domenica 10 febbraio 2013

Parenti e sensibilità



Ecco, siamo rimasti insieme io e lei,lei che mi teneva per mano e accompagnava i miei primi passi e le mie prime curiosità. Siamo rimasti insieme per 60 anni.Da un mese mamma non sta bene, da un mese ho smesso di avere una vita privata che fosse solo mia: una passeggiata, una serata con qualche amico, un incontro, un film o semplicemente perdere tempo a casa mia: dipingere, ascoltare musica. Non che prima fosse diverso. No, prima era uguale. Prima cioè da quando mamma ha smesso di uscire per problemi deambulatori, ovvero : quasi quattro anni. Ora però è peggio, perché non posso lasciarla sola a casa. Sono completamente solo! Quelli che solo una casualità genetica vuole che siano i miei parenti sono scomparsi da quattro anni. Hanno le loro famiglie a cui pensare  questo è quello che dicono i figli, i nipoti, non hanno tempo non hanno disponibilità. Gli altri, quelli che mi telefonano mi dicono: “ ma fate i turni! Fate un week end a testa in modo che tu possa respirare un poco, fate turni per dormire ”. C’è da non credere. Questi parenti per casualità genetica sono indifferenti a tutto: al fatto che ho avuto un infarto 13 anni fa e un altro  cinque mesi fa: La notte mi sveglio per lo meno una volta  per cambiare mamma, quando riesco  poi a dormire con un lamento costante, al mattino mi sveglio alle 6 e alle 6.45 esco da casa. Gli altri, quelli che mi telefonano mi dicono: “ Franco riguardati! Pensa alla tua salute!” Già, come se fosse semplice riguardarmi. Il mio weekend tipo e così, come quello di oggi : sono da 52 ore in casa dietro a mamma alternando qualche frase, piccoli dialoghi per stimolarla al reale, lunghi silenzi, accompagnadola in bagno o a letto,aiutandola a svestirsi o vestirsi, preparando da mangiare, facendo lavatrici unica compagnia il PC, il mio I phone, Lello in chat con WhatsApp tutto il giorno, come se mi stesse accanto , Mariella che chiama da Roma, tutti i giorni. Durante la settimana al mattino viene una signora alle 9 e va via alle 14, dalle 15 ne viene un’altra che rimane fino a quando torno da lavoro, le signore non vengono nel weekend. Quando torno ho le incombenze della sera: cena, somministrazione farmaci accompagnamento in bagno e a letto , poi la notte di nuovo e così fino al prossimo week end. I parenti, se fossero morti, potresti pensare che stanno all’aldilà e dunque non li senti, ma sono vivissimi eccome: mangiano, ridono e schiamazzano, uno sta appena alla scala di fronte,fanno carnevale, fanno i fatti loro come se il problema dovesse essere per forza solo il mio, ma non li senti come se fossero morti. A ognuno la propria coscienza, anche se la coscienza fa parte di una sensibilità culturale: se hai un minimo di cultura ce l’hai, ma se ne sei sprovvisto, non ce l’avrai mai, quindi non mi posso appellare neanche alla sensibilità, come in Brutti, Sporchi e Cattivi o Parenti serpenti. Una parente ha detto che io ho “ un attaccamento morboso”- si, ha detto proprio morboso- a mia madre, lo pensano entrambi i due parenti. Io dico: quello che faccio, che sto facendo e che continuerò a fare lo faccio solo per amore verso mia madre e, perché glielo devo: ìl loro attaccamento non è morboso, lascio a chi mi sta intorno giudicare il loro attaccamento: Si dice che tutto ritorna e che la vita è una ruota. Spero solo di farcela fisicamente, in ogni caso, in settimana devo contattare una badante giorno e notte; ma siccome sono morboso, anche con la badante io sarò sempre presente per mia madre. Poi sarà quel che sarà: mi venderò quel poco che ho e fiderò solo su me stesso o su qualche amico , come ho sempre fatto.

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