domenica 12 aprile 2020

PASQUA 2O2O . STUPIDITA' , MENZOGNE E LIBERTA’ DAL TERRORE.



Stamattina a letto, alle cinque e mezza leggevo un articolo de Il Manifesto, un articolo che, tra l’altro, ho anche condiviso, in cui il pensiero portante era: non dobbiamo desiderare un ritorno alla normalità, perché la normalità ci ha portato a  quello che sta succedendo ora. L’articolo poi chiudeva con una esortazione che condivido, ma la condivido solo fino ad un certo punto, perché nel dire che tutti  sono capitalisti dentro, colpevolizzando anche chi non lo è, non rende un buon servigio alla causa di quelli che non lo sono mai stati, e riporto il testo   : “Il nostro confinamento è inteso in questi giorni come il più vitale esercizio di cittadinanza. Tuttavia, abbiamo bisogno di essere capaci di portarlo più lontano. Se la clausura ha congelato la normalità delle nostre inerzie e dei nostri automatismi, approfittiamo del tempo sospeso per interrogarci su inerzie e automatismi. Non c’è normalità alla quale ritornare quando quello che abbiamo reso normale ieri ci ha condotto a quel che oggi abbiamo. Il problema che affrontiamo non è solo il capitalismo in sé, ma anche il capitalismo in me. Chissà che il desiderio di vivere non ci renda capaci della creatività e della determinazione per costruire collettivamente l’esorcismo di cui abbiamo bisogno. Questo, inevitabilmente, tocca a noi persone comuni.” Cominciamo dal nostro confinamento: intanto come si fa a pensarlo come un vitale esercizio di cittadinanza? Come si fa a pensare un isolamento vigilato da droni, polizia, vigili urbani, altoparlanti che impongono la clasura, minacce di multe e reclusioni, come un esercizio di cittadinanza? Qui ciò che è sparita è proprio la cittadinanza, mentre l’esercizio del pensiero è stato affidato solo alla possibilità data da quelli che- secondo me impropriamente- chiamiamo social media, ovvero una massa di informazioni e comunicazioni che ci scambiamo, illudendoci di poter dire o dare opinioni, ma che è in fondo solo uno sfogatoio solipsistico, dove ognuno narcisisticamente parla di sé con se stesso. Poi, continua, dicendo che dovremmo approfittare di questo “tempo sospeso” per interrogarci, sulle inerzie e gli automatismi, quali? Eppoi interrogarsi? Ma se io non riesco più a concentrarmi  su due pagine scritte? Chiecchiere, chiacchiere solo chiacchiere! Questo isolamento annichilisce  le nostre coscienze e la nostra consapevolezza individuale, ma anche le nostra forza vitale, le nostre difese immunitarie: ese mi ammalo di depressione? E se io improvvisamente non ce la faccio più perché sto male e ho crisi di panico e ansia? A chi mi rivolgo? Agli ansiolitici? E per le altre patologie, come le curo in che modo? Io non sono un santo stilita, io non sono un eremita che trova il suo sé nell’isolamento, io sono un essere sociale e nessuna crisi di civiltà potrà farmi pensare il contrario, nessuno può dirmi e non me lo lascio dire, che la mia coscienza si arricchisce in solitudine, perché questa è una menzogna! Ci hanno inoculato il virus della diffidenza verso l’altro, e lo fanno tutte le sere in ogni ora del giorno con il terrore del contagio pandemico, la paura dell’abbraccio e allora penso a Gesù, ma anche a madre Teresa e a Budda, che abbracciavano i lebbrosi senza paura, e la loro forza, la loro potenza, ma anche il loro non infettarsi, derivava da quel coraggio, dal non lasciarsi dominare da quella paura e derivava anche dal non aver paura del contagio e dunque non aver paura della morte, perché la vita non è un valore materiale che si può capitalizzare e qui, dissento dalla fine dell’articolo,la vita è un mistero grande che si alimenta di spirito di vita, di amore verso gli altri come te,  e non di opprimente solitudine e di paura ma soprattutto e non appartiene a noi e quindi non possiamo pensare di capitalizzarla. Pensate se Gesù, Budda, Madre Teresa si fossero chiusi in casa invece di accogliere i lebbrosi o gli appestati, riuscite a formulare un pensiero del genere? L’articolo dice che il virus  arriva dagli allevamenti intensivi, dagli animali in batteria, attraverso la trasmigrazione zoonotica- altro termine “magico” - di virus animali all’uomo, cioè una cosa che è sempre successa, come dice lo stesso articolo già dai primi tempi delle comunità umane, oggi ciò che è stato reso veramente pandemico e globale è il terrore, la funzione dei media in questa malattia è stata devastante per le nostre libertà e per i nostri equilibri psichici  e con questo sistema    stanno tentando di fare la stessa cosa con le nostre coscienze: anche noi animali da batteria con coscienze reattive uniche. Io non ci sto. Io ora, abbraccerei chiunque senza mascherina e senza guanti e mi farei abbracciare da chiunque perché vorrei trovare la mia felicità e la mia forza tra le braccia di un altro o di un’altra. Lo so che in molti non sarete d’accordo, la risposta pragmatica calcolante dell’illuminismo progressivo, ci vuole tutti ubbidienti: la pandemia si combatte con l’isolamento, ma ne siamo veramente sicuri? I virologi dicono di si, ma i virologi avrebbero isolato madre Teresa? Mi aggredirete in parecchi ma io ora sono un eretico.