Vorrei capire che cosa sta succedendo a proposito del Faito ? Leggo di una
diffida cha sa di surreale, in riscontro ad
una nota del 04/11/2019 , partita dall’Area tecnica del Servizio Tecnico del
Comune di Vico Equense, non leggo nessuna data di partenza in calce o in
altro posto, firmata dal responsabile
del servizio arch. Catello Arpino, dal tecnico del servizio, l’ingegnera Giovanna Capuozzo e dall’assessore al territorio e Protezione
Civile, Gennaro Cinque. In pratica i
tre, per i rispettivi ruoli che rivestono , fanno una diffida alla regione, alla Città
metropolitana, alla Comunità montana,
all’Ente Parco e, segnata in
grassetto, la fanno pure alla Polizia municipale/Protezione Civile, il cui
responsabile è il dr. Ferdinando De Martino, ma il cui assessore è lo stesso
Gennaro Cinque. Cos’è? Un’ auto diffida? Fossi il comandate della
polizia municipale chiederei: “ Assessore
Cinque, ma che fa ? Mi diffida , ma io prendo ordini da Lei che è l’assessore
al territorio e alla protezione civile e mi becco pure una diffida ?”
Questa diffida surreale si associa
ad un’altra diffida, quella di una associazione “IVIX Faito 1444 – Associazione di Promozione Sociale (APS), firmata dall’ avvocata Annunziata Somma,organizzazione
per la tutela dell’ambiente e della comunità locale, di cui, ammetto,
ignoravo l’esistenza, ma può succedere, visto che le associazioni di Faito sono
tantissime e ne spuntano ancora altre come i chiodini dopo una nottata di pioggia.
Naturalmente questa mia nota, come quelle che in genere scrivo, va
nella direzione di smascherare le contraddizioni plateali che emergono quando
si discute della gestione del monte Faito, un monte sul quale si intersecano in un groviglio di interessi, siano essi
economici da parte di chi vi abita e vi lavora, siano essi politici rispetto
alle responsabilità di un luogo con una sua specifica morfologia. Nella prima
diffida, quella surreale, l’assessore Gennaro Cinque e l’Area tecnica del Comune di Vico Equense,
invitano e diffidano gli enti in
indirizzo, quindi pure loro, “ad
attuare senza alcun indugio”
alla “ eliminazione delle piante rese secche dall’incendio del 2017 ed all’alleggerimento
della chioma (potatura dei rami) delle piante che insistono sui pali di
sostegno e relativi cavi elettrici[…]al fine di pervenire con la massima
urgenza al ripristino delle condizioni di sicurezza”. Vorrei
ricordare , per chiarezza, che il Comune di Vico Equense, per stipula e
convenzione con la Regione è tenuto a provvedere alla viabilità e alla illuminazione.
Nella seconda si chiedono le stesse medesime cose agli stessi enti
evidenziando i rischi della pubblica incolumità. Ormai, la gestione del Faito è
da anni oggetto di contese tra enti pubblici, il dato è che sinora nessuno si è
mai interessato realmente di valutare almeno lo stato degli alberi dopo l'
incendio di due anni fa, senza parlare del dato più importante che sarebbe
quello della manutenzione di un parco naturale, a tal proposito vorrei
ricordare la vicenda della “DISCARICA DELLA VERGOGNA” o dell’interramento di
rifiuti in altra area immediatamente prospiciente e sulla quale – a mio avviso
forse andrebbero fatte delle verifiche. Ora , che con queste “diffide” ripeto, un po’ surreali qualcuno pensi di lavarsi
la coscienza con manifestazioni di disponibilità intenzionali lo vedo
davvero patetico oltre che inaccettabile, chi deve agire lo faccia veramente,
anche in danno di coloro che stanno solo a guardare.
Cultural studies,Queer/gender studies, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, indipendent design, literature,art,gay life especially bears-people, electronic music,media studies. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
giovedì 14 novembre 2019
mercoledì 13 novembre 2019
VORREI CHE SI FACESSE UN’ALTRA LETTURA DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO.
In questi giorni si assiste alle
celebrazioni enfatiche della caduta del muro di Berlino, i media europei stanno
facendo l’apoteosi della caduta del muro del
1989. E in prima fila i media, quasi a volerci ricordare che il nostro è
il migliore dei mondi possibili, ci mostrano masse di disoccupati o lavoratori
precari che celebrano l’avvenimento come il simbolo non plus ultra della
libertà. Su questa vicenda io avrei qualche perplessità, anzi più di una per la
verità. La verità è che il 1989, è stato
un anno terribile , ovvero l’anno della liberazione del capitale, della
vittoria delle classi dominanti e dei mercati a livello planetario, rispetto ad
un mondo diviso in due, nel quale era ancora possibile controllare l’espansione
voracissima dei mercati. Il capitalismo fino ad allora era limitato da una
forza che certamente non era esente da contraddizioni e anche da aberrazione (
che forse il capitalismo non ne ha mai avute o non ne ha?), ma della cui
presenza erano certamente quelli che stavano al di qua del muro di Berlino: i
movimenti di critica al capitale, i movimenti di protesta, i partiti socialisti
e comunisti dell’occidente, in primis il PCI in Italia. In fondo i diritti
sociali, il welfare state, i diritti del lavoro,le rivendicazioni delle classi
lavoratrici che ancora scendevano in piazza e ottenevano conquiste
tangibilissime in virtù e in forza di quella presenza che era antagonista al
capitalismo. Prova ne è, che caduto il muro di Berlino, con il massiccio
intervento della chiesa di Papa Woytila, il papa più a destra della storia d’occidente,
crollata ingloriosamente l’Unione Sovietica, sono sparite tutte le conquiste
sociali, tutti i diritti del lavoro, tutte le figure del welfare state, che
ancora erano egemoniche prima del 1989, mentre abbiamo assistito all’escalation
e al trionfo del capitalismo globalizzato che , in assenza dell’altra parte,
ovvero del socialismo realizzato, ha sferrato un attacco massiccio atto a
confermare una restaurazione del potere dei mercati su ogni cosa e spacciando
tutto questo per la vera libertà, contro il controllo della STASI, come se
oggi, non fossimo controllati tutti persino nelle nostre scelte più intime, e
un film come “Le vite degli altri” si potrebbe benissimo girare in una
qualsiasi città del tanto libero e osannato occidente capitalistico. E allora
io credo che peggio del mondo diviso in due blocchi poteva esserci solo quello
che è venuto dopo ovvero il mondo “ a una dimensione” di marcusiana
memoria. Il mondo del capitalismo
americano integrale. E allora io non esulto, e credo che tutti siamo stati
plagiati dalla potere del capitale che mostrava le sue luci e i suoi grandi
centri commerciali immediatamente adiacenti al muro di Berlino Ovest, mentre a
Berlino Est c’era silenzio e oscurità certo e c’erano i controlli di polizia,
ma quell’oscurità permetteva ancora una difesa dalla grande caverna globale della
mercificazione nella quale siamo caduti tutti e nella quale nessuno più riesce ad immaginare un mondo
diverso da questo. Mi piacerebbe ascoltare i cosiddetti commentatori politici
cha affollano i salottini rumorosi del nostri media raccontare la storia in
questo modo , ma purtroppo sono pochissimi che lo fanno, mentre i media di
regime a regime dei padroni della finanza globale, esercitano il loro potere
torvo e violento erigendo altri muri in
altri posti, massacrando poveri e popolazioni in altre parti del mondo , non
più frenati da nessuno che simbolicamente rappresentava qualcosa di diverso da
loro e anche nella stessa Germania di oggi chi era ad est continua ad essere
povero prova ne sono le recrudescenze destroidi che si registrano in quei paesi.
sabato 9 novembre 2019
La vera battaglia la si deve fare contro la barbarie ampiamente rappresentata in Consiglio Comunale
Ho ascoltato e visto l’intervento
del consigliere comunale Ciro Maffucci, una parte suppongo, quella che è stata
postata e nella quale Ciro srotola davanti a una rappresentanza comunale
semplicemente pietosa per lo spirito , per l’attenzione, e per gli atteggiamenti
tenuti, le foto di alcune località del territorio dove sono stati eseguiti o
sono ancora in corso lavori comunali.
Ovvero lavori decisi dall’ufficio tecnico
di questo comune e dall’assessore ai lavori pubblici Gennaro Cinque, lavori
naturalmente, autorizzati poi dal sindaco Andrea Buonocore.
A Ciro un plauso per l’impegno costante, per
la tenacia e la forza di sopportare la rozza volgarità presente in quel
consesso e un plauso soprattutto per il rispetto che manifesta nei confronti
della cittadini, e dell’istituzione in cui si trova ed agisce. Rispetto però
che forse , ma è una mia opinione sia
ben chiaro, i cittadini di questa città non meriterebbero e vi spiego anche il
perché non lo meriterebbero.
Vedere quel video mi ha provocato per un momento un
profondo senso di sconforto: sconforto causato dal constatare sui visi di
quelle persone sedute dal lato opposto a Ciro Maffucci, ovvero nel gruppo della
maggioranza ,indifferenza, assenza, menefreghismo, impassibilità, apatia una
pletora di persone sedute non curanti e del ruolo e del luogo.
Ho pensato, ma come
è stato possibile che persone simili
possano occupare le sedie della più importante assise cittadina? Del luogo dove
si dovrebbero prendere decisioni e
praticare il rispetto delle istituzioni? Se sono seduti su quelle sedie e in
quel luogo, vuol dire che in quel posto ce li hanno mandati i cittadini di
questa città, ecco perché verso gli stessi io non provo rispetto.
Come si può
avere rispetto per chi non ne ha e non mostra di averne?
Vedere l’assessore
Cinque sbracato in maniche di camicia, con ventre che quasi debordava da sotto
l tavolo, giocare con il suo smartphone, senza alzare neanche lo sguardo, né
verso Ciro Maffucci che lo chiamava in causa, né verso un pubblico che forse
pure doveva essere presente, e poi rispondergli in dialetto :” io e sasicce me
magn” o qualcosa di simile perché l’audio non era perfetto, ha causato in me un
disgusto senza limiti.
Quell’individuo in quel modo e in quel luogo stava
manifestando tutta la sua protervia arroganza, tutto il suo manifesto disprezzo
verso chi aveva davanti, ma soprattutto verso il luogo in cui si trovava,
ovvero l’ aula consiliare.
Un atteggiamento da guappo, un atteggiamento di chi pensa:” parla quant
vuò tu, tant ca a cummann io”, ed era quello che poi diceva Ciro a proposito
delle risposte che gli davano gli impiegati comunali, alle reiterate domande
che egli faceva sul perché quei lavori pubblici erano stati mal fatti, male
eseguiti, rimasti incompleti: “ Gennar ha decis accusi”, “ Gennar ha ditt ca
sadda fa accusi”.
Una considerazione poi
andrebbe fatta anche sul ruolo del Presidente del Consiglio
che forse avrebbe potuto pure richiamare – è nel suo diritto farlo, ma non
lo ha fatto- l’assessore Gennaro Cinque
a tenere un comportamento più consono al luogo e al ruolo e soprattutto
a presentarsi un tantino più ordinato ai Consigli comunali.
Ecco ho pensato a
queste cose, e ho pensato che forse bisognerebbe puntare il dito verso queste
marchiane faglie comportamenti e
atteggiamenti che sono la manifestazione più manifesta di un costume che ormai
è diffuso in tutto il paese e fedelmente rappresentato in consiglio comunale,
soprattutto in quello che ho visto ripreso in quel video. Se il territorio di
Vico Equense è regredito a pura incuria e barbarie lo si deve a quelle
persone che occupano in quel modo quelle
sedie ma soprattutto a tutti quelli che in quel posto ce li hanno mandati.
martedì 5 novembre 2019
UN CHIARIMENTO a SLOW FOOD a proposito del Faito
A proposito di un chiarimento
doveroso col signor Mauro Vento Avyno presidente
della Condotta Slow Food Costiera
Sorrentina e Capri e per chiarire equivoci o malintesi lo scrivente tiene a
precisare e lo fa in forma pubblica, che il riferimento fatto nel mio articolo https://www.facebook.com/franco.cuomo.16/posts/10218695528572161
,che andrebbe letto attentamente, ad “associazioni
pseudo ambientaliste che “sorgono come i
funghi dopo la piogga” non era riferito nella maniera più assoluta a SLOW FOOD
di cui si conosce bene la mission e le attività – tra l’altro elencate dell’articolo
stesso, e che le “ menzogne e gli interessi” di cui
parlo nello stesso e di cui sono convinto che ci siano, sono ascrivibili esclusivamente
a chi amministra politicamente questa montagna : interessi politici e menzogne
politiche che da tempo tengono in gioco e rappresentano il degrado del Monte
Faito. Ritenendo in ogni caso che, dire di una associazione “pseudo
ambientalista” non significa lederne l’immagine, ma solamente che con l’ambientalismo
non ha niente a che fare, il sottoscritto ci tiene a precisare, nella qualità
di coordinatore di un circolo VAS in
Costiera sorrentina, che VAS non si fa mettere le parole in bocca da nessuno e
che in merito alla didattica ambientale ha contribuito personalmente a stendere
un progetto per la didattica scolastica su come si potrebbe operare per far
conoscer la montagna agli studenti della scuola secondaria, progetto che – solo
perché proposto dallo scrivente- non è stato accolto da nessuno e sottolineo da
nessuno, e che mi farebbe piacere che
qualcuno a cui è stato consegnato, lo rendesse pubblico. Va da sé, che VAS è
impegnato da tempo nella difesa della montagna e che con tutto il rispetto
dovuto, chi scrive , SLOW FOOD per Faito lo ha visto per la prima volta solo in questa
occasione, consapevole dell’importanza che una associazione come questa riveste
su scala nazionale, non può essere che positivamente colpito per il suo interessamento per la montagna .
Fiducioso di aver chiarito pubblicamente un disguido e/o un malinteso VAS è
pronto a qualsiasi confronto sulle tematiche della tutela ambientale e della
difesa della bio-diversità sul Faito, come altrove sul nostro territorio.
Franco Cuomo- Coordinatore
Circolo “Giovanni Esposito” di Vico Equense.
martedì 29 ottobre 2019
La cultura della cura che andrebbe fatta. La débacle della sinistra e una risposta a Maria e a qualcun altro che, credono di essere nel giusto, ma tanto tanto non lo sono.
Ti rispondo io: Nel senso Maria D'Ordia che sembri ottusa e sorda e non sei sola in questo tuo sembrare, conosco molti che si dicono di sinistra che la pensano come te e questa a mio avviso è la ragione di questa débacle . Il paragone con la Francia che fai è improponibile! La Le Pen si è adeguata alle strategie comunicative per condividere quella tesi ma non per questo è migliore del Salvini nostrano! E meno male che da noi non fanno attentati! Parli di evoluzione della destra, ma cosa scrivi? Ma cosa vuoi fare evolvere!? Qui fanno fede solo i follower che si riescono a guadagnare i niente altri questo è la squallida realtà dei politici attuali, e i vostri politici sono scadenti e sono uguali a quelli della destra né più e né meno ! Non ho letto l'articolo di Barbagallo su La Repubblica, che ti proponeva Raf Dilengite, che dice che i politici attuali sono il peggio della società, da entrambe le parti, ma credo che dica più o meno quello che scrivevo a te in risposta ad un tuo post qualche giorno fa. Trovami un solo consigliere regionale che legga qualche libro, che ascolti musica, che vada al teatro o ad una mostra, che abbia cioè interessi che aprono la mente, che fanno pensare che accrescano la sensibilità e lo spirito verso gli altri e verso il mondo. Quindicimila euro al mese sono tanti! Sai cosa ci vorrebbe? Una legge che sancisse che rappresentanti dei cittadini, una volta eletti continuassero a prendere gli stessi emolumenti che gli dava il lavoro che facevano prima, senza benefit vari e al massimo solo la diaria per gli spostamenti. Vedresti allora quanta gente si impegnerebbe più a fare politica! La corruzione dilagante anzi tracimante, anche nel tuo partito, oggi vede gentarella mediocre che occupa ruoli e status solo per questo: solo per i quindicimila e passa euro al mese. Poi, sul fatto che una regione, una volta rossa, come l'Umbria sia passata tutta a destra, significa solo che chi votava rosso è morto o si è stufato di questi imbrogli e del malaffare, della gestione corrotta della sanità e delle nomine negli enti pubblici, fatta come la fanno tutti, e non vota più, mentre la stragrande maggioranza di giovani, parlo di ventenni, trentenni, quarantenni, ormai sono condizionati geneticamente dall'algoritmo ingannato e manipolato dei social, che sono oggi quello che era la demoniaca televisione di Pasolini e Popper e Mac Lhuan negli anni sessanta e settanta. Non veder tutte queste cose, non rendersi conto di questo, cianciare ancora di Salvini e Meloni come fai tu senza vedere anche lo schifo che hai in casa tua significa essere ottusi o volutamente sordi e ciechi. Invece di giocare a "battaglie navali" e di vedere chi è colpito o chi è affondato e quanti navi ti restano, e di occupare con una forzatura il posto che si occupa per arginare, come dite voi la deriva di destra è un alibi debole e poco credibile e la gente lo sa e infatti ha ridotto a quasi zero i voti Cinque stelle e ha decimato voi e se continuate cosi sarà ancora peggio. Secondo me le elezioni andavano affrontate dignitosamente, gli inciuci non pagano soprattutto quando la corruzione è tanta. Cominciate a fare il lavoro che fanno le azioni cattoliche, ma fatelo meglio di loro, altro che fondazione di studi politici fatta dal figlio di De Luca! Aprite a spese vostre sezioni, pardon circoli, dove i vostri volontari, iscritti, facciano quello che facevano i militanti di una volta: cultura, assistenza sociale, organizzazione del tempo libero. Che seguano i giovani e i ragazzi nella loro crescita, proponete cultura, perché questa ormai manca dappertutto! Questo è il punto grave di questo paese! Lavorate in questo modo sui territori e liberatevi di quella gentarella che occupa posti e li occupa pure ereditati da padre in figlio/figlia. Solo cosi si potrà forse arginare questa débacle della ragione e del senso che sta attraversando tutta l'Europa, soffocati dal vento del neoliberismo selvaggio voluto, difeso e propagandato anche da voi.Ora leggo e sento pure un'altra favola giustificativa del miliardario sovranista Malofeev che foraggerebbe le destre europee e quella italiana salviniana, e mi sembra tanto- mutatis mutandis- la storia del miliardario Soros che invece foraggerebbe i democratici di tutto il mondo.Ecco, per raccontare il fallimento non sappiamo fare altro che scomodare miliardari, mettendo al primo posto sempre il potere dei soldi. Smettiamola con questa notizie fuorvianti e fasulle che servono all'audience dei media! Cominciamo a ragionare tutti con la nostra testa, che forse è l'operazione più difficile da fare.
giovedì 17 ottobre 2019
JOKER di Todd Phillips
Ieri sono andato a
veder JOKER da solo, come faccio sempre.
Come faccio quando voglio godere di in film e rifletterci sopra e devo dire che
questo film di riflessioni ne provoca
tantissime. JOKER ultimo film di Todd
Phillips con protagonista un sovrumano e immenso Joaquin Phoenix, che ritaglia il
personaggio di Arthur Fleck,
uno psicopatico che vive con la propria madre in
una sordida stamberga, in una Gotham City che è una New York anni ottanta, ed ha
perso 20 chili per la parte , è al centro di tutta l'attenzione e offre una
performance di incredibile tecnica recitativa che potrebbe meritargli una nomination all'Oscar come miglior attore,
se non addirittura una vittoria. La
storia e il titolo del film rimandano direttamente ad una graphic novel o ad un cinecomic da super eroi, ma ci si
accorge subito dai primi spezzoni e poi pian piano che il film va avanti, che fotogramma dopo fotogramma, ci troviamo
davanti a un film che potrebbe
attestarsi come un cult movie, come è
successo per altri film, per altro tutti citati nella pellicola. Prima di
vederlo avevo letto di recensioni che parlavano di bene e di male, qualcuno ha
tirato addirittura in ballo Platone, niente di più errato per approcciare ad
una pellicola come JOKER che per me rimane un racconto tragico nel quale la sua
deriva violenta è la svolta di un passato di emarginazione e sopraffazione.
Artur
Fleck è
un narcisista che è ossessionato dai suoi fantasmi e questo è quanto. E’
spento e non sappiamo nemmeno se sia
realmente malato di mente. Vuole
rappresentare il riscatto di chi ha subìto prevaricazioni. Nel suo colpo di
reni, si identifica una società di derelitti impoveriti dal recente capitalismo,
un film che potrebbe – e infatti negli Stati Uniti si temono atti emulativi come
testimonia la psicosi mediatica scoppiata nelle ultime
settimane - preconizzare rivolte sociali e sanguinarie : il discorso che il
protagonista fa, quando viene invitato a partecipare al suo programma preferito
dal sua anchorman preferito, Murray
Franklin ,un bravo Robert De Niro, prima di ucciderlo, è niente altro che un
manifesto di rivolta sociale. Anche la citazione all’interno del film stesso,
quando tutti i ricchi di Gotham City, sono a cinema a guardare Tempi Moderni di Chaplin e ridono, quasi
sbeffeggiando la povertà, delle disavventure di quel primo povero clown . Solitudine, alienazione urbana,
povertà e una televisione perennemente accesa anche quando nessuno la vede che
comunica messaggi catastrofici o programmi spazzatura con i quali tutti
intrattengono il loro immaginario narcisistico. Facendosi carico dei mali del
mondo e interrogando con forza impressionante il caos del presente, la
pellicola per me rimane un film tostissimo coraggiosissimo, impressionante a
più riprese, in cui la cupezza delle ambientazioni e il grigio scuro ( il
colore dominante in tutto il film) la fanno da padrone. Nelle scene più crude è
accompagnato da una cinica e estraneante “That’s
life, That’s what all the people say” , “Questa è la vita, questo è quello che dice la gente” che è la
colonna sonora di tutto il film e lo
conclude,cantata da Frank Sinatra.
Avrei
veramente gradito, che prima di nascere, qualcuno mi avesse mostrato una
diapositiva su cos’è la vita, oppure su come sarebbe stata quella mia
personale. In quel momento avrei potuto scegliere se buttarmi in questo gran
casino oppure girarmi dall’altra parte e rimettermi a dormire, come si fa la
mattina quando non siamo pronti alla sveglia. Ma nessuno di noi può fare questa
scelta. Arthur Fleck non ha scelto di nascere, e non l’ha scelto neppure
nessuno di noi Ecco, io sono stato
colpito da questo e a me è piaciuto moltissimo, potrei dire: un capolavoro. Poi puoi decidere di vedere
questo film in molti modi e dire: ma la storia dall’inizio alla fine è vera o
era una sua allucinazione come quando lui vedeva la ragazza incontrata in
ascensore accanto a lui e lui non si è mai mosso dal manicomio e dunque niente
di ciò che ho visto è vero, come mi da detto una ragazza che era accanto a me a
guardare il film. Si, perché no? Anche questa può essere una lettura. Però ti
rimane in testa una risata strozzata in gola, sinistra e stridula, di quelle
che fanno rizzare i peli sulla nuca. Un rantolo che tiene insieme lo stupore e
l’orrore di essere ancora vivo in un
universo orrendo, i traumi di un bambino schizofrenico e mai cresciuto, avvolto
in una maschera di laconica tristezza, anche questa può essere una lettura. Io,
al solito,mi conosco bene, ho apprezzato i rimandi del cinema al cinema, che
pesca a piene mani, sia nell’estetica che nei temi, della
New Hollywood. Lo hanno scritto in molti
ed è evidentissimo fin dall’inizio del film , i due
riferimenti principali sono Re per una
notte (con Robert De Niro che stavolta prende il posto di Jerry Lewis) e Taxi Driver di Martin Scorzese ma nella
rivolta per le strade, nella scena finale, con una fantastica White Room, pezzo epocale suonato dai
Cream, che le giovani generazione neanche sanno chi sono, a me è venuto in
mente anche 1997 fuga da New York di
John Carpenter . Non a caso, Phillips ha girato il film a New York: la sua
Gotham City è la New York City lercia e fuori controllo di fine anni ’70 /
primi ’80, con la criminalità che dilaga, i vicoli sudici e malfamati e gli
edifici vecchi che stanno su per miracolo e questo JOKER è una citazione
manifesta a Travis Bickle di Taxi Driver, d’altra parte il cinema cita sempre
il cinema, come la letteratura cita la letteratura e l’arte rimanda ad altra arte. Emotivamente
inquietante, ma da vedere.
mercoledì 16 ottobre 2019
TRA CHIACCHIERICCI INUTILI E PREOCCUPAZIONI LEGITTIME, CHI METTERA' LE MANI AL RESTILING DEL CENTRO STORICO DI VICO EQUENSE?
Ieri, qualcuno ha pensato bene si
scaricare rifiuti ingombranti e materiale edile davanti a quella che è stata
definita la chiesa con la facciata più bella d’Italia. I rifiuti alle 17.30
erano ancora li, i vigili erano stati avvertiti, ma loro dicono di non sapere
che li avrebbero scaricati proprio li. La sciattezza dell’episodio, e chi ha
deciso di scaricare in quel posto evidenzia una inquietante strafottenza nei
confronti di ciò cha appartiene alla storia e al patrimonio culturale di questa
città. La SARIM poi è arrivata ed ha rimosso tutto. Ma perché ammonticchiare e
scaricare tutto proprio li?
Si è fatto un gran parlare la primavera scorsa
di una bella pioggia di milioni di euro, due per l’esattezza, per la riqualificazione del centro
storico di Vico Equense e di via Castello
Marina, soldi ottenuti dal Piano Strategico della Città Metropolitana. L’amministrazione
avrebbe approvato il progetto definitivo e dunque i soldi dovrebbero essere già
arrivati e per il risanamento ambientale ed architettonico del Vescovado e di
via Castello Marina, sarebbero stati sbloccati circa 443 milioni destinati ai comuni per
opere di risanamento. Corrono voci
però che il sindaco Andrea Buonocore sarebbe stato sfiduciato, voci appunto di
un tentativo di sfiducia in Consiglio a Buonocore “ . Ultimamente
poi ci sono state parecchie difficoltà
per questa amministrazione, nella
quale il più “dimamico” sembra essere sempre lui “l’assessore capomastro”che come un
caterpillar, fa asfaltare strade in maniera schifosa e appunto dovrebbe
interessarsi anche del centro storico . La difficoltà di trovare una
figura femminile all’interno della Giunta, dove ancora non ci sono ufficialmente
le deleghe, con il quarto assessore
donna dimesso in tre anni, mentre il
gruppo di Vicoinvolgiamo, alias il consigliere Peppe Aiello, sembra
essere in grande movimento, ancora non sono chiare le
finalità, ma si incominciano ad intuire. Al sindaco sfiduciato io consiglierei,
se lui accettasse mai consigli e miei soprattutto, se avesse i cosiddetti
attributi, di revocare la delega al “capomastro”, mandarlo a casa, fallo
riposare su a Faito; e uscire da questa vicenda che lo ha visto “sindaco prestanome”
con un minimo di dignità riconquistata, ci farebbe una bella figura, visto che
ne avrebbe proprio bisogno. E allora, in questa temperie di inutili
chiacchiericci di piazza, con comparsate ridicole su canovacci straconosciuti
con attoruncoli di quart’ordine, chi scrive si preoccupa di un fatto molto
concreto e importante e pone, come
sempre domande che già sa rimarranno senza risposta: E’ possibile vedere questo progetto di restiling del centro storico? Come si è espressa la Soprintendenza? E’ possibile conoscere il tipo di interventi che si effettueranno? Sarà
ripristinato l’antico basolato che ricopriva via Monsignor Natale e via Vescovado
e via XI febbraio, e sarà risistemato il bel largo dei Tigli davanti all’antco
Episcopio? E chi sarà l’impresa che eseguirà i lavori? Da chi sarà diretta? Non
vorrei vedere il solito “capomastro sbracciato e sbracato” urlare ordini a una
pletora di scalcagnati esecutori che alla fine sventreranno via Monsignor
Natale, via Vescovado e i cardini minori solo per sistemare cavi di plastica per
una improbabile a cara fibra ottica o per condutture di gas, cavi che poi, come
fiori inquietanti fuoriescono da angoli e incroci e poi ricoprire il tutto con
pessimo asfalto . Un comune che si rispetti, al seguito di un annuncio
tanto importante, avrebbe già preparato una
mostra e presentate tavole di progetto e rendering , nella quale si farebbero vedere gli esiti di tutta l’operazione ,
illustrata e spiegata a tutti i cittadini. Il centro storico di Vico Equense è
l’anima della città, è la sua storia, il luogo dove tutta la cittadinanza si
riconosce, non si possono mettere le mani su di esso e non può metterle un
capomastro qualsiasi se non ci sono
competenze atte a farlo. Ecco, la mia preoccupazione è questa.
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