C’era una volta, ma c’è ancora,
una signora in questo paese, molto impegnata in politica. Questa signora, nota
per le sue impennate con frequenti piccoli scatti del capo dice di aver
raggiunto grandi scopi nella sua vita sempre specchiata e autoriflessa: sempre
allo specchio come una moderna Crimilde a chiedersi: specchio specchio delle
mie brame chi è la più impegnata del reame? E lo specchio a lei: tu, tu tu, sei
la piu impegnata del reame unica tra le uniche visto che il posto pure offre una discreta varietà. Ha modificando spesso le sue coordinate concettuali, di modo
che, molto astruso e poco chiaro appare essere oggi la sua collocazione e
soprattutto il suo pensiero. Una volta questo modo di fare si sarebbe detto
opportunismo, oggi semplicemente non si dice più perché tutti fanno così. La
signora è molto elegante sempre, a modo suo per la verità, con uno stile un po’
agé, come si conviene ad una vera signora, conserva sempre un a plomb impeccabile anche se questa cosa la
appesantisce non poco. Ultimamente, va in giro a dire che insieme alla parte
politica nella quale si muove ha raggiunto in importante obiettivo che
perseguiva da anni. La signora ha anche un eloquio forbito – anche se spesso
intercalato dal dialetto locale – e spesso è incline alla chiacchiera: si ferma
con chiunque, saluta deferente, si fa salutare ossequiosamente, si impenna, si
guarda intorno furtiva, ti parla senza guardarti negli occhi, mentre ti
racconta l’ennesimo pettegolezzo che lei, sempre con signorilità, contribuisce
a diffondere, e lo fa con discrezione, guardandosi intorno come se ti stesse
raccontando un segreto che lei ha rivelato solo a te: è unica in questo, sembra
sempre che stia sventando un complotto. Poi furtiva si allontana e dopo un po’
la ritrovi ad un altro angolo con un altro a raccontare lo stesso segreto “tagliando
e cucendo” magari contro di te . E’ maestra nell’arte della dissimulazione, ma
soprattutto del dir bene e poi razzolar male. Per questo importante obiettivo
raggiunto ultimamente non ha esitato incontri al vertice o alla base con quelli
che lei dice esser suoi nemici giurati, fino a figurar in coppia con un personaggio dalla dubbia
condotta pubblica, ma si sa, e lei lo sa meglio degli altri: il fine giustifica
il mezzo e lo stesso fine giustifica anche la sua capacità di lasciare mele
avvelenate in giro, tra l’adulazione di giornaluncoli e giornaletti, locali, alla signora però forse bisognerebbe umilmente consigliare che con questo modo di fare, a furia di lasciarne troppe in giro, potrebbe finire, per errore, di addentarne una anche lei.
Cultural studies,Queer/gender studies, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, indipendent design, literature,art,gay life especially bears-people, electronic music,media studies. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
domenica 10 marzo 2013
sabato 9 marzo 2013
Un discorso sul potere, un discorso sulla capacità di annientare che ha il potere.
Un discorso sul potere, un discorso sulla capacità di
annientare che ha il potere. Oggi, chi volesse apprendere una qualche verità
sulla vita immediata del potere e sulla sua violenza distruttiva, può scrutare
la potenza oggettiva dei suoi apparati. Non più un discorso astratto come
avveniva negli anni ’60 e ’70, prima con i pensatori della Scuola di
Francoforte ( Horckeimer, Adorno, Marcuse )
e poi con Michel Foucault, ma la
contingente presenza degli apparati mediatici e la potenza pervasiva con la
quale distruggono chi osa metterne in discussione la sua natura. In Italia
quello che sta avvenendo contro il Movimento 5 Stelle e il suo leader Beppe Grillo
è quasi parossistico, solo che a parte i diretti interessati, tutti gli altri
non sembrano accorgersene. Per chiarezza ribadisco ancora una volta che io non
ho votato il Movimento 5 Stelle e che non sono andato proprio a votare. Dunque,
ciò a cui io assisto ogni volta che guardo la televisione è un discorso
denigratorio, ridicoleggiante, sprezzante, distruttivo, indagatorio contro una
forza che – pur con tutte le sue contraddizioni, e ne ha – sta facendo crescere
una vera e propria rivoluzione sociale in un paese che non aveva più ( no ha? )
né nerbo politico, né nerbo morale, con risultati quasi incredibili, uno tra
tanti la sparizione di vecchi dinosauri come Casini e l’UDC e Fini, ma anche il
declino del PdL e lo scacco al PD, in più, quello che io ritengo
destabilizzante per questa classe politica, ma assolutamente pensabile per me:
l’assenza di una prospettiva che si concretizzi in una proposta di governo:
Quando Grillo dice di non volere il 30, 50, il 70 per cento, ma il cento per
cento e poi dissolvere il movimento, dice qualcosa di assolutamente
incomprensibile ai più, ma assolutamente creativo sul piano del discorso
politico, sul piano dell’utopia, la quale, coltivata, serve sempre. Ebbene, contro
tutto questo si sta muovendo una stritolante macchina di un potere talmente
forte che fa presagire inquietanti risvolti di controllo totale. Il dominio
delega la violenza fisica su cui si regge ai suoi rappresentanti apparentemente
“corretti” e garanti dei diritti di tutti e della democrazia, i quali
attraverso questi discorsi, diventano i sacerdoti solo di un esercizio di stile
da esportare. E’ molto simile l’operazione a quella che mettono in atto gli Stati Uniti quanto dicono
di voler esportare la democrazia nei paesi che non l’hanno per preservarci dal
terrorismo e lo fanno con le bombe. Solitamente, questi discorsi sono sostenuti
dai “ giornalisti”, unici depositari del linguaggio del potere, nel nostro caso
il range è molto ampio: da Vespa, a Fede, da Gruber, a Lerner, da Formigli a
Santoro a Severgnini, i quali hanno la soddisfazione di poter sfogare la loro servile
acquiescenza, il loro dovuto a chi li paga, sostenendo discorsi deviati e
distorti, sostenuti dal conformismo legale dell’apparato istituzionale che ci viene
sempre imposto come unico, col l’approvazione della morale collettiva, abituano
tutti, nello stesso tempo a perpetrare ciò che tutti noi non dobbiamo mai
sapere, ovvero che un altro mondo potrebbe essere possibile al di là
dell’universo di discorso politico al quale da tempo ci hanno ammansito i loro
discorsi passano per essere discorsi responsabili. C'è un'arroganza di fondo
che prendendo vari spezzoni della realtà li unisce insieme in modo tale da
creare sempre la stessa plausibile versione da imporre agli altri. Sembra quasi
vogliano dire: vedete il mondo è come lo descriviamo noi, al di fuori di questo
c’è solo lo sfascio, l’anarchia, il disordine, l’insicurezza. Naturalmente
tutto questo veicola ancora una volta l’idea di fondo che si oppone alla
prospettiva di accettazione di una violenza rivoluzionaria la quale si
formalizza nella condanna dell’eccessiva sofferenza che essa veicolerebbe. Così
il M5S viene descritto come foriero di disordine e anarchia, mentre i suoi
rappresentanti vengono sbeffeggiati e ridicolizzati da raffinati, quanto
perversi, guru dell’infortaititement al soldo degli apparati di controllo.
Immagino già la critica che mi verrà mossa da chi mi leggerà: si, ma c’è il
tasso di disoccupazione più alto degli ultimi 60 anni! I consumi sono in caduta
libera, cosa opponi a tutto questo? Cosa propongono i 5 Stella? Ecco, siamo a
questo punto alla manipolazione totale del reale: la domanda che ogni persona
sana di mente dovrebbe invece farsi è : cosa propone il potere attraverso i
discorsi dei suoi guru? E qui tutta una serie di formule che da tempo stanno
segnando le nostre vite : abbassamento dello
spread, difesa ad oltranza del sistema bancario, programmi per far ripartire l’economia
e i consumi, e infine, la parola magica: governi stabili o stabilizzati: da chi?
Non c’è nessuno tranne 5Stella, nel panorama "politico " odierno per esempio, che faccia un discorso serio sull’agricoltura,
sulla salvaguardia ambientale, sulla felicità delle persone svincolata dalla
quantità di danaro che si ha. Insomma un lessico assolutamente improbabile e
improponibile da parte del potere, di questo potere di chi rappresenta questo potere. Intanto la gente si suicida per speculazioni coperte da banche senza scrupoli con i risparmi della gente, sembra che questo sia lo stile che va per la maggiore: il suicidio per nascondere segreti. Con lo sviluppo della rete
la tv avrebbe dovuto mostrare maturità rispondendo nei fatti alle critiche
mentre l'unica cosa che ha saputo fare è stata mettersi sullo stesso piano di
un utente qualsiasi che posta in un blog o carica video su you tube
diventandone il fac simile. Chiunque provi ad abbandonare questa realtà viene
emarginato, chiunque – come ha fatto Beppe Grillo, ha fatto a meno della
televisione e si rifiuta ai suoi guru italiani, viene fatto a pezzi . Posso pure pensare e lo penso che il M5S, ha in qualche modo incanalato una protesta che sarebbe finita nelle piazze in maniera eversiva, posso pure pensare che mi sarebbe piaciuto che il movimento restasse extraparlamentare, ma l'aggressione che oggi gli viene fatta è assolutamente non accettabile. Lungi dal
voler imporre questo orizzonte totalitario, la situazione paradossale chi si è
determinata oggi in Italia dopo questo voto, ci dimostra appunto la struttura
ultima della democrazia. Essa è basata su un corto circuito tra la maggioranza
e “Tutti”: il vincitore porta a casa tutto e la maggioranza conta come Tutto,
ottenendo tutto il potere, anche nel caso in cui tale maggioranza si riduca ad
un centinaio di voti su milioni di elettori. Per questo io credo che la
democrazia, oggi, non è più il potere della gente. Al giorno d’oggi la
democrazia riguarda soprattutto un legalismo formale, l’adesione incondizionata
ad un insieme di regole formali che assicurano che gli antagonismi sociali
vengano assorbiti completamente nell’arena politica e controllati dai suoi
rappresentanti attraverso gli apparati mediatici che ne costituiscono la
rappresentatività. Questa “democrazia” implica che, a prescindere da tutto
quello che può succedere in una tornata elettorale, tutte le forze politiche
ufficiali, rispettino il risultato elettorale: Quanto Grillo dice che vuole
raggiungere il cento per cento per poi dissolvere il Movimento 5Stelle, non fa
altro che ribadire i limiti di questa democrazia liberal- capitalistica,
opponendogli quello che dovrebbe essere realmente una democrazia vera e radicale.
Tutto questo suona alle orecchie dei più come una follia incomprensibile, che
invece, tanto incomprensibile non è. Tutto ciò che si oppone a questa “follia”
è il potere. Naturalmente io diffido sempre del popolo, ma messo di fronte alla
scelta, quella delle due concezioni di
democrazia, con l’esperienza di ciò che è diventata quella ufficiale, anche con
deprecabili e aberranti leggi elettorali, preferisco coltivare il sogno di una
democrazia vera e radicale, soprattutto se essa mina le basi di un potere che
dietro il volto di garanzie di diritti nasconde la maschera orrenda dello
sfruttamento senza limiti del reale. Oggi le prospettive forse sono poco
incoraggianti, ma se si comincia a parlare con un lessico diverso, forse qualcosa
può ancora cambiare.
Franco Cuomo
mercoledì 6 marzo 2013
Mai profezia fu più veritiera : "Fuitevenne........se volete vivere Fuitevenne a Napule”
"Fuitevenne ,
Fuitevenne........se volete vivere Fuitevenne a Napule”. Per molto tempo,
soprattutto quando ero più giovane, ho pensato che quella di Eduardo De
Filippo, fosse una esagerazione snobistica, oggi, dopo la distruzione di Città
della Scienza, dopo il mercimonio dei libri della Biblioteca dei Girolamini,
dopo l’inscatolamento della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi
Filosofici in un capannone a Casoria, penso che mai esortazione sia stata più
premonitrice e più vera di quella. Città della Scienza era una delle
pochissime eccellenze europee di questa città: un polo museale che interagiva
con la città e i suoi abitanti, in un’area a forte degrado sociale e eco
ambientale come lo è tutta l’area di Bagnoli. Chi aveva intenzione di bloccare
questo processo di civilizzazione di questa zona? Perché? Le ipotesi si
accavallano: le imprese appaltatrici che non ricevevano soldi, il gesto
inconsulto ed esagerato di qualche dipendente, poiché anche questi non stavano
percependo lo stipendio, sono ipotesi, poco plausibili, esagerate appunto. Quali interessi gravitano sull’area?
I clan che tengono in scacco città ed istituzioni evidentemente hanno altri
progetti, nuovi appalti in scadenza, nuove opere da realizzare. Ho letto da
qualche parte che sono già stati chiesti venti milioni di euro all’Unione
Europea per una possibile ricostruzione: Sono drastico: niente soldi a Napoli!
Se arrivano soldi si fa un piacere ai clan che gestiscono le ricostruzioni. Non
convincono più queste operazioni, e non convincono proprio perché questa città
non ha substrato civile. Sono pochi i cittadini realmente indignati, e si
possono contare a occhio, il resto della città o è complice o è connivente e tace. Ora
dopo la distruzione i soliti refrain, le solite dichiarazioni del politico di turno come la insopportabile retorica istituzionale: Angela Cortese, consigliere regionale: «Ho appena inviato
al ministro Profumo una lettera nella quale chiedo di mettere un salvadanaio in
tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. Città della Scienza è un
patrimonio non di Napoli e della Campania, ma del Paese intero. Un faro che va
riacceso al più presto nel già sofferente panorama scientifico e culturale
d'Italia. Per questo - osserva Cortese, componente della Commissione regionale
Cultura - sarebbe simbolicamente e concretamente importante che una parte di
quella ricostruzione che tutti già da oggi dobbiamo mettere in cantiere venisse
dagli studenti. Sarebbe bello che i maggiori frequentatori di quel luogo
incantato di sapere diventassero i primi artefici della sua rinascita». Un
faro, per riprendere la Cortese, al quale però non si davano soldi per una dignitosa conduzione, come
purtroppo avviene per tutti gli istituti di cultura di questa città e
nazionali, come giustamente rilevava il professore Salvatore Settis. Ci si
accora sempre dopo la catastrofe, mai prima, fa parte delle regole del
malaffare e del gioco politico, molto simili in questo e soprattutto i
colpevoli rimangono sempre non identificati. Allora basta! Napoli è destinata a morire e, purtroppo anche
noi che ci viviamo con essa. Chi ha forza, coraggio e fortuna, emigra,
abbandona la città., fugge appunto Dal treno, mentre arrivo, come tutte le
mattine, in città, osservo la periferia est di Napoli: costruzioni brutte,
sciatte, campi inquinati che sono piccole discariche, tralicci mostruosi,
rigagnoli mefitici che drenano putridume a cielo aperto, disordine, abbandono,
chi ha ridotto questo posto così, ma soprattutto quale cultura può esprimere
tutto questo?. Un tempo queste aree erano distese ubertose e ricche, com’ è
stato possibile che avvenisse tutto questo? Chi lo ha permesso? Lo abbiamo
permesso tutti o, per lo più, la maggior parte di chi ha abitato e abita questi
posti: la latitanza della legalità, la latitanza della legge, il proliferare
del malaffare non sono categorie linguistiche, sono fatti prodotti dagli uomini,
da quel tipo di uomini che vivono in questa città. Allora basta con le
elargizioni di fondi per qualsiasi ricostruzione, perché ricostruire significa
dare ossigeno a tutto questo putridume, significa rinsaldare relazioni
cancrenose tra malavita e politica Questa
distruzione è un gesto gravissimo! E' l'apoteosi dell'involuzione e della
barbarie, non vedo né segni, né simboli di riscatto civile e culturale per
questa città, ma solo complicità e silenzi .
Franco Cuomo
domenica 3 marzo 2013
Trasparenza questa sconosciuta: le nomine del Consiglio di Amministrazione della SS. Trinità
In queste ore tutti continuano a
chiedersi del perché dello tsunami
Grillo e c’è chi se lo chiede anche a Vico, dove il M5S ha realizzato 2000 voti
circa, un vero e proprio partito che ha sottratto voti a tutti . Naturalmente
tutti sappiamo perché Grillo ha avuto questo immenso successo e c’è da credere
che l’onda non si sia fermata. Premessa necessaria per approcciare ad un problema di cui si sta occupando la
stampa locale con dichiarazioni ed esternazioni . Sto parlando della nuova
presidenza della SS. Trinità e Paradiso e della nomina del nuovo C.d.A., il Consiglio
di Amministrazione dell’ente. La presidenza è stata data al prof. Vincenzo
Esposito, mentre i consiglieri sono la professoressa Claudia Scaramellino,
consigliere comunale di minoranza per il gruppo In Movimento per Vico e il
perito agrario Matteo De Simone che ha anche la carica di Presidente del Consiglio
Comunale. La mia domanda, quella che si pone il Circolo VAS di Vico Equense,
che pure ebbe un ruolo di rilievo nel sollevare la problematica della acquisizione
della SS. Trinità e Paradiso e soprattutto nell’organizzare una petizione
popolare al fine di cominciare a sensibilizzare l’opinione pubblica è: come
sono state fatte queste nomine, quale iter si è seguito? Ci sono state
consultazioni? Vorrei ricordare a questo proposito cosa scrisse qualche tempo
fa il prof. Vincenzo Esposito su un
numero di Agorà del 4 agosto scorso: “ E’ prassi che nel procedere ( alla nomina n.d.r.) il Ministero chieda
all’autorità scolastica locale di proporre dei nomi su suggerimento dell’Amministrazione Comunale quale
interprete della cittadinanza interessata[…]Da qualche decennio i dirigenti […]
hanno preferito segnalare quei candidati indicati dai partiti politici”,
mentre la prof. Scaramellino, nel settembre scorso, sempre da Agorà scriveva. “
Auspico che ancora una volta non “arrivino”
da Roma per il C.d.A. nomine definite politicamente a vantaggio di qualche
piccola ma variegata lobby locale, tutto ciò sarebbe per la città un ennesimo
schiaffo” e il prof Esposito nel novembre dello stesso anno, cioè il 2012
scriveva: “ Il silenzio che avvolge l’attività
attuale della gestione che vede coinvolto il Comune, desta preoccupazione e fa
pensare che si sia creata intorno ad essa ( la SS. Trinità n.d.r.) una rete di
interessi privati addirittura appoggiata dal governo perché non si spiega che
interesse abbia il Ministero a non intervenire per sanare una situazione
irregolare”. Ora, queste nomine sono arrivate esattamente con le stesse
modalità con le quali erano state fatte quelle precedenti, naturalmente i nomi
sono diversi , ma non convincono i procedimenti, in più si potrebbe ravvisare
anche qualche vizio formale che si paleserebbe in un vistoso conflitto di
interessi: come potrebbe il Presidente del Consiglio Comunale Matteo De Simone
fare gli interessi dell’Ente in cui è Consigliere e poi difendere gli interessi
del Comune che – per esempio- paga fitti di locazione alla SS. Trinità? L’articolo
9 del regolamento comunale parla chiaro : “ Al
sindaco e ai consiglieri comunali ( quindi anche all prof. Scaramellino n.d.r.)
è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni
dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune”.
E’ chiaro che qui non si tratta di vigilanza, ma il Comune versa all’Ente degli
emolumenti annuali per tutta una serie di attività e dunque non si capisce come
questi due rappresentanti potrebbero svolgere in autonomia le loro funzioni. Il
Circolo V.A.S allora esprime serie perplessità su tutta l’operazione, che così
come è stata fatta marca una totale mancanza di trasparenza politica ed è sta
omessa qualsiasi evidenza pubblica. L’operazione sembrerebbe, a nostro parere,
essere stata condotta nel ufficio del Sindaco e successivamente trasferita nell’ufficio
del Ministero chi vi ha preso parte? In virtù di quale investitura? Come non
rimarcare che la presenza di politici in queste strutture amministrative non
soddisfa le esigenze ed i bisogni della diversità dei compiti e delle funzioni che
si dovrebbero ricoprire in queste amministrazioni. Capisco l’importanza morale
della nomina, ma persone che fino a ieri si sono battute per la chiarezza, improvvisamente
soggiacciono alle stesse procedure di nomina che hanno dichiarato di combattere
fino al giorno prima, non tenendo minimamente conto di un discorso serio e
democraticamente partecipato a tutta la cittadinanza: mi sembra una cosa
abbastanza grave che non può passare nel silenzio. In questa ottica i V.A.S.
chiedono al prof Vincenzo Esposito la non accettazione della designazione, che
così come è stata condotta non rispecchia le opinioni sempre espresse dal
professore in maniera di trasparenza e di apertura nei confronti di tutta la
comunità. Per quanto riguarda invece i due consiglieri comunali, i V.A.S.
invitano il consigliere Giuseppe Dilengite, nella sua qualità di avvocato, di esprimere
la propria opinione in merito alla vicenda e verificare la sussistenza o meno di incompatibilità.
Franco Cuomo- Circolo V.A.S. di Vico Equense
sabato 2 marzo 2013
Schiaffo al potere che frena
"In un passaggio enigmatico della
Seconda lettera ai Tessalonicesi (2, 6-7), San Paolo parla di qualcosa o qualcuno che «contiene», «trattiene»,
«frena» – in greco: to katechon – l’arrivo del vento dell’empietà. Scrive
infatti San Paolo: «il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario sia
tolto di mezzo chi finora lo trattiene». Questa categoria del "potere che
frena" è da tempo in crisi. La crisi del katechon, ossia del potere che
frena, trattiene e contiene ci è apparsa chiara nel Novecento, attraverso la
crisi dello Stato. Questa crisi fa tutt'uno con la crisi del Politico, del
katechon politico, del potere che frena, dell’empia gestio ne di una casta
corrotta" ( M. Cacciari, Il Potere che frena, Adelphi).
Cosa sta
succedendo nella sfera del politico nostrano? Se quello che stiamo vedendo non
ci fornisce ancora una interpretazione plausibile, allora significa che non
vogliamo capire e non c’è peggior sordo di quello che non vuole sentire. Il M5 Stelle
mette sul web un codice di comportamento per i 163 parlamentari che sono stati
eletti il 24 e 25 febbraio, e rifiuta qualsiasi forma di politichese che possa
configurarsi in un qualsiasi accordo, in pratica la vecchia politica, sta
utilizzando una sintassi nuova a cui i politici dovranno abituarsi. Tra le
varie voci una a caso . Trattamento economico: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi
mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato ( non al Partito) insieme all’assegno di solidarietà (detto
anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra
voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma,
rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di
trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e
trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Così,
mentre l’apparato simbolico della teologia politica per eccellenza è scosso da
una dimissione esemplare, quella dell’ex Papa Benedetto XVI, fatto di per sé
che induce a riflettere seriamente sulla delegittimazione dei poteri, i gattopardi mummificati nei
palazzi della politica e nei loro cloni imbalsamati nelle redazioni dei
giornali seguitano a muoversi come se nulla fosse cambiato e nulla dovesse
cambiare. Loro a dimettersi non ci pensano proprio e continuano a muoversi
e a parlare come se nulla fosse successo. Il fatto è invece che qui, piaccia o meno
è accaduta una rivoluzione, Dario Fo, ha elencato dieci punti che il PD
potrebbe condividere nel programma M5S,
impegni che Bersani dovrebbe assumere senza chiedere contropartite e senza
mediazioni . Un esempio potrebbe essere quello riportato da Paolo Flores D’Arcais
su Il Fatto Quotidiano di oggi. “ Si pensi solo a cosa succederebbe se Bersani
dicesse << la TAV non si fa più, perché in effetti non serve a nulla,lo
hanno spiegato i migliori tecnici disinteressati, scusateci se abbiamo fin qui
insistito, ma il bene di cittadini vieni prima di qualche interessi di un
costruttore>>. O se annunciasse che verrà rispettata la legge 361 del
1957 secondo la quale Berlusconi è ineleggibile ( e perciò dovrà affrontare
senza immunità la sentenza Ruby e le inchieste sui tre milioni versati a de
Gregorio per fargli cambiare casacca – comprare un parlamentare non è solo
corruzione, ma è roba da attentato alle istituzioni). Berlusconi in questo caso
sarebbe finito davvero, ma sarebbe finito solo se Bersani dicesse questo e non lo
salvasse per l’ennesima volta, ovvero solo se accettasse di usare una sintassi
discorsiva che necessariamente dovrebbe fare a meno dei doppismi del
politichese e dei suoi inciuci. Una cosa che D’Alema aborrirebbe o che farebbe
fare una smorfia di supponenza alla Finocchiaro o un mugugno di indifferenza a
Fassino. Insomma io credo che qualcosa sia successo e stia succedendo. I giornali
di regime e tutte le televisioni voglio farci credere nel peggio, ma quello che
c’è in ballo è il ribaltamento radicale di un atteggiamento verso la politica
che potrebbe coinvolgere veramente anche altri paesi al di fuori dell’Italia.
Quello che sta accadendo in Italia è solo l’inizio di un cambiamento molto più
radicale che potrebbe toccare tutte le democrazie, soprattutto quelle messe in
scacco dai diktat dell’austerità tedesca, insomma una rivoluzione verso una
decrescita felice programmata ed attuata questa volta nei parlamenti. E’ un
programma forte e c’è anche molta provocazione da parte dei leader del M5S, ma
di certo non si può negare che ha messo in crisi l’insopportabile linguaggio di
presunzione del PD e dei suoi cacicchi e la mefitica arroganza flatulente di
Berlusconi e dei suoi nani e ballerine. Io non so se il M5S attuerà tutto
quello che sta dicendo di voler fare e anche quello di non voler fare, non so
se i suoi 163 parlamentari saranno sedotti dalle sirene romane di Montecitorio
e non li schioderà più di lì neanche lo Spirito Santo come ha profetizzato Massimo
Cacciari. So solo che sono state messe in scacco le regole che fino ad ora ci
facevano passare per normali “inciuci “ e “ accordi” improponibili per amore di
“equilibri” per amore di interessi finalizzati solo alla sopravvivenza di un
potere lontanissimo dai reali bisogni della gente. Quando Beppe Grillo si recò
dall’operaio sardo che si era rinchiuso in un tubo, gli si avvicinò e gli disse
che non sapeva cosa poteva fare per lui e la sua fabbrica chiusa, ma che forse
era meglio se uscisse da lì dentro,l’operaio uscì e scaraventò la bandiera
della FIOM giù dal traliccio. Nessuno prima di Grillo si era preoccupato di andare da
quell’uomo, nessuno che aveva accolto la sua disperazione. Questo è un fatto. Viviamo
in un mondo dove nulla più è a misura dell'uomo, in una società che è stata
trasformata in una macchina possente, nella quale i partiti tradizionali hanno
cessato da tempo di rappresentare le istanze dei cittadini, nella quale
l'individuo avverte di essere solo un ingranaggio e che arriva a comprimere il
cuore e a fabbricare l'incoscienza e la distanza dalla politica. Complessità
sociale, gruppi sociali sempre più chiusi, sistemi informativi sempre più
sofisticati e onnicomprensivi, minare le regole di questa macchina è già
significativo di qualcosa che cambia. Disabituarsi all’accettazione supina del “
deve farsi per forza così” altrimenti non c’è via d’uscita. C’è sempre una via
d’uscita, tutto sta ad accettarla anche se non la si conosce ancora.
domenica 24 febbraio 2013
Turarsi il naso? No Grazie!
Elena Esposito:
tappati il naso e metti a disposizione di ki
non può la tua cultura e le tue profonde raffinatezze...a loro non
interessa(anzi), ma a noi sì...e tanto.. ciao e scusa se mi son permessa.
Rispondo a Elena Esposito :
Tapparsi il naso per chi, per cosa? per riavere gli uomini che hanno "governato" fino ad ora? Bersani che vende
buone intenzioni a cuor leggero, criticando l'operato di Monti e del Nano
maledetto con i capelli tinti in testa e il Nano maledetto con i capelli tinti
in testa che critica Bersani, sparando menzogne e chiedendo un voto a pagamento
con finte promesse di restituzione di tasse versate? O Monti algido che scende
in campo come se per un anno intero lui non avesse fatto parte di un governo
presieduto da lui medesimo e appoggiato in consociativismo da Bersani e dal Nano
maledetto con i capelli tinti in testa? Votare di nuovo questa gente con una
Legge elettorale porcellum che nessuno di questi tre signori ha voluto
cambiare? No grazie! basta con la retorica dei media, col turarsi il naso: Il
naso non me lo turo più perché stiamo già da tanto tempo nella m... che mi sono
abituato persino al puzzo! Votateli voi che credete che la democrazia
significhi apporre un segno su una scheda elettorale come invita a fare Bersani. No
cara signora Elena Esposito! La mia cultura e le mie profonde raffinatezze lo
sa quali sono? Quelle che chiedono servizi sociali domiciliari, centri ascolto, servizi sanitari domiciliari, per accudire persone anziane con problemi motori,
con l'alzheimer, visite domiciliari, laddove i cittadini sono lasciati soli di fronte a problemi troppo complessi per essere gestiti da soli, con ospedali ridotti allo sfascio (tanto per dirne una contro quel pachiderma filo vaticano di Giuliano Ferrara) lavoro per i giovani che non siano promesse menzognere, asili nido e scuole decenti per i bambini. La mia cultura
raffinata chiede queste cose per tutti, perché una democrazia vera è fatta con queste cose, non col segnare un fregio su una scheda per mantenere i privilegi
di una pletora di corrotti. L'apponga lei il fregio, sia complice lei, io no Grazie! HO
INIZIATO DA TEMPO LA RESISTENZA! Stavo per andare a votare Ingroia sa? Ma poi mi son detto : no, non ha senso benché stimi molto Antonio Ingroia, non ha senso
legittimare questi ladri con una legge elettorale che li manterrà ancora al
loro posto!
mercoledì 20 febbraio 2013
Quale democrazia?
"Gli italiani vogliono che qualcuno pensi per loro" era l’amara considerazione che fece Mario Monicelli prima di suicidarsi, e aveva ragione: è triste o tragicomico, ma è così. A questo destino ineluttabile, perché culturale e gli italiani non sono un popolo culturale, ma ancora veracemente e pervicacemente naturale, dunque primitivo, sembra al momento, non esserci scampo. Forse perché abbiamo sempre avuto il Papa in Italia, non lo so, so che non siamo cambiati molto da come eravamo nel passato. Già Giacomo Leopardi delineò un ritratto impietoso e profondamente autentico degli italiani, da allora, non si si sono apprezzati o visti cambiamenti se non, nelle fogge dei vestiti, ma l' essenza degli italiani è rimasta quella delineata dal poeta filosofo ed è così che ci vedono ancora all'estero. Berlusconi, ha sempre stravinto perché, dai suoi spin doctors, si è fatto cucire addosso -senza difficoltà devo dire- le peggiori nefandezze dei tratti del carattere italiota, creando un immediato riconoscimento con la massa, con il popolo, che è sempre profondamente fascista. A tutto questo, poi bisogna aggiungere la mediocrità e niente altro che la mediocrità di chi da un trentennio a questa parte ritiene di fare politica in questo paese. Mi riferisco a tutto il sistema politico istituzionale che dovrebbe rappresentarci: dalla destra al centro destra al centro al centro sinistra alla sinistra . MEDIOCRI! Personalità acefale e grige senza rigore morale alto, di tipo kantiano per intenderci, senza una grande cultura pervasiva che incarni sia quella grande borghese e sia quella critica, senza gusto ( orribili e mediocri senza stile) . Cosa o chi rappresenta da anni un Casini? Una Meloni ? Un Bossi? Se non il peggio del peggio degli italiani, ma anche un Bersani: Si, tutto quello che volete: è onesto ( e ci mancherebbe ), ma poi? Ma voi riuscite a vedere il profilo alto di un Bersani, che non sia la caricatura speculare che ne fa Crozza? O quella di Vendola: grande amministratore della Regione Puglia che: “che intento a fare poesie e tournée elettorali, non si era accorto che a TARANTO, l'ILVA spargeva veleni nell'aria e nel mare, rendendo quella zona tra le più pericolose per la salute, del Pianeta” ma , Gesù il suo eloquio dovrebbe esser aggiornato e soprattutto dovrebbe leggere e diffondere più Gramsci che Lyotard, perché a dire il vero ci ha fatto le palle pure lui con le sue "narrazioni"! Poi c'è Grillo, altro fenomeno della peggiore italianità, su di lui mi sento di dire che se avesse usato un a plob diverso per agglutinare le folle, diciamo sul tipo degli oratori solitari di Hyde Park, chissà, forse mi avrebbe convinto, ma quel testone da medusone e l'affanno che mi fa venire quando parla, mi hanno convinto che ci troviamo di fronte all'ennesimo fenomeno da circo ( che stravincerà come è nella nostra tradizione storica) che viene però fatto a brandelli da un coacervo di media prezzolati e corrotti che forse farebbero bene a guardare le travi che hanno nei loro occhi, piuttosto che le pagliuzze del comico genovese. Ecco! Con queste MEDIOCRITA’ dilagante, con questi omuncoli senza nerbo intellettuale, con questi professori ammuffiti, portatori di una cultura accademica ammuffita, con una legge elettorale vergognosa, non ci sono discorsi sulla democrazia che possano tenere! La democrazia da tempo non è più quella alla quale si riferisce il mio amico Mimmo, soprattutto quando essa è diventata la maschera per coprire l'illegalità dei grandi trust finanziari sovranazionali e allora? E allora permettetemi di dire no al voto utile: Utile per chi? Non certo per me, non certo per il paese. Un centro sinistra che fino a qualche mese fa a governato con il centro destra per tenere in vita un governo che faceva gli interessi dei grandi trust finanziari sovranazionali e ora ne critica l'operato, perché dovrebbe essere credibile? Saremo sempre gli italiani di Leopardi, fino a quando ognuno di noi, sulla propria pelle assumerà l'etica della responsabilità verso se stesso e verso tutti gli altri. Fino a quando ognuno di noi non penserà al proprio "particulare" a cominciare dai rapporti fin dentro la propria famiglia, senza pensare che uno può "metterlo a quel servizio ad un altro" e per questo ritenersi più bravo! Insomma! Avere modelli alti di uomini che hanno avuto modelli alti di ideali. Allora forse potremmo ritornare a parlare di democrazia, parlarne ora, senza tener conto di tutto quello che ho scritto, mi sembra un vuoto esercizio di retorica, un perbenismo del pensiero che trova il tempo che trova. E questa Italia? Ma che crollasse questa Italia! Può darsi che con la sua rovina, come dalla rovina di Kash, rinasca un paese più civile, meno corrotto fatto di gente più responsabile.
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