martedì 5 febbraio 2013

Perché la borghesia italiana è o volgare come Berlusconi e le sue donne o supponente e tetra come quella di Monti e le sue donne: Perchè non abbiamo Donne come Berenson, Guinnes, Tyssen







       Lo chic e il populismo

       Stamattina  sono andato su YouTube a smanettare come faccio di solito quando mi vengono le malinconie. Ho visto dei filmati su Yves Saint Laurent... e sulla sua musa Caterine Deneuve. sulla Berenson e su Daphe Guinnes: donne mito, donne tra il glamour e l'arte, la quintessenza della creatività che sposa ricchezza e buon gusto. Saint Laurent  è stato un grande, una figura di spessore e di rilievo e le sue creazioni e innovazioni nella moda sono state spettacolari: il nude look, i colori acidi, i tessuti, il caban marinaro con i bottoni d’oro che oggi sembra quasi una ovvietà. Le linee...lo chic extréme e quella particolare allure che non tornerà mai più...mi è venuta una malinconia tremenda. L'altra sera in TV, credo La 7, è passata una deputata del PdL, una tale Michela Biancofiore, una donna non male tutto sommato ma ciò che colpiva era il suo essere assolutamente chip:  dal biondo dei capelli troppo tendente al giallo, al rosa troppo carico del rossetto, al vestito che indossava e agli orecchini assolutamente stonati che portava. Poi ha aperto la bocca ed ha parlato di "spirito del popolo" e di "carisma del capo" e si agitava scomposta ogni qual volta che il raffinato Arturo Shwartz o il colto Aldo Schiavone dicevano qualcosa e soprattutto inorridivano, come è successo a me per quelle definizioni gettate lì, senza cognizione storica, senza cultura politica, come avrebbe fatto uno qualsiasi al bar dello sport.. Ho capito subito da dove proveniva quella mediocre sciattezza estetica: mancanza di cosmopolitismo, mancanza di curiosità intellettuale, ma soprattutto mancanza di cultura. Ho pensato che se al suo posto ci fosse stata Marisa Berenson, o Lulu de la Falaise ( modelle preferite di Saint Laurent), le avrei votate, anche avessero fatto parte di quel partito. Poi però mi sono detto: non è un caso che quel partito esprima una come quella e non le due signore appena citate. Ne ho tratto una conclusione: non è la sinistra che ha realizzato il governo del popolo, ma questa destra che ne ostenta tutta la peggiore grossolanità e la scomposta rozzezza. L'estetica non è una teoria dell'ornamento, ma una raffinata disciplina, così come la democrazia non è confondibile col populismo. In ultima analisi, Yves Saint Laurent, Marisa Berenson e Lulu de la Falaise, Caterine Deneuve , Daphne Guinnes non avrebbero mai considerato un ometto tozzo con il rialzo nei tacchi e mal vestito, che fa le corna mentre si fa le foto, o una come la Biancofiore coi capelli gialli e il rossetto rosa carico.La classe si sa non è acqua e allora, quando mi manca il buon gusto e la cultura, e quell'allure magica del buon gusto e dello chic, non potendo scappare a Parigi ogni volta,mi rifugio su You Tube in un mondo che amo...che sicuramente non sarà tanto democratico, ma non è neanche grossolanamente populista come tutto quello che ci circonda oggi.
            Have a nice day .




Quello che l'Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque dice di fare e che invece non fa: Della serie: Il Sindaco del non fare e del non portare a termine"





Come circolo V.A.S. ci siamo riproposti di segnalare e denunciare nell’ambito di un ciclo della serie: “Gennaro Cinque, Sindaco del non fare e soprattutto del non portare a termine” tre altri argomenti che pure meriterebbero l’attenzione della stampa  per una corretta informazione che si dovrebbe assicurare a tutti i cittadini .

Il primo riteniamo essere  veramente molto serio e merita di essere descritto dettagliatamente. Si tratta del parcheggio coperto di Piazza Mercato, costruito e attualmente gestito dalla Società G.P.V. (ing. Passarelli).
Il 21 marzo 2012, la Giunta Comunale di Vico Equense, riconosciuta la necessità e l’urgenza di procedere, deliberò la nomina di tre docenti dell’Università di Salerno che facevano parte dell’Organismo Tecnico di verifica previsto dalla convenzione Comune-Società Costruttrice, con l’incarico preciso, di verificare le condizioni economiche di chiusura del rapporto tra Concedente e Concessionario. Quest’ Organismo Tecnico, per quanto si sa, ha il compito di valutare il costo complessivo di tutto il parcheggio interrato e verificare che l’Impresa, con le somme incassate dalla vendita dei box e con quelle derivate dalla gestione per trent’anni del parcheggio a rotazione, venga a trovarsi in posizione di assoluta parità tra spese ed incasso. Ora, nell’eventualità molto probabile a nostro parere, che le somme incassate e da incassare da parte dell’Impresa siano maggiori rispetto a quanto speso, l’ Impresa dovrebbe procedere a restituire al Comune, cioè a noi cittadini, la differenza sotto forma di una diminuizione degli anni di gestione del parcheggio a rotazione; in altri termini il Comune potrebbe gestire un proprio bene a vantaggio del bilancio comunale  di tutta la collettività.
Ma, come spesso avviene a Vico Equense con l’Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque, Sindaco del non fare e del non portare a termine, ad oltre dieci mesi dalla delibera di incarico, i V.A.S., non hanno letto né determine, né delibere, contenenti la segnalazione  di ultimazione dei lavori e dei controlli di verifica da parte dell’Organismo Tecnico e soprattutto niente per quanto concerne i risultati contabili della suddetta verifica!
Viene immediatamente da chiedersi allora e noi V.A.S. lo abbiamo chiesto già altre volte: ma la costruzione del parcheggio  è stato un affare per i cittadini di Vico Equense o per la ditta Costruttrice?
Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per sapere se sono state rispettate le procedute e soprattutto se sono stati rispettati i nostri diritti di cittadini? E ancora:esiste un Responsabile del Procedimento? Certamente si, perché la legge lo prevede e allora, se esiste, quando intende chiuderlo questo procedimento?


Il secondo, nell’ordine attiene alla trasparenza degli atti amministrativi prodotti da questo Comune. La questione è questa: da quando è stato istituito l’albo pretorio on line, con pompose dichiarazione  da parte del primo cittadino di rendere visibile a tutti tutto quello che si delibera o si detrmina, insieme a tutti gli atti amministrativi che riguardano la vita e la corretta funzionalità di un comune, questi atti , sono visibili e consultabili solo se sono recenti e dopo circa una settimana, spariscono e non è più possibile rintrovarli, perché non c’è una funzione archivio che ne potrebbe rendere possibile la consultazione. A tutto questo, a nostro parere è gravissimo e lesivo per il diritto di ogni cittadino di potere accedere agli atti. Gli atti vengono pubblicati, ma dopo circa una settimana spariscono e non è possibile più rintracciarli: sembrerebbe proprio un  occultamento, ma vogliamo credere che non sia così e che trattasi solo di una mancanza tecnica facilmente superabile con i potenti mezzi informatici, e dunque solleviamo il problema affinché esso sia risolto al più presto anche per dare un contenuto di verità alla pompose dichiarazioni del primo cittadino.

Il terzo attiene all’ormai presa in giro macroscopica dei cittadini e dei Comitati di quest’ultimi circa la mai incaricata e nominata  Commissione per il controllo e la pianificazione territoriale delle antenne di telefonia mobile sul territorio di Vico Equense. A tutt’oggi nessuno ha ancora incaricato i tre tecnici e nessun atto è stato fatto in proposito, se non dichiarazioni risibili e, a questo punto, poco credibili del Responsabile del Procedimento, ing. Guadagno che, nonostante due anni di dibattimento in Consiglio Comunale, e nonostante un verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale il n.3 del 9 gennaio 2013, relativamente a questa fantomatica  nomina, continua a ripetere che dovrà esserci una delibera di giunta che incaricherà i tecnici scelti dal Comitato “Aer.32” e dal Comune. In pratica siamo ancora all’anno zero.

Sono questi i quesiti che i V.A.S. pongono all’attenzione dei cittadini e della stampa, fidando anche in una risposta da parte di questa Amministrazione Comunale che chiamiamo alle proprie responsabilità.

Franco Cuomo – Circolo V.A.S. Vico Equense ( NA)

giovedì 31 gennaio 2013

Pressapochismo e lassismo dell'amministrazione Cinque a Vico Equense: scuole aperte senza il certificato di prevenzione incendi



Nel più totale lassismo e nel più endemico pressapochismo amministrativo che sono ormai il tratto saliente dell’amministrazione Cinque a Vico Equense i V.A.S vogliono sottoporre all’attenzione dei mezzi di informazione, ma anche delle competenti autorità preposte ai controlli ( Presidi o Direttori scolastici), affinché si assumano le loro responsabilità, una questione che puntualmente si ripete nell’indifferenza di tutti ogni anno scolastico. Così segnaleremo alla stampa puntualmente e al web, quello che Gennaro Cinque, autoinsignitosi dell’appellativo di Sindaco del fare, puntualmente invece non fa.
Oggi affrontiamo una prima questione che riteniamo di rilevante importanza, per la sicurezza dei nostri bambini e ragazzi negli edifici scolastici: i certificati prevenzione incendi di ogni tipo e grado esistenti nel nostro comune.
C’è veramente da indignarsi per quanto accade e invece intorno alla faccenda nessuno parla. Dunque il fatto riprovevole è questo: ogni anno, a settembre, pochi giorni prima di iniziare l’anno scolastico, il sindaco Gennaro Cinque emana una ordinanza per ogni scuola,  con la quale autorizza il funzionamento didattico della medesima senza che la stessa sia fornita del dovuto certificato di prevenzione incendi, che di solito è firmata da un Tecnico Abilitato e successivamente dal visto del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Il sindaco in questa ordinanza, dichiara altresì, che nel frattempo, saranno avviate le procedure amministrative per il rilascio di detto certificato, rilascio che puntualmente non si verifica mai prima dell’inizio dell’anno scolastico.
Ora, il comportamento omissivo, a nostro parere, dell’amministrazione comunale che non si preoccupa di predisporre in tempo utile questi certificati – e che quindi, sempre a nostro parere, non si preoccupa di verificare la sussistenza di tutte le norme di legge in materia di sicurezza per le varie scuole- trova un riscontro a dir poco sconcertante, se non proprio indegno di una amministrazione pubblica la quale dovrebbe garantire sicurezza e controlli così come previsto che accada  in ogni società civile. Rattrista e altresì sconcerta che non esista una reazione né dei genitori e delle famiglie in genere degli alunni, né del Consiglio di Istituto, e soprattutto dei Presidi o Direttori Didattici, quali maggiori responsabili, né dei sindacati dei professori e del personale scolastico! Tutti sembrano adeguarsi al pressapochismo del Sindaco e per reazione non intendiamo una semplice ed inutile letterina allo stesso, ma, ad esempio, una dichiarazione alla stampa, un articolo giornalistico, una denuncia agli enti competenti! E’ una situazione certamente assurda e incresciosa, ma soprattutto, a nostro avviso, preoccupante per la pubblica incolumità!
Ed allora, oggi, a metà dell’anno scolastico, noi V.A.S. alziamo forte la voce perché ci ascoltino questo Sindaco, i Consigli di Istituto  o di Circolo, il Preside o i Direttori Didattici, i sindacati e il soprattutto, le famiglie degli alunni ( quelle che maggiormente dovrebbero protestare a tutela per la sicurezza dei propri figli) e chiediamo: a che punto siamo in materia di redazione ed approvazione dei certificati di protezione incendi? Dobbiamo aspettare che arrivi di nuovo settembre senza che questa importante verifica sulla sicurezza a tutela degli alunni e del personale scolastico venga fatta? Ci dovremo ancora una volta accontentare delle solite ordinanze del Sindaco?
I V.A.S.  chiedono una risposta immediata! In mancanza, ed anche senza il contributo di quanti dovrebbero essere più interessati di noi, porteremo all’esame delle competenti autorità scolastiche e di quelle giudiziarie, questa sconcertante vicenda sulla latitanza dei certificati di protezione incendi per le scuole di Vico Equense.

Franco Cuomo -V.A.S.

mercoledì 30 gennaio 2013

Daphne Guinnes -Videos







Un esempio estremo di arte-vita-fashon : The Honourable Daphne Diana Joan Suzannah Guinness (Hampstead , Londra 9 novembre 1967) è una artista di discendenze irlandesi, inglesi e francesi e una erede della Famiglia Guinness. È stata nominata nella International Best Dressed List Hall of Fame nel 1994. A metà del decennio del 1980, visse a New York City con sua sorella Catherine Guinness, una compagna di Andy Warhol. Sposò Spyros Niarchos, figlio dell'armatore milliardario greco, Stavros Niarchos, nel 1987 all'età di 19 anni, ma divorziò nel 1999 con un accordo riportato di circa 20 milioni di sterline.La Guinness vive tra Londra e Manhattan, ed ha tre figli, natai dal suo matrimonio con Spyros Niarchos. Alle spalle della Guinnes, nel video si può notare l'opera " Butterflies" di Damien Hirst, un'immagine caleidoscopica realizzata con farfalle tropicali vere. Daphne Guinnes rappresenta la quintessenza del radicalismo estetico del capitalismo multinazionale, ciò che un tempo era incarnato dall'aristocrazia, oggi viene esternato nel modus vivendi di questa eccentrica e colta icona del glamour.La Guinness ha progettato una gamma di capi di abbigliamento con Dover Street Market e rilasciato un profumo omonimo nel 2009 con Comme des Garçons. La Guinness ha collezionato moda, in particolare haute couture, per un certo numero di anni, e nel 2010 acquistò l'intero guardaroba della scomparsa Isabella Blow, per sua propria ammissione, per “prevenire che i possedimenti di Issie diventino meri cimeli morbosi… per preservarli”.

martedì 29 gennaio 2013

Andy Violet - I Teneri Odianti - SONETTO



Andy Violet - I Teneri Odianti - Sonetto

SUL FONDO DELL’ABISSO





Sul fondo dell'abisso si manifesta l'essenza della poesia (e non solo di questa) e su questo avvicinarsi al fondo dell'abisso si misura il grado di forza, di capacità rischiaratrice della verità, dei poeti (non tutti,  sono rari soltanto quelli che toccano il fondo: nel verso, nella scelta di guardare in faccia alla morte , penso ad Allan Poe al racconto Il Mallstrom oppure a Giorgio Colli). Certo, nelle antologie letterarie non troverete  a questo, nessun accenno, perché i loro compilatori hanno difetto di tragico, di male radicale, di luce e di tenebra; non sanno, non percepiscono nulla...
Si  può essere rivelatori e testimoni  di un tempo che non giustifica nulla – se non solo il suo stesso  scorrere- arrivando così a un momento di fortissima illuminazione,  e che trascrivo in maiuscole: chi più partecipa di questo arcano, più s'iscrive tra pensatori e i poeti:

NELLA NOTTE DEL MONDO, L'ABISSO DEL MONDO DEVE ESSERE SPERIMENTATO E PATITO, E PER QUESTO BISOGNA CHE TALUNI ESSERI AFFACCIANDOSI SULL’ENIGMA  PERCEPISCANO IL  FONDO DELL'ABISSO.

C’è al mondo qualcuno che non abbia avuto, di Altrove e di Assoluto, fame?." (G. Ceronetti, Siamo fragili, spariamo poesia, ed. Qiqajon, Magnano, BI)

L'umanità è ardimentosa e curiosa, ma è specialmente presuntuosa e ignorante. Questo alla fin fine non è del tutto un male - sapere tutto non è saggezza, e certe verità sarebbe più saggio ignorarle. Siamo circondati dai nostri limiti - siamo circondati dal mistero e dall'ignoto pauroso. La scienza, e i suoi derivati, è solo uno degli strumenti per allontanare  dall'uomo la paura dell'ignoto ma la menzogna alla base di questa illusione evidente, come la stessa menzogna è presente nell’inganno della salvezza tramite la  fede, perché la verità è che siamo già tutti salvi.
Si può sfuggirne con la poesia, con la parola che accetta e giustifica l'ignoto e la paura dell'ignoto - e su di essa incide le mappe per una coraggiosa esplorazione di ogni faccia del cosmo.
Un amico mi raccontò che, ateo dalla nascita, a una certa età aveva iniziato a credere in Dio. Gli chiesi perché, se ci fosse una ragione. Lui mi disse che non voleva spiegarlo. Allora capii la sincerità della sua strana conversione, e la sua fondatezza, e la verità che conteneva.
Perché credo che anche nel non dire, nel tacere, ci sia verità, e sapienza. Nel non sapere, paradossalmente, può esserci altrettanto sapere, ma questa è la verità antica ma già moderna di Socrate.

Il nostro linguaggio è limitato solamente ad un metodo di lettura del mondo; ma quali parole possiamo usare per dire ciò che che non è il mondo che vediamo? Quale realtà definibile può spiegare una realtà indefinibile? Quale comunicazione può esserci riguardo a un qualcosa di incomunicabile?

Leggiamo il mondo con la scienza, sulla base di un metodo logico e dalla pretesa oggettività: ma siamo sicuri di voler ignorare ciò che che non possiamo esperire? L'insufficienza che avvertiamo di fronte alle spiegazioni razionali ne è la conferma. Ah! Filosofi, filosofi!!!!! Le  Brihadaranyaka Upanishad erano arrivate a questo prima di voi  senza gli inganni  ai quali ci avete ammansiti. Nessuna determinazione verbale riuscirebbe a renderne la natura: "non così, non così" (neti neti): è l'unica espressione applicabile all'energia cosmica. Chi riflette su tutto questo, scoprirà che Dio abita già nel suo stesso cuore, e capirà di essere già salvo.

Ci affrettiamo dietro alla conoscenza, ma i mezzi che abbiamo non sono adeguati, e dobbiamo attrezzarci con strumenti diversi: il linguaggio, il principale e più naturale che abbiamo, non basta una volta entrati in territori al di là della logica. Per questo a volte è più saggio tacere che dire l'ombra incompiuta di una verità, o rivelare un segreto che può non essere capito.

Per questo ci si dedica all'arte, scrivendo frasi oblique e allusive: per fuggire le strade della comunicazione diretta, sapendo che il suo obiettivo fallirebbe. Con i versi, misteriosi e imprendibili ma capaci di nascondere un bagliore di verità, allora si può istituire una conoscenza.
Una poesia può apparire incomprensibile o insensata: ma dietro alla sua oscurità c'è un'altra e più nuova visione del mondo. Saperla cogliere, al di là della bizzarria questo è ciò che occorre. Perché scrivere in "prosa", scrivere "chiaro", non è altro che scienza.
Chi fa arte, chi fa poesia - sono le api dell'invisibile. Pensate a cosa si attinge  quando si chiudono  gli occhi, quale vivanda si distilla, quele intenso nettare si assapora.
Chi legge come chi scrive non cerca idee nuove, ma pensieri già da altri  pensati, che acquistino nella memoria o sulla pagina un suggello di conferma.


 Credo che almeno una parte di ciò che ho appena detto sia vero. Ma chi potrà mai darmene certezza?

E' più frequente, anziché abbandonarsi a sponde ignote e quasi barbare, vedere riconfermate nella lingua d'un altro le proprie prove, i propri pensieri; e uscire dalla lettura come fortificati.
O cercare, se non pensieri già pensati, almeno chiavi per porte che portavamo dentro, da tanto tempo, senza riuscire ad aprirle.

Un giorno stavo guardando i libri della mia stanza.  Ripensavo alle occasioni che mi avevano portato all'acquisto di uno o dell'altro; pensavo alle volte che li avevo letti, a quello che ci avevo trovato dentro, o a quello che non vi avevo trovato. Li osservavo ordinati sugli scaffali secondo un preciso criterio; se avessi chiuso gli occhi avrei saputo ricostruire perfettamente la loro successione. Ogni settimana, da molti anni, la mia libreria cresce, con lentezza e pazienza, come un albero. Guardando i miei libri e pensando alla storia di ciascuno di loro, al modo in cui li avevo incontrati, mi è venuto in mente che una biblioteca uguale alla mia, con gli stessi libri ordinati allo stesso modo, non ce l'ha nessun altro. Molti avranno letto alcune cose che ho letto io, così come io posseggo molti classici che probabilmente mancano a pochi. Molti libri mi sono stati prestati; altri, che io ho prestato a qualcuno, non mi sono più tornati. Ma i libri che sono lì, su quegli scaffali della mia stanza, sono lì per una scelta precisa, la conseguenza di un gesto o di un pensiero che ogni volta è stato significativo, e che ogni volta ha portato a un altro gesto, o ad altri pensieri. Ma quello stesso numero di volumi, quell'elenco preciso di titoli ce l'ho solo io. Ognuno di noi possiede, grande o piccola, una raccolta di libri, che sia disposta su scaffali, mobili, accatastata per terra o abbandonata in giro per casa, conservata in un salone, in una cameretta, in uno studio, in un solaio. Ma nessuna è uguale a quella di un altro, dovesse differire anche soltanto per un titolo, o per la data di un'edizione, o per l'ordine in cui è conservata. La biblioteca di ognuno di noi è diversa, è speciale, ha un'individualità definita e precisa, cresciuta insieme a quella del suo raccoglitore”.

Da F.Cuomo, " Quell'estate psichedelica del '66". lampi di Stampa, Milano 2006




LETTERA APERTA AL PROCURATORE AGGIUNTO DI TORRE ANNUNZIATA DR. RAFFAELE MARINO



                                                                                                       
Egregio Procuratore,
                    il circolo V.A.S. di Vico Equense, negli ultimi giorni, segue con preoccupazione gli appelli al Presidente della Repubblica fatti dal W.W.F della Penisola Sorrentina in merito ad una interpretazione, che noi ci auguriamo non essere vera, circa la legge regionale sui parcheggi interrati. In pratica, i costruttori privati potrebbero continuare a distruggere il poco verde ancora rimasto in costiera sorrentina e a stravisarne ulteriormente l’ambiente attraverso sventramenti e scavi profondi per realizzare box auto e ancora box, come se tutti quelli già fatti – molti dei quali ancora invenduti- non bastassero già, da vendere – a nostro parere – non più ai cittadini della costiera sorrentina, ma ad altri soggetti esterni ad essa e, tutto questo, a puro titolo speculativo.
                     Nell’estate scorsa, il Suo intervento in merito, evidenziato con l’imposizione ai Comuni interessati dal P.U.T., del termine 16 settembre per l’inoltro alla Procura dei fascicoli riguardanti le autorizzazioni urbanistiche dello stato dei lavori per quasi tutti i parcheggi interrati eseguiti o in corso di esecuzione, aveva destato molte speranze in tutti quei cittadini, tra i quali i V.A.S., che hanno a cuore le sorti dell’ambiente costiero e che sono sempre in attesa di conoscere le decisioni della Procura sulla legittimità di tutti gli atti che hanno reso possibile una tale devastazione del territorio.
                      Noi oggi, dopo alcuni mesi, consapevoli delle difficoltà investigative e del gran numero di problematiche che assillano la Procura di Torre Annunziata, vogliamo ancora continuare a credere di ottenere a breve una Sua autorevole risposta alle nostre preoccupate domande: tutte le autorizzazioni rilasciate per costruire parcheggi erano legittime? Ed oggi, i costruttori privati possono veramente fare quello che vogliono in dispregio al P.U.T e alle altre norme protettive dell’ambiente?
                       Nel ringraziarLa, restiamo in attesa di un cortese cenno di riscontro.

                                                                                                Il Coordinatore del Circolo
                                                                                                  ( prof. Franco Cuomo )