giovedì 14 novembre 2019

FAITO L'ODISSEA SENZA FINE DI UN TERRITORIO DOVE VIGE L'ANARCHIA DEGLI ENTI.









Vorrei capire che cosa sta succedendo a  proposito del Faito ? Leggo di una diffida  cha sa di surreale, in riscontro ad una nota del 04/11/2019 ,  partita dall’Area tecnica del Servizio Tecnico del Comune di Vico Equense, non leggo nessuna data di partenza in calce o in altro posto, firmata dal responsabile del servizio  arch. Catello Arpino, dal tecnico del servizio, l’ingegnera Giovanna Capuozzo e dall’assessore al territorio e Protezione Civile, Gennaro Cinque.  In pratica i tre, per i rispettivi ruoli che rivestono ,  fanno una diffida alla regione, alla Città metropolitana, alla Comunità  montana, all’Ente Parco e, segnata in grassetto, la fanno pure alla Polizia municipale/Protezione Civile, il cui responsabile è il dr. Ferdinando De Martino, ma il cui assessore è lo stesso Gennaro Cinque. Cos’è? Un’ auto diffida? Fossi il comandate della polizia municipale  chiederei: “ Assessore Cinque, ma che fa ? Mi diffida , ma io prendo ordini da Lei che è l’assessore al territorio e alla protezione civile e mi becco pure una diffida ?” Questa diffida surreale si associa ad un’altra diffida, quella di una associazione “IVIX Faito 1444 – Associazione di Promozione Sociale (APS),  firmata dall’ avvocata Annunziata Somma,organizzazione per la tutela dell’ambiente e della comunità locale, di cui, ammetto, ignoravo l’esistenza, ma può succedere, visto che le associazioni di Faito sono tantissime e ne  spuntano ancora altre  come i chiodini dopo una nottata di pioggia. Naturalmente questa mia nota, come quelle che in genere scrivo,  va nella direzione di smascherare le contraddizioni plateali che emergono quando si discute della gestione del monte Faito, un monte sul quale si intersecano  in un groviglio di interessi, siano essi economici da parte di chi vi abita e vi lavora, siano essi politici rispetto alle responsabilità di un luogo con una sua specifica morfologia. Nella prima diffida, quella surreale, l’assessore Gennaro Cinque e l’Area tecnica del Comune di Vico Equense, invitano e diffidano gli enti in indirizzo, quindi pure loro, “ad attuare senza alcun  indugio” alla “ eliminazione delle piante rese  secche dall’incendio del 2017 ed all’alleggerimento della chioma (potatura dei rami) delle piante che insistono sui pali di sostegno e relativi cavi elettrici[…]al fine di pervenire con la massima urgenza al ripristino delle condizioni di sicurezza”. Vorrei ricordare , per chiarezza, che il Comune di Vico Equense, per stipula e convenzione con la Regione è tenuto a provvedere alla viabilità e alla illuminazione. Nella seconda si chiedono le stesse medesime cose agli stessi enti evidenziando i rischi della pubblica incolumità. Ormai, la gestione del Faito è da anni oggetto di contese tra enti pubblici, il dato è che sinora nessuno si è mai interessato realmente di valutare almeno lo stato degli alberi dopo l' incendio di due anni fa, senza parlare del dato più importante che sarebbe quello della manutenzione di un parco naturale, a tal proposito vorrei ricordare la vicenda della “DISCARICA DELLA VERGOGNA” o dell’interramento di rifiuti in altra area immediatamente prospiciente e sulla quale – a mio avviso forse andrebbero fatte delle verifiche. Ora , che con queste “diffide”   ripeto, un po’ surreali  qualcuno pensi di lavarsi la coscienza con manifestazioni di disponibilità intenzionali   lo vedo davvero patetico oltre che inaccettabile, chi deve agire lo faccia veramente, anche in danno di coloro che stanno solo a guardare.




mercoledì 13 novembre 2019

VORREI CHE SI FACESSE UN’ALTRA LETTURA DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO.




In questi giorni si assiste alle celebrazioni enfatiche della caduta del muro di Berlino, i media europei stanno facendo l’apoteosi della caduta del muro del  1989. E in prima fila i media, quasi a volerci ricordare che il nostro è il migliore dei mondi possibili, ci mostrano masse di disoccupati o lavoratori precari che celebrano l’avvenimento come il simbolo non plus ultra della libertà. Su questa vicenda io avrei qualche perplessità, anzi più di una per la verità.  La verità è che il 1989, è stato un anno terribile , ovvero l’anno della liberazione del capitale, della vittoria delle classi dominanti e dei mercati a livello planetario, rispetto ad un mondo diviso in due, nel quale era ancora possibile controllare l’espansione voracissima dei mercati. Il capitalismo fino ad allora era limitato da una forza che certamente non era esente da contraddizioni e anche da aberrazione ( che forse il capitalismo non ne ha mai avute o non ne ha?), ma della cui presenza erano certamente quelli che stavano al di qua del muro di Berlino: i movimenti di critica al capitale, i movimenti di protesta, i partiti socialisti e comunisti dell’occidente, in primis il PCI in Italia. In fondo i diritti sociali, il welfare state, i diritti del lavoro,le rivendicazioni delle classi lavoratrici che ancora scendevano in piazza e ottenevano conquiste tangibilissime in virtù e in forza di quella presenza che era antagonista al capitalismo. Prova ne è, che caduto il muro di Berlino, con il massiccio intervento della chiesa di Papa Woytila, il papa più a destra della storia d’occidente, crollata ingloriosamente l’Unione Sovietica, sono sparite tutte le conquiste sociali, tutti i diritti del lavoro, tutte le figure del welfare state, che ancora erano egemoniche prima del 1989, mentre abbiamo assistito all’escalation e al trionfo del capitalismo globalizzato che , in assenza dell’altra parte, ovvero del socialismo realizzato, ha sferrato un attacco massiccio atto a confermare una restaurazione del potere dei mercati su ogni cosa e spacciando tutto questo per la vera libertà, contro il controllo della STASI, come se oggi, non fossimo controllati tutti persino nelle nostre scelte più intime, e un film come “Le vite degli altri” si potrebbe benissimo girare in una qualsiasi città del tanto libero e osannato occidente capitalistico. E allora io credo che peggio del mondo diviso in due blocchi poteva esserci solo quello che è venuto dopo ovvero il mondo “ a una dimensione” di marcusiana memoria.  Il mondo del capitalismo americano integrale. E allora io non esulto, e credo che tutti siamo stati plagiati dalla potere del capitale che mostrava le sue luci e i suoi grandi centri commerciali immediatamente adiacenti al muro di Berlino Ovest, mentre a Berlino Est c’era silenzio e oscurità certo e c’erano i controlli di polizia, ma quell’oscurità permetteva ancora una difesa dalla grande caverna globale della mercificazione nella quale siamo caduti tutti e nella quale  nessuno più riesce ad immaginare un mondo diverso da questo. Mi piacerebbe ascoltare i cosiddetti commentatori politici cha affollano i salottini rumorosi del nostri media raccontare la storia in questo modo , ma purtroppo sono pochissimi che lo fanno, mentre i media di regime a regime dei padroni della finanza globale, esercitano il loro potere torvo e violento  erigendo altri muri in altri posti, massacrando poveri e popolazioni in altre parti del mondo , non più frenati da nessuno che simbolicamente rappresentava qualcosa di diverso da loro e anche nella stessa Germania di oggi chi era ad est continua ad essere povero prova ne sono le recrudescenze destroidi che si registrano in quei paesi.

sabato 9 novembre 2019

La vera battaglia la si deve fare contro la barbarie ampiamente rappresentata in Consiglio Comunale











Ho ascoltato e visto l’intervento del consigliere comunale Ciro Maffucci, una parte suppongo, quella che è stata postata e nella quale Ciro srotola davanti a una rappresentanza comunale semplicemente pietosa per lo spirito , per l’attenzione, e per gli atteggiamenti tenuti, le foto di alcune località del territorio dove sono stati eseguiti o sono ancora in corso lavori comunali. 

Ovvero lavori decisi dall’ufficio tecnico di questo comune e dall’assessore ai lavori pubblici Gennaro Cinque, lavori naturalmente, autorizzati poi dal sindaco Andrea Buonocore.  

A Ciro un plauso per l’impegno costante, per la tenacia e la forza di sopportare la rozza volgarità presente in quel consesso e un plauso soprattutto per il rispetto che manifesta nei confronti della cittadini, e dell’istituzione in cui si trova ed agisce. Rispetto però che forse  , ma è una mia opinione sia ben chiaro, i cittadini di questa città non meriterebbero e vi spiego anche il perché non lo meriterebbero

Vedere quel video mi ha provocato per un momento un profondo senso di sconforto: sconforto causato dal constatare sui visi di quelle persone sedute dal lato opposto a Ciro Maffucci, ovvero nel gruppo della maggioranza ,indifferenza, assenza, menefreghismo, impassibilità, apatia   una pletora di persone sedute non curanti e del ruolo e del luogo. 

Ho pensato, ma come è stato possibile che  persone simili possano occupare le sedie della più importante assise cittadina? Del luogo dove si dovrebbero prendere decisioni  e praticare il rispetto delle istituzioni? Se sono seduti su quelle sedie e in quel luogo, vuol dire che in quel posto ce li hanno mandati i cittadini di questa città, ecco perché verso gli stessi io non provo rispetto

Come si può avere rispetto per chi non ne ha e non mostra di averne? 

Vedere l’assessore Cinque sbracato in maniche di camicia, con ventre che quasi debordava da sotto l tavolo, giocare con il suo smartphone, senza alzare neanche lo sguardo, né verso Ciro Maffucci che lo chiamava in causa, né verso un pubblico che forse pure doveva essere presente, e poi rispondergli in dialetto :” io e sasicce me magn” o qualcosa di simile perché l’audio non era perfetto, ha causato in me un disgusto senza limiti. 

Quell’individuo in quel modo e in quel luogo   stava manifestando tutta la sua protervia arroganza, tutto il suo manifesto disprezzo verso chi aveva davanti, ma soprattutto verso il luogo in cui si trovava, ovvero l’ aula consiliare

Un atteggiamento da guappo,  un atteggiamento di chi pensa:” parla quant vuò tu, tant ca a cummann io”, ed era quello che poi diceva Ciro a proposito delle risposte che gli davano gli impiegati comunali, alle reiterate domande che egli faceva sul perché quei lavori pubblici erano stati mal fatti, male eseguiti, rimasti incompleti: “ Gennar ha decis accusi”, “ Gennar ha ditt ca sadda fa accusi”. 

Una considerazione  poi andrebbe fatta anche  sul ruolo del Presidente del Consiglio  che forse avrebbe potuto pure richiamare – è nel suo diritto farlo, ma non lo ha fatto- l’assessore Gennaro Cinque  a tenere un comportamento più consono al luogo e al ruolo e soprattutto a presentarsi un tantino più ordinato ai Consigli comunali. 

Ecco ho pensato a queste cose, e ho pensato che forse bisognerebbe puntare il dito verso queste marchiane faglie  comportamenti e atteggiamenti che sono la manifestazione più manifesta di un costume che ormai è diffuso in tutto il paese e fedelmente rappresentato in consiglio comunale, soprattutto in quello che ho visto ripreso in quel video. Se il territorio di Vico Equense è regredito a pura incuria e barbarie lo si deve a quelle persone  che occupano in quel modo quelle sedie ma soprattutto a tutti quelli che in quel posto ce li hanno mandati.


martedì 5 novembre 2019

UN CHIARIMENTO a SLOW FOOD a proposito del Faito








A proposito di un chiarimento doveroso col signor Mauro Vento Avyno presidente della Condotta  Slow Food Costiera Sorrentina e Capri e per chiarire equivoci o malintesi lo scrivente tiene a precisare e lo fa in forma pubblica, che il riferimento fatto nel mio articolo https://www.facebook.com/franco.cuomo.16/posts/10218695528572161   ,che andrebbe letto attentamente, ad “associazioni pseudo ambientaliste  che “sorgono come i funghi dopo la piogga” non era riferito nella maniera più assoluta a SLOW FOOD di cui si conosce bene la mission e le attività – tra l’altro elencate dell’articolo stesso, e che le “ menzogne e gli interessi”   di cui parlo nello stesso e di cui sono convinto che ci siano, sono ascrivibili esclusivamente a chi amministra politicamente questa montagna : interessi politici e menzogne politiche che da tempo tengono in gioco e rappresentano il degrado del Monte Faito. Ritenendo in ogni caso che, dire di una associazione “pseudo ambientalista” non significa lederne l’immagine, ma solamente che con l’ambientalismo non ha niente a che fare, il sottoscritto ci tiene a precisare, nella qualità di coordinatore di un circolo VAS  in Costiera sorrentina, che VAS non si fa mettere le parole in bocca da nessuno e che in merito alla didattica ambientale ha contribuito personalmente a stendere un progetto per la didattica scolastica su come si potrebbe operare per far conoscer la montagna agli studenti della scuola secondaria, progetto che – solo perché proposto dallo scrivente- non è stato accolto da nessuno e sottolineo da nessuno, e che mi farebbe piacere  che qualcuno a cui è stato consegnato, lo rendesse pubblico. Va da sé, che VAS è impegnato da tempo nella difesa della montagna e che con tutto il rispetto dovuto, chi scrive , SLOW FOOD per Faito  lo ha visto per la prima volta solo in questa occasione, consapevole dell’importanza che una associazione come questa riveste su scala nazionale, non può essere che positivamente colpito per  il suo interessamento per la montagna . Fiducioso di aver chiarito pubblicamente un disguido e/o un malinteso VAS è pronto a qualsiasi confronto sulle tematiche della tutela ambientale e della difesa della bio-diversità sul Faito, come altrove sul nostro territorio.


Franco Cuomo- Coordinatore Circolo “Giovanni Esposito” di Vico Equense.    
 

martedì 29 ottobre 2019

La cultura della cura che andrebbe fatta. La débacle della sinistra e una risposta a Maria e a qualcun altro che, credono di essere nel giusto, ma tanto tanto non lo sono.




Ti rispondo io: Nel senso Maria D'Ordia che sembri ottusa e sorda e non sei sola in questo tuo sembrare, conosco molti che si dicono di sinistra che la pensano come te e questa a mio avviso è la ragione di questa débacle . Il paragone con la Francia che fai è improponibile! La Le Pen si è adeguata alle strategie comunicative per condividere quella tesi ma non per questo è migliore del Salvini nostrano! E meno male che da noi non fanno attentati! Parli di evoluzione della destra, ma cosa scrivi? Ma cosa vuoi fare evolvere!? Qui fanno fede solo i follower che si riescono a guadagnare i niente altri questo è la squallida realtà dei politici attuali, e i vostri politici sono scadenti e sono uguali a quelli della destra né più e né meno ! Non ho letto l'articolo di Barbagallo su La Repubblica, che ti proponeva Raf Dilengite, che dice che i politici attuali sono il peggio della società, da entrambe le parti, ma credo che dica più o meno quello che scrivevo a te in risposta ad un tuo post qualche giorno fa. Trovami un solo consigliere regionale che legga qualche libro, che ascolti musica, che vada al teatro o ad una mostra, che abbia cioè interessi che aprono la mente, che fanno pensare che accrescano la sensibilità e lo spirito verso gli altri e verso il mondo. Quindicimila euro al mese sono tanti! Sai cosa ci vorrebbe? Una legge che sancisse che rappresentanti dei cittadini, una volta eletti continuassero a prendere gli stessi emolumenti che gli dava il lavoro che facevano prima, senza benefit vari e al massimo solo la diaria per gli spostamenti. Vedresti allora quanta gente si impegnerebbe più a fare politica! La corruzione dilagante anzi tracimante, anche nel tuo partito, oggi vede gentarella mediocre che occupa ruoli e status solo per questo: solo per i quindicimila e passa euro al mese. Poi, sul fatto che una regione, una volta rossa, come l'Umbria sia passata tutta a destra, significa solo che chi votava rosso è morto o si è stufato di questi imbrogli e del malaffare, della gestione corrotta della sanità e delle nomine negli enti pubblici, fatta come la fanno tutti, e non vota più, mentre la stragrande maggioranza di giovani, parlo di ventenni, trentenni, quarantenni, ormai sono condizionati geneticamente dall'algoritmo ingannato e manipolato dei social, che sono oggi quello che era la demoniaca televisione di Pasolini e Popper e Mac Lhuan negli anni sessanta e settanta. Non veder tutte queste cose, non rendersi conto di questo, cianciare ancora di Salvini e Meloni come fai tu senza vedere anche lo schifo che hai in casa tua significa essere ottusi o volutamente sordi e ciechi. Invece di giocare a "battaglie navali" e di vedere chi è colpito o chi è affondato e quanti navi ti restano, e di occupare con una forzatura il posto che si occupa per arginare, come dite voi la deriva di destra è un alibi debole e poco credibile e la gente lo sa e infatti ha ridotto a quasi zero i voti Cinque stelle e ha decimato voi e se continuate cosi sarà ancora peggio. Secondo me le elezioni andavano affrontate dignitosamente, gli inciuci non pagano soprattutto quando la corruzione è tanta. Cominciate a fare il lavoro che fanno le azioni cattoliche, ma fatelo meglio di loro, altro che fondazione di studi politici fatta dal figlio di De Luca! Aprite a spese vostre sezioni, pardon circoli, dove i vostri volontari, iscritti, facciano quello che facevano i militanti di una volta: cultura, assistenza sociale, organizzazione del tempo libero. Che seguano i giovani e i ragazzi nella loro crescita, proponete cultura, perché questa ormai manca dappertutto! Questo è il punto grave di questo paese! Lavorate in questo modo sui territori e liberatevi di quella gentarella che occupa posti e li occupa pure ereditati da padre in figlio/figlia. Solo cosi si potrà forse arginare questa débacle della ragione e del senso che sta attraversando tutta l'Europa, soffocati dal vento del neoliberismo selvaggio voluto, difeso e propagandato anche da voi.Ora leggo e sento pure un'altra favola giustificativa del miliardario sovranista Malofeev che foraggerebbe le destre europee e quella italiana salviniana, e mi sembra tanto- mutatis mutandis- la storia del miliardario Soros che invece foraggerebbe i democratici di tutto il mondo.Ecco, per raccontare il fallimento non sappiamo fare altro che scomodare miliardari, mettendo al primo posto sempre il potere dei soldi. Smettiamola con questa notizie fuorvianti e fasulle che servono all'audience dei media! Cominciamo a ragionare tutti con la nostra testa, che forse è l'operazione più difficile da fare.

giovedì 17 ottobre 2019

JOKER di Todd Phillips





Ieri sono andato a veder JOKER  da solo, come faccio sempre. Come faccio quando voglio godere di in film e rifletterci sopra e devo dire che questo film di riflessioni  ne provoca tantissime. JOKER  ultimo film di Todd Phillips con protagonista un sovrumano e immenso Joaquin Phoenix, che ritaglia il personaggio di Arthur Fleck, uno   psicopatico che vive con la propria madre in una sordida stamberga, in una Gotham City che è una New York anni ottanta, ed ha perso 20 chili per la parte , è al centro di tutta l'attenzione e offre una performance di incredibile tecnica recitativa che potrebbe meritargli  una nomination all'Oscar come miglior attore, se non addirittura  una vittoria. La storia e il titolo del film rimandano direttamente ad una graphic novel o  ad un cinecomic da super eroi, ma ci si accorge subito dai primi spezzoni e poi pian piano che il film va avanti, che  fotogramma dopo fotogramma, ci troviamo davanti  a un film che potrebbe attestarsi come un cult movie, come è successo per altri film, per altro tutti citati nella pellicola. Prima di vederlo avevo letto di recensioni che parlavano di bene e di male, qualcuno ha tirato addirittura in ballo Platone, niente di più errato per approcciare ad una pellicola come JOKER che per me rimane un racconto tragico nel quale la sua deriva violenta è la svolta di un passato di emarginazione e sopraffazione. Artur Fleck  è  un narcisista che è ossessionato dai suoi fantasmi e questo è quanto. E’ spento  e non sappiamo nemmeno se sia realmente malato di mente.  Vuole rappresentare il riscatto di chi ha subìto prevaricazioni. Nel suo colpo di reni, si identifica una società di derelitti impoveriti dal recente capitalismo, un film che potrebbe – e infatti negli Stati Uniti si temono atti emulativi come testimonia la psicosi mediatica scoppiata   nelle ultime settimane - preconizzare rivolte sociali e sanguinarie : il discorso che il protagonista fa, quando viene invitato a partecipare al suo programma preferito dal sua anchorman preferito, Murray Franklin ,un bravo Robert De Niro, prima di ucciderlo, è niente altro che un manifesto di rivolta sociale. Anche la citazione all’interno del film stesso, quando tutti i ricchi di Gotham City, sono a cinema a guardare Tempi Moderni di Chaplin e ridono, quasi sbeffeggiando la povertà, delle disavventure di quel primo povero clown . Solitudine, alienazione urbana, povertà e una televisione perennemente accesa anche quando nessuno la vede che comunica messaggi catastrofici o programmi spazzatura con i quali tutti intrattengono il loro immaginario narcisistico. Facendosi carico dei mali del mondo e interrogando con forza impressionante il caos del presente, la pellicola per me rimane un film tostissimo coraggiosissimo, impressionante a più riprese, in cui la cupezza delle ambientazioni e il grigio scuro ( il colore dominante in tutto il film) la fanno da padrone. Nelle scene più crude è accompagnato da una cinica e estraneante  That’s life, That’s what all the people say” , “Questa è la vita, questo è quello che dice la gente” che è la colonna sonora  di tutto il film e lo conclude,cantata da  Frank Sinatra. Avrei veramente gradito, che prima di nascere, qualcuno mi avesse mostrato una diapositiva su cos’è la vita, oppure su come sarebbe stata quella mia personale. In quel momento avrei potuto scegliere se buttarmi in questo gran casino oppure girarmi dall’altra parte e rimettermi a dormire, come si fa la mattina quando non siamo pronti alla sveglia. Ma nessuno di noi può fare questa scelta. Arthur Fleck non ha scelto di nascere, e non l’ha scelto neppure nessuno di noi Ecco, io sono stato  colpito da questo e a me è piaciuto moltissimo, potrei dire:  un capolavoro. Poi puoi decidere di vedere questo film in molti modi e dire: ma la storia dall’inizio alla fine è vera o era una sua allucinazione come quando lui vedeva la ragazza incontrata in ascensore accanto a lui e lui non si è mai mosso dal manicomio e dunque niente di ciò che ho visto è vero, come mi da detto una ragazza che era accanto a me a guardare il film. Si, perché no? Anche questa può essere una lettura. Però ti rimane in testa una risata strozzata in gola, sinistra e stridula, di quelle che fanno rizzare i peli sulla nuca. Un rantolo che tiene insieme lo stupore e l’orrore  di essere ancora vivo in un universo orrendo, i traumi di un bambino schizofrenico e mai cresciuto, avvolto in una maschera di laconica tristezza, anche questa può essere una lettura. Io, al solito,mi conosco bene, ho apprezzato i rimandi del cinema al cinema, che pesca a piene mani, sia nell’estetica che nei temi,   della New Hollywood.  Lo hanno scritto in molti ed è evidentissimo fin dall’inizio del film ,   i due riferimenti principali sono Re per una notte (con Robert De Niro che stavolta prende il posto di Jerry Lewis) e Taxi Driver di Martin Scorzese ma nella rivolta per le strade, nella scena finale, con una fantastica White Room, pezzo epocale suonato dai Cream, che le giovani generazione neanche sanno chi sono, a me è venuto in mente anche 1997 fuga da New York di John Carpenter . Non a caso, Phillips ha girato il film a New York: la sua Gotham City è la New York City lercia e fuori controllo di fine anni ’70 / primi ’80, con la criminalità che dilaga, i vicoli sudici e malfamati e gli edifici vecchi che stanno su per miracolo e questo JOKER  è  una citazione manifesta a Travis Bickle di Taxi Driver, d’altra parte il cinema cita sempre il cinema, come la letteratura cita la letteratura  e l’arte rimanda ad altra arte. Emotivamente inquietante, ma da vedere.





mercoledì 16 ottobre 2019

TRA CHIACCHIERICCI INUTILI E PREOCCUPAZIONI LEGITTIME, CHI METTERA' LE MANI AL RESTILING DEL CENTRO STORICO DI VICO EQUENSE?







Ieri, qualcuno ha pensato bene si scaricare rifiuti ingombranti  e  materiale edile davanti a quella che è stata definita la chiesa con la facciata più bella d’Italia. I rifiuti alle 17.30 erano ancora li, i vigili erano stati avvertiti, ma loro dicono di non sapere che li avrebbero scaricati proprio li. La sciattezza dell’episodio, e chi ha deciso di scaricare in quel posto evidenzia una inquietante strafottenza nei confronti di ciò cha appartiene alla storia e al patrimonio culturale di questa città. La SARIM poi è arrivata ed ha rimosso tutto. Ma perché ammonticchiare e scaricare tutto proprio li?   
 Si è fatto un gran parlare la primavera scorsa di una bella pioggia di milioni di euro, due per l’esattezza, per la riqualificazione del centro storico di Vico Equense  e di via Castello Marina, soldi ottenuti dal Piano Strategico della Città Metropolitana. L’amministrazione avrebbe approvato il progetto definitivo e dunque i soldi dovrebbero essere già arrivati e per il risanamento ambientale ed architettonico del Vescovado e di via Castello Marina, sarebbero stati sbloccati circa 443 milioni destinati ai comuni per opere di risanamento. Corrono voci però che il sindaco Andrea Buonocore sarebbe stato sfiduciato, voci appunto di un tentativo di sfiducia in Consiglio a Buonocore “ .   Ultimamente poi ci sono state parecchie  difficoltà per questa amministrazione, nella quale il più “dimamico” sembra essere sempre lui  “l’assessore capomastro”che come un caterpillar, fa asfaltare strade in maniera schifosa e appunto dovrebbe interessarsi anche del centro storico . La difficoltà di trovare una figura femminile all’interno della Giunta, dove ancora non ci sono ufficialmente le deleghe, con il  quarto assessore donna dimesso in tre anni,  mentre  il gruppo di Vicoinvolgiamo, alias il consigliere Peppe Aiello, sembra essere   in grande movimento, ancora non sono chiare le finalità, ma si incominciano ad intuire. Al sindaco sfiduciato io consiglierei, se lui accettasse mai consigli e miei soprattutto, se avesse i cosiddetti attributi, di revocare la delega  al “capomastro”, mandarlo a casa, fallo riposare su a Faito; e uscire da questa vicenda che lo ha visto “sindaco prestanome” con un minimo di dignità riconquistata, ci farebbe una bella figura, visto che ne avrebbe proprio bisogno. E allora, in questa temperie di inutili chiacchiericci di piazza, con comparsate ridicole su canovacci straconosciuti con attoruncoli di quart’ordine, chi scrive si preoccupa di un fatto molto concreto e importante  e pone, come sempre domande che già sa rimarranno senza risposta: E’ possibile vedere questo progetto di restiling del centro storico? Come si è espressa la Soprintendenza? E’ possibile conoscere il tipo di interventi che si effettueranno? Sarà ripristinato l’antico basolato che ricopriva via Monsignor Natale e via Vescovado e via XI febbraio, e sarà risistemato il bel largo dei Tigli davanti all’antco Episcopio? E chi sarà l’impresa che eseguirà i lavori? Da chi sarà diretta? Non vorrei vedere il solito “capomastro sbracciato e sbracato” urlare ordini a una pletora di scalcagnati esecutori che alla fine sventreranno via Monsignor Natale, via Vescovado e i cardini minori solo per sistemare cavi di plastica per una improbabile a cara fibra ottica o per condutture di gas, cavi che poi, come fiori inquietanti fuoriescono da angoli e incroci e poi ricoprire il tutto con pessimo asfalto . Un comune che si rispetti, al seguito di un annuncio tanto importante, avrebbe già preparato una mostra e presentate tavole di progetto e rendering , nella quale si farebbero  vedere gli esiti di tutta l’operazione , illustrata e spiegata a tutti i cittadini. Il centro storico di Vico Equense è l’anima della città, è la sua storia, il luogo dove tutta la cittadinanza si riconosce, non si possono mettere le mani su di esso e non può metterle un capomastro qualsiasi  se non ci sono competenze atte a farlo. Ecco, la mia preoccupazione è questa.