martedì 18 giugno 2019

CHIUDETE LA CIRCUMVESUVIANA E’UN ATTO DOVUTO AI CITTADINI E ALL’ETICA PUBBLICA



 Non mi ricordo più quante denunce del sottoscritto sono depositate nei libri di stazione della circumvesuviana, non mi ricordo più quante lettere a La Repubblica Napoli e al Corriere del mezzogiorno ho scritto per descrivere il degrado che i pendolari erano costretti a subire ogni giorno in andata e in ritorno in un viaggio massacrante e disumano al limite dell’inferno. L’assessore Cascetta, all’epoca di Bassolino presidente di Regione, la definì- in un delirio menzognero- una “perla tra le ferrovie europee”, mentiva sapendo di mentire, ma dopo di lui altri assessori contribuirono a gonfiare un bubbone che affogava e continua ad affogare danaro pubblico  restituendo il peggiore disservizio ferroviario d’Europa. Il degrado cominciò con il decreto legge n. 422 del 19 novembre 1997 con il quale le ferrovie di interesse locale vennero gradualmente cedute alle Regioni, divenute responsabili dei servizi di trasporto pubblico locale: nell'ambito di tale riforma dal 1º gennaio 2001 cessò la gestione commissariale governativa e venne costituita la Circumvesuviana Srl, azienda di proprietà della Regione Campania. Due anni dopo, il 6 marzo 2003, la stessa passò sotto il controllo della holding Ente Autonomo Volturno (EAV), da allora quel degrado non si è più arrestato. Una commistione di interessi pubblici e privati ha creato e mantiene in vita un carrozzone politico per la gestione del voto clientelare, attraverso assunzioni: oggi, la circumvesuviana è solo questo e niente altro. L'Ente Autonomo Volturno (EAV)oggi gestisce questa ferrovia disastrata,   un’ azienda campana che, grazie ad agganci politici dal settore dell'energia idroelettrica ha negli anni allargato le proprie attività alla progettazione e gestione di sistemi di trasporto pubblico. Mi riferisco soprattutto alla gestione di Nello Polese, già sindaco socialista di Napoli  dal 1990 al 1993 costretto a dimettersi e a ritirarsi a vita privata dopo l'esplosione di Tangentopoli. Tre mesi di galera, ventitré processi, la sospensione dall’insegnamento universitario,nominato dal presidente Stefano Caldoro PdL  amministratore unico dell’EAV – Ente Autonomo Volturno – la società definita holding dei trasporti della Regione Campania con un capitale di oltre 62 milioni di euro interamente versati e che ha una mission aziendale specifica che opera soprattutto lungo 3 direttrici strategiche, come si legge sil sito web. Nella mission dell’azienda si può leggere:
“ Un ruolo strategico nell’ambito del piano integrato dei trasporti della Regione Campania
– di holding strategica ed industriale nei confronti delle Società controllate, con funzioni di indirizzo, integrazione, coordinamento e controllo.
Pertanto le Società controllate sviluppano sempre di più il loro ruolo rivolto al miglioramento continuo del servizio erogato, anche tramite la realizzazione degli investimenti, e ad una più marcata efficienza gestionale”.
Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere! E’ legittimo o no sapere se l’EAV, e per essa l’arcipelago di sigle che contraddistinguono il sistema dei trasporti regionali. Quello che sta succedendo oggi ha a che fare con tutto questo, con questa storia che si configura essere un vero e proprio “sistema ” La Magistratura forse dovrebbe attivarsi anche perché quello che accade tutti i giorni tra disagi e proteste inascoltate dei cittadini meriterebbe  chiarezza, e forse dovrebbero attivarsi anche i sindaci delle città non servite come si converrebbe da questa ferrovia disastrosa e disastrata.   Due anni fa ci scrissi una serie di racconti, ironici, ma quello che avveniva allora è peggiorato ora. L'EAV è un ente che andrebbe commissariato, la procura dovrebbe indagare sui suoi dirigenti e qualcuno, i sindaci da Napoli a Sorrento, o a Sarno o a Baiano, dovrebbero decidere di boicottare questa ferrovia e incentivare e decidere di istituire nuovi sistemi di trasporto. La circumvesuviana come si chiamava una volta è la peggiore ferrovia d'Europa, forse al Cairo o a Bombay si viaggia meglio . Qualcuno parla di affidarla a privati, ma le gestione EAV è già una gestione privatistica anche se “all’italiana”, perché poi affoga milioni di soldi pubblici. Oggi il sistema trasporti campano continua ad essere quello che ho descritto: disastroso e ingestibile soprattutto per   omissioni, clientelismo nel quale la scarsa programmazione territoriale c’entra fino ad un certo punto, mentre c’entra molto la mano morta politica di un ente che andrebbe immediatamente indagato . Le responsabilità di quello che sta succedendo sono da attribuirsi ai dirigenti EAV, ma anche agli  amministratori regionali che si sono avvicendati in questi anni. Ho viaggiato come pendolare per quarant’anni su questi treni, ne ho visto il repentino degrado soprattutto negli ultimi vent’anni, ora sono in pensione felice di non prendere più quei treni. Non penso che la situazione possa migliorare con questo tipo di gestione e non servono forze di polizia nelle stazioni, dipendesse da me, le metterei negli uffici EAV, o la chiuderei definitivamente.Così com’è oggi essa rappresenta solo un danno  all'erario pubblico e all’etica pubblica e una vergogna per tutti.  






domenica 9 giugno 2019

Le mani su via San Francesco

via San Francesco ( strada del cimitero)

Vado tutte le domeniche al cimitero col furgoncino Curreri. Tutte le domeniche la stessa storia: il furgoncino fa manovre incredibili perché è costretto a fare più volte marcia indietro per permettere le auto che in maniera incontrollata scendono o salgono per quella stretta stradina. Appena si arriva davanti ai cancelli si presenta la solita scena, insopportabile per me e quasi indecente in tutta la sua appariscente inutilità: due vigili urbani, dico due, che seduti sulle loro moto sembrano fare il picchetto all’ingresso del campo santo. Più volte ho chiesto: ma perché non si mette uno giù e l’altro resta su con un walkie talkie in modo tale da regolare il flusso del traffico? Mi è stato risposto che è il comando che predispone quel tipo di servizio, ovvero De Martino, mi sono chiesto pure perché non mettere un semaforo per governare un percorso per altro breve, oppure, semplicemente con un’ordinanza vietare l’uso della macchina privata per andare al cimitero e servirsi solo della navetta Curreri. Le risposte mi stanno venendo tutte fuori ora e sono legate ad un unica soluzione: l’assessore TUTTOFARE Gennaro Cinque ha deciso di allargare la strada con parecchi milioni di euro, 450.000 di cui una parte stornati da un’altra situazione di una ventina di anni fa, economie giacenti e inutilizzate per incapacità o inettitudine. Ora quella stradina nel tratto centrale è chiusa dalle abitazioni e dalle villette, gli unici tratti allargabili sembrerebbero essere quello del ponticello tufaceo a valle e quello a monte, dopo le case, fino al cancello del cimitero. Il disservizio domenicale allora, col silenzio anzi direi quasi con la complicità del comando dei vigili urbani, è voluto e studiato – laddove poteva essere risolto nei modi che ho appena scritto- per far dire che quella strada ha necessità di essere allargata. Punti di riflessione a vostro piacimento: Immediatamente limitrofo al cimitero c’è un agriturismo che evidentemente sta premendo per avere più spazio per far accedere le auto; quella zona è una zona di alto valore paesaggistico e ambientale e dunque dovrebbe essere sotto tutela; quella zona, proprio nell’area davanti al cimitero è una zona ad altissimo rischio idrogeologico. Buona domenica.



sabato 8 giugno 2019

Avrà mai fine il controllo del territorio da parte di Gennaro Cinque?

Gennaro Cinque Assessore ai lavori pubblici Vico Equense


Avrà mai fine  il controllo del territorio da parte di Gennaro Cinque, già sindaco di questa città e ora assessore ai lavori pubblici? Avrà mai fine la totale impunità verso chi sembrerebbe non rispettare nessuna regola e nessuna procedura  corretta per esecuzioni di lavori per cui i cittadini finiscono poi per pagare gli errori, gli sbagli, le trascuratezze di chi si è erto a tribuno del popolo e viene visto e vissuto come tale dalla maggior parte di essi?  Cosi oggi  vediamo e assistiamo ancora una volta  ad abnormità che passano nel silenzio da parte di chi governa questa città : il sindaco Buonocore dice sempre che lui non sa, che ignora , i fatti e misfatti del suo assessore. Cosi, Gennaro Cinque, assessore ai lavori pubblici oggi è  nel CDA della farmacia comunale di Moiano e la stampa scrive di conflitto di interesse, ma non succede niente e chi scrive si chiede il perché cosi come pure bisognerebbe ricordare anche che Gennaro Cinque , in giro in moto che impone ai cittadini, in maniera sbrigativa gli allacci per il gas e quelli per la fibra ottica  con le ditte che impone lui con i suoi modi  e anche qui molti cittadini si lamentano ma poi tutti obbediscono e anche in questo caso non uno straccio di autorità preposta che decidesse di aprire un fascicolo, una istruttoria per comportamenti per lo meno insoliti da parte di un assessore ai lavori pubblici  . Ed è lo stesso Gennaro Cinque- allora sindaco- che con l’assessore Elefante – fregiandosi della medaglia di ambientalista- impose l’abbattimento del rudere di Alimuri accendendo un prestito pubblico alla cassa depositi e prestiti, pagato da tutti i cittadini e anche dai nostri figli e nipoti, per demolire una struttura abusiva privata, adducendo che quei soldi sarebbero poi  ritornati alle casse comunali perché il comune si sarebbe rifatto sulla società SI.CA. Anche allora  chi scrive allertò la comunità  su tutta l’operazione, perché si intravedevano punti poco chiari e che infatti si sono dimostrati essere tali, perché il Consiglio di Stato ha dato ragione alla SI.CA. e  quindi quei soldi non ritorneranno mai più nelle casse comunali e a pagare sarà sempre Pantalone, cioè noi cittadini. Anche qui nessuno che si chieda perché Gennaro Cinque si impegnò con tanto ardore in una operazione simile.  Troppe ombre, troppi torbidi fumi , troppe marchiane operazioni che lo vedono partecipe in prima persona, ma tranne qualche post come questo o come quelli molto puntuali di Beniamino Cuomo su FB e qualche articoletto sulla stampa locale che scopiazza i nostri post, poi non succede più nulla.  Gennaro Cinque sembrerebbe continuare  a fare i “comodi suoi”Ora ci si auspicherebbe  che le forze politiche d'opposizione e i gruppi consiliari di minoranza decidessero di affrontare insieme senza beccarsi tra loro come i “capponi di Renzo”  questa serissime problematiche di trasparenza e legalità di questa città e dunque per esempio della farmacia comunale di Moiano ma a partire dal  2004 e poi dal 2008perchè forse solo cosi si potrebbe capire che tipo di sistema si sia insinuato nel nostro paese. Capire per esempio cosa c’è l’accumulo di un  debito  nei riguardi di un'assicurazione di oltre 300.000 euro, operazione  gestita con i  soliti ricorsi con i soliti avvocati avvocati per poi riconoscere all'Unipol Sai la cifra di 816.681  euro ovvero altri 184.000 euro in più fino ad arrivare ad un debito di un milione di euro  che per la “magnanimità” dell 'Unipol sarà solo di 631.922 euro, ma che potrebbe ritornare alla cifra precedente se ci dovessero essere ritardi o inadempienze. Anche qui chi scrive si chiede perché nonostante queste segnalazioni che vengono fatte, tutto finisca per essere inghiottito in un  silenzio pesante e omertoso. Cosi la vergogna di lavori che dovevano avere una durata brevissima e sono proseguiti  inspiegabilmente più di due anni  sul ponte di Seiano. Lavori per altro eseguiti  malissimo, anche per questi bisogna dire grazie  Gennaro Cinque. Ieri ho appreso di lavori di allargamento della strada del cimitero, di abbattimenti di muretti di apposizione di ringhiere, una zona delicatissima di rilevante  valore ambientale e paesaggistico : già, anche qui, ma perché nessuno si chiede quante ringhiere sono state messe su tutte la strade le comune di Vico Equense, perché l’assessore Gennaro Cinque ha la fissa delle ringhiere? Perché consentire un ulteriore snaturamento di una strada immersa nel verde, quando basterebbe un semaforo a valle e uno a monte per regolarne il traffico? Chi si vuole favorire questa volta. Sembrerebbe anche questa volta  che il favorito ci sia, sembrerebbe pure che il nostro potrebbe avere interesse in questo favore, sono voci, sono sussurri, ma si sentono ne parlano tutti, ci sono cittadini della zona che si sono persino rivolti ai carabinieri prima di rivolgersi a me.  E la frazione di Montechiaro devastata e aggredita da interventi   abusivi! Silenzio anche qui. Io alzo le mani e dico che bisognerebbe appurare, verificare, provare, ma questo non lo può fare  un cittadino qualsiasi e allora io dico che sarebbe necessario un intervento più forte, se tutto questo non accade allora io sarei veramente preoccupato dei comportamenti diffusi nella pubblica amministrazione e di quelli diffusi nella vita civile di questa città.
VAS- VERDE AMBIENTE E SOCIETA’
 .


venerdì 22 marzo 2019

SCOGLIO DELLA CHIANA: riportate tutto allo stato dei luoghi! Una barbara aggressione all'unico posto non deturpato della costa equense!

la ridicola cartografia degli anni dove qualcuno ha aggiunto pallini a gogò 80
la bugia millantata per prova
L'intervento che si sta eseguendo non ancora finito
Vico Equense- Lo scoglio della Chiana fino a qualche giorno fa
Un paese che degrada amministrato da gente rozza e ignorante. Stamattina mi sono arrivate altre segnalazioni su quell’opera indecente e inutile che stanno facendo giù al Pezzolo sullo scoglio della  Chiana. Nell’uscire da casa di mia madre incontro il sindaco, Andrea Buonocore in persona, lo fermo e gli racconto quello che sta accadendo. Il sindaco sembra cadere dalle nuvole, dice di non sapere niente, allora lo prego di venire con me al belvedere della chiesa dell’Annunziata, lui docilmente mi segue. Ci affacciamo e un enorme chiatta con tanto di gru continua a scaricare scogli in quello che fino all’altro ieri era forse l’angolo più bello della costa, l’unico a non essere stato stravisato da interventi avventati e invasivi e distruttivi eseguiti su tutta la linea costiera. Mi guarda stralunato e continua a ripetere di non sapere niente e che in ogni caso il comune non è il responsabile della zona, bensi il demanio e la capitaneria di porto. Gli faccio notare che su tutta la costa le concessionii per l’occupazione degli arenili vengono rilasciate dal comune, lui glissa, poi decide di chiamare – su mia insistenza- l’ufficio preposto, ovvero Territorio, Urbanistica – Ecologia,  Demanio Marittimo – Sismico, ovvero il vecchio ufficio tecnico di una volta, il cui papufficio e l'architetto Catello Arpino. Risponde l’ingegnere Salvatore di Iorio, il sindaco chiede spiegazioni,  perché continua a dire di non sapere niente, io ascolto perché in viva voce; l’ingegnere glie le fornisce e dice che si sta ricostruendo una “antica scogliera” per la difesa della spiaggia del Pezzolo dall’erosione. Io a sentire “antica scogliera” insorgo e decido di andare di persona dall’ingegnere. 

L’ingegnere mi riceve e mi dice, contraddicendo il sindaco, che i lavori sono stati chiesti dal comune di Vico Equense, perché- tra l’altro- su tutta l’area del Pezzolo il demanio non avrebbe controllo, ma ce l’avrebbe il comune direttamente e che questi lavori servirebbero a ricostruire una antica scogliera che ora non c’è più e che per questo motivo il Pezzolo sta sparendo mangiato dall’erosione marina. Gli faccio notare subito che a mia memoria 68 anni, ma anche a memoria di persone ultra ottantenni disposte a testimoniare, li non c’è mai stata una scogliera, lui dice, negli anni cinquanta c’era, io gli rispondo che anch’io c’ero negli anni cinquanta e la scogliera non c’era ne allora né prima e che se il Pezzolo sta sparendo è perché la costruzione di un’altra scogliera- questa soffolta- davanti allo Sporting  ha fatto aumentare la spiaggia dello Sporting a discapito dell’unico pezzo di spiaggia libera dei cittadini di Vico, ovvero il Pezzolo. 

Lui mi mostra delle foto, nelle quali si fanno passare le piane scogliose di sotto il vescovado, per intenderci gli scogli che separano lo Sporting dal Pezzolo, per questa antica scogliera, scogli che sono molto più lontani dalla Chiana, inoltre mi mostra una cartografia, ma chiamarla cosi è nobilitarla, degli anni ottanta fatta dall’allora geometra Ercolano, nella quale alcuni cerchietti posti tra la Chiana e la spiaggia sono fatti passare per “Antica scogliera”. Ragion per cui il Comune, nella figura del capufficio Catello Arpino, chiede alla Città metropolitana che non voleva eseguire i lavori, la immediata posa in opera degli scogli prima della apertura della stagione balneare. 

Le domande che VAS si pone sono queste: 

se l’area è sotto la giurisdizione comunale chi ha fatto gli studi di fattibilità dichiarando il falso, perché in quel posto non è mai esistita una scogliera e le foto esibite, pessime per altro, appiattendo la prospettiva fanno vedere scogli che stanno molto più indietro facendoli passare per un’opera che non c’è mai stata? 

La Soprintendenza non avrebbe dovuto rilasciare pareri e se li ha rilasciati perché, visto che quel luogo è un toponimo storico della costa? 

E, la domanda più importante: dove sono se ci sono e chi le ha fatte le valutazioni ambientali marine quando si costruisce una scogliera? Le scogliere frangiflutti “tradizionali”, secondo molti, sono un sistema anti erosione ormai superato e persino controproducente, per alcuni aspetti.
Inoltre  esiste una valutazione di VIA, cioè di impatto ambientale? Se c'è dov'è e chi l'ha redatta?
 E' stato fatto un piano particolareggiato della spiaggia e uno studio degli effetti delle correnti?

Per ammissione stessa dell’ingegnere Di Iorio, la scogliera soffolta davanti allo Sporting sarebbe stata   progettata male, ma lo è stata per mero errore? 

Avrebbe dovuto difendere lo spuntone di roccia sul quale è costruita la nostra Cattedrale, ma alla fine ha fatto crescere solo una spiaggia una volta pubblica e ora di proprietà di un albergatore, è un caso? 

E come mai il sindaco non sapeva niente?  

Ora buona parte del Pezzolo è stato dato in concessione ad un altro”imprenditore” locale e allora VAS, che pensa male, ma si sa che a pensar male ci si azzecca sempre, si chiede: ma non è che gli scogli posti davanti alla vecchia Chiana e che hanno cancellato il suo “tappeto”, servano a far aumentare lo spazio per  le attività chiamiamole turistiche? 

VAS  allora denuncia un uso improprio e una violenta aggressione al “genius loci” della spiaggia del Pezzolo, un luogo dove era ancora possibile ritrovare lo Spirito di Natura di una piccola spiaggia sorrentina, dove per altro sono le vestigia di un – questo si antico- insediamento romano. Perché continuare a deturpare angoli di questa città?  VAS chiederà un accesso agli atti su tutta la vicenda sia al Comune che alla Città metropolitana e chiede al comune di ristabilire lo stato dei luoghi. 

Franco Cuomo VAS- VERDE AMBIENTE E SOCIETA'



sabato 2 marzo 2019

Devastazioni su una Montagna che rappresenta la quintessenza di quanto sta accadendo in Costiera Sorrentina.







Altra devastante mattanza di alberi a Faito sulla Cresta tra la piazza della funivia e la Pensione dei Fiori di proprietà credo della famiglia Somma, ma va accertato: un centinaio di alberi tagliati a un metro da terra e altri ancora, segnati, pronti per essere segati per poter svolgere attività di parapendio mentre un grosso fusto sarebbe stato tagliato perché avrebbe impedito la ricezione ad un'antenna di Canale 5: Appare chiaro ormai a tutti che l'Ente Parco è un ente fittizio e che la sua funzione è solo quella di far vedere che si vuole in qualche modo tutelare tutta l'area della montagna, ma che poi vengono rilasciate autorizzazione e concessioni, anche se non dall'ente in questione direttamente, per attività lucrative , che vanno nella direzione opposta.  Insomma le tre scimmiette io non vedo, io non sento, io non parlo. Lo ripeterò fino alla noia: se Faito è un Parco naturale e una zona protetta , non si possono consentire questi atti arbitrari e selvaggi che collidono con l'ipotetica ( perché non c'è mai stata) gestione degli ecosistemi. Attività lucrative legate al turismo non viaggiano insieme alla tutela del territorio. 

Chi sono i mandanti di questa altra operazione? Il Comune ha rilasciato autorizzazioni? Chi sono questi imprenditori? Alcuni residenti avevano già segnalato la vicenda. La pista affari/camorra/ turismo, soprattutto a monte Faito potrebbe configurarsi sempre più evidente, ma i molti preferiscono tacere, basterebbe fare uno screening dei cosiddetti imprenditori, basterebbe valutare le modalità con le quali questi soggetti pongono in essere queste  operazioni e come poi vengono portate a termine. Eppoi: ma i Comuni che ruolo hanno in tutto questo? E perché i carabinieri intervengono sempre dopo? E tuttele associazioni che dicono di amare il Faito? La Pro Faito, la Pro Natura,l'AVF? Com'è che si svegliano sempre dopo dalla loro letargia? E gli incontri che  dicunt, si farebbero  col nostro  onnipresente assessore ? Ecco tutti questi interrogativi avrebbero bisogno di risposte.  

Ma vi pare che se si segano cento e più alberi sul Monte Faito dove se fai uno starnuto si sente a un chilometro, vuoi che non si sentivano le motoseghe e i camion per portare via la legna?   Sono saliti camion e motoseghe ma nessuno ha visto e sentito niente? I carabinieri forestali neanche s parlarne  E non giriamoci intorno: abbiamo il coraggio di scrivere e di dire che questi Enti Parco in Italia servono a coprire ben altro che non a tutelare e proteggere l’ambiente. 

Appare sempre più chiaro a chi scrive- e non smetterò ma di denunciarlo- che difesa dell’ambiente e attività lucrative turistiche, sono cose molto diverse. Che se una zona è definita parco naturale, verso di essa e su di essa gravano vincoli molto stretti, non vi si potrebbe gettare neanche una cicca e in alcune zone non vi si potrebbe neanche passeggiare. 

Ma, se come si capisce da quello che sta succedendo su questa montagna, la tutela dell’ambiente sembra essere l’ultima cosa, per come l’ambiente stesso è abbandonato all’incuria  , si capisce bene anche  che un organismo come l’Ente Parco  è un carrozzone che serve a giustificare e sostenere altre operazioni. La difesa dell’ambiente oggi qui, non è una romantica scelta sentimentale verso la natura, ma un dovere morale e civile e si configura sempre di più come una battaglia per il rispetto della legalità e una lotta alle attività poco   chiare. VAS produrrà l'ennesima segnalazione al ministro dell'Ambiente e si impegna a fare informazione sul territorio laddove i mezzi di informazione tacciono su quanto sta accadendo.

Franco Cuomo VAS- VERDE AMBIENTE E SOCIETA'