martedì 20 dicembre 2016

Non sarebbe forse il caso che Andrea Buonocore, Angelo Castellano, Gennaro Cinque, Massimo Trignano spiegassero pubblicamente cosa sta succedendo






L'abuso ormai è diventato la regola. Una volta c'erano i suoli demaniali, ovvero una proprietà collettiva demaniale che per il fatto di appartenere a tutti era fuori commercio. I demani, come precisa l'art. 43 della nostra costituzione, dovrebbero restare in mano pubblica o della comunità. Oggi i litorali sono stati affidati alla gestione comunale che attraverso concessioni stanno consentendo una vera e propria manomissione ad uso privato, ma si può ancora intervenire per fermare tutto questo. Non vorrei dire una inesattezza e la notizia va approfondita, ma potremmo vedere sorgere tra poco, su una gettata di cemento, posta sotto la strada appena subito il primo paramassi dopo il Bikini, un nuovo ristorante sul mare, collocato tra l'altro in una zona ad alto rischio idrogeologico. Mi domando: ma lì, quando ci sono le mareggiate, il mare arriva quasi sulla strada e allora? E allora mi chiedo quali scogliere frangiflutti si costruiranno a pochi metri dal banco di Santacroce se si dovesse realizzare una cosa del genere. La procura da sola non può far fronte a quello che si sta configurando come un vero e proprio saccheggio del territorio. VAS, WWF, da soli non possono sostenere una battaglia che dovrebbe essere fatta da tutti i cittadini. E' di pochi giorni la notizia che nella stessa zona, un abuso che doveva essere demolito, con un escamotage indecente, è stato acquisito al patrimonio comunale, consentendo così a chi ha commesso l'abuso di poterlo ancora utilizzare.400 000 euro buttati per abbattere il mostro di Alimuri per poi ritrovarci un mezzo mostro in un'area bellissima già abbondantemente saccheggiata e deturpata e sicuramente monta la rabbia, quando sui muri che recintano l'area vedi apposte su tavole di pietra le lettere DM, ovvero Demanio Marittimo. Una volta c'erano leggi che vietavano la costruzione vicino al mare: vi dice niente la legge Galasso? Eppoi va chiarita una volta per tutte la questione delle aree demaniali! Eppoi: non sarebbe il caso che Andrea Buonocore, Angelo Castellano, Gennaro Cinque, Massimo Trignano spiegassero pubblicamente cosa sta succedendo e ci dicessero qualcosa anche su quest'altra faccenda del "ristorante riparatore" di una "ingiustizia demolitrice" in zona Bikini se è vera o falsa?
È ancora: le denunce alla procura non posso continuare a farle solo due associazioni!


martedì 13 dicembre 2016

AXIDIE: Al peggio non c'è mai fine! Cabine in muratura. Un progetto una volta bocciato e ora con la Giunta BUONOCORE realizzato: evviva il nuovo corso della bontà



Cabine in muratura alle AXIDIE! Il sindaco della bontà ANDREA BUONOCORE continua l’opera del suo predecessore GENNARO CINQUE, suo assessore, che continua a fare quello che faceva prima cioè il capocantiere su cantieri abusivi sparsi per il territorio ( via Mirto), e con assessori silenti che una volta si dicevano essere di sinistra e sensibili all’ambiente. Una Giunta che lascia passare una cosa del genere e una Commissione edilizia e pure la Soprintendenza, testimoniano solo che il nuovo corso non si è fatto attendere. Cabine che sembrano cappelle cimiteriali: neanche il buon gusto di fare ricerche su materiali ecocompatibili. No, niente di tutto questo e allora giù con ruspe e il solito cemento per completare l’opera su una terra che una volta era di tutti . Questo progetto fu presentato in passato e poi bocciato sia in Commissione Edilizia e sia della Soprintendenza, mi domando quali variazioni siano state apportate in senso” migliorativo” per approvarlo ora? Con questa Giunta BUONOCORE, improvvisamente quello che era stato bocciato prima si sta promuovendo ora, ma soprattutto la boria e il silenzio mascherati da sorrisi e finta disponibilità , per continuare a fare quello che si è sempre fatto in senso peggiorativo sul territorio. Senza voler citare l’Enciclica di Papa Francesco sull’aggressione e sulla speculazione del territorio che è bene comune, specialmente litorali e spiagge né Kant sul concetto di bellezza in natura, quello che vedete in queste foto non lascia dubbi.  E allora mi chiedo? Che cosa dobbiamo vedere più? Ma chi è l'assessore al ramo che ha permesso questa bruttura e il sindaco della bontà che fa? Tace. E perché la Soprintendenza ha approvato ora? Ormai chiunque si sveglia e può fare qualsiasi cosa! Perché non interviene nessuno? Questi lavori si fanno quando non ci sta nessuno, in barba a qualsiasi controllo. Stanno costruendo una piccola cittadella, per la verità sembra un cimitero ed è veramente intollerabile tutto ciò. E voglio dire pure che in questa Giunta BUONOCORE c'è gente che una volta si definiva di sinistra, PDS, DS oggi non lo so più cosa, ammettendo che essere di sinistra oggi rappresenti ancora un valore. Che lo stesso BUONOCORE OGGI RIVENDICA il suo essere PD e che nella COMMISSIONE edilizia ci sono pubblicisti di La Repubblica molto "impegnati" sul fronte ambiente ma che sono sempre assenti quando si tratta di far passare queste schifezze. A pochi metri dal mare non si può fare una colata di cemento simile  Di cosa vogliamo parlare ancora?  Ah si, forse dei nomi delle famiglie abbonate che verranno posti su ogni cabina: per un capella di prestigio a due passi dal mare è il minimo
E siccome queste cose sono state autorizzate allora di certo possiamo dire che fanno proprio SCHIFO !

lunedì 12 dicembre 2016

Perché chi affronta questi temi è definito populista? La falsa coscienza di chi ormai ha affidato la sua ragione ai media main stream

Serge Latouche filosofo
Jurgen Habermas filosofo
Luciano Gallino sociologo
Il dominio apparentemente incontrastato del pensiero neo liberista e mercantilista, la diffusissima idea che tutto si riduca a danaro, il declino inarrestabile del livello culturale anche in settori importanti della società e della generalità dei cittadini, l’indifferenza della gente, gli effetti devastanti della disoccupazione, della distruzione delle risorse naturali, sono alla base del generale beotismo contemporaneo.

Quest post, tanto per spiegare, chiarire, informare; perché ormai qui ognuno dice la sua ad ogni piè sospinto, e ognuno si arroga il diritto di attribuire etichette, a meno che, queste etichette questi qualcuno, non le rivendichino con orgoglio pur trattandosi  di deprimenti  e pericolose derive politiche. 

Disprezzo profondamente la propaganda xenofoba e razzista di Salvini e Meloni , ma pure quella pseudo democratica della Serracchiani o della Boschi, per non parlare del devastante genericismo e ignoranza ( ma questi sono estendibilì a tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari)  dei 5 Stelle. Mi deprime il clima di superficialità teorica che anima i cosiddetti dibattiti televisivi e di rete e mi deprime leggere post insulsi nei quali si irride o disprezza chi vorrebbe affrontare problematiche più ampie, più profonde, in un contesto dove il profondo di oggi sarebbe rintracciabile nell’idiozia di trasmissioni che si fregiano di fare informazione politica: il range va da Rai 3 a La 7

Premessa fatta e necessaria, per dire che a ben vedere, l’errore di fondo del capitalismo che impera oggi, ma che non è diverso da quello dei tempi di Dickens, è che esso funziona sulla base di un meccanismo, tanto necessario agli interessi dello sviluppo, quanto fragile e pericoloso nel suo protrarsi nel tempo. Sto parlando del meccanismo della “crescita illimitata”, di ciò che Marx, ma anche Adam Smith, chiamavano “accumulo del capitale” e che costituisce il nucleo essenziale del pensiero neo liberista che sembra essere l’esercizio praticato con grande disinvoltura nel mondo di oggi da tutti, anche dalla cosiddetta sinistra contemporanea. 

E’ un meccanismo tragico e devastante, perché si disinteressa del fatto fondamentale che il capitale non può crescere senza l’apporto delle risorse  naturali ( che non sono illimitate), del lavoro dell’uomo ( anche se questo sta diventando sempre più immateriale in occidente), ma soprattutto, della redistribuzione della ricchezza, fra tutti i cittadini, un principio che è detto “dell’uguaglianza economica principio propugnato da Marx, ma ripreso anche da molti sociologi e filosofii contemporanei: Gallino, Habermas, Latouche ecc. ma pienamente inscritto anche nella nostra Costituzione, all’art.3,fortunatamente salvata ( si spera) dall’improvvido tentativo renziano e piddino di modificarla. 

Oggi, l’Europa, soprattutto paesi come la Germania e la sua politica monetaria, ci stanno imponendo una totale mercificazione e in questo meccanismo a mio avviso un elemento di resistenza e di lotta è la battaglia per la difesa e la tutela dell’ambiente. 

Una guerra contro il capitalismo a favore della terra. 

Allora, a chi fa le pulci ai molti populismi, senza però cambiare indirizzo e lasciando le reazioni a queste politiche monetarie devastanti in mano di elementi pericolosi, appunto xenofobi, razzisti e in fin dei conti filo capitalistici voglio dire che va denunciata e combattutta e avversata l’ossessiva rincora a dare un prezzo ad ogni cosa. “ Non ci basta ammirare le Dolomitì o l’Etna, vogliamo sapere quando valgono in moneta e quando producono. Ai Musei, alle cattedrali, alle spiagge, alla forza lavoro, alle foreste, ai bambini di una scuola agli ospedali, alle specie animali, appendiamo diligenti il cartellino del prezzo, calcolando il cosiddetto rapporto costi benefici e attraverso queste valutazioni si fa passare l’invincibile argomento che per godere di tutto questo, bisogna privatizzare ospedali, scuole, musei,, cartolarizzare montagne, cementificare litorali, devastare l’ambiente, consegnare ai palazzinari e centri storici, “snellire” e “sveltire” gli strumenti urbanistici e così via” ( S. Settis, Azione popolare. Cittadini per il bene comune, Einaudi, p.178).  

Allora oggi io non sono più europeista, perché questa Europa sta sostenendo tutto questo e a me non sta più bene, non voglio più l’euro perché attraverso questa moneta fittizia, si sta depredando l’ambiente e impoverendo nazioni intere. Credo più che mai che una resistenza a tutto ciò debba essere per forza di cose locale e partire dal basso, dalle reali esigenze di ognuno, ma soprattutto combatterò fino all’ultima parola chi, attraverso discorsi abusati dai sistemi di comunicazione main stream, tenterà di avversare queste argomentazioni relegandole nelle regioni dell’estremismo radicale o dell’utopismo. 


mercoledì 7 dicembre 2016

Su un antico tracciato della “via Minerva” la devastazione di un intervento che oltre ad essere incompatibile e non sostenibile con l’ambiente circostante che è un bene comune, sembrerebbe anche essere abusivo.



I VAS ( Verde Ambiente e Società ) denunciano l’ennesima aggressione selvaggia del territorio di Vico Equense: i lavori, stanno procedendo velocemente sotto la “super visione” dell’assessore tuttofare ai Lavori Pubblici Gennaro Cinque, già sindaco di questo sfortunato ( dal punto di vista del rispetto delle regole urbanistiche) paese  e interessano un’antichissima mulattiera denominata Via Mirto (anticamente detta Mortula  un toponimo molto comune anche nella zona collinare sorrentina ) una stradina da sempre pedonale che conduce fino al sagrato della chiesa di S. Maria delle Grazie ad Alberi.
Dal vecchio fondo stradale affiorano tracce dell’antica pavimentazione (presumibilmente risultante dall’appropriata combinazione di pietra calcarea, ai margini, e pietra arenaria, al centro) . I lavori edili ancora  in corso d’opera stanno stravolgendo totalmente la morfologia del luogo realizzando di fatto una strada carrabile attraverso l’ampliamento e la cementificazione del tracciato preesistente. Ciò che si vede adesso, oltre la bruttura dei materiali ( il cemento è il materialo più caro a Gennaro Cinque e non ne conosce altri) è la devastazione di un’area che dal punto di vista paesaggistico e ambientale è ricca di flora e di fauna come già è stato ampiamente descritto e denunciato pure dal WWF.
Colpisce l’indifferenza di questa amministrazione comunale, prona alla pratica devastante di un assessore che è peggiore di Attila: dove passa lui non cresce più un filo d’erba. I Vas si chiedono perché il sindaco Andrea Buonocore consente quello che è un vero e proprio intervento di abusivismo. Una strada abusiva che non è prevista nel Piano regolatore, la dove prima c’era una stradina pedonale, un percorso viario che attraversa un ‘area di interesse paesistico e architettonico, dove sopravvivono reperti murari molto interessanti nonché una struttura che parrebbe essere una casa fortificata. Ora rispetto a questi reperti si sta operando nel modo che potete vedere dalla foto ( che completa la denuncia del WWF), ma da vicino, ve lo assicurimo, gli interventi sono molto più aggressivi.
La nuova carreggiata è limitata dall’ennesima ringhiera, come quelle che ormai sono state piazzate sulle strade di tutto il comune dopo l’abbattimento dei muri preesistenti che erano in buone condizioni, questa ringhiera, è fissata con staffe in acciaio o tubolari di ferro, i VAS denunciano questo intervento che cozza brutalmente con il PUT, ma invitano a riflettere sul perché un intervento come questo viene consentito senza che nessuno alzi un dito per fermarlo, in più, ci sarebbero a nostro parere gli estremi per un interessamento da parte della procura della Repubblica, soprattutto per questo proliferare di ringhiere per tutto il territorio.
Sul cantiere non appare nessun cartello che indichi direzioni dei lavori e chi li sta eseguendo e per conto di chi. I VAS ricordano che assessori precedenti, l’avvocato Benedetto Migliaccio, proprio quando era sindaco l’attuale assessore ai Lavori Pubblici Gennaro Cinque, promossero convegni sull’importanza della tutela del paesaggio e delle architetture rurali della nostra zona. Quello a cui stiamo assistendo va in direzione totalmente opposta a tutto questo. Il Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana stabilito con la L.R. n. 35/87;  inoltra l’area oggetto dei lavori si trova nei pressi di un rivo in zona classificata dal Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Regionale Campania Centrale a Pericolosità molto elevata (P4) ed a Rischio elevato (R3) e molto elevato (R4). Tutto questo però non ha fermato l’assessore Gennaro Cinque dal procedere come un caterpillar producendo gli stessi effetti. La Soprintendenza sembrerebbe tacere, né sembrano cogliersi segni o azioni di interventi di tutela su tutta l’area interessata.   
 Visto dunque che non ci sono indicazioni e chiarimenti su tutto il cantiere, i VAS  chiedono alle autorità competenti, carabinieri in primis, qual’ora non fosse già stato fatto, un intervento e una verifica  che accertino la legittimità di tutte le opere realizzate e/o in corso di realizzazione di tutta l’area in oggetto, ritenendo inammissibile il silenzio del sindaco Andrea Buonocore su tutta questa vicenda.
FRANCO CUOMO, Coordinatore del circolo VAS “ Giovanni Esposito” di Vico Equense




domenica 13 novembre 2016

L'Amministrazione di Vico Equense retta dal super fervente cattolico Andrea Buonocore, da uno schiaffo violento a venti studenti disabili!


Uno schiaffo violento a venti studenti disabili, a darlo è l’amministrazione di  Vico Equense retta dal super cattolico sindaco Andrea Buonocore che non ha voluto anticipare i fondi che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane dalla Regione Campania, sono stati destinati solo diecimila euro lordi, cioè niente al trasporto disabili e sono state tagliate tutte le altre indennità.  C’è di che indignarsi, altri comuni come Piano e Sorrento hanno anticipato i soldi, Vico Equense no, alla richiesta del perché questi comuni lo hanno potuto  fare  attingendo ad altri fondi, la risposta è stata che questi sono comuni più ricchi mentre Vico Equense è un comune povero che però mena vanto di fumose quanto dispendiose programmazioni  turistico mangerecce che poi alla fine sono sempre e solo mangerecce. Così  sono stati lasciati a piedi venti studenti disabili mentre le famiglie sono costrette ad autotassarsi pesantemente per garantire il trasporto con mezzi privati dei loro figli a scuola. Io non entro nella polemica strumentale delle luminarie natalizie però fa “senso” vedere un paese che prepara  il tourbillon pagano- consumistico- natalizio, tutto pastori, finta bontà e bancarelle, con alberi a cono di mago merlino e poi sbatte la porta in faccia alle richieste di genitori che hanno un problema serissimo: io credo che avere un figlio portatore di una disabilità debba essere una cosa tremenda  e allora non si risponde  a queste richieste in questo modo. Si trova la strada anzi, è necessario trovarla e trovarla subito! Cianciare di lentezze della regione Campania che non avrebbe ancora restituito i soldi anticipati in passato è pretestuoso, soprattutto quando si sa che sono stati deliberati dalla stessa Regione quelli per quest’anno. Tutti quelli che lavorano in una pubblica amministrazione sanno che i meccanismi per “aggirare” impedimenti burocratici si trovano sempre e allora lo si faccia anche adesso. Con i soldi spesi per la pubblica illuminazione delle selve (da ultimo via Camaldoli si prepara ad essere illuminata a giorno) e la SARIM, è ridicolo non trovare le risorse per qualcosa che è un obbligo in qualsiasi paese civile.ndrea Buonocore da cristiano fervente quale dice di essere non può restare indifferente su questa storia e non può e non deve comportarsi come si sta comportando insieme alla sua Giunta: è scandaloso, è osceno che mentre con una mano si prepara la festa della famiglia per eccellenza con l’altra si da uno schiaffo violento a venti studenti disabili!


Franco Cuomo VAS – Circolo “Giovanni Esposito” – Vico Equense

sabato 12 novembre 2016

SEIANO, FRAZIONE DI VICO EQUENSE: PERCHE’ I CITTADINI INVECE DI PRENDERSELA COL PARROCO CHE HA CHIESTO UNA COSA GIUSTA, NON CHIEDONO AL COMUNE L’UTILIZZO DEI PARCHEGGI ESISTENTI CON UNA CONVENZIONE?

Seiano (Vico equense-NA), Chiesa di S.Marco evangelista sec. XVIII)

Cosa sta succedendo a Seiano? Il nuovo parroco don Angelo Castellano con un gruppo di cittadini molto attivi per il rilancio della frazione di Vico Equense sono riusciti nell’intento di  far rimuovere tutte le auto che parcheggiavano nella spazio antistante la Chiesa di San Marco evangelista dell’ architetto scultore e pittore settecentesco  Matteo Bottiglieri, unica nel suo genere nella zona: di forma circolare con una grandiosa cupola e con un cripta sotterranea, dove ogni anno si realizza uno splendido presepe con pastori d'epoca. Una notizia bella, perché il borgo di Seiano  è un piccolo gioiello urbanistico, se non fosse che  presenta un sistema di viabilità particolarmente complesso, costituito per lo più da stradine di ridotte dimensioni, che in alcuni casi non consentono il transito di autovetture di grosse dimensioni ed in qualche caso è possibile solo il transito pedonale. Il sistema della circolazione veicolare all’ interno del nucleo abitativo di Seiano è reso difficile non solo dalla struttura della rete viaria, ma anche dalla sosta selvaggia dei veicoli, che vengono parcheggiati ovunque, sottraendo anche alla fruibilità collettiva importanti spazi vitali, che in questo modo vengono sottratti all’uso pubblico ed alla destinazione quali spazi per la socializzazione. L'abitato di Seiano è attraversato dalla S.S.145 Sorrentina, unica arteria di collegamento con la penisola sorrentina, che è quotidianamente percorsa da migliaia di veicoli, con conseguenti rallentamenti in corrispondenza del centro di Seiano, dovuti anche alla sosta indiscriminata di veicoli sulla carreggiata. La scelta dunque di ridare la piazza ai cittadini, e così dal giorno 18 Settembre 2016, con un’ordinanza comunale, è stato istituito il divieto di sosta permanente con rimozione forzata, nella piazzetta e nel poggiolo antistante la Chiesa Parrocchiale, nonché in via Piazza Seiano, dall’ incrocio con la SS 145 (altezza Bar De Simone)  all’ingresso dello slargo antistante la Chiesa Parrocchiale mentre nel  restante tratto di via Piazza Seiano, ovvero dalla Chiesa Parrocchiale all’incrocio con via Punta la Guardia, la sosta è stata consentita negli spazi delimitati e segnalati con segnaletica verticale ed orizzontale. E ancora, da  Corso Caulino, altezza Piazza Seiano, per gli stalli di sosta già individuati e delimitati, la sosta è stata regolamentata a tempo con tempo massimo di sosta di un’ora, a pagamento , mentre in Via Piazza Seiano è stato stabilito il divieto di transito per motocicli e ciclomotori, in ambedue i sensi di marcia, ad esclusione dei residenti e/o autorizzati. Una scelta che è ineccepibile dal punto di vista del recupero dello spazio ai cittadini per tutte le attività ricreative e culturali che tali spazi possono consentire, se nonché, c’è stata  proprio da parte di questi, una levata di scudi e proteste soprattutto contro il parroco che ha sostenuto questa scelta. I cittadini di Seiano non possono più parcheggiare da nessuna parte e il problema sembra serio, perché fioccano multe a ogni pié sospinto.

Ho scritto, qualche giorno fa, che a via Casciaro, sempre a Seiano, si sta tentando di fare un parcheggio a raso, con abbattimento di alberi di ulivi, perché un ristoratore locale con attività commerciale lamenta la necessità di posti auto per i suoi clienti. Ora mi chiedo, come  oppositore di ennesimi parcheggi e reiterate distruzione di verde, ma fermo sostenitore del recupero alla vivibilità nei centri storici: ma perché non si fa unconteggio dettagliato dei parcheggi già esistenti a Seiano, invece di proporne  di nuovi e si verifica il reale fabbisogno  di posti auto e poi si va a stipulare una convenzione tra il Comune e i proprietari dei parcheggi medesimi? Il parcheggio Ferraro, per esempio, nella piazzetta, accanto alla Chiesa, all’epoca un vero scandalo,realizzato già in una zona dove il PRG non prevedeva niente se non lasciare le cose come stavano, perché non apre ai cittadini, visto che tra le altre cose sembrerebbe aver anche realizzato un piano in più rispetto a quelli previsti dal progetto presentato? Potrebbe essere una proposta, qualcuno la potrebbe raccogliere e così, la scelta ragionevole e socialmente utile  di don Angelo Castellano potrebbe essere vissuta da tutti i cittadini per quello che essa realmente è: una scelta di civiltà e di cultura. E’ tanto difficile provare a realizzare una cosa del genere? Invece di proporre  nuovi parcheggi e nuovi sbancamenti su un territorio che deve essere tutelato e non più consumato?



Franco Cuomo VAS, Circolo “ Giovanni Esposito”, Vico Equense.   

giovedì 3 novembre 2016

A Seiano, Vico Equense, a via Casciaro altri alberi da sacrificare per favorire il commercio




Siamo alle solite, ancora una volta si decide di abbattere alberi, sradicarli, e con raffinata quanto incomprensibile dicitura, di “ procedere alla dislocazione di 7 essenze arboree di ulivo”, naturalmente non viene detto dove queste essenze dovrebbero essere “dislocate”. Sto parlando di un progetto che vorrebbe realizzare un parcheggio a raso in un uliveto sito in località Seiano, precisamente alla via Casciaro 14, asservito all’attività commerciale sita in C.so Caulino 9.
 Di parcheggi a Vico Equense ormai si sa ne abbiamo a volontà, ma da come si evince da questo progetto sembrano non bastare mai. Già la commissione Locale per il Paesaggio, nella seduta del 26 giugno 2014, giusto verbale 19/1 espresse il seguente parere: “…Visto la documentazione tecnico- descrittiva, la commissione ritiene che essa sia lesiva dei valori paesaggistici tutelati. L’intervento ricade in zona ZT “2” del PUT, dove non sono previste trasformazioni del suolo, mentre l’intervento prevede la trasformazione del suolo di un oliveto in parziale parcheggio ledendone il valore ambientale di filtro visivo tra la SS 145 Sorrentina e il centro antico a valle di via Casciaro, nonché tra la strada statale e la vista panoramica dello stesso borgo di Vico. Quindi, la commissione esprime PARERE NEGATIVO all’intervento…
Il progetto dunque fu già bocciato in commissione del paesaggio mesi fa perché prevedeva la distruzione di decine di ulivi secolari e lo spianamento dell'area, con la previsione di "canali di scolo per gli oli usati delle auto" ma, attraverso un parere tutto da verificare di un avvocato locale, il progetto, viene, non si sa come, riportato in commissione e, incredibilmente, viene ritenuto pienamente compatibile. L'area si trova in Zona 2 del Put, insediamenti antichi dove sono vietati i parcheggi come quello in parola, ma l'amministrazione comunale e per essa i tecnici dell'ufficio urbanistica ritengono di dover applicare la deroga prevista in alcuni casi per i parcheggi interrati, dimenticando che una sentenza del Consiglio di Stato di qualche mese fa ha chiuso definitivamente la questione parcheggi a favore del paesaggio.
Anche qui ci sarebbero da fare considerazioni politiche serie, visto che anche in altre zone di vico sono state rilasciate autorizzazioni a costruire altre parcheggi a discapito di giardini antichi, penso a quello a ridosso della scuole elementare a via Sconduci, dove un intero aranceto è sparito. Allora, nella qualità di coordinatore di un circolo VAS, mi chiedo: quali sono gli indirizzi che questa amministrazione segue per difendere il proprio paesaggio? E mi chiedo ancora: ma invece di cianciare del rilancio della castagna di monte Faito perché si tace sull’abusivismo selvaggio che sta distruggendo agli antichi borghi e quel poco di verde residuo? Basta andare a Villetta Paradiso e guardare la collina di Scutolo: le case abusive che si vedono sorgere sul versante di Montechiaro, punto panoramico visibile da ogni dove e soprattutto dalla casa comunale, sono un’aggressione a vista del territorio visibile a tutti: perché non vengono bloccate e contestate da chi avrebbe il dovere di farlo? Nella relazione presentata per questa ennesima aggressione al territorio, si leggono risibili e patetici, quanto anche improbabili, riferimenti storici alle origini del nome: Gneo Seius, che avrebbe acquistato uno dei cavalli discendente  da quelli portati da Ercole ad Argo, o del cattivo liberto di Tiberio che diede il suo nome al borgo , o ancora di una Gens Seia, argomenti che nulla hanno a che vedere sul fatto che in quel posto si vuole perpetrare l’ennesima rapina di suolo e distruzione di alberi.
Mi chiedo poi a chi stia servendo o chi sta utilizzando un parcheggio interrato costruito nella piazzetta di Siano accanto alla Chiesa del Bottiglieri? E’ mai possibile che non si possono fare quattro passi per andare in pizzeria, lasciando la macchina più in la da dove è ubicata la stessa?
 Allora i VAS si chiedono quali sono le priorità di questa amministrazione? E quando la si smetterà di raccontare frottole pubblicitarie su ambiente e paesaggio in improbabili quanto inutili convegni, se poi si continua con operazioni del genere e tacendo su un abusivismo aggressivo e indiscriminato.

Franco Cuomo, Circolo VAS, “ Giovanni Esposito”, Vico Equense