martedì 12 febbraio 2013

Dimissioni di un Papa ovvero: crisi ontologica del potere in Occidente



Si possono leggere le dimissioni di Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, come il vacillamento ontologico del potere in occidente? Ovvero si può pensare che il discorso sull’essere connesso alla rappresentazione di potere e di autorità sia ormai caduto in una crisi profonda? Quando alle 12 di ieri si è diffusa la notizia delle dimissioni del Papa, inizialmente ho pensato ad una bufala mediatica, uno scherzo di carnevale, poi però, dopo averne accertato la fondatezza e dopo aver considerato anche la mediocre reazione dei media: tutti, sapevano già tutto, tutti si aspettavano già tutto, ma io ho cominciato a considerare il fatto sotto una angolazione diversa. La diafana fragilità femminea di questo Papa, la sua rivalutazione della ridondanza e ricchezza vestiaria, il suo attaccarsi alla tradizione più retriva della Chiesa, come l’aggrapparsi ad uno scoglio me lo hanno rapportato ad un imperatore della decadenza, anzi all’imbelle imperatore bambino della decadenza deposto da Odoacre nel 476 d.c.: Romolo Augustolo. Un Papa di un trapasso epocale, in un occidente heideggeriano  (Abendland), dove l’essere declina, tramonta e con esso declinano e tramontano i concetti di autorità e di potere, così come si erano manifestati fino ad ora, senza guardare indietro, considerando l’Occidente appunto come l’Abendland, etimologicamente la terra del tramonto, del tramonto dell’essere, in questo caso come la terra del tramonto del potere e delle sue forme, là dove, da altre parti del mondo si fanno avanti altre tradizioni. Da Platone che ha avviato l’inizio della metafisica occidentale caratterizzata da un succedersi di assoluti: Dio, la morale, la ragione, la verità, la scienza, lo Stato l’itinerario sembra chiudersi definitivamente con le dimissioni di un Papa, di questo Papa, nel 2013, in un momento in cui la fragile democrazia parlamentare si prepara a nuove elezioni in cui bande e confraternite rivali, senza essere portatrici di valori, ma solo di interessi, si contendono simulacri vuoti dove prevalgono solo obiettivi legati  alla propria mediocre sopravvivenza: non ci sono più progetti, non ci sono più idealità aggreganti. La mediocrità “politica” nella quale siamo immersi ha il merito di averci fatto capire - in molti sensi, sulla nostra pelle - che l’oggettivismo metafisico, oggi declinato soprattutto come potere di scienza e tecnologia, non è altro che la forma più aggiornata - e più sfuggente - del dominio di classi egemoni o di gruppi e individui. Neutralizzazione e crollo dell’autorità declinata in ogni sua rappresentazione e potere degli esperti tecnici di ogni tipo sono ormai la stessa cosa. È l’esperienza che, anche nel piccolo orizzonte della società italiana, facciamo quando vediamo la scomparsa delle differenze tra gruppi e bande “politiche”, nelle quali si è dissolta anche la vecchia nozione di partitocome organizzatore di interessi di classe e nelle quali si frantuma anche la nozione gramsciana di partito quale novello“principe”. Una scomparsa che del resto è generale, almeno nel mondo occidentale della razionalità capitalistica, per quanto quest’ultima sia sempre più visibilmente irrazionale e manifesti senza alcun pudore la sua essenza puramente predatoria. Oggi, queste dimissioni, rendono  più chiaro a tutti che il teologo Ratzinger, l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha vissuto questi otto anni di suo pontificato come un fardello pesante che ha posto in evidenza tutta la vacuità di un potere senza più fondamento. In questi otto anni ha dovuto affrontare tempeste spaventose in un apparato chiesastico anch’esso travolto da una crisi ontologica epocale, un apparato del quale lui è stato parte integrante: dallo scandalo pedofilia tra i sacerdoti, che lo stesso Ratzinger ha tentato di nascondere,  ai veleni di un Corvo che operava addirittura dal suo appartamento. Una cupa e opprimente cappa di intrighi da corte rinascimentale insostenibile per molti, a cui Ratzinger ha reagito facendosi tetragono e dando risposte, come ha potuto, alle richieste pressanti di rinnovamento, ovvero arroccandosi ad una tradizione assolutistica  e tradizionale che certo non ha giovato all’immagine della Chiesa nel mondo. Ora tutti parlano di un gesto coraggioso che questo Papa avrebbe compiuto; ancora una volta prevale la mediocrità interpretativa dei media, nessuno che fino ad ora abbia osato dire che queste dimissioni sono ciò che realmente esse rappresentano: il fallimento di una risposta assolutistica e l’impotenza di questa risposta di fronte all’insorgere di altre verità e di altre e più fondate richieste di socialità e di diritti che sono portate da altre tradizioni e da più innovative concezioni di autorità e di potere, non per questo meno pericolose da quella che si è appena dissolta. Non vedere questo e continuare a descrivere quanto è accaduto così come si sta facendo, cioè mentendo e nascondendo la testa sotto terra è l’ennesima manifestazione di una mediocrità interpretativa che ci allontana dal resto del mondo. Bisognerebbe parlare e commentare il carattere esclusivo dei sistemi simbolici e di ciò che essi dovrebbero spiegare ovvero quello che altrimenti non può essere detto e questo Papa- nel suo breve pontificato- si è nutrito pantagruelicamente di apparati simbolici attraverso i quali ha tentato di fornire una propria immagine di sé assoluta. Un’immagine che però si è presto sbiadita sotto l’insorgenza di una crisi . Ha ragione Marco Damilano di “L’Espresso” a sostenere che il Papa rappresenta il potere dell’Occidente: “anche per i laici il gesto di Ratzinger rappresenterebbe una notizia sconvolgente in quanto “il balcone vuoto non riguarda solo i credenti e la figura del Papa è fondamento di leadership”. Nel fare quest’affermazione,Damilano è stato l’unico che abbia colto il nesso tra questa figura simbolica il concetto di auctoritas, e il suo frantumarsi. Di contro, la risposta ovvia di tutti gli altri e la retorica del beau geste in un momento in cui sul piano interpersonale le asimmetrie sociali tra chi ha e chi non ha, illividisce e inasprisce i rapporti, li condiziona nelle sudditanze psicologiche li annichilisce. Questo gesto, dovrebbe essere piuttosto letto come la metafora di un fallimento collettivo: la mancanza di lavoro, lo sciacallaggio di bande “politiche”, la mediocrità dei governanti e dei governati ovvero la "precarietà/invisibilità ontologica" che ormai senza appello riguarda tutta la società italiana. Un Papa che si dimette non è un avvenimento usuale, un popolo che smette di sperare, di desiderare, di aspirare, nel lungo periodo è destinato ad implodere, a ripiegarsi. Questa nostra società  oggi  è pericolosamente segnata da una perdurante crisi e da un devastante senso di vuoto: è questo tutto quello che andrebbe visto e descritto nelle dimissioni/fallimento di Benedetto XVI .

Franco Cuomo

domenica 10 febbraio 2013

Parenti e sensibilità



Ecco, siamo rimasti insieme io e lei,lei che mi teneva per mano e accompagnava i miei primi passi e le mie prime curiosità. Siamo rimasti insieme per 60 anni.Da un mese mamma non sta bene, da un mese ho smesso di avere una vita privata che fosse solo mia: una passeggiata, una serata con qualche amico, un incontro, un film o semplicemente perdere tempo a casa mia: dipingere, ascoltare musica. Non che prima fosse diverso. No, prima era uguale. Prima cioè da quando mamma ha smesso di uscire per problemi deambulatori, ovvero : quasi quattro anni. Ora però è peggio, perché non posso lasciarla sola a casa. Sono completamente solo! Quelli che solo una casualità genetica vuole che siano i miei parenti sono scomparsi da quattro anni. Hanno le loro famiglie a cui pensare  questo è quello che dicono i figli, i nipoti, non hanno tempo non hanno disponibilità. Gli altri, quelli che mi telefonano mi dicono: “ ma fate i turni! Fate un week end a testa in modo che tu possa respirare un poco, fate turni per dormire ”. C’è da non credere. Questi parenti per casualità genetica sono indifferenti a tutto: al fatto che ho avuto un infarto 13 anni fa e un altro  cinque mesi fa: La notte mi sveglio per lo meno una volta  per cambiare mamma, quando riesco  poi a dormire con un lamento costante, al mattino mi sveglio alle 6 e alle 6.45 esco da casa. Gli altri, quelli che mi telefonano mi dicono: “ Franco riguardati! Pensa alla tua salute!” Già, come se fosse semplice riguardarmi. Il mio weekend tipo e così, come quello di oggi : sono da 52 ore in casa dietro a mamma alternando qualche frase, piccoli dialoghi per stimolarla al reale, lunghi silenzi, accompagnadola in bagno o a letto,aiutandola a svestirsi o vestirsi, preparando da mangiare, facendo lavatrici unica compagnia il PC, il mio I phone, Lello in chat con WhatsApp tutto il giorno, come se mi stesse accanto , Mariella che chiama da Roma, tutti i giorni. Durante la settimana al mattino viene una signora alle 9 e va via alle 14, dalle 15 ne viene un’altra che rimane fino a quando torno da lavoro, le signore non vengono nel weekend. Quando torno ho le incombenze della sera: cena, somministrazione farmaci accompagnamento in bagno e a letto , poi la notte di nuovo e così fino al prossimo week end. I parenti, se fossero morti, potresti pensare che stanno all’aldilà e dunque non li senti, ma sono vivissimi eccome: mangiano, ridono e schiamazzano, uno sta appena alla scala di fronte,fanno carnevale, fanno i fatti loro come se il problema dovesse essere per forza solo il mio, ma non li senti come se fossero morti. A ognuno la propria coscienza, anche se la coscienza fa parte di una sensibilità culturale: se hai un minimo di cultura ce l’hai, ma se ne sei sprovvisto, non ce l’avrai mai, quindi non mi posso appellare neanche alla sensibilità, come in Brutti, Sporchi e Cattivi o Parenti serpenti. Una parente ha detto che io ho “ un attaccamento morboso”- si, ha detto proprio morboso- a mia madre, lo pensano entrambi i due parenti. Io dico: quello che faccio, che sto facendo e che continuerò a fare lo faccio solo per amore verso mia madre e, perché glielo devo: ìl loro attaccamento non è morboso, lascio a chi mi sta intorno giudicare il loro attaccamento: Si dice che tutto ritorna e che la vita è una ruota. Spero solo di farcela fisicamente, in ogni caso, in settimana devo contattare una badante giorno e notte; ma siccome sono morboso, anche con la badante io sarò sempre presente per mia madre. Poi sarà quel che sarà: mi venderò quel poco che ho e fiderò solo su me stesso o su qualche amico , come ho sempre fatto.

L'inutilità de " Le invasioni barbariche"




Io trovo che " Le invasioni barbariche" e la sua conduttrice siano una maniera cicisbea di fare televisione: mi spiego  . C'e una piaggeria e una melensaggine nelle domande che vorrebbero essere fatte passare per  scomode che alcune volte viene il voltastomaco.Ho immaginato spesso la Bignardi in parrucca e falpalà in un salottino Luigi XVI e così pure l'intervistato, con la differenza che le conversazioni dell'epoca citata erano libertine come si sa da Les liaisons dangereuses di Choderlos De Laclos , mentre queste proposte sono null'altro che pettegolezzi mediatici, molti di solito già noti. Insomma! Una vetrina propagandistica veramente stucchevole.  Ho cambiato programma molte volte proprio quando la signora Bignardi cominciava a fare le domande .Gli ospiti poi - non ne parliamo - amici di amici . Il giro dei giornalisti di La7, gli scrittori poi- direi da piangere. Il clou delle smancerie? L' intervista a Beppe Severgnini-onnipresente- e le sue " pillole di saggezza liberal" da vecchio enfant prodige: praticamente da uccidersi subito col gas. E il sig Monti con Empty...empty pages appunto. Tristi tropici, le anime morte. Ma smettiamola per piacere! Meno male che ci sono i social network per capire cosa avviene di interessante nel mondo. 




Inviato da iPhone

sabato 9 febbraio 2013

Matrimoni gay e pedofilia:Casini: pensi al Vaticano!



Avvicinare l’omosessualità alla pedofilia, oltre ad essere assurdo, è offensivo per gli affetti di migliaia di persone che, oltre a non vedersi riconosciute nella legge con il matrimonio civile, sono gravemente dileggiate ed esposte a rischi e ritorsioni. pensasse alla pedofilia che alligna copiosa nella Chiesa e nel Vaticano di cui è cameriere.

Avvicinare l’omosessualità alla pedofilia, oltre ad essere assurdo, è offensivo per gli affetti di migliaia di persone che, oltre a non vedersi riconosciute nella legge con il matrimonio civile, sono gravemente dileggiate ed esposte a rischi e ritorsioni. pensasse alla pedofilia che alligna copiosa nella Chiesa e nel Vaticano di cui è cameriere. Casini è ossessionato dai matrimoni gay, non fa che parlare di questo, forse se li sogna anche la notte. Sarà che i sondaggi lo danno a numeri da prefisso telefonico e che non ha più nulla da dire su tutto il resto. Sta di fatto che stavolta ha esagerato tirando in ballo presunte leggi pro pedofilia che sarebbero state approvate in Europa: di grazia dove? E da chi? Naturalmente non è vero nulla, ma a Casini piace dire così esternando tutta la mediocrità e il provincialismo di chi è cresciuto all'ombra delle sagrestie. Vorremmo ricordare a Casini, anche, che la pedofilia è fenomeno principalmente eterosessuale. Ci si meraviglia che questo Parlamento non abbia ancora fatto una legge contro omofobia, quando in tutta Europa si sta legiferando sulle Unioni Civili, ma come potrebbe farne se è composto principalmente da uomini come Casini? Stia tranquillo il "morigerato" Casini qui nessuno vuole scimmiottare il suo tanto decantato MATRIMONIO tra maschio e femmina, figlio della Chiesa e delle religioni, che tra l'altro è in calo dovunque. Qui si vuole far salvo il diritto di due persone dello stesso sesso di decidere sulla loro vita, sui loro affetti e sui loro beni. La pedofilia, la combattesse là dove è cresciuto! 

giovedì 7 febbraio 2013

hi serva Italia, incolore ostello


hi serva Italia, incolore ostello

pubblicata da Marco Palasciano il giorno Giovedì 7 febbraio 2013 alle ore 12.27 ·

La Arendt parlò di banalità del male, qui invece si tratta del male della banalità: quella intellettuale e morale dell’Italia contemporanea, che ben è dipinta nei due interventi critici che mi fa piacere riporre in questa nota, letti in facebook poc'anzi (mattino del 7 febbraio 2013).

Borghesia italiana esemplata in un fotogramma da «Salò» di Pier Paolo Pasolini, 1975.

ANDY VIOLET: Il nostro presidente del consiglio dice che il paese «non è pronto per le unioni omosessuali». Ci spieghi, Presidente, cosa fare per preparaci: organizzare corsi di affettività applicata? Esami di Iconografia carraica? La sua affermazione, buttata lì per agganciarsi ad un presunto senso comune e sfilarsi da un serio confronto sul tema, è infondata, ma soprattutto perniciosa: lei rimette il riconoscimento di un diritto della persona all’assenso preventivo di una fumosa opinione collettiva, per altro non fornendo alcun dato in proposito. Dobbiamo dunque fidarci della sua personale analisi statistica su una popolazione di 60 milioni di persone.
Il punto, tuttavia, non è la sua presunta conoscenza telepatica delle idee di ogni singolo cittadino italiano in materia di diritti civili, quanto il suo ragionamento secondo cui l’ignoranza giustifica la negazione di un diritto. Lo sa che questa è la base dei fanatismi? Seguendo la sua impostazione non esisterebbero oggi i diritti delle donne, per farle un esempio semplice semplice, o in generale i diritti di qualsiasi minoranza.
Lei non si fa scrupolo a mettere mano ai diritti dei lavoratori, eppure il sentire comune dei lavoratori li reputa ormai inviolabili: quindi il criterio dell’opinione pubblica vale solo in certi campi e altri no? Lo Stato può legiferare in certi ambiti in contrasto con la società civile, ma in altri le è suddito? Ci spieghi, Presidente, così magari ci prepariamo e saremo finalmente pronti al cambiamento.

FRANCO CUOMO: Caro Andy, il nostro presidente del consiglio dice che il paese «non è pronto per le unioni omosessuali», e il tuo ragionamento non fa una grinza, anche se non lo avrei sprecato per una frase banale come questa. Sí, caro Andy banale, perché una frase del genere buttata lì, come se si stesse dicendo una cosa di estrema responsabilità, è banale ma è banale anche tutto il contesto del paese così culturalmente arretrato rispetto al resto dell’Europa, come è banale il sig. Monti con tutto il suo ostentato falso understatement, mentre i media ce lo fanno passare come il meglio che l’Italia abbia mai avuto. Ci troviamo di fronte all’esempio più scontato di arretratezza culturale universitaria italiana.
Perché non facciamo un’indagine e vediamo veramente come sono i docenti universitari di altri paesi, come si presentano, come parlano? Intanto scopriremmo che sono giovani, poi scopriremmo che hanno sense of humour e poi magari che sono anche culturalmente curiosi e non mummificati in ruoli vetusti, come quelli che abbiamo e che possono mietere consensi solo in un paese arretrato come il nostro. Il sig. Monti è un provinciale nei suoi modi sussiegosi, nel suo non rispondere mai ai giornalisti facendo finta di non capire, nel suo non essere mai disponibile.
Se azzardo qualche ricordo, posso assicurarti che la società italiana di quando avevo 25 anni (gli anni ’70) era sicuramente molto più avanti di quella di oggi. Allora forse bisognerebbe intanto chiedersi perché la borghesia italiana – quella di oggi – è o volgare come quella rappresentata da Berlusconi e le sue donne o supponente e tetra come quella rappresentata dai Monti e le sue donne. La verità è che la storia ci ha offerto altri borghesi: pensa ai conservatori inglesi – per esempio – di fronte ai quali questi che abbiamo sono solo delle cameriere del Vaticano.
E qui arriviamo al punto: fin quando la mediocre borghesia di questo paese – che purtroppo ne esprime pure i politici con una legge porcella – asseconderà i voleri di un principato assolutista, quale quello Vaticano, come tu giustamente lo hai definito in un tuo post precedente, frasi come quelle proferite dal sig. Monti rappresenteranno la quintessenza del “buon senso”, per una società che in trent’anni ha avuto un arretramento culturale spaventoso. Ecco che allora frasi come quella riportata da te si presentano per quelle che sono: frasi da confessionale, frasi da sagrestia, frasi fatte e, dunque, frasi banali e scontate come banale e scontato è il sig. Monti e il suo entourage: i Passera, le Fornero, ovvero perbenismo, provincialismo e spocchioso sussiego di una borghesia mediocre.
Per questa gente il paese non sarà mai pronto, non solo per le unioni omosessuali, ma per l’arte, la cultura (quella autentica, non quella accademica italiana), la ricerca scientifica, per tutto ciò che rappresenta laicismo, libertà, diritti civili.

ANDY VIOLET: Ovviamente, Franco, concordo, ma mi ostino a sfatare luoghi comuni di una comunicazione politica asfissiante nella sua incapacità di rispondere concretamente, o almeno con chiarezza.

martedì 5 febbraio 2013

Perché la borghesia italiana è o volgare come Berlusconi e le sue donne o supponente e tetra come quella di Monti e le sue donne: Perchè non abbiamo Donne come Berenson, Guinnes, Tyssen







       Lo chic e il populismo

       Stamattina  sono andato su YouTube a smanettare come faccio di solito quando mi vengono le malinconie. Ho visto dei filmati su Yves Saint Laurent... e sulla sua musa Caterine Deneuve. sulla Berenson e su Daphe Guinnes: donne mito, donne tra il glamour e l'arte, la quintessenza della creatività che sposa ricchezza e buon gusto. Saint Laurent  è stato un grande, una figura di spessore e di rilievo e le sue creazioni e innovazioni nella moda sono state spettacolari: il nude look, i colori acidi, i tessuti, il caban marinaro con i bottoni d’oro che oggi sembra quasi una ovvietà. Le linee...lo chic extréme e quella particolare allure che non tornerà mai più...mi è venuta una malinconia tremenda. L'altra sera in TV, credo La 7, è passata una deputata del PdL, una tale Michela Biancofiore, una donna non male tutto sommato ma ciò che colpiva era il suo essere assolutamente chip:  dal biondo dei capelli troppo tendente al giallo, al rosa troppo carico del rossetto, al vestito che indossava e agli orecchini assolutamente stonati che portava. Poi ha aperto la bocca ed ha parlato di "spirito del popolo" e di "carisma del capo" e si agitava scomposta ogni qual volta che il raffinato Arturo Shwartz o il colto Aldo Schiavone dicevano qualcosa e soprattutto inorridivano, come è successo a me per quelle definizioni gettate lì, senza cognizione storica, senza cultura politica, come avrebbe fatto uno qualsiasi al bar dello sport.. Ho capito subito da dove proveniva quella mediocre sciattezza estetica: mancanza di cosmopolitismo, mancanza di curiosità intellettuale, ma soprattutto mancanza di cultura. Ho pensato che se al suo posto ci fosse stata Marisa Berenson, o Lulu de la Falaise ( modelle preferite di Saint Laurent), le avrei votate, anche avessero fatto parte di quel partito. Poi però mi sono detto: non è un caso che quel partito esprima una come quella e non le due signore appena citate. Ne ho tratto una conclusione: non è la sinistra che ha realizzato il governo del popolo, ma questa destra che ne ostenta tutta la peggiore grossolanità e la scomposta rozzezza. L'estetica non è una teoria dell'ornamento, ma una raffinata disciplina, così come la democrazia non è confondibile col populismo. In ultima analisi, Yves Saint Laurent, Marisa Berenson e Lulu de la Falaise, Caterine Deneuve , Daphne Guinnes non avrebbero mai considerato un ometto tozzo con il rialzo nei tacchi e mal vestito, che fa le corna mentre si fa le foto, o una come la Biancofiore coi capelli gialli e il rossetto rosa carico.La classe si sa non è acqua e allora, quando mi manca il buon gusto e la cultura, e quell'allure magica del buon gusto e dello chic, non potendo scappare a Parigi ogni volta,mi rifugio su You Tube in un mondo che amo...che sicuramente non sarà tanto democratico, ma non è neanche grossolanamente populista come tutto quello che ci circonda oggi.
            Have a nice day .




Quello che l'Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque dice di fare e che invece non fa: Della serie: Il Sindaco del non fare e del non portare a termine"





Come circolo V.A.S. ci siamo riproposti di segnalare e denunciare nell’ambito di un ciclo della serie: “Gennaro Cinque, Sindaco del non fare e soprattutto del non portare a termine” tre altri argomenti che pure meriterebbero l’attenzione della stampa  per una corretta informazione che si dovrebbe assicurare a tutti i cittadini .

Il primo riteniamo essere  veramente molto serio e merita di essere descritto dettagliatamente. Si tratta del parcheggio coperto di Piazza Mercato, costruito e attualmente gestito dalla Società G.P.V. (ing. Passarelli).
Il 21 marzo 2012, la Giunta Comunale di Vico Equense, riconosciuta la necessità e l’urgenza di procedere, deliberò la nomina di tre docenti dell’Università di Salerno che facevano parte dell’Organismo Tecnico di verifica previsto dalla convenzione Comune-Società Costruttrice, con l’incarico preciso, di verificare le condizioni economiche di chiusura del rapporto tra Concedente e Concessionario. Quest’ Organismo Tecnico, per quanto si sa, ha il compito di valutare il costo complessivo di tutto il parcheggio interrato e verificare che l’Impresa, con le somme incassate dalla vendita dei box e con quelle derivate dalla gestione per trent’anni del parcheggio a rotazione, venga a trovarsi in posizione di assoluta parità tra spese ed incasso. Ora, nell’eventualità molto probabile a nostro parere, che le somme incassate e da incassare da parte dell’Impresa siano maggiori rispetto a quanto speso, l’ Impresa dovrebbe procedere a restituire al Comune, cioè a noi cittadini, la differenza sotto forma di una diminuizione degli anni di gestione del parcheggio a rotazione; in altri termini il Comune potrebbe gestire un proprio bene a vantaggio del bilancio comunale  di tutta la collettività.
Ma, come spesso avviene a Vico Equense con l’Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque, Sindaco del non fare e del non portare a termine, ad oltre dieci mesi dalla delibera di incarico, i V.A.S., non hanno letto né determine, né delibere, contenenti la segnalazione  di ultimazione dei lavori e dei controlli di verifica da parte dell’Organismo Tecnico e soprattutto niente per quanto concerne i risultati contabili della suddetta verifica!
Viene immediatamente da chiedersi allora e noi V.A.S. lo abbiamo chiesto già altre volte: ma la costruzione del parcheggio  è stato un affare per i cittadini di Vico Equense o per la ditta Costruttrice?
Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per sapere se sono state rispettate le procedute e soprattutto se sono stati rispettati i nostri diritti di cittadini? E ancora:esiste un Responsabile del Procedimento? Certamente si, perché la legge lo prevede e allora, se esiste, quando intende chiuderlo questo procedimento?


Il secondo, nell’ordine attiene alla trasparenza degli atti amministrativi prodotti da questo Comune. La questione è questa: da quando è stato istituito l’albo pretorio on line, con pompose dichiarazione  da parte del primo cittadino di rendere visibile a tutti tutto quello che si delibera o si detrmina, insieme a tutti gli atti amministrativi che riguardano la vita e la corretta funzionalità di un comune, questi atti , sono visibili e consultabili solo se sono recenti e dopo circa una settimana, spariscono e non è più possibile rintrovarli, perché non c’è una funzione archivio che ne potrebbe rendere possibile la consultazione. A tutto questo, a nostro parere è gravissimo e lesivo per il diritto di ogni cittadino di potere accedere agli atti. Gli atti vengono pubblicati, ma dopo circa una settimana spariscono e non è possibile più rintracciarli: sembrerebbe proprio un  occultamento, ma vogliamo credere che non sia così e che trattasi solo di una mancanza tecnica facilmente superabile con i potenti mezzi informatici, e dunque solleviamo il problema affinché esso sia risolto al più presto anche per dare un contenuto di verità alla pompose dichiarazioni del primo cittadino.

Il terzo attiene all’ormai presa in giro macroscopica dei cittadini e dei Comitati di quest’ultimi circa la mai incaricata e nominata  Commissione per il controllo e la pianificazione territoriale delle antenne di telefonia mobile sul territorio di Vico Equense. A tutt’oggi nessuno ha ancora incaricato i tre tecnici e nessun atto è stato fatto in proposito, se non dichiarazioni risibili e, a questo punto, poco credibili del Responsabile del Procedimento, ing. Guadagno che, nonostante due anni di dibattimento in Consiglio Comunale, e nonostante un verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale il n.3 del 9 gennaio 2013, relativamente a questa fantomatica  nomina, continua a ripetere che dovrà esserci una delibera di giunta che incaricherà i tecnici scelti dal Comitato “Aer.32” e dal Comune. In pratica siamo ancora all’anno zero.

Sono questi i quesiti che i V.A.S. pongono all’attenzione dei cittadini e della stampa, fidando anche in una risposta da parte di questa Amministrazione Comunale che chiamiamo alle proprie responsabilità.

Franco Cuomo – Circolo V.A.S. Vico Equense ( NA)