domenica 28 febbraio 2016

Salò o le 120 giornate di Sodoma : una metafora di reificazione e mercato, ovvero l’universo orrendo del nostro tempo.


La reificazione consiste nel fatto che un rapporto, una relazione tra persone riceve il carattere della cosalità e quindi un’«oggettualità spettrale» che occulta nella sua legalità autonoma, rigorosa, apparentemente conclusa e razionale, ogni traccia della propria essenza fondamentale ovvero il rapporto tra uomini. Non è qui il caso di indagare in che modo questa impostazione del problema sia divenuta centrale per l’economia stessa e quali conseguenze siano derivate dall’abbandono di questa premessa metodologica in rapporto alle concezioni del marxismo volgare sul terreno economico. Gli effetti delle crisi economiche, come quello che stiamo vivendo, ma anche quelli dei periodi di espansione capitalistica, rendono bene i processi attraverso i quali i rapporti tra gli uomini, diventano essenzialmente rapporti tra cose, nella priorità data al continuum denaromercedenaro . Basterà qui – presupponendo l’analisi economica marxiana – richiamare l’attenzione su quei problemi fondamentali che derivano da un lato dal carattere di feticcio della merce come forma di oggettualità e, dall’altro, dal comportamento soggettivo ad essa coordinato, perché solo attraverso la loro comprensione diventa per noi possibile penetrare con chiaro sguardo nei problemi ideologici del capitalismo e della sua affermazione planetaria. Il potere economico oggi ha di fatto realizzato la profezia di Marx: gli uomini sono diventati cose. Alla base degli interventi attivati dai governi, alle relazioni tra gli uomini si è anteposto le relazioni tra il danaro e la merce. Metafora di questo potere orrendo che annichilisce l’umanità e la oggettivizza sono state le feste nell’universo chiuso di villa Certosa. Esse sono state l’apoteosi della reificazione, l’abuso corrotto del danaro sui corpi, mentre gli scandali attuali ne sono la prosecuzione: mercedanaro/poteremerce: cos’altro starebbe alla base delle misure economiche? Le uniche preoccupazioni sono lo spread e il prodotto interno lordo: non gli uomini. Bisogna dare forza al denaro e alle merci e tra queste ultime gli uomini considerati una merce/lavoro. Il ciclo è concluso. Mi viene in mente un’altra profezia lucida, quella pasoliniana di Salò o le 120 giornate di Sodoma:l’universo orrendo raccontato in quel film, che ancora oggi può sembrare una esagerazione non è altro che la trasposizione di ciò che stiamo vivendo su scala planetaria.

venerdì 26 febbraio 2016

LO SNOBISMO LIBERALE


IN QUESTI TEMPI DI COMMEMORAZIONE DI BENEDETTO CROCE, MI PIACE RICORDARE PURE IL PUNTO DI VISTA SQUISITAMENTE FEMMINILE DI SUA FIGLIA ELENA CROCE E/O A SUA VOLTA DI SUA FIGLIA BENEDETTA CRAVERI, CHE RILEGGONO LA GRANDE TRADIZIONE DEL LIBERALISMO E DELLO STORICISMO ATTRAVERSO LA GRIGLIA AUTONOMA DELL'EVOLUZIONE ESTETICA DELLA FIGURA FEMMINILE. UN LIBRICINO QUESTO CHE COMPRAI E LESSI NEL 1987, PRESTATO E PERDUTO L'HO RICOMPRATO E RILETTO GODENDO PAGINA DOPO PAGINA.
" In una piazza gremita di turisti balneari, fra cui pullulavano le più spettacolose fabbricazioni di tipi, le più concettose escogitazioni del vestiario, realizzando un'uniformità caleidoscopica che ispirava una noia triste, lo sguardo si arrestava su una fugura di donna, seduta a un tavolino di caffè, che pareva appartenere a un mondo diverso. Molto alta e slanciatissima, non più giovane, di una straordinaria prestanza e armoniosità, era stata una delle più famose bellezze del gran mondo internazionale di prima della guerra.Nulla in lei era mutato. Gli anni- doveva aver raggiunto l'età delle nonne-, le impalpabili rughe che si traducevano, grazie ad un raffinato trattamento, in una irreale qualità di pelle, l'arte con cui era stata aggiunta una venatura più platinata di biondo sempre prezioso, lavoro d'oreficeria più che di coiffeur, dei suoi capelli, non erano il segno del tempo. I pantaloni e la camicia di un taglio impeccabile che oggi è uscito dalla pratica delle sartorie, e la costosa semplicità degli altri particolari, erano quelli di un tempo in cui la << signora>> potev essere riconosciuta dalle scarpe e dal tailleur. La sua impeccabile compostezza lasciava trasparire una cinica sfida: non significava affatto riserbo. Oggi tutto questo si è riprodotto in molti esemplari di modella d'alta classe. La differenza però stava nel fatto che, mentre la modella di oggi si espone per imitazione, lei era votata all'inimitabilità"

Elena Croce, Lo snobismo liberale, Adelphi, pp.27,28,29

martedì 23 febbraio 2016

SALTA LA STEP CHILD ADOPTION CHE RIMANE SOLO PER LE FAMIGLIE NATURALI,MA CHE COS 'E' QUELLA CHE VIENE CHIAMATA FAMIGLIA NATURALE?



Quindi, come era prevedibile in un paese senza cultura come il nostro e – io sostengo intimamente fascista e retrivo - il PD per far finta di adeguarsi all’ l'Europa ( Renzi non voleva questa legge e non la volevano nemmeno i 5Stelle ché avrebbero perso voti)  si appresta a varare una legge farlocca e profondamente sessista su mezze unioni civili , una legge, fra l’altro, che somiglia ad un rospo ingoiato, tagliando fuori  la stepchild  adoption ovvero l’adozione del figlio del compagno o della compagna dello stesso sesso ( step father significa patrigno, penso che nessun parlamentare lo sapesse) e  i riferimenti al matrimonio (figuriamoci se questa marmaglia ignorante poteva pensare alle persone omosessuali come persone uguali a tutte le altre), con le congratulazioni del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano  che gongolando, si prende tutto il merito insieme  al crociato  Adinolfi e co. Ecco, tutta questa marmaglia incolta e provinciale, fuori dall’ Europa, col partito di Renzi in testa festeggeranno, convinti di essere stati determinanti per far cambiare idea e far danzare quelle forze che prima hanno promesso l'appoggio e poi se lo sono rimangiato. Non voglio neanche immaginare la soddisfazione di gruppuscoli autoreferenziali come  Fratelli D'Italia, di Forza Nuova e compagnia brutta, perché ora avranno un motivo in più  di discriminare ed emarginare più di prima chi era già discriminato ed emarginato. Sono stato il primo a sostenere che comunque la Cirinnà era una “legge speciale, pensata ad hoc per una "categoria speciale di persone", bastava citare l'art. 3 della nostra Costituzione ormai diventata carta straccia. Naturalmente, gli anticanguro del M5S,che rappresentano l’analfabetismo di ritorno e la faccia speculare di questa stessa marmaglia,  anziché riconoscere che saltando gli emendamenti avrebbero fatto concretamente qualcosa per far passare quella che comunque per me era ed è una “legge speciale”, avranno l'ennesima occasione di gridare al complotto. Insomma, siamo più discriminati di prima, mentre le cosiddette forze politiche, discettando sulle coppie naturali e su quelle non, hanno fatto giochi di potere ancora una volta  sulla pelle delle persone omosessuali  e tutti penseranno di aver fatto il loro dovere. Al momento in Italia non esiste un partito o presunto tale che faccia il bene dei cittadini. Ma dopo tutta questa rissa virulenta per la difesa della coppia naturale mi viene da chiedere se mai qualcuno di questi rozzi ignoranti che siedono negli scranni del nostro parlamento si sia mai chiesto che cos’è naturale e che cos'è una coppia naturale?

Perché non si affronta una volta e per tutte il concetto di naturale con la serietà che si conviene ad un termine come questo e a tutte le implicazioni che comporta? Perché non si spiega il concetto di naturale? Che cosa facciamo oggi noi uomini di naturale? E tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora è naturale? E' naturale la tecnica? E' naturale la cardiochirurgia? E' naturale la ricerca spaziale?E' naturale la bomba atomica?  Nelle comunità dei neanderthal i bambini erano allevati da più madri, mentre i padri li uccidevano anche i figli, questi uomini erano più o meno naturali di noi? In molte culture i figli vengono sottratti alla madre e allevati dalla comunità, queste culture sono più o meno naturali di noi? Si sentono spesso argomentare le tesi a sostegno di una teoria che non sta minimamente in piedi ricorrendo alla sua presunta "Naturalità". Anche qui il paragone tra dottrine irrazionali, dogmatiche prende il sopravvento e per le persone ci si pone la domanda: due persone dello stesso sesso che allevano un bambino sono naturali? E più direttamente: l'omosessualità è naturale? E tutti a dire che non è naturale né la prima, né la seconda.  

Quando uno non sa cosa dire tira fuori la "Natura".  La mia convinzione, ma non solo la mia, bensì quella autorevole di John Passmore,  e di James Lovelock e di Sergio Bartolomei e di molti altri filosofi e scienziati è che l’uomo in quanto natura/cultura rappresenta la forma che la natura umana realizza nella sua evoluzione. L'uomo fa pienamente parte della natura, alla stregua degli altri animali. La sua evoluzione, la sua cultura, la sua tecnologia, la sua storia sono pienamente all'interno del grande libro della Natura. Così come è naturale che alcuni scimpanzè spacchino le noci coi sassi, è naturale che alcuni uomini lancino le bombe atomiche. Così come è naturale che le termiti ergano i termitai, è naturale che l'uomo cementifichi e urbanizzi. Come è naturale che i delfini pratichino l’omosessualità insieme  ad altre centinaia di specie  Quindi tutto ciò che esiste è naturale e frutto dell'evoluzione darwiniana o neodarwiniana e che la tecnica e tutto ciò che essa ha prodotto e produrrà è rappresenta la natura dell’uomo,  ovvero la sua cultura. Altrimenti dovremmo fare come certe sette religiose che non fanno fare le trasfusioni ai malati e preferiscono farli morire per essere secondo loro più vicini alla natura. Capisco che sono argomentazioni difficili, capisco che quei parlamentari che nel parlamento parlano di uominisessuali di affemminati  o favoriggiamenti e che non sanno pronunciare un termine in inglese non potrebbero mai e dico mai affrontare questi argomenti, ma qualcuno dovrebbe cominciare a farlo in altre sedi: l'Università, la scuola, la stessa informazione che invece si è ridotta al rango di chiacchiera da bar.

Ora tutto questo parlare di naturale è pretestuoso e è soprattutto falso. Purtroppo siamo ormai appiattiti sulla chiacchiera televisiva che è incolta e ignorante quanto gli stessi parlamentari. Bisognerebbe smetterla con questa solfa che in un uomo una cosa per essere bella giusta e vera debba essere simile alla natura, perché è una falsità, una bugia: l'uomo in quanto tale è profondamente e radicalmente prodotto della sua cultura che è la forma più autentica della sua natura. Mi rendo conto che sono concetti difficili da far girare, ma qualcuno potrebbe pure provare a farli capire!!!! E la natura invocata spesso come elemento di bontà non è né bella, né vera né tanto meno giusta , perché la natura semplicemente non è etica. Concordo poi con Umberto Galimberti anche su tutta la discussione sulla pratica del cosiddetto utero in affitto, pretestuosamente confusa con la  ,stepchild adoption. Anche qui come è già successo per l’aborto, penso che si abbia bisogno di una legge per regolare queste pratiche che comunque si fanno e che questa legge, se si dovesse fare in Italia ( cosa molto improbabile) non dovrebbe entrare nella questione morale, nel senso che approvare una legge simile non significherebbe essere per l'utero  in affitto- termine per altro vergognoso, ma solamente regolarne legalmente la pratica attraverso assistenza e controllo di abusi.

L’amarezza e lo scoramento che prende di fronte a tutto questo apparato di menzogne è che i gay sono ancora una volta i grandi discriminati  in questa truffa di politicume rozzo e tutta la querelle parlamentare alla quale siamo stati costretti ad assister si è svolta tutt’intorno al pregiudizio anti omosessuale che si è concretizzato proprio con l’espulsione della stepchild adoption che per altro è già attiva per le coppie etero dal 1983. 

sabato 20 febbraio 2016

Un paese senza

umberto eco


Se ne è andato Umberto Eco, se ne è andato uno scrittore eclettico, un analista acuto del costume e dei media, un semiologo di fama internazionale, un'eccellenza italiana super conosciuto oltre i confini del bel paese , uno che metteva a nudo e alla berlina il Re, non ultima la sua critica stroncante a Berlusconi e poi il suo essersene uscito dalla Mondadori . Umberto Eco era nato ad Alessandria nel 1932. Ordinario di semiotica all'università di Bologna, ha scritto un'infinità di cose tra le più note : Apocalittici è integrati , Opera aperta, La fenomenologia di Mike Buongiorno, Diario minimo, Il nome della rosa, ed altri romanzi meno belli, Il pendolo di Foucault , L 'isola del giorno prima, Baudolino e altri. Mi piace ricordarlo di più per lavori come La struttura assente , I limiti dell'interpretazione, Lector in fabula, come un maitre a penser . L'Italia si appresta a diventare un paese vuoto di grandi maestri e di grande figure intellettuali pieno com'è ormai di figure caricaturali e di ciarpame massmediologico. La vera tragedia di questo paese è quella di non avere più una classe intellettuale di profilo alto, quella di non aver avuto nessun interesse a formarne una, quella di non aver raccolto il testimone. I rottamatori ci hanno lasciato rottami e se stessi come il peggio di questi rottami, mentre il paese è sistemato come cultura , società "civile" , innovazione scientifica, al quarantesimo posto anche dopo alcuni paesi africani. Ora se ne è andato anche Umberto Eco e le figure di rilievo internazionali nostrane  sono sempre meno. Ci restano solo gli spin doctor aziendali, i grandi strateghi deibusiness plan, i maestri delle startup  , ovvero tutti i fautori del nulla digitale, le nuove chimere del niente, teste di ponte di un capitalismo finanziario che sta spingendo masse intere verso una povertà e arretratezza medioevali e verso una imbecillità concettuale ormai difficilmente arginabile. A volte mi soffermo a guardare i trentenni di oggi , alieni per me, che inseguono modelli che io alla loro età rifiutavo e mi chiedo quali sono i loro riferimenti culturali oggi. Io avevo Russel, Sartre , Adorno, Pasolini, Calvino, Ginsberg, Eco, Foucault, certo non tutti, c’erano imbecilli anche in quegli anni e sono quelli che in parte ci hanno governato e portato a questo stato ora, ma una parte di noi è cresciuta con miti letterari e filosofici e mi chiedo questi ora cos'hanno ? Qui in paese ce ne sono parecchi, si apprestano a diventare le leve di governo della città, rincorrono piccinerie provinciali e rassicuranti:  Il posto al mare alle Axidie, sono bravi paparini con i figli sulle spalle , conformisti e barocchi, come avrebbe detto Pasolini,, col sogno del posto , espropriati dei loro sogni , che neanche vogliono avere ,da una crisi capitalistica a gestione finanziaria che tende a produrre schiere di cloni di mediocrità culturale, socialmente ed intimamente fascisti, violenti contro ogni diversità, proni nella difesa dello status quo, della famigliola eterosessuale che assurge a rango di famiglia naturale unica e assoluta . E oggi tutto questo va per la maggiore; più inquadrato sei e più fai status, più ovvietà dici e difendi e più hai successo . Chiedi a qualcuno di loro : " lo sai è morto Eco? Eco chi!?!?! Allora quando muore uno come Umberto Eco capisci che non sarà sostituito più da nessuno e capisco che pezzi del mio mondo, molti dei quali già spariti , non saranno sostituiti più da nulla. Elena Croce, in un suo libretto, Lo snobismo liberale , scriveva che quando loro erano giovani, gli adulti pretendevano che stessero al posto loro, e a loro veniva data l'importanza che la loro età gli dava . Cioè eri giovane e dovevi apprendere in silenzio ed aspettare il tuo turno . Oggi invece siamo diventati un paese di finti giovani, di nonni che fanno pilates, quarantenni che giocano a calcetto, bambini sopravvalutati. Una società infantile fatta da gente pericolosa, da gente manipolabile facilmente da spin doctor con un unico interesse: la difesa di questo sistema e dell'idiozia di massa, un pese che non parla più di nulla. 






domenica 13 dicembre 2015

La leopolda 6, ovvero l’età dell’homo insipiens.




Dissoluzione del linguaggio, inesistenza di concetti, l’aver scelto Twitter come social network,  dove bisogna dire tutto in 140 caratteri, ma ci si riesce anche con meno, testimonia l’intenzione di parlare con slogan pubblicitari rapidi e veloci, ma soprattutto vacui. Renzi e i suoi accoliti sono riusciti a sdoganare anche l’Horror vacui, la paura del vuoto, che con la Leopolda 6 diventa l’elogio dell’orpello, della bugia, della falsità, dell’idiozia, delle utili vergogne, insomma: tutto va bene per riempire il nulla. Vittorio Sgarbi , che trovo insopportabile, mi ha rubato una battuta che io avevo già fatto per la prima Leopolda, ma si sa,  lui è super mediatico io no: alla Leopolda 6 preferisco quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda. Così  con questa Leopolda 6 che si espande con meno di 140 caratteri su Twitter si celebra l’elogio della povertà di pensiero e la sua morte definitiva: dall’homo sapiens  all’homo insipiens.  La sfida contro l’idiozia è perduta: super sintetici e efficienti, a morte i professoroni e gli intellettuali, mentre una stampa asservita e una televisione pure descrivono una realtà fiabesca dove trovano spazio Biancaneve/Boschi , molti nani, Belle addormentate/Madia ( ispirate), fatine buone e volenterose /Serracchiani, per le quali questa Leopolda 6 è un grande valore aggiunto alla storia di un PD che diventa il castello assediato e l’unica espressione della verità fiabesca che si racconta. Spariscono i poveri, i disoccupati, gli sfruttati da contratti capestro, i trombati dalle banche, tutto si diffonde con un twit, con un liveblog col video integrale della Serracchiani. Mi chiedo: Qual è il confine esatto tra la ragione e l'idiozia? E soprattutto, esiste più oggi un simile confine, una simile frontiera? Nel mondo renziano delle varie Leopolde   ovvero il mondo dell’homo insipiens tutto è permesso ed a tutti i livelli, basta solo scegliere tra le miriadi di possibilità preconfezionate a disposizione e questo è quello che viene comunemente fatto passare per libertà. Come in un grande centro commerciale la società insipiens promuove i propri dogmi ed i propri principi etici attraverso delle vere e proprie campagne promozionali fatte su Twitter (programmi scolastici e corsi universitari, eventi istituzionali, incentivi statali, giornate mondiali ecc.) affiancate da una massiccia promozione commerciale che invogli al consumo (media, televisione, riviste specialistiche, risultati di studi pseudoscientifici, esperti ecc.). E’ chiaro che in una società così impostata l’evoluzione naturale ha portato alla diffusione ed al proliferare di individui homo insipiens a discapito dell’ormai inadeguado homo sapiens!! Ovvero il gufo.


lunedì 23 novembre 2015

AMBIENTE E POLITICA MISURARE PER MIGLIORARE IDEE E PROGETTI PER VICO EQUENSE.



Ok mi va bene! Ma In premessa – come scelta filosofica  dico subito che contesto il concetto di SOSTENIBILITA’ che, mi sembra di capire, dagli interventi, dai relatori e dai riferimenti riportati, sottenda tutta questa iniziativa  . Il termine sostenibilità (o anche sviluppo sostenibile) è entrato nell'uso comune e viene impiegato a livelli molto diversi, dal locale al nazionale o globale, in modo piuttosto generico per intendere un progetto o un prodotto, una politica locale o una strategia nazionale più attenta all'ambiente. Il concetto di sostenibilità nasce nel contesto delle scienze forestali e naturali ed è abbastanza preciso: l'uso di una risorsa naturale è sostenibile quando il prelievo della risorsa non supera la capacità di rigenerazione della risorsa stessa. Il concetto di sostenibilità dovrebbe dunque essere strettamente legato al concetto di limite di uso della risorsa naturale. Questo concetto entra immediatamente in crisi, quando viene coniugato e fatto camminare in tandem col concetto di SVILUPPO: è mia opinione, che ogni ambientalista serio dovrebbe guardare con sospetto al binomio SVILUPPO SOSTENIBILE, perché il primo termine fa a cazzotti con l’idea di tutela e rispetto e rigenerazione della risorsa stessa; in altri termini, SVILUPPO è strettamente connesso alle logiche di sfruttamento capitalistico di ogni tipo di risorsa, sia naturale che umana ed esso è sempre strettamente legato all’idea di crescita economica, basterebbe questo per comprendere già come ambiente, qualità dell’ambiente, dell’aria, delle acque e dunque, qualità delle nostre vite, non possano progredire ( PROGRESSO termine che anch’esso entra in contraddizione con SVILUPPO), o non progrediscano necessariamente dove vi sia solamente crescita economica. E’ una premessa necessaria perché ormai in Italia,paese fanalino di coda rispetto ad alcuni paesi europei,  l’ambiente e le sue qualità, sono usati come fiore all’occhiello per qualsiasi iniziativa che abbia come obiettivo un’occupazione del potere politico e amministrativo da parte di chicchessia. Naturalmente mi posso sbagliare, ma relativamente a questa città, ovvero Vico Equense, in Costiera Sorrentina, in provincia di Napoli, la tutela ambientale non è mai esistita e sono stati costituiti ad hoc, moltissimi strumenti – soprattutto urbanistici- per renderla quanto più possibile inefficace. Questo discorso vale non solo per Vico Equense, mentre la tendenza nazionale fa registrare picchi altissimi di interventi normativi e legislativi volti allo scardinamento delle ancora pochissime leggi vigenti in materia di tutela del territorio. E’ di qualche giorno fa la denuncia fatta fa tutte le associazioni ambientaliste presenti in Costiera Sorrentina, VAS compresi, dello sfregio ormai irreparabile apportata in un’area che il PUT, Piano Urbanistico Territoriale, strumento che si sta demolendo da più parti, considerava soggetta a vincoli rigidissimi, sto parlando della strada della Minerva, che da Termini, frazione di Massalubrense, porta a Punta Campanella. In luogo della stradina sterrata e con muretti a secco, il comune di Massalubrense – con fondi europei e con un concetto di sviluppo sostenibile dei luoghi, per una fantomatica “messa in sicurezza” , ha costruito una vera e propria strada carrozzabile con impianto di illuminazione. Uno sfregio ad un luogo che doveva rimanere così com’era, nonostante non lo fosse già più per l’enorme abusivismo edilizio presente. Il WWF difendeva l’esistenze di molte specie vegetali che con questo intervento rischiano la sparizione, io come VAS ponevo il problema di come spessissimo vengono usati i fondi europei per stravolgere il genius loci di posti che se avessero avuto la fortuna di trovarsi in Germania o in Danimarca o in Olanda, non sarebbero stati neppure calpestati o, se lo fossero stati, lo si sarebbe potuto fare a giorni alterni o rispettando rigidissimi controlli. Allora capirete tutte le mie diffidenze, quando sento parlare di ambiente e politica per migliorare questa città. Un discorso serissimo dovrebbe immediatamente controllare, se non addirittura fermare  l’intervento umano che dovrebbe essere limitato entro le capacità di carico dei sistemi naturali conservandone la loro vitalità e la loro resilienza;un discorso del genere dovrebbe necessariamente a spezzare il connubio deleterio usato da molti tra tutela ambientale e turismo. La vergognosa aggressione e distruzione della piana di Seiano è sotto gli occhi di tutti, come sono sotto gli occhi di tutti o facilmente documentabili, uno stradone in cemento armato inutile per il progetto per cui era stato pensato e inutile ora, o le farneticanti proposte di ascensori doppi a Villetta Paradiso per accontentare proprietari facoltosi che hanno costruito abusi edilizi in uno spazio dove un tempo c’erano rigogliosi vigneti prospicienti ad una costa oggi anch’essa devastata da ogni sorta di abuso. Va bene il progresso tecnologico, ma esso dovrebbe essere utilizzato per la produzione di beni e servizi indirizzati all’incremento del verde esistente e alla sua ristrutturazione e/o incremento piuttosto che all’esclusivo incremento del flusso di danaro e di consumo del territorio come invece accade e sempre per interessi privatistici. I famigerati fondi europei potrebbero esser chiesti per progetti di riqualificazione ambientale autenticamente tali e non per operazioni speculative come sempre accade. E così pure al controllo dell’’emissione di scarti e rifiuti (solidi, liquidi e gassosi) dovuti al metabolismo dei sistemi sociali non ecceda la capacità di assimilazione dei sistemi naturali, come invece ormai è una triste routine delle nostre zone, asfissiate da un traffico urbano mal controllato e abusato, o da un mare distrutto dai molti scarichi abusivi che dai rivi e dagli alberghi vengono sversati in esso e dalla monnezza che spesso tracima dovunque gestita spessissimo da enti in odore di camorra.Un mio possibile progetto per Vico Equense, seguendo queste linee guida se fossi un amministratore di questa città, credo di averlo già scritto da qualche parte una volta. Allora:
Revocherei tutte le concessioni date sugli arenili e sulle zone una volta demaniali per un più ampio progetto di recupero e ristrutturazione delle coste, comprensivo di demolizioni di abusi e superfetazioni. Un progetto curato da professionalità specifiche atte al recupero dei litorali e del mare. Quello che si vede oggi a marina d’equa è semplicemente indecente.
Attiverei controlli per gli sversamenti di siero nei rivi  nella zona alta per tutte le attività casearie e attiverei controlli serissimi per ogni tipo di sversamento in mare.
Metterei in funzione i vari depuratori presenti sulla zona.
Abolirei totalmente il traffico automobilistico privato dal centro urbano e o ridurrei drasticamente con divieto di transito sulla Raffaele Bosco per la quale, invece di interventi clientelari a macchia di leopardo come sono stati fatti fino ad ora dall’ex sindaco Gennaro Cinque, oggi assessore ai lavori pubblici, sarebbe pensabile un progetto generale, nel quale, la mobilità pubblica su gomma dovrebbe essere predominante rispetto a quella privata.
Attiverei progetti di recupero agricolo e di ripiantumazione con finalità agricole per le colture locali, anche questi, finanziabili con fondi europei. Insomma riuscirei a cogliere un’autentica svolta di paradigma solo se sentissi attor sociali e politici fare proposte simili. Pretendo, per chi dice di occuparsi di ambiente un’analisi critica  dell’economia occidentale oggi fatalmente destinata al collasso, articolando un’inversione di paradigma culturale e di  prospettiva economica alternativa che, proprio per l’inversione di tendenza che propone la smetta di parlare sempre di sviluppo, crescita economica, prodotto interno lordo ecc. ecc. Ecco proponetemi questa ristrutturazione della società e della città  e un’adeguata ridistribuzione delle ricchezze territoriali  e delle possibilità di incremento delle risorse della natura e forse sarò convinto della bontà e dell’originalità di un progetto di qualità ambientale e della vita. Uno degli strumenti strategici su cui potrebbe vertere questa trasformazione è la rilocalizzazione delle attività produttive e questa potrebbe rendere possibile una “riterritorializzazione” dei luoghi e un più diretto contatto con i prodotti e i mercati vicini. Tutto il resto sono solo un trito e ritrito bla bla di politicume berlusconian/renziano al quale dico no grazie.
Franco Cuomo, VAS –Verde Ambiente e Società,
Circolo “Giovanni Esposito” Vico Equense

   

venerdì 20 novembre 2015

Una breve lettera a Cambiare Fa Bene, Organizzazione politica




Cambiare fa bene ? Si forse, dipende, cambiare cosa per cos'altro? Intanto bisognerebbe cambiare le forme del nostro linguaggio, bisognerebbe, per esempio, decidere di veicolare un’idea senza coniare uno slogan pubblicitario, perché così facendo si dimostrerebbe la volontà autentica che non si sta vendendo un prodotto, ma che invece si vuole veramente attivare un processo. Sono due cose ben diverse, ma oggi nessuno lo sa più. Oggi non lo fa più nessuno. Siamo abituati a partire da una frase che dovrebbe sembrare una frase ad effetto, poi si raccoglie un po’ di nomi intorno ad essa e il gioco è fatto. Ma questo, ed è una mia opinione, significa già partire con il piede sbagliato. Per carità, forse non è neanche sbagliato, ma sicuramente non è la forma migliore per affrontare le problematiche proposte poi nel cerchio nero che racchiude il disegno del manifesto, ovvero:qualità dell’aria, delle acque,rifiuti, mobilità, e vivibilità urbana. Queste problematiche non sono prodotti o generi sui quali attivare delle forme di marketing, ma reali processi socio economici sui quali e attraverso i quali si esercitano poteri e interessi che spesso cozzano tra loro. Un esempio? Un completo risanamento della qualità dell’aria nel centro urbano dovrebbe comportare scelte coraggiosissime nel vietare o spostare tutto il traffico automobilistico dal centro della città, incentivando tutta un’altra serie di soluzioni di mobilità urbana, ma come ci si colloca di fronte a opere nefaste e purtroppo realizzate come il mega tunnel e il proliferare di opere simili che ancora si propongono come soluzioni possibili? Chi si oppone e come  ai dictat di un ente come l’ANAS che fa ancora il bello e il cattivo tempo? Oppure la qualità delle acque, che, da noi dovrebbe significare principalmente, ma non esclusivamente, la depurazione del mare e poi, all’interno delle buone politiche di gestione e tutela ambientale, arrivano proposte di far conciliare le politiche dello sviluppo turistico e la salubrità dei nostri litorali devastati da un abusivismo selvaggio incontrollato? Senza parlare poi dell’abuso e della pratica di gestione dei rifiuti urbani, vero cancro di pericolose commistioni tra pubbliche amministrazioni e società in odore di gestione camorristica. Io non riesco più a credere alle frasi di effetto, mentre mi lasciano perplessi i progetti dei cosiddetti ecosistemi urbani basati su un termine che personalmente ritengo devastante per l’ambiente ovvero quello di: sostenibilità. Da qualche anno a questa parte, attraverso questa parola, si fanno passare le cose peggiori per l’ambiente e il territorio, specialmente nelle nostre zone. Dunque: cambiare fa bene, ma per cosa e come? E poi la forma per dirle le cose: usciamo dal marketing e entriamo tutti nella buona pratica delle riflessioni critiche, analizzando gli attori, ciò che propongono e come lo propongono, solo allora potrei pensare di farmi un’opinione seria su un argomento e solo allora potrei pensare di attivare autentici processi di cambiamento, specialmente se questi hanno l’ambiente e la sua salvaguardia come punto focale.
Franco Cuomo
Coordinatore del Circolo VAS Verde Ambiente e Società, “ Giovanni Esposito”

Vico Equense