sabato 3 dicembre 2011

Il regalo di Natale del Sindaco Cinque e della Soprintendenza ai cittadini di Vico


La partita si è chiusa! Il sindaco Gennaro Cinque con il supporto fornitogli dalla Soprintendenza regalerà a Natale ai cittadini di Vico Equense sette belle antenne nuove sul torrino della vecchia Casa Comunale. Il Sindaco e la Soprintendenza hanno pensato che siccome i cittadini di Vico Equense sono stati buoni, meritavano un regalo più consistente e, invece delle tre che già c’erano, ne hanno voluto regalare sette. A nulla sono valse le proteste di pochi cittadini cattivi che hanno raccolto firme, hanno fatto sentire la loro opinione diversa insieme ad associazioni; la cattiveria di quei cittadini è stata sconfitta dalla magnanimità di Gennaro Cinque e dall’amore del bello praticato da anni dalla Soprintendenza sul territorio di Vico Equense. Insieme   hanno voluto premiare tutti gli altri, e a ben veder, tutti i cittadini di Vico Equense se lo meritano questo bel pacco di Natale che brucerà loro sia capelli che le cervella. Come è possibile – si sarà chiesto il Sindaco Babbo Natale - che questo sparuto gruppo di cittadini cattivi non ha compreso questo dono? Come è possibile che a questi cattivi sia sfuggita l’importante utilità sociale di  sistemare sette antenne di telefonia mobile nel cuore del paese, tra scuole, case ed uffici? Come è possibile che questi indisciplinati cittadini non abbiano compreso gli interventi volti al miglioramento dell’estetica architettonica, consigliati dalla Soprintendenza? L’ultimo atto di questo dono confezionato da Babbo Natale Sindaco, è stato regalato dalla Soprintendenza, che come la Befana – per restare in clima natalizio – ha rilasciato il suo parere favorevole ad un’opera così rilevante. C’è da dire che la Soprintendenza non è nuova a questi pareri; da anni è ormai impegnata a diffondere e salvaguardare il bello ed il paesaggio in tutte le sue forme, in Costiera Sorrentina. E' grazie ad essa che e stato possibile erigere meravigliose muraglie di cemento armato  nella piana di Seiano, e ancora grazie ad essa far gareggiare in bellezza, splendidi box auto in cemento armato accanto a Chiese settecentesche come quella del Bottiglieri nella piazzetta di Seiano o in luoghi dove una volta si estendevano inutili e patetici agrumeti. Dunque la partita è chiusa! I cattivi e indisciplinati cittadini, sono stati puniti, soprattutto isolati anche se, non ancora arresi e faranno ricorso al TAR. Resta la considerazione amara dell'ignavia del paese che si chiede perché questi temerari non riescano a comprendere che il Sindaco Babbo Natale e la Soprintendenza Befana hanno fatto tutto questo anche per il loro bene. Al Sindaco Babbo Natale allora una richiesta: tra luci e festoni, tra alberi addobbati e piste di pattinaggio aggiunga anche un bel fioccone intorno alla torre dell’orologio e sulle sette antenne. Metta tante palle colorate e lucine intermittenti in modo affiché tutti possano capire che grande regalo lui e la Soprintendenza hanno fatto alla città e ad i suoi cittadini del centro storico, quei pochi che ancora sono cattivi e che ancora pensano che quelle sette antenne bruceranno i capelli e le cervella anche di tutti quelli che in silenzio sono stati a guardare ai margini: i commercianti lì intorno, gli storici locali e gli avvocati, i medici, insomma tutti gli altri che se ne sono stati buoni buoni.

martedì 29 novembre 2011

UN ATTO ANTIDEMOCRATICO E POLITICAMENTE SPREGEVOLE



Nel Consiglio Comunale di lunedì 28 u.s., il rinvio  a data indefinita della discussione e delle decisioni in merito alla problematiche connesse all’installazione delle antenne di  telefonia, rinvio richiesto, con motivazione pretestuosa, dalla maggioranza consiliare e concordato successivamente anche con i Consiglieri Starace, Scaramellino e Maresca ( assente Dilengite per motivi familiari), rappresenta a parere dei VAS, un atto antidemocratico e politicamente spregevole. Lo rappresenta ancora di più, all’indomani della trasmissione Report di Milena Gabanelli, dove sono stati denunciati i giochi di potere delle società di telefonia e i rischi antenne sulla salute dei cittadini e in un momento in cui questa amministrazione sta velocemente attuando una variante che prevede sette antenne sulla vecchia  Casa Comunale contro le tre già previste dal vecchio progetto!
Calate le maschere ipocrite, si è capito chiaramente che la salute dei cittadini non è certamente la preoccupazione del Sindaco Gennaro Cinque e di tutti i Consiglieri Comunali, assenti a parte!
E’ ancora più triste e sconcertante il constatare che all’interno del “Breve resoconto del Consiglio Comunale del 28 novembre” riportato sul sito di In Movimento per Vico” non si faccia menzione né alla sospensione della seduta, né all’inversione dei punti all’ordine del giorno.
I VAS intendono ribadire che continueranno la lotta contro le installazioni di antenne di telefonia mobile sulla vecchia Casa Comunale e in tutto il centro cittadino e lo faranno insieme ai veri e convinti sostenitori di questa battaglia di civiltà, e non con quelli per i quali la dignità politica sembra essere una qualità del tutto sconosciuta!
Franco Cuomo VAS 
Circolo AEQUA
Vico Equense

RINVIATA NUOVAMENTE LA DISCUSSIONE SULLE ANTENNE AL CONSIGLIO COMUNALE del 28/11/2011

         Mentre la maggior parte dei giornali nazionali, dopo il servizio denuncia della Milena Gabanelli a Report sulla pericolosità riconosciuta dell’uso dei telefonini e delle radiazioni elettromagnetiche delle antenne particolarmente sui bambini, tale da indurre il CSS ad affermare,dopo anni di silenzio e omertà al servizio delle lobby della telefonia , il “principio di precauzione” a difesa della salute dei cittadini, i nostri consiglieri maggioranza e opposizione unanimi  hanno ritenuto l’argomento così poco importante da rinviare per la terza volta la discussione in consiglio comunale. Tutto questo mentre la giunta ha approvato il nuovo progetto presentato dai gestori di telefonia mobile che prevede ben CINQUE antenne, contro le tre del precedente progetto, da installare sul tetto della antica casa comunale e volutamente camuffato all’interno dell’ orologio della torre, e un comitato di cittadini da mesi si batte contro l’installazione nel centro abitato della città. Che tristezza!!! Un esempio di  un buon e rinato doroteismo, all’altezza dei compiti e ruoli che questo consiglio comunale nella sua interezza ha adottato. Qualcuno ha riferito che per puro atto di cortesia nei riguardi del consigliere Dilengite assente per motivi familiari l’argomento proprio per la sua importanza è stato rinviato, una atto di cortesia della durata di pochi secondi, perché ai successivi punti quando si è trattato di discutere sul rinnovo della commissione paesaggistica, di dubbia legittimità , cade di colpo ed ogni gruppo consiliare secondo l’intramontabile “ manuale cencelli” nomina i suoi fidati tecnici, tutti esercenti la propria attività professionale a Vico. Più che una commissione possiamo parlare di commistione di interessi. Che tristezza! Questo è il nuovo corso? Questo è porsi oltre la partitocrazia?   

Un vecchio ordine sta morendo e in nuovo ordine non si vede ancora” 
Antonio Gramsci 

  

Editoriale Sito Nazionale VAS del 28 novembre 2011 Il Falso Mito dei Sacrifici ovvero la Dissacrazione dei Sancta Sanctorum della Economia di Antonio D’Acunto



  La felicità collettiva, in senso epicureo o la santa comunità agostiniana,  la realizziamo se neghiamo i sacrifici, ci contrapponiamo alla loro  religione, e cioè  DISsacriamo questi falsi Dei ed i loro sacerdoti, dando al prefisso  dis tutta la valenza sia latina di  negazione che  greca di male, di   mancanza  qualità, di degrado.”
Partiamo oggi da Monti e dal suo Governo? Sono sotto gli occhi di tutti le immani catastrofi ambientali che colpiscono il Mondo e, anche in questi giorni,  l’Italia:  le alluvioni, le frane, le esondazioni, i  fiumi  di fango,  le vittime, gli immani danni,  dalla Liguria alla Sicilia. Sempre più rari sono i negazionisti del cambiamento climatico quale origine di tale calamità; da oggi,  lunedì 28 novembre a sabato 10 dicembre si terrà a Durban, in Sud Africa, la 17° Conferenza Mondiale ONU sul Clima. Non è di una gravità  estrema che l’Italia si presenti a tale appuntamento,  di fondamentale importanza per il Pianeta,   senza che il Capo del Governo e,  a parte la formale audizione in Commissione Ambiente del Senato del  Ministro dell’Ambiente,  l’intero Parlamento abbia  discusso la questione ed abbia approvato le proprie  scelte sulle quali confrontarsi?  Il Presidente del Consiglio o  ignora la esistenza stessa della questione e  dell’appuntamento e o li ritiene  “tecnici” e perciò  da delegare direttamente al Ministro dell’Ambiente, senza avere minimamente consapevolezza che la intera economia reale mondiale, la pace, la cooperazione, lo sviluppo sono strettamente legate alle decisioni della Conferenza. La delega in bianco al Ministro Clini, già Direttore generale del Ministero dell’Ambiente, è, poi densa di gravissime preoccupazioni per il Suo  ben noto percorso personale rispetto alle questioni dell’Ambiente, alle incredibili prese di posizioni alla ultima Conferenza di Copenhagen con cui equiparava il nucleare alle fonti rinnovabili!  ed alle ultime dichiarazioni  su Ogm ed ancora sul Nucleare, brillantemente ed efficacemente contestate da Simona Capogna,  Vice Presidente Nazionale VAS.   E’ perciò parimenti grave  il silenzio -  a parte addirittura qualche  dichiarazione a  sostegno di  Clini -  delle forze politiche della ex opposizione a Berlusconi sull’assenza di un documento del Governo e del Parlamento sulla Conferenza di Durban, nonché sulla  costituzione della  delegazione   e del modo della sua realizzazione.  Ciò, purtroppo sta avvenendo nella  logica della sacralità ed intoccabilità dell’operato di Monti indipendentemente dalle scelte; se prima le gravi vicende personali di Berlusconi facevano da copertura al silenzio sulla moltitudine delle scelte sbagliate, oggi il dogma che copre tutto è l’intoccabilità di Monti, indicato come  l’ultima spiaggia per la salvezza dell’Italia!
Passa così sotto silenzio un altro gravissimo  attacco alla Costituzione, lo svuotamento dell’Articolo 81, che disciplina le regole  del bilancio dello Stato. La nostra Costituzione prevede saggiamente che siano la discussione parlamentare sul bilancio ed il conseguente documento finale il cuore delle scelte politiche, degli obbiettivi  da realizzare, in una  connessione stretta, unitaria, indissolubile con la scelta delle vie  per realizzarne la loro copertura finanziaria: e’ in tale momento che si realizza compiutamente in una democrazia parlamentare  il confronto  tra gli interessi e le diversità ideali, culturali, sociali rappresentati  dai Partiti Politici presenti in Parlamento: se voto missioni di guerra e  potenzio gli armamenti,  sottraggo risorse all’ambiente, alla cultura, alla scuola, ai disabili, agli ospedali; se voto tasse su stipendi e salari di pensionati e  lavoratori a basso reddito, ne chiedo meno e perciò regalo a chi ha molto. La contestualità delle scelte di spesa e delle scelte di entrate  è chiarezza politica, trasparenza, certezza.
E la Storia  del nostro Paese - fin quando è stata  democratica e costituzionale -  è sempre stata questa: solo eventi eccezionali  ed imponderabili - l’alluvione del Polesine e di Firenze, i terremoti dell’Irpinia, del Friuli, del Belice portavano a manovre eccezionali fuori dalla discussione del bilancio annuale, decise autonomamente dal Parlamento Italiano, senza missioni e condizionamenti dall’estero. Siamo ora all’assurdo per cui non si esaurisce una manovra dell’ordine di grandezza del  bilancio dello Stato che già è pronto un nuovo decreto per una manovra sempre dello  stesso ordine di grandezza, delle decine di miliardi di Euro. Senza essere Santoni della Economia, o ancor  di più senza sapere né leggere né scrivere,  che credibilità può avere un soggetto, in questo caso lo Stato Italiano, che opera in tal modo?  Monti, come peraltro i suoi predecessori, Berlusconi e Tremonti, superesperti della loro  Economia,  per il ruolo che svolgono, sicuramente hanno almeno letta la Costituzione; come fanno, se in buona fede,  a non comprendere la difformità profonda del loro agire dalla volontà Costituzionale? Io Penso che lo stesso Presidente della Repubblica, garante primo della Costituzione, debba intervenire, fermare qualsiasi altra manovra ed imporre  che tutta la Questione Economica del Paese venga riportata alla discussione ed al voto  sul Bilancio, dove  si capiranno le reali volontà e le scelte di ogni forza politica. Se si vuole rispettare veramente la Costituzione, non vi può essere  altra via,  anche se dettata dalle potenti banche internazionali o da Sarkozy e dalla Merkel.
Ma la crisi,  letta -  in contrapposizione ai potentati finanziari ed economici che l’hanno generata e la stanno gestendo -  dal versante dei sacrifici e degli interessi generali del Paese, di oggi e del futuro, per poter aprire nuovi percorsi,  pone la necessità di dissacrare  certezze delle economia nazionale, tabu incontestabili.
Sicuramente il primo riguarda l’Euro* sotto due fondamentali aspetti: il primo come scelta  della adesione ad esso come moneta nazionale.  In una pesante subalternità politica, economica  a Germania e a Francia,  in una Europa inesistente come realtà istituzionale e di  pari dignità tra i suoi Stati,  che interesse ha il nostro Paese ad agire al suo interno e verso l’estero con tale moneta con tutti i vincoli che ne derivano: una moneta nazionale accompagnata da una forte politica ecologista di tutela e valorizzazione delle risorse interne, a partire dalla energia solare e dalla materia da riciclare, non genererebbe miseria o collasso economico ma  creerebbe potenzialità grandi su produzioni ecocompatibile, su spesa sociale, su lavoro; in un corretto, intenso  rapporto alla pari di scambio e di solidarietà e di comuni interessi con il Resto del Mondo ne potrebbero certo  guadagnare la Bilancia dei Pagamenti ed il Debito Estero.
Il secondo aspetto riguarda il Soggetto che emette la Moneta. Il nodo del cosiddetto Debito Pubblico sta in questo innaturale ribaltamento dei ruoli tra chi  decide (dovrebbe decidere) la politica, anche quella  economica e di conseguenza quella monetaria, che in una democrazia dovrebbe naturalmente appartenere alla Collettività e cioè allo Stato e chi, anche in un Paese ad economia di mercato, ne può costituire un esecutore, cioè le banche ed ogni sistema similare. In una logica di interesse generale della Collettività, come si giustifica l’assurdo che la “Banca” emette moneta e che lo Stato acquista la moneta, pagando con complessi intrecci e meccanismi finanziari, ossia pesantissime  speculazioni, interessi da usurai?  Se lo Stato emette moneta, mai lo Stato può essere debitore con se stesso e cioè è inesistente la stessa identità, l’essere stesso  di “debito pubblico”.
Gravissima, pesantemente contraria agli interessi della collettività e tutta a favore di quelli privati e dei grandi gruppi finanziari sarebbe l’approvazione della  Modifica Costituzionale agli articoli 53, 81, 119  e 123 con la introduzione del titolo I – bis della parte seconda della Costituzione, in materia  di equità tra le generazioni e di stabilità di bilancio, in discussione anzi in fase di votazione alla Camera: si è proprio con questa definizione di interesse per le future generazioni  che il governo Berlusconi ha attivato il percorso del progressivo annientamento del peso e della funzione del bilancio dello Stato!!  Tutto, di ogni natura, sociale, educativo, assistenziale, di “tutela dell’ambiente e dei beni culturali”, anche di sicurezza  lo si farà sempre più  con il privato; il pubblico può anche scomparire! Al contrario la emissione di moneta da parte diretta della Stato, con la inesistenza del debito pubblico verso l’esterno, consente di programmare uno squilibrio tra entrate ed uscite funzionale alle cose in più che - in una nuova compatibilità di risorse e vincoli -  lo Stato,  e ciò che di pubblico e privato agisce in sintonia con Esso,   può realizzare quale reale costruzione di Ricchezza vera del Paese di oggi e delle future generazioni.
Partendo proprio da questa ultima considerazione occorre perciò dissacrare il tabù fondamentale del  PIL come indicatore della Ricchezza del Paese ed introdurre i nuovi indicatori di una  Economia che nasce dalla Ecologia; nell’Editoriale sul Sito VAS** quale specifico contributo   indicai  un   decalogo che mi sembra giusto riproporre:
 1- la Sostenibilità Energetica e della Materia nella produzione dei beni materiali e di consumo, con il crescente, fino al totale impiego del Sole, del rinnovabile e del riciclo della materia;
2 - la Tutela della Biodiversità Animale, Vegetale e  del Volto del Pianeta;
3-  la Tutela e la Preservazione integrale da inquinamento  dei Beni Comuni, Acqua , Aria , Etere;
4 - La tutela della Storia e della Cultura Umana e dei Beni  da Essa prodotta;
5 -  il Diritto di ciascuna Persona Umana a realizzarsi con il Lavoro e perciò la Politica per la Piena Occupazione;
6 - la Produzione ed il Lavoro quali arricchimento dei Valori dell’Uomo e del Pianeta; 
7 - l’Agricoltura e l’Alimentazione nella Naturalità e nella Rinnovabilità;
8 - la Salute quale Diritto inalienabile di tutti i cittadini al livello massimo consentito dalle conoscenze di oggi;
9) il Diritto alla Scuola, alla crescita Culturale, alla Università ed alla Ricerca scientifica , Umanistica e Tecnologica;
10)  la Solidarietà
Non sono naturalmente Comandamenti,  ma necessari contenuti per un radicale   cambiamento del Mondo  al mondo, profondamente ingiusto ed insostenibile,  costruito nei Sancta Sanctorum dei Templi del Potere finanziario, economico e politico di oggi.

Antonio D’Acunto, presidente onorario VAS Campania

Napoli, 28 novembre 2011

sabato 26 novembre 2011

ANTENNE: in Consiglio Comunale si fanno” proposte” mentre Gennaro Cinque e gli Uffici comunali, come caterpillar, vanno avanti per conto loro!



In merito alla proposta di variante per le antenne sulla Casa Comunale proposta orrenda sotto l’aspetto paesaggistico, culturale e storico – i cittadini che stanno lottando strenuamente per salvaguardare la salute propria e dei propri cari pensavano che mai e poi mai una Commissione Edilizia Comunale Integrata avrebbe potuto rilasciare parere favorevole a questa autentica manomissione della copertura della storica Casa Comunale e del vecchio orologio che ne rappresenta il punto più caro alla memoria di tutti.
Ed, invece , l’Ufficio Urbanistica adotta il PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO , eliminando così il parere della CECI ( Commissione Edilizia Integrata Comunale), e già con un documento del 28 ottobre 2011 prot.28292 ha emanato la proposta di accoglimento della domanda di variante! Sono ormai passati quasi trenta giorni dal 28 ottobre : la Soprintendenza ai BB.AA. di Napoli, cui l’Ufficio Urbanistica avrà inviato, a nostro parere, il predetto documento, ha risposto nei 25 giorni a disposizione oppure ha fatto decorrere il tempo a disposizione come per le antenne di Montechiaro? E se ha risposto in tempo, ha approvato questo autentico scempio o finalmente si è opposta a questa ulteriore devastazione dei nostri beni storici ed all’inserimento di manufatti pericolosi per la salute pubblica?
Noi ci auguriamo che la Soprintendenza si sia opposta: altrimenti Gennaro Cinque e l’ Ufficio Urbanistica potranno ancora una volta cantare vittoria e prendersi gioco dei cittadini, dei comitati, dei Consiglieri Comunali, dei VAS e di tutti quelli che si adoperano per tutelare la salute dei cittadini di Vico Equense.
Franco Cuomo VAS