottovalutare e anche di rischio notevole. Qualcuno dice che il vecchio
sindaco è uomo di acuta intelligenza anche se di scarsa cultura, ebbene per me
l'intelligenza se non di sposa con rettitudine e osservanza e rispetto delle
leggi è qualcosa di molto simile alla ribalderia. Allora, siccome mi sembra che
quest'uomo sia ancora il burattinaio della politica amministrativa della mia
città, esorto quei giovani e quella donna candidata a sindaco dell'unica lista che al
momento sembra interessarmi, ad aprire bene gli occhi, a fare attenzione alle
strumentalizzazioni. Non è lui che decide chi debba o no fare il sindaco, non
è lui che decide chi debba sostituirlo o no, e questo non vale solo per lui ma
anche per quelli che, oggi contro o a favore, hanno avuto incarichi nella sua
maggioranza e scorrazzano per liste di diverso orientamento: sono sempre suoi uomini, sono sempre suoi luogotenenti. Il quadro che allora si presenta a Vico per le prossime amministrative è dunque pesantemente
condizionato dal vecchio sindaco, e dai suoi uomini . La candidatura di una
donna, di una professionista seria, colta e di idee avanzate ed urbane nonché
mia amica è un fatto straordinariamente innovativo ed importante e mi ha
colpito molto, come mi hanno favorevolmente colpito i giovani vivaci presenti
in questa lista/progetto, ma facciano attenzione, si impongano in partenza,
mantengano la loro integrità e la loro autonomia: per amministrare la città non
hanno bisogno del nulla osta di nessuno, tanto meno del vecchio sindaco, hanno
bisogno solo del sostegno dei cittadini che intenderanno votarli.
venerdì 8 aprile 2016
La vicenda di Riina Jr da Bruno Vespa a Porta a Porta. ITALIA=MAFIA
"Per i vertici dell'azienda niente da
riparare" certo, non poteva che essere così, perché noi siamo un paese di
mafiosi e un popolo di mafiosi. Siamo come d’altra parte ci vedono da sempre
americani, tedeschi, danesi, inglesi, francesi, spagnoli e pure giapponesi,
cinesi e indiani e australiani, insomma tutti. Italia= mafia e la riprova
l’abbiamo avuta l’altra sera con l’intervista, ma chiamarla così è una grossa
imprecisione, con quel teatrino di ipocrisia che è stato Porta a Porta,nel
quale il figlio di un uomo di efferata crudeltà, ha raccontato che invece suo
padre era un buon pater familias "uomo tutto di un pezzo, che aveva
rispetto per i valori della famiglia e delle tradizioni",e lo ha fatto con
i modi e l’educazione ricevuta da quel tipo di padre ovvero quelli di un
mafioso che si rispetti. Ma ciò che è stato avvilente era il modo di condurre quel
teatrino da parte di Vespa che parlava mestamente o bonariamente di curiosità dei bambini, invece di inchiodare Riina Jr alle sue pesanti responsabilità .E mi sono
chiesto pure come sia stato possibile che Vespa sia riuscito a condurre
un'intervista del genere senza avere neppure accennato una domanda sul patto
Stato-Mafia. Il padre aveva dei valori e la
madre si era innamorata di un uomo tutto d’un pezzo. “Una storia familiare che
sfiora la perfezione, un paio di frasi che mettono quasi in dubbio l’esistenza
di Cosa nostra e un durissimo attacco ai collaboratori di giustizia. Chi
pensava che l’intervista di Porta a Porta a Salvatore Giuseppe Riina potesse
essere condita da inedite rivelazioni o almeno da un mea culpa del figlio del
capo dei capi di Cosa nostra, è rimasto deluso. Niente richieste di perdono,
nessuna assunzione di responsabilità da parte del figlio del boss stragista,
che, al contrario, si produce in una difesa totale del genitore, indicato come
il suo eroe personale. Ma non solo. Riina Junior approfitta dello spazio
concesso da Bruno Vespa anche per lanciare una serie di messaggi fondamentali
tra i ranghi mafiosi. A cominciare dall’esistenza stessa di Cosa nostra, messa
in dubbio dal terzogenito di Totò Riina, nonostante abbia alle spalle una
condanna definitiva a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa. “Che
cos’è la mafia? Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può
essere tutto e nulla. Ecco, lo scandalo è come è possibile che un servizio
pubblico, un servizio al quale si impone un canone ai cittadini, attraverso la
bolletta dell’energia elettrica e dunque se non lo si paga ti tagliano la luce,
possa far passare questo tipo di frasi e di messaggi. Salvo Riina ha risposta
alle domande di Vespa come un mafioso autentico e lo ha fatto con una freddezza
e indifferenza di atteggiamenti omertosi che sono ormai diventati il tratto più
evidente di questo sgangherato paese. Le stesse affermazioni, fatte come un
messaggio trasversale, relativamente ai pentiti avevano un che di inquietante: “Solo in Italia succede ciò ( riferito ai collaboratori
di giustizia n.d.r.). In tanti altri Paesi democratici non succede che un
pentito che dice di aver commesso centinaia di omicidi non fa neanche un giorno
di carcere. Poi accusano le persone, le mandano in carcere poi tornano a fare
quello che facevano prima. Si poteva scegliere di far scontare un minimo delle
cose che avevano fatto”, sentenzia l’intervistato, che spiega anche di
rispettare “ lo Stato, magari non condividendo determinate leggi o sentenze”.
Ecco, una breve sintesi di ciò che è successo: è stato giusto mandare in onda
un programma simile, gestito nel modo in cui è stato gestito? Secondo me no,
secondo me questa trasmissione è stata un oltraggio vile alla memoria di chi è stato
ammazzato e trucidato barbaramente da Totò Riina, verso il quale, quel figlio
in televisione non ha avuto nessun atteggiamento di riprovazione o di distanza
da quel padre e verso quel cui figlio le domande del conduttore Vespa sono
state un esercizio di plateale ipocrisia.
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