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lunedì 14 dicembre 2020
LA DIALETTICA DELL'ILLUMINISMO OU SA TRAGEDIE.
venerdì 11 dicembre 2020
INTERVENTI DI ALLACCIO FOGNARIO SU VIA DEI MULINI. SARA’ UN’ALTRA COLATA DI CALCESTRUZZO COME E’ GIA ACCADUTO PER ALTRE STRADINE ANTICHE DEL NOSTRO COMUNE ?
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| LA via vecchia Mulini che da Santa Maria del Torosi riallaccia a via San Francesco |
Era un tratto dell’antica Via Minerva, che collegava la piana vesuviana al promontorio dedicato alla dea dei naviganti, fino alla Punta della Campanella ,“Tra Castell’a Mare ed Equa si segue il detto Monte Lattario, che termina all’Ateneo, o Capo di Minerva, che prende il nome dal latte delle vacche, del quale parlano Procopio e Cassiodoro”. Questo tratto era l’unico e ancora molto trafficato, prima che i Borboni costruissero la strada costiera, sin dall’ età imperiale, e nel tratto di Vico Equense arrivava fino a dove poi è sorta la chiesa di S.Maria del Toro, oggi quel tratto si chiama via dei Mulini, cosiddetta perché in passato si trovavano dei mulini ad acqua, i cui resti una volta visibili oggi sono quasi scomparsi del tutto. La strada si ricongiunge a via S.Francesco proseguendo quindi per l’antica via della Sperlonca e continuava fino a Pozzano e da li nell’agro sarnese: la frana del 1966, ne trascinò a valle un tratto, mentre quello che la congiungeva a Pozzano è crollata a seguito di altri episodi franosi. Ho fatto questa premessa, perché su via San Francesco e su via Mulini l’ex assessore ai lavori pubblici nonché all’ambiente(sic!) ,che ora è consigliere regionale, ma ancora fac totum del comune di Vico equense, nonché monarca assoluto dello stesso,Gennaro Cinque, sta “incontrando” tutti i proprietari per “proporre” i lavori interrati di allaccio fognario, più Enel e fibra e forse gas.
Sono certamente lavori necessari e utili, ma ormai tutti sanno, come lavora l’assessore, la sua manona pesante, e quali sono le “sue”maestranze" alle quali si rivolge per eseguire i lavori, e che, con quella manona l’assessore ha la ha cementificato il territorio; dai sentieri alle spiagge, e così, stradine che avevano una loro connotazione e caratteristica storica, costruite cioè con materiali quali basolati lavici o pietra arenaria, sono state coperte con una pesante e anonima malta cementizia rosa: così è sparita via Noce con i suoi gradini di pietra, così è stato distrutto il vicolo Castello, e grossi interrogativi permangono circa il restiling di via Monsignor Natale, Via Giusso, via XIV Febbraio, Via Vescovado, ovvero tutto il centro antico della città. Ora il tratto di Via Mulini che da Santa Maria del Toro arriva fino all’incrocio con una strada privata, che unisce via dei Mulini con via San Francesco, è già tutto cementificato, ma da quel punto fino a via San Francesco, un punto bellissimo che si inerpica tra vedute mozzafiato tra ulivi lussureggianti, insiste un fondo stradale, sul quale in maniera provvisoria e raffazzonata sono stati più volte fatti rattoppi con catrame e pietrisco che hanno coperto, laddove non sono state asportate e sparite, le lastre di arenaria che in alcuni tratti sono ancora visibili. So che su quella stradina si affacciano le ville di facoltosi intellettuali e uomini di cultura, docenti universitari e professionisti affermati napoletani e io, nella qualità di responsabile di un circolo VAS locale, è a loro che mi rivolgo e mi appello: vigilate affinché una della stradine più suggestive del territorio, nonché, una strada romana, l’antica via Minerva, non venga stravolta da interventi che ne distruggerebbero la bellezza e cosa più importante la memoria storica dei luoghi. Non si pretende di ricostruire l’antica strada, ma di tener conto dei materiali che potrebbero fuoriuscire al momento degli scavi e ad una scelta di interventi consoni e appropriati al contesto ambientale circostante. Solo voi proprietari potete farlo in virtù dello Ius proprietario, l’unico che potrebbe farsi valere contro gli interventi di un assessore che ha già dato prova tangibile di non avere né la cultura, né la sensibilità, né interesse alcuno a salvare e tutelate il bello che ancora resiste, nonostante la sua presenza e attività, sul nostro territorio, neanche le presumibili opposizioni, al momento sembrano interessate alla vicenda.
giovedì 10 dicembre 2020
SE FOSSERO ANCORA VIVI E SE FOSSERO ANCORA STUDIATI NELLE UNIVERSITA' TEDESCHE...
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| Angela Merkel |
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| Theodora Adorno |
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| Max Horckeimer |
venerdì 4 dicembre 2020
TEATRINO E COMPARSE AVVILENTI.
sabato 28 novembre 2020
OSPEDALE UNICO: IL NUOVO OSPEDALE DELLA VECCHIA POLITICA!
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| Studio di fattibilità |
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| Un autentico, ulteriore, sfregio a danno della comunità e del territorio. |
C’è tutto per pensare ad un grossa speculazione, c’è tutto per pensare che questa operazione rappresenterà l’ennesimo spreco di danaro pubblico dal quale succhieranno tutti quelli che saranno coinvolti: sto parlando dell’OSPEDALE UNICO della PENISOLA SORRENTINA E COSTIERA AMALFITANA. 65 milioni previsti, levitazioni previste anche queste sul e dallo studio di fattibilità, di circa 110 milioni di euro. Ieri il presidente della Regione Campania ha ufficialmente annunciato, con il suo solito stile, l’avvio della progettazione dell’Ospedale unico: una mega struttura che è prevista nell’area del vecchio ospedale di sant’Agnello,in pieno centro urbano, oggi sede dell’ASL , che sarà abbattuto per essere ricostruito ed allargato ex novo. Una trasformazione urbana che fa a pugni con la normativa urbanistica attualmente vigente, una trasformazione che non tiene conto dei rischi idrogeologici che la morfologia dei luoghi pone in essere, un Ospedale in “una zona a rischio idraulico molto elevato” perché andrebbe a sorgere sul bordo di un antico vallone colmato, la via dei Pini a Sant’Agnello, che spesso è stata chiusa per sprofondamenti, poiché tutti i valloni colmati altro non sono che vie dove l’acqua continua a scorrere. Il progetto prevede la chiusura – non temporanea come è stato scritto e sostenuto dal PD locale- e l’accorpamento degli attuali presidi ospedalieri di Vico Equense e di Sorrento. Ma al di là della gravità urbanistica e ambientale di una simile progettazione, ovvero un ospedale in pieno centro urbano con una sola strada soffocata da un traffico ingestibile, strozzata da stradine che si immettono sul corso Italia ch diventa lentissimo e intasato da auto e pullman turistici, ciò che colpisce maggiormente è l’indifferenza e l’arroganza con le quali è stata operata questa scelta, verso le sorti dei due nosocomi in questione. Chiudendoli, si lascia scoperta un’area urbana molto vasta, in un territorio altrettanto vasto, in attesa che questa fantasmagorica costruzione sia finita e completata. Ma soprattutto colpisce la macroscopica menzogna dei Sindaci con fascia tricolore che sfilarono alla manifestazione per la riapertura del Pronto Soccorso di Vico Equense, e che forse avremmo dovuto fischiare e cacciare, anche se appena arrivati in piazza si dileguarono. Essi sapevano già tutto, anzi loro sono stati i firmatari di deliberati che hanno dato il placet per questo progetto “monstre” che si attesta essere l’ennesimo imbroglio verso i cittadini, l’ambiente, il territorio, e i fondi pubblici! Perché costruire un unico ospedale, quando per esigenze logistiche e ambientali si potevano rinforzare i due che già ci sono? Quale perversa logica ha sostenuto questo progetto che ripeto si configura come una struttura monstre in un centro urbano pieno come un uovo! Su di un’area a rischio idrogeologico molto serio? Se si può fare ancora qualcosa per fermare questa aberrazione urbanistica, la si faccia al più presto. Ma per chi scrive la migliore soluzione sarebbe quella di rifunzionalizzare i due plessi ospedalieri di Vico Equense e di Sorrento, investendo la somma stanziata per ammodernare le strutture sanitarie, i macchinari e quanto altro serve in un ospedale che sia veramente tale. Tra l’altro vale ricordare che l’ospedale Vico è di nuova costruzione se si pensa che fu inaugurato nel 1991 ,ovvero 29 anni fa. Dunque allora sostenere ancora con forza il mantenimento dei due plessi ospedalieri, con la proposta di dividere in due ali il presidio ospedaliero di Vico Equense: una attrezzata e strutturata esclusivamente a fronteggiare la diffusione epidemiologica da Covid-19. L’altra aperta con ingresso dal lato principale ai reparti e alle varie aree ambulatoriali. De Luca e il suo partito non possono continuare a devastare il territorio, ma soprattutto non possono continuare a gestire la sanità in Campania come se fosse un affare esclusivamente privatistico. Oso provocatoriamente dire che sta facendo meglio la Calabria senza un gestore della sanità che la Campania di De Luca! NO A QUESTA ENNESIMA SPECULAZIONE! NON SONO SOLO I CITTADIN IDI VICO EQUENSE CHE DICONO NO ALL’OSPEDALE UNICO, MA ANCHE GLI ALTRI CITTADINI DEI COMUNI DELLA COSTIERA SORRENTINA! Sant’Agnello in testa dove molti cittadini manifestano infuocate prese di posizione contro il sindaco Sagristani! La demolizione dei due ospedali già esistenti da parte della ipotizzata e discutibile riorganizzazione della rete ospedaliera campana costituisce un atto di arroganza e un vero e proprio abuso di potere ai danni dei cittadini!
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venerdì 27 novembre 2020
Commenti in margine ad un post del prof. Alberto Abruzzese. Se riflettessimo tutti un po' di più, forse potremmo vivere meglio anche questo incubo.
giovedì 26 novembre 2020
SI RIAPRA IL PRONTO SOCCORSO SUBITO E SI RIFUNZIONALIZZI L’OSPEDALE IMMEDIATAMENTE! NON SI BARATTA LA SALUTE DEI CITTADINI CON LE LOGICHE DI PROFITTO AZIENDALE!











