La partita si è chiusa! Il
sindaco Gennaro Cinque con il supporto fornitogli dalla Soprintendenza
regalerà a Natale ai cittadini di Vico Equense sette belle antenne nuove sul torrino della
vecchia Casa Comunale. Il Sindaco e la Soprintendenza hanno pensato che
siccome i cittadini di Vico Equense sono stati buoni, meritavano un regalo più
consistente e, invece delle tre che già c’erano, ne hanno voluto regalare
sette. A nulla sono valse le proteste di pochi cittadini cattivi che hanno
raccolto firme, hanno fatto sentire la loro opinione diversa insieme ad
associazioni; la cattiveria di quei cittadini è stata sconfitta dalla
magnanimità di Gennaro Cinque e dall’amore del bello praticato da anni dalla
Soprintendenza sul territorio di Vico Equense. Insieme hanno voluto premiare tutti
gli altri, e a ben veder, tutti i cittadini di Vico Equense se lo meritano questo bel pacco
di Natale che brucerà loro sia capelli che le cervella. Come è possibile – si sarà
chiesto il Sindaco Babbo Natale - che questo sparuto gruppo di cittadini
cattivi non ha compreso questo dono? Come
è possibile che a questi cattivi sia sfuggita l’importante utilità sociale di sistemare sette antenne di telefonia mobile
nel cuore del paese, tra scuole, case ed uffici? Come è possibile che questi indisciplinati
cittadini non abbiano compreso gli interventi volti al miglioramento dell’estetica
architettonica, consigliati dalla Soprintendenza? L’ultimo atto di questo dono
confezionato da Babbo Natale Sindaco, è stato regalato dalla Soprintendenza,
che come la Befana – per restare in clima natalizio – ha rilasciato il suo
parere favorevole ad un’opera così rilevante. C’è da dire che la Soprintendenza non è nuova a questi pareri; da anni è ormai impegnata a diffondere e salvaguardare il bello ed il paesaggio in tutte le sue forme, in Costiera Sorrentina. E' grazie ad essa che e stato possibile erigere meravigliose muraglie di cemento armato nella piana di Seiano, e ancora grazie ad essa far gareggiare in bellezza, splendidi box auto in cemento armato accanto a Chiese settecentesche come
quella del Bottiglieri nella piazzetta di Seiano o in luoghi dove una volta si
estendevano inutili e patetici agrumeti. Dunque la partita è chiusa! I cattivi e
indisciplinati cittadini, sono stati puniti, soprattutto isolati anche se, non ancora arresi e faranno ricorso al TAR. Resta la considerazione amara dell'ignavia del paese che si chiede perché questi temerari non riescano a comprendere che il
Sindaco Babbo Natale e la Soprintendenza Befana hanno fatto tutto questo anche
per il loro bene. Al Sindaco Babbo Natale allora una richiesta: tra luci e
festoni, tra alberi addobbati e piste di pattinaggio aggiunga anche un bel fioccone
intorno alla torre dell’orologio e sulle sette antenne. Metta tante palle
colorate e lucine intermittenti in modo affiché tutti possano capire che grande
regalo lui e la Soprintendenza hanno fatto alla città e ad i suoi cittadini del
centro storico, quei pochi che ancora sono cattivi e che ancora pensano che
quelle sette antenne bruceranno i capelli e le cervella anche di tutti quelli
che in silenzio sono stati a guardare ai margini: i commercianti lì intorno, gli
storici locali e gli avvocati, i medici, insomma tutti gli altri che se ne sono
stati buoni buoni.
Cultural studies,Queer/gender studies, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, indipendent design, literature,art,gay life especially bears-people, electronic music,media studies. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
sabato 3 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
UN ATTO ANTIDEMOCRATICO E POLITICAMENTE SPREGEVOLE
Nel Consiglio Comunale di lunedì 28 u.s., il
rinvio a data indefinita della
discussione e delle decisioni in merito alla problematiche connesse all’installazione
delle antenne di telefonia, rinvio richiesto, con motivazione
pretestuosa, dalla maggioranza consiliare e concordato successivamente anche
con i Consiglieri Starace, Scaramellino e Maresca ( assente Dilengite
per motivi familiari), rappresenta a
parere dei VAS, un atto antidemocratico e politicamente spregevole. Lo
rappresenta ancora di più, all’indomani della trasmissione Report di Milena Gabanelli, dove sono stati denunciati i giochi di
potere delle società di telefonia e i rischi antenne sulla salute dei cittadini
e in un momento in cui questa
amministrazione sta velocemente attuando una variante che prevede sette antenne
sulla vecchia Casa Comunale contro le
tre già previste dal vecchio progetto!
Calate le maschere
ipocrite, si è capito chiaramente che la salute dei cittadini non è certamente
la preoccupazione del Sindaco Gennaro Cinque e di tutti i
Consiglieri Comunali, assenti a parte!
E’ ancora più triste e sconcertante il constatare
che all’interno del “Breve resoconto del Consiglio Comunale del 28 novembre”
riportato sul sito di In Movimento per Vico” non si faccia menzione né alla
sospensione della seduta, né all’inversione dei punti all’ordine del giorno.
I VAS intendono
ribadire che continueranno la lotta contro le installazioni di antenne di
telefonia mobile sulla vecchia Casa Comunale e in tutto il centro cittadino e lo
faranno insieme ai veri e convinti sostenitori di questa battaglia di civiltà,
e non con quelli per i quali la dignità politica sembra essere una qualità del
tutto sconosciuta!
Franco Cuomo VAS
Circolo AEQUA
Vico Equense
RINVIATA NUOVAMENTE LA DISCUSSIONE SULLE ANTENNE AL CONSIGLIO COMUNALE del 28/11/2011
“Un vecchio ordine sta morendo e in nuovo ordine non si vede ancora”
Antonio Gramsci
Editoriale Sito Nazionale VAS del 28 novembre 2011 Il Falso Mito dei Sacrifici ovvero la Dissacrazione dei Sancta Sanctorum della Economia di Antonio D’Acunto
La felicità collettiva, in
senso epicureo o la santa comunità agostiniana,
la realizziamo se neghiamo i sacrifici, ci contrapponiamo alla loro religione, e cioè DISsacriamo questi falsi Dei ed i loro
sacerdoti, dando al prefisso dis tutta
la valenza sia latina di negazione
che greca di male, di mancanza
qualità, di degrado.”
Partiamo oggi da Monti e dal suo Governo? Sono sotto gli occhi di
tutti le immani catastrofi ambientali che colpiscono il Mondo e, anche in
questi giorni, l’Italia: le alluvioni, le frane, le esondazioni, i fiumi
di fango, le vittime, gli immani
danni, dalla Liguria alla Sicilia.
Sempre più rari sono i negazionisti del cambiamento climatico quale origine di
tale calamità; da oggi, lunedì 28
novembre a sabato 10 dicembre si terrà a Durban, in Sud Africa, la 17°
Conferenza Mondiale ONU sul Clima. Non è di una gravità estrema che l’Italia si presenti a tale appuntamento, di fondamentale importanza per il
Pianeta, senza che il Capo del Governo
e, a parte la formale audizione in
Commissione Ambiente del Senato del
Ministro dell’Ambiente, l’intero
Parlamento abbia discusso la questione
ed abbia approvato le proprie scelte
sulle quali confrontarsi? Il Presidente
del Consiglio o ignora la esistenza
stessa della questione e
dell’appuntamento e o li ritiene
“tecnici” e perciò da delegare
direttamente al Ministro dell’Ambiente, senza avere minimamente consapevolezza
che la intera economia reale mondiale, la pace, la cooperazione, lo sviluppo
sono strettamente legate alle decisioni della Conferenza. La delega in bianco
al Ministro Clini, già Direttore generale del Ministero dell’Ambiente, è, poi
densa di gravissime preoccupazioni per il Suo
ben noto percorso personale rispetto alle questioni dell’Ambiente, alle
incredibili prese di posizioni alla ultima Conferenza di Copenhagen con cui
equiparava il nucleare alle fonti rinnovabili!
ed alle ultime dichiarazioni su
Ogm ed ancora sul Nucleare, brillantemente ed efficacemente contestate da
Simona Capogna, Vice Presidente
Nazionale VAS. E’ perciò parimenti
grave il silenzio - a parte addirittura qualche dichiarazione a sostegno di
Clini - delle forze politiche
della ex opposizione a Berlusconi sull’assenza di un documento del Governo e
del Parlamento sulla Conferenza di Durban, nonché sulla costituzione della delegazione
e del modo della sua realizzazione.
Ciò, purtroppo sta avvenendo nella
logica della sacralità ed intoccabilità dell’operato di Monti
indipendentemente dalle scelte; se prima le gravi vicende personali di
Berlusconi facevano da copertura al silenzio sulla moltitudine delle scelte
sbagliate, oggi il dogma che copre tutto è l’intoccabilità di Monti, indicato
come l’ultima spiaggia per la salvezza
dell’Italia!
Passa così sotto silenzio un altro gravissimo attacco alla Costituzione, lo svuotamento
dell’Articolo 81, che disciplina le regole
del bilancio dello Stato. La nostra Costituzione prevede saggiamente che
siano la discussione parlamentare sul bilancio ed il conseguente documento
finale il cuore delle scelte politiche, degli obbiettivi da realizzare, in una connessione stretta, unitaria, indissolubile
con la scelta delle vie per realizzarne
la loro copertura finanziaria: e’ in tale momento che si realizza compiutamente
in una democrazia parlamentare il
confronto tra gli interessi e le
diversità ideali, culturali, sociali rappresentati dai Partiti Politici presenti in Parlamento:
se voto missioni di guerra e potenzio
gli armamenti, sottraggo risorse
all’ambiente, alla cultura, alla scuola, ai disabili, agli ospedali; se voto
tasse su stipendi e salari di pensionati e
lavoratori a basso reddito, ne chiedo meno e perciò regalo a chi ha
molto. La contestualità delle scelte di spesa e delle scelte di entrate è chiarezza politica, trasparenza, certezza.
E la Storia del nostro
Paese - fin quando è stata democratica e
costituzionale - è sempre stata questa:
solo eventi eccezionali ed imponderabili
- l’alluvione del Polesine e di Firenze, i terremoti dell’Irpinia, del Friuli,
del Belice portavano a manovre eccezionali fuori dalla discussione del bilancio
annuale, decise autonomamente dal Parlamento Italiano, senza missioni e condizionamenti
dall’estero. Siamo ora all’assurdo per cui non si esaurisce una manovra
dell’ordine di grandezza del bilancio
dello Stato che già è pronto un nuovo decreto per una manovra sempre dello stesso ordine di grandezza, delle decine di
miliardi di Euro. Senza essere Santoni della Economia, o ancor di più senza sapere né leggere né
scrivere, che credibilità può avere un
soggetto, in questo caso lo Stato Italiano, che opera in tal modo? Monti, come peraltro i suoi predecessori,
Berlusconi e Tremonti, superesperti della loro
Economia, per il ruolo che
svolgono, sicuramente hanno almeno letta la Costituzione; come fanno, se in
buona fede, a non comprendere la
difformità profonda del loro agire dalla volontà Costituzionale? Io Penso che
lo stesso Presidente della Repubblica, garante primo della Costituzione, debba
intervenire, fermare qualsiasi altra manovra ed imporre che tutta la Questione Economica del Paese
venga riportata alla discussione ed al voto
sul Bilancio, dove si capiranno
le reali volontà e le scelte di ogni forza politica. Se si vuole rispettare
veramente la Costituzione, non vi può essere
altra via, anche se dettata dalle
potenti banche internazionali o da Sarkozy e dalla Merkel.
Ma la crisi, letta - in contrapposizione ai potentati finanziari
ed economici che l’hanno generata e la stanno gestendo - dal versante dei sacrifici e degli interessi
generali del Paese, di oggi e del futuro, per poter aprire nuovi percorsi, pone la necessità di dissacrare certezze delle economia nazionale, tabu
incontestabili.
Sicuramente il primo riguarda l’Euro* sotto due fondamentali
aspetti: il primo come scelta della
adesione ad esso come moneta nazionale.
In una pesante subalternità politica, economica a Germania e a Francia, in una Europa inesistente come realtà
istituzionale e di pari dignità tra i
suoi Stati, che interesse ha il nostro
Paese ad agire al suo interno e verso l’estero con tale moneta con tutti i vincoli
che ne derivano: una moneta nazionale accompagnata da una forte politica ecologista
di tutela e valorizzazione delle risorse interne, a partire dalla energia
solare e dalla materia da riciclare, non genererebbe miseria o collasso
economico ma creerebbe potenzialità
grandi su produzioni ecocompatibile, su spesa sociale, su lavoro; in un
corretto, intenso rapporto alla pari di
scambio e di solidarietà e di comuni interessi con il Resto del Mondo ne
potrebbero certo guadagnare la Bilancia
dei Pagamenti ed il Debito Estero.
Il secondo aspetto riguarda il Soggetto che emette la Moneta. Il
nodo del cosiddetto Debito Pubblico sta in questo innaturale ribaltamento dei
ruoli tra chi decide (dovrebbe decidere)
la politica, anche quella economica e di
conseguenza quella monetaria, che in una democrazia dovrebbe naturalmente
appartenere alla Collettività e cioè allo Stato e chi, anche in un Paese ad
economia di mercato, ne può costituire un esecutore, cioè le banche ed ogni
sistema similare. In una logica di interesse generale della Collettività, come
si giustifica l’assurdo che la “Banca” emette moneta e che lo Stato acquista la
moneta, pagando con complessi intrecci e meccanismi finanziari, ossia
pesantissime speculazioni, interessi da
usurai? Se lo Stato emette moneta, mai
lo Stato può essere debitore con se stesso e cioè è inesistente la stessa
identità, l’essere stesso di “debito
pubblico”.
Gravissima, pesantemente contraria agli interessi della
collettività e tutta a favore di quelli privati e dei grandi gruppi finanziari
sarebbe l’approvazione della Modifica
Costituzionale agli articoli 53, 81, 119
e 123 con la introduzione del titolo I – bis della parte seconda della
Costituzione, in materia di equità tra
le generazioni e di stabilità di bilancio, in discussione anzi in fase di
votazione alla Camera: si è proprio con questa definizione di interesse per le
future generazioni che il governo
Berlusconi ha attivato il percorso del progressivo annientamento del peso e
della funzione del bilancio dello Stato!!
Tutto, di ogni natura, sociale, educativo, assistenziale, di “tutela dell’ambiente
e dei beni culturali”, anche di sicurezza
lo si farà sempre più con il
privato; il pubblico può anche scomparire! Al contrario la emissione di moneta
da parte diretta della Stato, con la inesistenza del debito pubblico verso
l’esterno, consente di programmare uno squilibrio tra entrate ed uscite
funzionale alle cose in più che - in una nuova compatibilità di risorse e
vincoli - lo Stato, e ciò che di pubblico e privato agisce in
sintonia con Esso, può realizzare quale
reale costruzione di Ricchezza vera del Paese di oggi e delle future
generazioni.
Partendo proprio da questa ultima considerazione occorre perciò
dissacrare il tabù fondamentale del PIL
come indicatore della Ricchezza del Paese ed introdurre i nuovi indicatori di
una Economia che nasce dalla Ecologia;
nell’Editoriale sul Sito VAS** quale specifico contributo indicai
un decalogo che mi sembra giusto
riproporre:
1- la Sostenibilità
Energetica e della Materia nella produzione dei beni materiali e di consumo,
con il crescente, fino al totale impiego del Sole, del rinnovabile e del
riciclo della materia;
2 - la Tutela della Biodiversità Animale, Vegetale e del Volto del Pianeta;
3- la Tutela e la
Preservazione integrale da inquinamento
dei Beni Comuni, Acqua , Aria , Etere;
4 - La tutela della Storia e della Cultura Umana e dei Beni da Essa prodotta;
5 - il Diritto di ciascuna
Persona Umana a realizzarsi con il Lavoro e perciò la Politica per la Piena
Occupazione;
6 - la Produzione ed il Lavoro quali arricchimento dei Valori
dell’Uomo e del Pianeta;
7 - l’Agricoltura e l’Alimentazione nella Naturalità e nella
Rinnovabilità;
8 - la Salute quale Diritto inalienabile di tutti i cittadini al
livello massimo consentito dalle conoscenze di oggi;
9) il Diritto alla Scuola, alla crescita Culturale, alla
Università ed alla Ricerca scientifica , Umanistica e Tecnologica;
10) la Solidarietà
Non sono naturalmente Comandamenti, ma necessari contenuti per un radicale cambiamento del Mondo al mondo, profondamente ingiusto ed insostenibile, costruito nei Sancta Sanctorum dei Templi del
Potere finanziario, economico e politico di oggi.
Antonio D’Acunto, presidente onorario VAS Campania
Napoli, 28 novembre 2011
lunedì 28 novembre 2011
sabato 26 novembre 2011
ANTENNE: in Consiglio Comunale si fanno” proposte” mentre Gennaro Cinque e gli Uffici comunali, come caterpillar, vanno avanti per conto loro!
In merito alla proposta di variante
per le antenne sulla Casa Comunale proposta orrenda sotto l’aspetto
paesaggistico, culturale e storico – i cittadini che stanno lottando
strenuamente per salvaguardare la salute propria e dei propri cari pensavano
che mai e poi mai una Commissione Edilizia Comunale Integrata avrebbe potuto
rilasciare parere favorevole a questa autentica manomissione della copertura
della storica Casa Comunale e del vecchio orologio che ne rappresenta il punto
più caro alla memoria di tutti.
Ed, invece , l’Ufficio
Urbanistica adotta il PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO , eliminando così il
parere della CECI ( Commissione Edilizia Integrata Comunale), e già con un
documento del 28 ottobre 2011 prot.28292 ha emanato la proposta di accoglimento
della domanda di variante! Sono ormai passati quasi trenta giorni dal 28 ottobre : la Soprintendenza
ai BB.AA. di Napoli, cui l’Ufficio Urbanistica avrà inviato, a nostro parere,
il predetto documento, ha risposto nei 25 giorni a disposizione oppure ha fatto
decorrere il tempo a disposizione come per le antenne di Montechiaro? E se ha
risposto in tempo, ha approvato questo autentico scempio o finalmente si è
opposta a questa ulteriore devastazione dei nostri beni storici ed all’inserimento
di manufatti pericolosi per la salute pubblica?
Noi ci auguriamo che la
Soprintendenza si sia opposta: altrimenti Gennaro Cinque e l’ Ufficio
Urbanistica potranno ancora una volta cantare vittoria e prendersi gioco dei
cittadini, dei comitati, dei Consiglieri Comunali, dei VAS e di tutti quelli
che si adoperano per tutelare la salute dei cittadini di Vico Equense.
Franco Cuomo VAS
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