sabato 4 aprile 2015

Illuminazione alle Calcare di Vico Equense ( Costiera sorrentina)




Qualcuno dirà che non sono mai contento, qualche altro che sono perennemente infelice, qualche altro ancora che non sono utile a me stesso e all’altra metà del  cielo e che sono vecchio, decrepito, insomma un relitto umano. Smentisco, non sono giovanissimo ma mi sento molto utile ancora a molti e ho cura di me stesso e di altri e proprio per questo mentre mi godevo la pensione passeggiando giù alla marina di Seiano, alle Calcare per la precisione, insieme ad alcuni amici, non ho potuto fare a meno di vedere quegli orrendi lampioni da autostrada di periferia urbana piantati in maniera selvaggia e senza alcun criterio lungo quel tratto di spiaggia e, sulla sabbia, i resti di tubi di plastica bianche e azzurri sparsi d’ovunque. Ho provato una pena profonda per il mio territorio, non ho avuto neanche la voglia di fotografarli quei lampioni tanto sono brutti, chi vorrà vederli non faticherà molto a notarli. Chi li ha scelti? Chi ha potuto pensare che quel tipo di illuminazione potesse essere sistemato in un posto simile? Chi li ha commissionati? Ma li ha visti qualcuno prima di interrarli? I raffinatissimi assessori che pure si dice facciano parte di questa Giunta hanno permesso un simile acquisto? Quella spiaggia un tempo era una pietraia assolata, che si concludeva con le rovine cinquecentesche di un vecchio arsenale, con alle spalle piccoli vigneti e ulivi e fichi d’india. Oggi, dalla Torretta normanna al vecchio arsenale è solo un continuum di baracche di legno, di ferro arrugginito, di cancelli davanti alle quali spesso sono state gettate colate di cemento per improbabili piattaforme e ancora più improbabili ristoranti o paninoteche o bar che alla rinfusa d’estate servono di tutto. Qualche piattaforma vuole essere più pretenziosa, ma resta il fatto che quel posto è stato orrendamente devastato e lo è ancora con permessi e autorizzazioni e concessioni che il sindaco Gennaro Cinque continua a rinnovare. Oggi con questa illuminazione voluta da questo sindaco, e tutti quei cancelli pure questi autorizzati da lui che vengono chiusi di notte, quel posto somiglierà ulteriormente ad un tremendo lager. Allora la mia riflessione, perché di questo si tratta è: ma perché ci si ostina a distruggere un territorio con manufatti bruttissimi e, questi si, inutili, che un tempo aveva in sé, nella sua intima costituzione una sua bellezza e un suo equilibrio naturale? Sarebbe bastato dotare quella pietraia di docce e servizi igienici  e lasciarla così com’era . A cosa o a chi servirà tutta quella luce sulla spiaggia di notte? A nessuno o forse a proteggere solo tutte quelle baracche di ferro arrugginito che si aprono solo per tre mesi estivi  a contendersi  quel piccolo tratto di mare. Questa è l’estetica del sindaco Gennaro Cinque e della sua Giunta  e questa purtroppo è anche il suo modo di amministrare il territorio.

Franco Cuomo - VAS -Circolo Giovanni Esposito 
Vico Equense

giovedì 2 aprile 2015

Ma siamo davvero più avanti della DANIMARCA?








CONDIVIDO IN TOTO I POST DI DOMENICO BUONOCORE UN GIOVANE DELLA ZONA ALTA DI VICO EQUENSE - IN COSTIERA SORRENTINA- PUBBLICATI SU FB, MOLTO FERRATO SULL'ARGOMENTO, DIGITALIZZAZIONE E CABLAGGIO, RELATIVI " AL COSI' CHIAMATO"PASSO NEL FUTURO " DI UNA CITTA' E A VICO EQUENSE CITTÀ CABLATA. TUTTA UNA SERIE DI MACROSCOPICHE E ROBOANTI DICHIARAZIONI E PROPAGANDA A BUON MERCATO   COME ORMAI SI È SOLITI FARE IN QUESTO POSTO. PURTROPPO IN QUESTO PAESE SE NON CI SI PROSTRA NON SI RIESCE A VIVERE.
"hahah spettacolare l'articolo... una tale sequela di cazzate nemmeno su lercio potevo leggerla. Purtroppo sono di sfuggita e non posso commentare passo passo, spero ci sia qualche cliente di questa fibra delle mie zone per spiegare nei dettagli il "prezzo " di questo "passo nel futuro" ...e mi pento che a causa delle numerose pulizie informatiche dei miei archivi non posso farvi ascoltare la registrazioni di uno dei tanti incontri preliminari che le frazioni hanno avuto con l'operatore che ha preso in carica tale cablatura... altro che Telecom: che scuorn!.P.s. Andrea Cocchi A Bologna però avete un doppino di rame che garantisce i servizi adsl classici e una selezione di operatori nazionali tra cui scegliere e che garantiscono competitività... non vi chiedono i soldi dell'allaccio in anticipo a oltre 2000 euro 
Emoticon smile
MI ero ripromesso di non espormi più su questa storia, non è che un incontro cambia le cose l'ho vista in azione sia dove è funzionante che dove è mal messa( tipo nella mia frazione). Ho provato prodotti simili e il paragone. IL discorso è sul fatto che non si elimina il digital divide destinando una zona ad un SOLO OPERATORE LOCALE non nazionale e che non sentirà mai il peso della competizione perché dove non c'è competizione non c'è miglioramento.Quello che avevo da dire l'ho detto sopra, sulle strategie "particolari " usate negli anni per vendere poi il prodotto spero facciano fede i tanti presenti come me agli incontri. 
Un incontro col sindaco ora come ora non mi cambia nulla e non mi serve, siamo un paese "cablato con una fibra" che termina con un collare che come sempre ci tiene legati al palo, ora stiamo scattando ma esaurita la corsa restiamo sempre qui mentre il resto del mondo va avanti.

mercoledì 25 marzo 2015

Ma il Novecento è davvero così ignobile? Una riflessione su un convegno che si terrà a Napoli

franco cuomo : DANCING, ACRILICO SU TELA 120X80 
Le sequenze formali sono di numero limitato: la loro durata può essere lunghissima (come quella degli arnesi), oppure brevissima ( come la moda). Così come molto varia è la loro velocità; vi sono serie che vedono formazioni serrate di molti operatori, altre che sovrappongono immagini e tagli di altre immagini, altre caratterizzate dalla discontinuità degli interventi. Tuttavia nessuna opera d’arte esiste al di fuori di queste sequenze continue che le collegano ad un unico progetto, ad un unico disegno ad un'unica finalità. Questo è per me il Novecento in arte, in letteratura, in musica: potrei riassumerne l’estetica rimandando a Pulp Fiction film di Quentin Tarantino che appunto sembra chiudere il Novecento , oppure fare scorrere una sequenza di immagini tratte da opere pittoriche o filmiche con una canzone di    Urge Overkill - Girl, You'll Be A Woman Soon, che tra l’altro era parte della colonna sonora del film, quella dove Uma Thurman balla prima di finire in over dose. Frammentarietà, tagli, discontinuità: Walter Benjamin più che Martin Heidegger, Theodor Adorno più che Ernest Cassirer, Michel Foucault più che Jurgen Habermas e poi tutta la cultura e la musica pop  i Beatles, gli Stones, i Pink Floyd più che Nono, Stravinsky, Stockhausen. In un convegno tenuto proprio al Suor Orsola Benincasa nel maggio del 1990, venticinque anni fa, Domenico Conci, Sergio Givone, Ives Ersant, Enzo Siciliano, Carlo Sini, Aldo Trione e Stefano Zecchi, si riunirono per discutere di Mito e Bellezza nel Novecento. Ricordo che proprio Stefano Zecchi aveva appena scritto un libro intitolato La Bellezza, edito da Bollati Boringhieri il cui primo capitolo “ Uscire dal Novecento”. In quello convegno e in quel libro mi ricordo che  il Novecento non ne uscì bene, l’unico che ebbe parole più tenere e comprensive verso quel secolo scomodo – che allora era agli sgoccioli, fu Enzo Siciliano, forse ancora direttore di Nuovi Argomenti. Ora finalmente è finito ( già da quindici anni), e un convegno fatto sempre al Suor Orsola Benincasa adopera ancora un termine come “Ignobile” per definirlo, anche se – credo Emma Giammattei, abbia scritto che il termine non vuole essere dispregiativo. Io amo tutto il novecento, anche se storicamente  ha partorito esperienze agghiaccianti per il genere umano. Amo profondamente quella cultura e quegli uomini che – soprattutto nella sua seconda metà, si sono sforzati di comprenderne e definirne i linguaggi multipli, molteplici, vari e soprattutto di rappresentarne la definitiva sparizione dell’Europa come centro produttivo di senso. Non so quali saranno gli assunti di questo convegno né le tesi sostenute dai relatori, i titoli mi farebbero sperare in un recupero di quello che per me resta un grande secolo, ma allora non mi spiego l’ignobile che gli fa da attributo, anzi che gli è stato attribuito. E allora mi piace ritornare sul Novecento come il secolo dell’ estetica frantumata, magari questa attribuzione poteva rendergli più giustizia e ritornare a quel pezzo a cui facevo riferimento all’inizio di questo brevissimo scritto: Girl, You’ll be a woman soon ( Ragazza, presto sarai una donna), non per il contenuto ma per come è realizzato il video, anzi per come è concepita tutta la temporalità e la visualità su You Tube. E’ la dimensione dinamica e erompente e multi temporale preconizzata dalle avanguardie novecentesche che attraversa le strutture formali dei linguaggi oggi super evoluti rispetto a quelle concettualizzazioni. Voglio dire che siamo ancora profondamente e esteticamente  intrisi di Novecento . La vera figura retorica di questo secolo appena passato è l’irrequietezza utopica, una tensione che non si accontenta di nessun risultato ma si appropria di un’esperienza istantanea acquisita per farne la base di un ulteriore passo avanti. Mentre scrivevo questo pezzo per il mio blog, ho postato su FB, ho chattato su Skype, ho ascoltato musica e visto video da You Tube spaziando dai sessanta del secolo scorso agli anni 10 di questo secolo. Ecco, questo era già stato pensato nel Novecento da musicisti, artisti filosofi, questo era già lo zeitgeist di quel secolo: tutto questo è semplicemente l’estetica del Novecento.
Franco Cuomo

venerdì 20 marzo 2015

L'assessore non zittisce nessuno!



Una querelle che ha assunto toni grevi e pesanti e nella quale vengono sostenute molte bugie, una tra le tante che avrei proferito spregevoli insulti e offeso l’onorabilità professionale dell’assessore per aver criticato una cosa che ora lui dice di essere solo un’idea, ma che dalla sua pagina di FB, cito testuale “ è un progetto [… . ] Il segno fondamentale di questo progetto e' l'agora...La costruzione dj una copertura in acciaio e vetro che sovrasta la intera piazza Umberto realizzando una vera e propria galleria oltre a piccoli tratti delle quattro strade confluenti sulla piazza. Una struttura leggera che si pone l'obbiettivo di realizzare un vero e proprio centro commerciale coperto.. “  e del quale oggi è visibile pure il rendering, ovvero la simulazione grafica di tutta la struttura da realizzare. Ebbene, non mi sembra un’ingiuria sostenere e dire e scrivere che un ingegnere, per bravo che possa essere , è un ingegnere locale- cioè uno che lavora sul territorio-  e non può certo competere con una professionalità diversa dalla sua ovvero quella degli architetti che, appunto fanno un altro mestiere, e soprattutto poi con gli architetti che ho tirato in ballo che lavorano su committenze internazionali  ed hanno studi sparsi per il mondo intero. Tutto questo è stato scritto nel mio ultimo post  sul mio blog Cronache da Agharta, ma l’assessore ha ritenuto sostenere che io gli ho buttato fango addosso e che ce l’avrei con lui perché lui ha demolito  l’ecomostro di ALIMURI che io, che i VAS, per l’assessore, avrebbero invece ( seconda bugia) voluto non far demolire. Da qui tutta una serie di commenti e un vespaio  di falsità e battute e un  totovico su vecchiaia, inutilità della vita, inutilità per le donne ecc. ecc. ma queste cose  fanno sicuramente parte  della strepitosa cultura e apertura mentale dell’assessore.  Per l’ALIMURI ricordo solo per precisione  e possono testimoniarlo il giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Fabrizio Geremicca e il direttore dello stesso giornale Marco De Marco, che nel 2007 i VAS furono i primi a denunciare un affare che si stava tentando di realizzare attraverso la demolizione di quella struttura, conservo ancora la pagina con la mia foto e un servizio che mi descriveva quasi come un paladino della difesa del territorio. Oggi le cose sono andate come sono andate e su tutta l’operazione il sottoscritto – e non sono solo io a sostenerlo, ma anche un consigliere comunale della minoranza, conserva tutta una serie di perplessità e dubbi che non sono stati ancora chiariti. In tutte le procedure connesse a quella operazione ci sono ancora molti punti oscuri e quei lavori che stanno ancora continuando o forse sono terminati da poco li starebbe pagando il Comune di Vico Equense con un mutuo alla cassa deposito e prestiti - fino a prova contraria, ovvero fino a quando la famiglia Normale, ancora proprietaria del sito, non deciderà di rimborsare l’amministrazione pagherà ogni singolo cittadino di Vico Equense, ovvero Pantalone.  Oggi l’assessore pubblica il rendering del progetto di copertura della piazza, sul quale io ho  scritto testuale “Che si apra un dibattito su questo argomento e se intervento ci dovrà essere allora si bandisca un concorso serio, con professionisti veramente internazionali”, evidentemente  se c’è il rendering  si starà studiando anche il progetto, lo studio di fattibilità, e tutto quello che occorre. Ecco, la mia colpa è stata quella  che  ho avuto l’ardire di criticare questa metodologia. Ho lavorato per anni come docente a contratto presso la facoltà di architettura per non sapere che il rendering è una cosa e la realizzazione un’altra, io ho tutta un’altra visione di una piazza meridionale di una cittadina della costiera sorrentina, condividendo invece  pienamente l’obiettivo della pedonalizzazione. Un ultima cosa: l’assessore è stato nominato dal sindaco Gennaro Cinque, non è stato eletto dalla popolazione questa è una cosa che deve far riflettere, scelte così importanti non possono essere fatte senza una programmazione urbanistica complessiva e senza una discussione che coinvolga tutti i cittadini. 

Franco Cuomo Coordinatore del Circolo VAS " Giovanni Esposito"
di Vico Equense    

martedì 17 marzo 2015

Acciaio e vetro per una mega copertura in Piazza Umberto I a Vico Equense


Una copertura di vetro e acciaio su piazza Umberto I a Vico Equense in costiera sorrentina, una copertura che dovrebbe includere tutta la piazza. E' il progetto dell'assessore Antonio Elefante, ingegnere edile che crede di essere un archistar internazionale. La finalità di questa ipotetica costruzione di una grande agora per favorire il commercio in dispregio di qualsiasi normativa di conservazione e tutela urbanistica e architettonica. Queste le parole con le quali l’ingegnere edile, assessore di questo sfortunato paese, descrive l’opera: “Il segno fondamentale di questo progetto e' l'agora...La costruzione di una copertura in acciaio e vetro che sovrasta la intera piazza Umberto realizzando una vera e propria galleria oltre a piccoli tratti delle quattro strade confluenti sulla piazza. Una struttura leggera che si pone l'obbiettivo di realizzare un vero e proprio centro commerciale coperto..”.  Credo che per fermare questa che si configura essere una vera e propria follia architettonica in un paesino costiero come Vico Equense debbano intervenire figure professionali alte con prese di posizioni chiare e risolute penso ai della facoltà di Architettura di Napoli, alla Soprintendenza ma anche ad architetti veramente internazionali, ai quali mi rivolgerò come VAS descrivendo quello che si vuole realizzare, che richiamino questo ingegnere provinciale al senso delle misure e alla ragionevolezza estetica e storico ambientale. Non ne possiamo più di improvvisazioni speculative proposte da chi ha le mani in pasta in materia di edilizia! La piazza di una cittadina meridionale della costiera sorrentina avrà pure delle morfologie e tipologie costruttive da rispettare o no ? Che si apra un dibattito su questo argomento e se intervento ci dovrà essere allora si bandisca un concorso serio, con professionisti veramente internazionali. L’assessore Elefante non mi sembra sia Oriol Bohigas, o Renzo Piano o Frank O. Gehry o  l’architetto sino-americano Ieoh Ming Pei. L’assessore Elefante non può passare con disinvoltura dal progetto firmato dalla Saec, la società dello stesso Elefante, di costruire nuove case a Sant’Agnello, Comune di circa 8500 abitanti che prevede di cementificare circa 5.000 metri quadrati di aranceti e limoneti, su una superficie complessiva di 17.000 metri quadrati per quello che oggi con rinnovata anglofilia si definisce social  housing a quest’altro mirabolante progetto di una gigantesca pseudo cassa armonica sulla Piazzetta di Vico Equense !. Qualcuno dovrà pur fermare questo solerte e instancabile costruttore? I VAS sono intenzionati questa volta a far sentire la loro voce anche oltre il limes paesano o territoriale. La città di Vico Equense, ma anche tutta la Costiera Sorrentina stanno subendo da tempo una trasformazione che ne ha stravolto completamente gli aspetti per i quali questi territori erano un tempo decantati in tutto il mondo e tutto questo grazie a leggi liberistiche in materia di edilizia e di urbanistica prontamente abusate da costruttori che hanno ormai costruito un sudario di cemento a questa città e a questo territorio. L’assessore Elefante, chiamato dal sindaco Gennaro Cinque non può decidere di stravisare il centro di una cittadina costiera senza averne le competenze architettoniche e senza averne il rispetto che sia questa piazza, sia i cittadini di questo paese dovrebbero pure meritare.
Franco Cuomo  VAS – Circolo Giovanni Esposito
Vico Equense   

domenica 1 marzo 2015

Tra felpe, twitt e primarie controllate, quello che è diventato questo paese


Un Italia politicamente e moralmente brutta fa bella mostra di sé su tutti i media, brutti politicamente e moralmente pure questi. Un'Italia che ha deciso di gettare chissà dove intelligenza, buon gusto, razionalità, laicità, tolleranza per stringere  le  sue braccia al collo dell'ottusa e violenta alleanza fascistoide leghista di Matteo Salvini o l'ottusa, incolta e brutta cultura di centro destra di Matteo Renzi e dei democratici. Non c'è niente altro sulla scena politica e sociale italiana di questo scorcio di inizio di XXI secolo. Una società regredita  a livelli provinciali di campanilismi che si scaglia con veemenza contro immigrati, e contro tutte le possibili diversità sociali che sarebbero la causa di tutti i mali che ci affliggono. Spaventa e inorridisce riflettere sui livelli culturali di chi oggi è sotto i quarant'anni anche se laureato. Sembra non esserci più spazio per nessuna elevazione morale, spirituale o semplicemente estetica.
Siamo in un guado nel quale ci si imbatte sempre più raramente in modelli sparuti di  esempi di raffinata espressione intellettuale e sempre più quotidianamente con la melmosa palude di una cattiva lingua, di una pessima estetica, di uno sciatto universo politico appiattito spesso su pessima amministrazione e sostenuto da ignoranza e luoghi comuni. Nel 2015 sono oggetto del dileggio di un diciannovenne grossolano che mi chiama ricchione per strada tra le risatine dei suoi amici; pance enfiate, cinture sotto ombelicali dialetto gergale, sciattezza vestiaria, facce trucide. L'ho denunciato , ma questo non basta perché la maggior parte dei ventenni non si discosta molto da questo esempio di ritrovate virtù italiote. Quello che conta oggi è sentirsi parte di un branco, ventre molle delle peggiori espressioni sociali: può essere quello di Salvini o di Casa  Pound o quello di Renzi e compagni non cambia di molto la pochezza è sempre tanta. Analfabetismo di ritorno crescita zero della cultura, riottosità verso qualsiasi atteggiamento che si distanzi dalla massa strafottenza e disprezzo per l'ambiente che - soprattutto dalle nostre parti - subisce aggressioni e violazioni  ormai difficilmente più recuperabili. Questo è quello che sta succedendo oggi in questo paese! Questo è l'autentico terrorismo che fa tutt'uno col clima di paura planetario diffuso ad arte dai padroni assoluti della finanza e del capitale. Si creano e si costruiscono ad arte nemici esterni col supporto dei media e così le coscienze individuali spariscono spazzate via da deprecabili e discutibili riconoscimenti identitari indotti: l'occidente, l'Islam, gli immigrati, gli italiani, i settentrionali i meridionali e così fino ad arrivare al proprio campanile e al proprio naso. Ci sarebbe da fare parecchio contro questo degrado socio culturale, dovrebbero insorgere le università, la scuola, i possibili intellettuali e o chi fa un lavoro intellettuale, se non fosse che tutte queste categorie sono state assorbite dal vortice dei media e poi, mi chiedo, oggi in Italia, ma anche in Europa, che potrebbe ricoprire il ruolo che una volta era occupato da nomi quali Habermas, Foucault, Barthes, Pasolini? Una volta si facevano i conti con l’estetica della verità di Adorno, oggi con gli slogan sulle felpe di Salvini o con i trilli twittati di Renzi. L’umanismo classico, sorto come cura personalistica di un animismo svilito, oggi è praticamente esaurito, anzi si è svilito da sé e si è messo sulla difensiva: gli umanisti contemporanei organizzano primarie truffaldine che altri truffatori di democrazie pongono sotto controllo.
 Oggi, di quei pensatori che hanno fatto grande il pensiero critico europeo ci rimangono solo i loro scritti nel loro chiarore fioco e nella loro crescente oscurità. Si trovano ancora in edizioni più o meno accessibili e potrebbero venire ancora letti, se qualcuno ritrovasse soltanto i motivi per poterli leggere. Tra tutto questo vociare volgare, tra giovani che parlano male nella crescita crescente di ideologie mediocri e proprio per questo pericolose, il loro destino è di starsene in silenziosi scaffali, come lettere in giacenza che nessuno andrà più a ritirare: immagini o illusioni di una cultura cui questi ottusi contemporanei non vogliono e non possono più fare propria.