giovedì 14 marzo 2013

Lettera aperta al Prefetto di Napoli Sua eccellenza Andrea De Martino









Lettera aperta al Prefetto di Napoli
Sua eccellenza Andrea De Martino




                                 

Il Circolo V.A.S. ( Verdi Ambiente e Società) da notizie di stampa è venuto a conoscenza  che il Consigliere Comunale di Vico Equense geometra Giovanni Starace è stato sospeso per diciotto mesi dalla carica di consigliere, e tanto per effetto del decreto Monti n.235/2012 che sancisce la  sospensione per chi abbia ricevuto una condanna per reati rientranti nelle previsioni di detto decreto.
                                Le stesse notizie di stampa riportavano anche, che il Sindaco Gennaro Cinque verrebbe a trovarsi nelle medesime condizioni del consigliere Starace sospeso, per effetto di una condanna penale già sanzionata nei suoi confronti, infine, nel numero odierno del quotidiano Metropolis si legge parzialmente il contenuto della lettera a Lei inviata da parte di alcuni Consiglieri Comunali di minoranza, ed in particolare, la decisa richiesta che anche per il primo cittadino vengano applicate le norme del decreto Monti.
                                  Il circolo V.A.S. di Vico Equense si associa alla richiesta dei Consiglieri Comunali di minoranza e chiede alla S.V.I. di procedere, se del caso, ad applicare anche nei confronti del Sindaco Gennaro Cinque le sanzioni del decreto Monti, al fine di evitare azioni che potrebbero apparire discriminanti .
                                   In attesa di riscontro si ringrazia e si porgono distinti saluti.



                                                                                                            IL COORDINATORE
                                                                                                          ( prof. Franco Cuomo )
  

lunedì 11 marzo 2013

Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini”, ovvero, quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini: le proposte "alternative" (sic!) di In Movimento per Vico!



La mia amarezza di operatore ambientale si mischia allo sconcerto e a serie preoccupazioni, dopo aver letto “una proposta complessiva di sistemazione di tutta la fascia costiera e per l’affidamento delle spiagge libere attrezzate”, fatta dai tre consiglieri di minoranza Scaramellino, Maresca, Starace. In premessa – prima di entrare nel merito della proposta – esorto tutte le persone che hanno votato Movimento 5 Stelle a Vico Equense ( circa 2000 ), vista la gravità di quello che si vorrebbe proporre ad uscire allo scoperto, e far si che si formalizzi veramente un opposizione nel paese, perché al momento questo posto non ce l’ha.  Qualora, ed è opinione dello scrivente, si sarebbe potuto avere ancora qualche dubbio circa l’operazione “trasparenza a tavolino” per la nomina del CdA della SS. Trinità e Paradiso, ora con questa proposta - delirante per gli effetti che produrrebbe su una costa già distrutta - i dubbi spariscono e senza timore alcuno si potrebbe affermare che “Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, ovvero, quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini, in questo caso, parafrasando: quello che non sarebbe ancora riuscito a fare il Sindaco Gennaro Cinque e la sua Giunta, lo potrebbe realizzare una devastante proposta che i tre Consiglieri della minoranza vorrebbero discutere nel prossimo Consiglio Comunale. In questa proposta si parla apertamente di: “Sistemazione e recupero dell’area ricompresa dalla spiaggia sottostante la Cattedrale alle Calcare, con previsione di attività di ristorazione a basso impatto urbanistico con la possibilità di realizzazione di strutture a mare poste su palafitte”: cosa dovrebbe poter significare? Altri ristorantini o ristorantoni, più di quanti già non ce ne siano su una costa scomparsa?  Di “Realizzazione di una strada alternativa (strada Gori) che consenta l’accesso diretto ai parcheggi da realizzare nell’area interposta fra detta strada e via Arcoleo “, ovvero l’utilizzazione di quell’abominio che è la strada del depuratore per accedere ad altri parcheggi da farsi? Di “Realizzazione dell’area di parcheggio prevista lungo Via Murrano con servizio di navette sino alla spiaggia durante il periodo estivo”, ovvero ancora altri parcheggi e dove di grazia? Di “Individuazione di un’area da destinare ad Impianti Sportivi Piscina, con copertura movibile, di iniziativa anche privata previa convenzione con il Comune per l’uso pubblico della struttura”, in quale area e chi privato dovrebbe realizzare questo complesso turistico sportivo? A me ne viene in mente solo uno . Di “Ripresa delle procedure in atto di approvazione del progetto dell’approdo turistico”, di “indizione di selezione pubblica per l’assegnazione in sub-affidamento dei rimanenti tratti di spiaggia libera, con espressa previsione di destinare il 60% della superficie in affidamento alla balneazione totalmente libera”. Se queste proposte sulle quali si intenderebbe discutere in Consiglio Comunale dovessero essere approvate dalla maggioranza ci troveremmo di fronte all’ennesimo saccheggio perpetrato in un posto dove ormai c’è rimasto ben poco da saccheggiare. C’è di che restare basiti di fronte ad operazioni simili, che lasciano presagire o intravedere una sorta di “tutti insieme appassionatamente

I V.A.S. già dalla presentazione di questa che si prevede essere l’ennesima operazione di cementificazione costiera ne denunciano la pericolosità nascosta dietro fumose operazioni di facciata e si chiedono oggi, più preoccupati che mai, chi ha veramente a cuore il territorio a Vico Equense. E’ nostra opinione, che In movimento per Vico ha tradito da tempo le premesse sulle quali si era costituito e non convincono le sue scelte ultime. Per questo motivo, vigileremo e, se del caso, denunceremo qualora ce ne fosse bisogno come abbiamo sempre fatto.

Franco Cuomo – VAS- Circolo Aequa- Vico Equense


domenica 10 marzo 2013

C’era una volta una signora che si chiedeva: Specchio specchio delle mie brame, chi è la più impegnata del reame?


C’era una volta, ma c’è ancora, una signora in questo paese, molto impegnata in politica. Questa signora, nota per le sue impennate con frequenti piccoli scatti del capo dice di aver raggiunto grandi scopi nella sua vita sempre specchiata e autoriflessa: sempre allo specchio come una moderna Crimilde a chiedersi: specchio specchio delle mie brame chi è la più impegnata del reame? E lo specchio a lei: tu, tu tu, sei la piu impegnata del reame unica tra le uniche visto che il posto pure offre una discreta varietà. Ha modificando spesso le sue coordinate concettuali, di modo che, molto astruso e poco chiaro appare essere oggi la sua collocazione e soprattutto il suo pensiero. Una volta questo modo di fare si sarebbe detto opportunismo, oggi semplicemente non si dice più perché tutti fanno così. La signora è molto elegante sempre, a modo suo per la verità, con uno stile un po’ agé, come si conviene ad una vera signora, conserva sempre un a plomb  impeccabile anche se questa cosa la appesantisce non poco. Ultimamente, va in giro a dire che insieme alla parte politica nella quale si muove ha raggiunto in importante obiettivo che perseguiva da anni. La signora ha anche un eloquio forbito – anche se spesso intercalato dal dialetto locale – e spesso è incline alla chiacchiera: si ferma con chiunque, saluta deferente, si fa salutare ossequiosamente, si impenna, si guarda intorno furtiva, ti parla senza guardarti negli occhi, mentre ti racconta l’ennesimo pettegolezzo che lei, sempre con signorilità, contribuisce a diffondere, e lo fa con discrezione, guardandosi intorno come se ti stesse raccontando un segreto che lei ha rivelato solo a te: è unica in questo, sembra sempre che stia sventando un complotto. Poi furtiva si allontana e dopo un po’ la ritrovi ad un altro angolo con un altro a raccontare lo stesso segreto “tagliando e cucendo” magari contro di te . E’ maestra nell’arte della dissimulazione, ma soprattutto del dir bene e poi razzolar male. Per questo importante obiettivo raggiunto ultimamente non ha esitato incontri al vertice o alla base con quelli che lei dice esser suoi nemici giurati, fino  a figurar in coppia con un personaggio dalla dubbia condotta pubblica, ma si sa, e lei lo sa meglio degli altri: il fine giustifica il mezzo e lo stesso fine giustifica anche la sua capacità di lasciare mele avvelenate in giro, tra l’adulazione di giornaluncoli e giornaletti, locali, alla signora però forse bisognerebbe umilmente consigliare che con questo modo di fare,  a furia di lasciarne troppe in giro, potrebbe finire, per errore, di addentarne una anche lei.

sabato 9 marzo 2013

Un discorso sul potere, un discorso sulla capacità di annientare che ha il potere.





Un discorso sul potere, un discorso sulla capacità di annientare che ha il potere. Oggi, chi volesse apprendere una qualche verità sulla vita immediata del potere e sulla sua violenza distruttiva, può scrutare la potenza oggettiva dei suoi apparati. Non più un discorso astratto come avveniva negli anni ’60 e ’70, prima con i pensatori della Scuola di Francoforte ( Horckeimer, Adorno, Marcuse )  e poi  con Michel Foucault, ma la contingente presenza degli apparati mediatici e la potenza pervasiva con la quale distruggono chi osa metterne in discussione la sua natura. In Italia quello che sta avvenendo contro il Movimento 5 Stelle e il suo leader Beppe Grillo è quasi parossistico, solo che a parte i diretti interessati, tutti gli altri non sembrano accorgersene. Per chiarezza ribadisco ancora una volta che io non ho votato il Movimento 5 Stelle e che non sono andato proprio a votare. Dunque, ciò a cui io assisto ogni volta che guardo la televisione è un discorso denigratorio, ridicoleggiante, sprezzante, distruttivo, indagatorio contro una forza che – pur con tutte le sue contraddizioni, e ne ha – sta facendo crescere una vera e propria rivoluzione sociale in un paese che non aveva più ( no ha? ) né nerbo politico, né nerbo morale, con risultati quasi incredibili, uno tra tanti la sparizione di vecchi dinosauri come Casini e l’UDC e Fini, ma anche il declino del PdL e lo scacco al PD, in più, quello che io ritengo destabilizzante per questa classe politica, ma assolutamente pensabile per me: l’assenza di una prospettiva che si concretizzi in una proposta di governo: Quando Grillo dice di non volere il 30, 50, il 70 per cento, ma il cento per cento e poi dissolvere il movimento, dice qualcosa di assolutamente incomprensibile ai più, ma assolutamente creativo sul piano del discorso politico, sul piano dell’utopia, la quale, coltivata, serve sempre. Ebbene, contro tutto questo si sta muovendo una stritolante macchina di un potere talmente forte che fa presagire inquietanti risvolti di controllo totale. Il dominio delega la violenza fisica su cui si regge ai suoi rappresentanti apparentemente “corretti” e garanti dei diritti di tutti e della democrazia, i quali attraverso questi discorsi, diventano i sacerdoti solo di un esercizio di stile da esportare. E’ molto simile l’operazione a quella  che mettono in atto gli Stati Uniti quanto dicono di voler esportare la democrazia nei paesi che non l’hanno per preservarci dal terrorismo e lo fanno con le bombe. Solitamente, questi discorsi sono sostenuti dai “ giornalisti”, unici depositari del linguaggio del potere, nel nostro caso il range è molto ampio: da Vespa, a Fede, da Gruber, a Lerner, da Formigli a Santoro a Severgnini, i quali hanno la soddisfazione di poter sfogare la loro servile acquiescenza, il loro dovuto a chi li paga, sostenendo discorsi deviati e distorti, sostenuti dal conformismo legale dell’apparato istituzionale che ci viene sempre imposto come unico, col l’approvazione della morale collettiva, abituano tutti, nello stesso tempo a perpetrare ciò che tutti noi non dobbiamo mai sapere, ovvero che un altro mondo potrebbe essere possibile al di là dell’universo di discorso politico al quale da tempo ci hanno ammansito i loro discorsi passano per essere discorsi responsabili. C'è un'arroganza di fondo che prendendo vari spezzoni della realtà li unisce insieme in modo tale da creare sempre la stessa plausibile versione da imporre agli altri. Sembra quasi vogliano dire: vedete il mondo è come lo descriviamo noi, al di fuori di questo c’è solo lo sfascio, l’anarchia, il disordine, l’insicurezza. Naturalmente tutto questo veicola ancora una volta l’idea di fondo che si oppone alla prospettiva di accettazione di una violenza rivoluzionaria la quale si formalizza nella condanna dell’eccessiva sofferenza che essa veicolerebbe. Così il M5S viene descritto come foriero di disordine e anarchia, mentre i suoi rappresentanti vengono sbeffeggiati e ridicolizzati da raffinati, quanto perversi, guru dell’infortaititement al soldo degli apparati di controllo. Immagino già la critica che mi verrà mossa da chi mi leggerà: si, ma c’è il tasso di disoccupazione più alto degli ultimi 60 anni! I consumi sono in caduta libera, cosa opponi a tutto questo? Cosa propongono i 5 Stella? Ecco, siamo a questo punto alla manipolazione totale del reale: la domanda che ogni persona sana di mente dovrebbe invece farsi è : cosa propone il potere attraverso i discorsi dei suoi guru? E qui tutta una serie di formule che da tempo stanno segnando le nostre vite :  abbassamento dello spread, difesa ad oltranza del sistema bancario, programmi per far ripartire l’economia e i consumi, e infine, la parola magica: governi stabili o stabilizzati: da chi? Non c’è nessuno tranne 5Stella, nel panorama "politico " odierno per esempio, che faccia un discorso serio sull’agricoltura, sulla salvaguardia ambientale, sulla felicità delle persone svincolata dalla quantità di danaro che si ha. Insomma un lessico assolutamente improbabile e improponibile da parte del potere, di questo potere di chi rappresenta questo potere. Intanto la gente si suicida per speculazioni coperte da banche senza scrupoli con i risparmi della gente, sembra che questo sia lo stile che va per la maggiore: il suicidio per nascondere segreti. Con lo sviluppo della rete la tv avrebbe dovuto mostrare maturità rispondendo nei fatti alle critiche mentre l'unica cosa che ha saputo fare è stata mettersi sullo stesso piano di un utente qualsiasi che posta in un blog o carica video su you tube diventandone il fac simile. Chiunque provi ad abbandonare questa realtà viene emarginato, chiunque – come ha fatto Beppe Grillo, ha fatto a meno della televisione e si rifiuta ai suoi guru italiani, viene fatto a pezzi . Posso pure pensare e lo penso che il M5S, ha in qualche modo incanalato una protesta che sarebbe finita nelle piazze in maniera eversiva, posso pure pensare che mi sarebbe piaciuto che il movimento restasse extraparlamentare, ma l'aggressione che oggi gli viene fatta è assolutamente non accettabile. Lungi dal voler imporre questo orizzonte totalitario, la situazione paradossale chi si è determinata oggi in Italia dopo questo voto, ci dimostra appunto la struttura ultima della democrazia. Essa è basata su un corto circuito tra la maggioranza e “Tutti”: il vincitore porta a casa tutto e la maggioranza conta come Tutto, ottenendo tutto il potere, anche nel caso in cui tale maggioranza si riduca ad un centinaio di voti su milioni di elettori. Per questo io credo che la democrazia, oggi, non è più il potere della gente. Al giorno d’oggi la democrazia riguarda soprattutto un legalismo formale, l’adesione incondizionata ad un insieme di regole formali che assicurano che gli antagonismi sociali vengano assorbiti completamente nell’arena politica e controllati dai suoi rappresentanti attraverso gli apparati mediatici che ne costituiscono la rappresentatività. Questa “democrazia” implica che, a prescindere da tutto quello che può succedere in una tornata elettorale, tutte le forze politiche ufficiali, rispettino il risultato elettorale: Quanto Grillo dice che vuole raggiungere il cento per cento per poi dissolvere il Movimento 5Stelle, non fa altro che ribadire i limiti di questa democrazia liberal- capitalistica, opponendogli quello che dovrebbe essere realmente una democrazia vera e radicale. Tutto questo suona alle orecchie dei più come una follia incomprensibile, che invece, tanto incomprensibile non è. Tutto ciò che si oppone a questa “follia” è il potere. Naturalmente io diffido sempre del popolo, ma messo di fronte alla scelta, quella  delle due concezioni di democrazia, con l’esperienza di ciò che è diventata quella ufficiale, anche con deprecabili e aberranti leggi elettorali, preferisco coltivare il sogno di una democrazia vera e radicale, soprattutto se essa mina le basi di un potere che dietro il volto di garanzie di diritti nasconde la maschera orrenda dello sfruttamento senza limiti del reale. Oggi le prospettive forse sono poco incoraggianti, ma se si comincia a parlare con un lessico diverso, forse qualcosa può ancora cambiare.
Franco Cuomo    

mercoledì 6 marzo 2013

Mai profezia fu più veritiera : "Fuitevenne........se volete vivere Fuitevenne a Napule”




"Fuitevenne , Fuitevenne........se volete vivere Fuitevenne a Napule”. Per molto tempo, soprattutto quando ero più giovane, ho pensato che quella di Eduardo De Filippo, fosse una esagerazione snobistica, oggi, dopo la distruzione di Città della Scienza, dopo il mercimonio dei libri della Biblioteca dei Girolamini, dopo l’inscatolamento della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in un capannone a Casoria, penso che mai esortazione sia stata più premonitrice e più vera di quella. Città della Scienza era una delle pochissime eccellenze europee di questa città: un polo museale che interagiva con la città e i suoi abitanti, in un’area a forte degrado sociale e eco ambientale come lo è tutta l’area di Bagnoli. Chi aveva intenzione di bloccare questo processo di civilizzazione di questa zona? Perché? Le ipotesi si accavallano: le imprese appaltatrici che non ricevevano soldi, il gesto inconsulto ed esagerato di qualche dipendente, poiché anche questi non stavano percependo lo stipendio, sono ipotesi, poco plausibili, esagerate  appunto. Quali interessi gravitano sull’area? I clan che tengono in scacco città ed istituzioni evidentemente hanno altri progetti, nuovi appalti in scadenza, nuove opere da realizzare. Ho letto da qualche parte che sono già stati chiesti venti milioni di euro all’Unione Europea per una possibile ricostruzione: Sono drastico: niente soldi a Napoli! Se arrivano soldi si fa un piacere ai clan che gestiscono le ricostruzioni. Non convincono più queste operazioni, e non convincono proprio perché questa città non ha substrato civile. Sono pochi i cittadini realmente indignati, e si possono contare a occhio, il resto della città o è complice o è connivente e tace. Ora dopo la distruzione i soliti refrain, le solite dichiarazioni del politico di turno come la insopportabile retorica istituzionale: Angela Cortese, consigliere regionale: «Ho appena inviato al ministro Profumo una lettera nella quale chiedo di mettere un salvadanaio in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado. Città della Scienza è un patrimonio non di Napoli e della Campania, ma del Paese intero. Un faro che va riacceso al più presto nel già sofferente panorama scientifico e culturale d'Italia. Per questo - osserva Cortese, componente della Commissione regionale Cultura - sarebbe simbolicamente e concretamente importante che una parte di quella ricostruzione che tutti già da oggi dobbiamo mettere in cantiere venisse dagli studenti. Sarebbe bello che i maggiori frequentatori di quel luogo incantato di sapere diventassero i primi artefici della sua rinascita». Un faro, per riprendere la Cortese, al quale però non si davano soldi per una dignitosa conduzione, come purtroppo avviene per tutti gli istituti di cultura di questa città e nazionali, come giustamente rilevava il professore Salvatore Settis. Ci si accora sempre dopo la catastrofe, mai prima, fa parte delle regole del malaffare e del gioco politico, molto simili in questo e soprattutto i colpevoli rimangono sempre non identificati. Allora basta!    Napoli è destinata a morire e, purtroppo anche noi che ci viviamo con essa. Chi ha forza, coraggio e fortuna, emigra, abbandona la città., fugge appunto Dal treno, mentre arrivo, come tutte le mattine, in città, osservo la periferia est di Napoli: costruzioni brutte, sciatte, campi inquinati che sono piccole discariche, tralicci mostruosi, rigagnoli mefitici che drenano putridume a cielo aperto, disordine, abbandono, chi ha ridotto questo posto così, ma soprattutto quale cultura può esprimere tutto questo?. Un tempo queste aree erano distese ubertose e ricche, com’ è stato possibile che avvenisse tutto questo? Chi lo ha permesso? Lo abbiamo permesso tutti o, per lo più, la maggior parte di chi ha abitato e abita questi posti: la latitanza della legalità, la latitanza della legge, il proliferare del malaffare non sono categorie linguistiche, sono fatti prodotti dagli uomini, da quel tipo di uomini che vivono in questa città. Allora basta con le elargizioni di fondi per qualsiasi ricostruzione, perché ricostruire significa dare ossigeno a tutto questo putridume, significa rinsaldare relazioni cancrenose tra malavita e politica  Questa distruzione è un gesto gravissimo! E' l'apoteosi dell'involuzione e della barbarie, non vedo né segni, né simboli di riscatto civile e culturale per questa città, ma solo complicità e silenzi .

Franco Cuomo 

domenica 3 marzo 2013

Trasparenza questa sconosciuta: le nomine del Consiglio di Amministrazione della SS. Trinità





In queste ore tutti continuano a chiedersi  del perché dello tsunami Grillo e c’è chi se lo chiede anche a Vico, dove il M5S ha realizzato 2000 voti circa, un vero e proprio partito che ha sottratto voti a tutti . Naturalmente tutti sappiamo perché Grillo ha avuto questo immenso successo e c’è da credere che l’onda non si sia fermata. Premessa necessaria per approcciare  ad un problema di cui si sta occupando la stampa locale con dichiarazioni ed esternazioni . Sto parlando della nuova presidenza della SS. Trinità e Paradiso e della nomina del nuovo C.d.A., il Consiglio di Amministrazione dell’ente. La presidenza è stata data al prof. Vincenzo Esposito, mentre i consiglieri sono la professoressa Claudia Scaramellino, consigliere comunale di minoranza per il gruppo In Movimento per Vico e il perito agrario Matteo De Simone che ha anche la carica di Presidente del Consiglio Comunale. La mia domanda, quella che si pone il Circolo VAS di Vico Equense, che pure ebbe un ruolo di rilievo nel sollevare la problematica della acquisizione della SS. Trinità e Paradiso e soprattutto nell’organizzare una petizione popolare al fine di cominciare a sensibilizzare l’opinione pubblica è: come sono state fatte queste nomine, quale iter si è seguito? Ci sono state consultazioni? Vorrei ricordare a questo proposito cosa scrisse qualche tempo fa il prof. Vincenzo Esposito su un  numero di Agorà del 4 agosto scorso: “ E’ prassi che nel procedere ( alla nomina n.d.r.) il Ministero chieda all’autorità scolastica locale di proporre dei nomi su suggerimento  dell’Amministrazione Comunale quale interprete della cittadinanza interessata[…]Da qualche decennio i dirigenti […] hanno preferito segnalare quei candidati indicati dai partiti politici”, mentre la prof. Scaramellino, nel settembre scorso, sempre da Agorà scriveva. “ Auspico che ancora una volta non “arrivino” da Roma per il C.d.A. nomine definite politicamente a vantaggio di qualche piccola ma variegata lobby locale, tutto ciò sarebbe per la città un ennesimo schiaffo” e il prof Esposito nel novembre dello stesso anno, cioè il 2012 scriveva: “ Il silenzio che avvolge l’attività attuale della gestione che vede coinvolto il Comune, desta preoccupazione e fa pensare che si sia creata intorno ad essa ( la SS. Trinità n.d.r.) una rete di interessi privati addirittura appoggiata dal governo perché non si spiega che interesse abbia il Ministero a non intervenire per sanare una situazione irregolare”. Ora, queste nomine sono arrivate esattamente con le stesse modalità con le quali erano state fatte quelle precedenti, naturalmente i nomi sono diversi , ma non convincono i procedimenti, in più si potrebbe ravvisare anche qualche vizio formale che si paleserebbe in un vistoso conflitto di interessi: come potrebbe il Presidente del Consiglio Comunale Matteo De Simone fare gli interessi dell’Ente in cui è Consigliere e poi difendere gli interessi del Comune che – per esempio- paga fitti di locazione alla SS. Trinità? L’articolo 9 del regolamento comunale parla chiaro : “ Al sindaco e ai consiglieri comunali ( quindi anche all prof. Scaramellino n.d.r.) è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune”. E’ chiaro che qui non si tratta di vigilanza, ma il Comune versa all’Ente degli emolumenti annuali per tutta una serie di attività e dunque non si capisce come questi due rappresentanti potrebbero svolgere in autonomia le loro funzioni. Il Circolo V.A.S allora esprime serie perplessità su tutta l’operazione, che così come è stata fatta marca una totale mancanza di trasparenza politica ed è sta omessa qualsiasi evidenza pubblica. L’operazione sembrerebbe, a nostro parere, essere stata condotta nel ufficio del Sindaco e successivamente trasferita nell’ufficio del Ministero chi vi ha preso parte? In virtù di quale investitura? Come non rimarcare che la presenza di politici in queste strutture amministrative non soddisfa le esigenze ed i bisogni della diversità dei compiti e delle funzioni che si dovrebbero ricoprire in queste amministrazioni. Capisco l’importanza morale della nomina, ma persone che fino a ieri si sono battute per la chiarezza, improvvisamente soggiacciono alle stesse procedure di nomina che hanno dichiarato di combattere fino al giorno prima, non tenendo minimamente conto di un discorso serio e democraticamente partecipato a tutta la cittadinanza: mi sembra una cosa abbastanza grave che non può passare nel silenzio. In questa ottica i V.A.S. chiedono al prof Vincenzo Esposito la non accettazione della designazione, che così come è stata condotta non rispecchia le opinioni sempre espresse dal professore in maniera di trasparenza e di apertura nei confronti di tutta la comunità. Per quanto riguarda invece i due consiglieri comunali, i V.A.S. invitano il consigliere Giuseppe Dilengite, nella sua qualità di avvocato, di esprimere la propria opinione in merito alla vicenda e verificare la  sussistenza o meno di incompatibilità.

Franco Cuomo- Circolo V.A.S. di Vico Equense


sabato 2 marzo 2013

Schiaffo al potere che frena



"In un passaggio enigmatico della Seconda lettera ai Tessalonicesi (2, 6-7), San Paolo parla di  qualcosa o qualcuno che «contiene», «trattiene», «frena» – in greco: to katechon – l’arrivo del vento dell’empietà. Scrive infatti San Paolo: «il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene». Questa categoria del "potere che frena" è da tempo in crisi. La crisi del katechon, ossia del potere che frena, trattiene e contiene ci è apparsa chiara nel Novecento, attraverso la crisi dello Stato. Questa crisi fa tutt'uno con la crisi del Politico, del katechon politico, del potere che frena, dell’empia gestio ne di una casta corrotta" ( M. Cacciari, Il Potere che frena, Adelphi).
  Cosa sta succedendo nella sfera del politico nostrano? Se quello che stiamo vedendo non ci fornisce ancora una interpretazione plausibile, allora significa che non vogliamo capire e non c’è peggior sordo di quello che non vuole sentire. Il M5 Stelle mette sul web un codice di comportamento per i 163 parlamentari che sono stati eletti il 24 e 25 febbraio, e rifiuta qualsiasi forma di politichese che possa configurarsi in un qualsiasi accordo, in pratica la vecchia politica, sta utilizzando una sintassi nuova a cui i politici dovranno abituarsi. Tra le varie voci una a caso . Trattamento economico: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato ( non al Partito)  insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Così, mentre l’apparato simbolico della teologia politica per eccellenza è scosso da una dimissione esemplare, quella dell’ex Papa Benedetto XVI, fatto di per sé che induce a riflettere seriamente sulla delegittimazione dei poteri, i gattopardi mummificati  nei palazzi della politica e nei loro cloni imbalsamati nelle redazioni dei giornali seguitano a muoversi come se nulla fosse cambiato e nulla dovesse cambiare. Loro a dimettersi non ci pensano proprio e continuano a muoversi e a parlare come se nulla fosse successo. Il fatto è invece che qui, piaccia o meno è accaduta una rivoluzione, Dario Fo, ha elencato dieci punti che il PD potrebbe condividere  nel programma M5S, impegni che Bersani dovrebbe assumere senza chiedere contropartite e senza mediazioni . Un esempio potrebbe essere quello riportato da Paolo Flores D’Arcais su Il Fatto Quotidiano di oggi. “ Si pensi solo a cosa succederebbe se Bersani dicesse << la TAV non si fa più, perché in effetti non serve a nulla,lo hanno spiegato i migliori tecnici disinteressati, scusateci se abbiamo fin qui insistito, ma il bene di cittadini vieni prima di qualche interessi di un costruttore>>. O se annunciasse che verrà rispettata la legge 361 del 1957 secondo la quale Berlusconi è ineleggibile ( e perciò dovrà affrontare senza immunità la sentenza Ruby e le inchieste sui tre milioni versati a de Gregorio per fargli cambiare casacca – comprare un parlamentare non è solo corruzione, ma è roba da attentato alle istituzioni). Berlusconi in questo caso sarebbe finito davvero, ma sarebbe finito  solo se Bersani dicesse questo e non lo salvasse per l’ennesima volta, ovvero solo se accettasse di usare una sintassi discorsiva che necessariamente dovrebbe fare a meno dei doppismi del politichese e dei suoi inciuci. Una cosa che D’Alema aborrirebbe o che farebbe fare una smorfia di supponenza alla Finocchiaro o un mugugno di indifferenza a Fassino. Insomma io credo che qualcosa sia successo e stia succedendo. I giornali di regime e tutte le televisioni voglio farci credere nel peggio, ma quello che c’è in ballo è il ribaltamento radicale di un atteggiamento verso la politica che potrebbe coinvolgere veramente anche altri paesi al di fuori dell’Italia. Quello che sta accadendo in Italia è solo l’inizio di un cambiamento molto più radicale che potrebbe toccare tutte le democrazie, soprattutto quelle messe in scacco dai diktat dell’austerità tedesca, insomma una rivoluzione verso una decrescita felice programmata ed attuata questa volta nei parlamenti. E’ un programma forte e c’è anche molta provocazione da parte dei leader del M5S, ma di certo non si può negare che ha messo in crisi l’insopportabile linguaggio di presunzione del PD e dei suoi cacicchi e la mefitica arroganza flatulente di Berlusconi e dei suoi nani e ballerine. Io non so se il M5S attuerà tutto quello che sta dicendo di voler fare e anche quello di non voler fare, non so se i suoi 163 parlamentari saranno sedotti dalle sirene romane di Montecitorio e non li schioderà più di lì neanche lo Spirito Santo come ha profetizzato Massimo Cacciari. So solo che sono state messe in scacco le regole che fino ad ora ci facevano passare per normali “inciuci “ e “ accordi” improponibili per amore di “equilibri” per amore di interessi finalizzati solo alla sopravvivenza di un potere lontanissimo dai reali bisogni della gente. Quando Beppe Grillo si recò dall’operaio sardo che si era rinchiuso in un tubo, gli si avvicinò e gli disse che non sapeva cosa poteva fare per lui e la sua fabbrica chiusa, ma che forse era meglio se uscisse da lì dentro,l’operaio uscì e scaraventò la bandiera della FIOM giù dal traliccio. Nessuno prima  di Grillo si era preoccupato di andare da quell’uomo, nessuno che aveva accolto la sua disperazione. Questo è un fatto. Viviamo in un mondo dove nulla più è a misura dell'uomo, in una società che è stata trasformata in una macchina possente, nella quale i partiti tradizionali hanno cessato da tempo di rappresentare le istanze dei cittadini, nella quale l'individuo avverte di essere solo un ingranaggio e che arriva a comprimere il cuore e a fabbricare l'incoscienza e la distanza dalla politica. Complessità sociale, gruppi sociali sempre più chiusi, sistemi informativi sempre più sofisticati e onnicomprensivi, minare le regole di questa macchina è già significativo di qualcosa che cambia. Disabituarsi all’accettazione supina del “ deve farsi per forza così” altrimenti non c’è via d’uscita. C’è sempre una via d’uscita, tutto sta ad accettarla anche se non la si conosce ancora.