sabato 30 novembre 2019

GLI ALBERI ORMAI NON CI SONO PIU' MA QUALCHE CONSIDERAZIONE BISOGNA ANCORA FARLA.



Sulla vicenda alberi in Piazza Marconi credo ci sia ancora bisogno di spiegare alcune cose, cose che emergono da una sintesi della lunghissima relazione che testimonia delle moltissime letture fatte dall'agronomo Raffaele Starace, più le lunghissime autocitazioni e i molteplici rimandi bibliografici, insomma sessantaquattro pagine, delle quali forse giusto dieci sarebbero state già utili ad una più celere comprensione e due , quelle che riporto fotografate ed evidenziate, ovvero: quei poveri alberi abbattuti " non destano[...] particolari segni di pericolo per la pubblica e privata incolumità" ed erano alberi sani, ma che dovevano essere abbattuti perché ostacolavano il progetto previsto. La domanda da farsi allora è: perché si chiama un agronomo e lo si paga, per sapere lo stato vitale della pianta, quando si è già deciso che quelle piante saranno comunque abbattute perché ostacolano il progetto? E perché si dice che alberi capitozzati, che comunque erano cresciuti, vanno abbattuti? Chi aveva eseguito quelle capitozzature se non i giardinieri del Comune? E ancora: la Soprintendenza pare abbia sostenuto che cinque alberi non siano poi cosi tanti ai fini della rilevanza paesaggistica, ma cinque alberi forse sono irrilevanti in un bosco, ma lo diventano se in quel posto di alberi ce ne erano solo dieci. Inoltre, gli scavi stanno andando molto più sotto di quando sarebbe previsto e questo potrebbero compromettere le radici di quei pochi altri rimasti. Su questi lavori credo che bisognerebbe veramente tenere gli occhi aperti tutti. La butto li: qualcuno si ricorderà del progetto di fare uno scavo per un parcheggio interrato a Piazza Marconi con tunnel sbucante direttamente nelle Cavottole? A volte a pensar male ci si potrebbe pure azzeccare, ma ovviamente la mia è una provocazione.


venerdì 29 novembre 2019

La minoranza consiliare dovrebbe attivarsi per portare a trasparenza vicende amministrative che non lo sono per niente.




Sulla vicenda dell'abbattimento degli alberi a Piazza Marconi da più parti ho sentito dirmi: "Hanno tutto in regola, figurati se sono cosi ingenui". A queste persone rispondo che dire che hanno tutte le carte in regola non significa molto, perché quelle carte benché “in regola” possono essere illegittime perché permettono un abuso. Un amministrazione può produrre tutta una serie di documenti e perpetrare comunque un abuso. La legittimità di un'azione è cosa ben diversa dall'avere le carte in regola. Su questa vicenda VAS non abbasserà la guardia. Poi relativamente al debito con la Cassa depositi e prestiti per demolire un manufatto abusivo, senza averlo notificato ai legittimi proprietari e senza l'ingiunzione di un magistrato che ne disponesse l'abbattimento in danno, l'amministrazione potrebbe aver commesso un reato contabile da denunciare alla Corte dei Conti. Su questo ma anche sulla legittimità degli alberi abbattuti Ciro Maffucci e la minoranza consiliare dovrebbero attivarsi per portare a trasparenza vicende amministrative che non lo sono per niente.

giovedì 28 novembre 2019

ECCO CHE FINE FANNO GLI ALBERI A VICO EQUENSE!

piazza Marconi stasera
piazza Marconi oggi pomeriggio
oggi pomeriggio alle 15
Piazza Marconi prima dell'intervento




Stamattina i solerti lavoratori del comune di Vico Equense hanno divelto un albero da Piazza Marconi, per un progetto  di ristrutturazione della piazza. Era un albero vivo, l’ho visto portar via con le radici per aria, neanche l’idea di piantarlo da qualche altra parte

A Vico Equense gli alberi si capitozzano, si segano, si divellono . Mentre stavo scrivendo questo articolo oggi pomeriggio intorno alle 15 mi è arrivata una chiamata da cittadini che segnalavano di sradicamenti di più piante e successivamente un video nel quale si vedeva un pino, non recintato, non legato da corde che veniva scavato dalla ruspa alle radici e poi spinto per farlo abbattere. La pianta è caduta malamente rovinando un’altra pianta, una magnolia. 

Gli alberi sradicati sono due cedri, un pino e la magnolia spezzata . Il sindaco di Vico Equense  dice che non possono essere in ostaggio di un solo cittadino che denuncia, ma al sindaco voglio ricordare che i pazienti ospiti dell’Ospedale De Luca e Rossano, oltre ad aver segnalato a chi scrive la notizia, hanno filmato video e commenti che possono vedere e sentire  tutti. Il malcontento è generale. 

In un momento di emergenza climatica a Vico Equense si tagliano gli alberi non solo in piazza Marconi, ma dovunque con la scusa che sono pericolosi. La rozza barbarie con la quale si gestiscono queste operazioni non è più sostenibile. 

Arrivato in piazza ho chiamato i Carabinieri di Vico Equense, che non sono venuti, mentre dall’Ospedale avevano già chiamato il corpo forestale dei Carabinieri Castellammare che è arrivato dopo due ore circa, gli unici intervenuti subito sono stati i  Carabinieri di Sorrento che hanno inviato una squadra mobile sul posto

Sul cantiere gli operai lavoravano ancora, senza casco e senza misure di sicurezza. Più tardi il corpo forestale ha richiesto accertamenti e sul posto è stato convocato anche l’agronomo Starace che, su richiesta del comandante della squadra mobile di Sorrento, se quegli alberi fossero  alberi malati, rispondeva che, quagli alberi erano sani e che lui,   nella relazione acclusa al progetto, aveva scritto che, essendo due di essi  capitozzati, ovvero erano stati tagliati in passato, ma che comunque sono cresciuti perché avevano le chiome molto alte, dovevano considerarsi alberi morti. 

E’ bene ricordare che una legge dello Stato, la legge 14 gennaio 2013 prevede che ogni comune sopra i quindicimila abitanti pianti un albero per ogni nuovo nato de per ogni bimbo adottato, in Italia è obbligatoria e ora si chiedono sanzioni per i Comuni inadempienti. Chi scrive rispetta veramente i disabili, non li utilizza per giustificare questi scempi vergognosi, come invece sembra si stia facendo:l'abbattimento delle piante viene giustificato perché il progetto prevederebbe in quel posto una "pista per bambini disabili", aiutatemi a capire che cosa è veramente e perché non poteva essere fatta mantenendo quelle piante in vita?

Evidentemente in questa città questa legge è ignorata. Qui a Vico Equense alberi sani vengono  segati o capitozzati selvaggiamente,  quella piazza poteva essere con amministratori attenti e più sensibili, e magari che viaggiassero di più, un polmone verde per la città, in quella piazza invece di tagliare quattro alberi se ne potevano piantare altri dieci e rendere l’aria più salubre per i bambini, ai quali poi viene dato un prato finto dove giocare, un’oasi di fresco urbano per estati sempre più torride, un punto di ristoro per tutta la città. 

Questo è quello che accade nella mia città, dove il sindaco dice che sono amico dei giornalisti e che da solo terrei in ostaggio il loro operato. Magari fosse così sindaco! Le cose andrebbero certamente in modo diverso.

  

martedì 26 novembre 2019

COME DOVREBBE ESSERE RACCONTATA LA STORIA DELLA DEMOLIZIONE SHOW DELL'ECOMOSTRO DI ALIMURI.



Sulla demolizione show dell’eco-mostro di Alimuri si fa passare tutta la vicenda come se fosse un incidente fortuito quello che accade oggi, ovvero,che la Cassa depositi e Prestiti, rivuole dal Comune di Vico Equense i  433mila euro  richiesti dalla demolizione e che il comun e pensava di farsi rimborsare dalla Sica s.r.l. che invece non si ritiene responsabile dell’abuso edilizio, ma per i magistrati, lo ha solamente acquistato. La storia i giornalisti che si vogliono esser tali, dovrebbero   raccontarla bene e non come se le cose accadessero per caso, come se fossero incidenti di percorso  . Quell’abbattimento show- ve la  ricordate, la nave, la banda , gli inviti, i pasticcini le foto d’occasione con Gennaro Cinque allora sindaco e con l’assessore Antonio Elefante con la fascia di ambientalisti doc. tronfi, arroganti, spavaldi, e sono gli aggettivi migliori che mi vengono in mente, attaccarono allora, anche insultando,  l’unico ambientalista, vero e non d’occasione,  che allora scrisse che quella pagliacciata dinamitarda ci sarebbe costata cara, sarebbe costata cara ai cittadini di questo comune. Quell’unico ambientalista serio e non d’occasione era il sottoscritto, che come VAS denunciò già cinque anni fa, e si possono ancora leggere i post sul mio blog, quello che sembrava essere un favore che si faceva alla società: perché lo si faceva non sta a me dirlo, ma si può intuire;  perché quella operazione era  un affare  per la Sica srl?  Perché la Sica srl. si vedeva demolire un esoscheletro abusivo, acquistato, ma non costruito, col danaro pubblico che il comune di Vico Equense chiedeva in prestito, mentre l’allora sindaco Gennaro Cinque e il suo assessore Antonio Elefante sostennero che quei soldi sarebbero rientrati perché il Comune sarebbe stato rimborsato. Quei soldi non sono rientrati e non rientreranno mai anzi saranno sborsati. Ora, oltre al danno di un rimborso che non c’è mai stato,  c’è anche la beffa della restituzione alla Cassa Depositi e Prestiti. Pochissimo tempo dopo, l’assessore che aveva “costruito” a tavolino tutta l’operazione cessò il suo mandato e ritornò a fare quello che ha sempre fatto: il costruttore in Penisola Sorrentina, mentre Gennaro Cinque, oggi fa l’assessore ai Lavori Pubblici di questo malnato paese. Se chi amministra la cosa pubblica pagasse di persona gli“errori” che commette, quei soldi la Cassa Depositi e Prestiti, non li dovrebbe chiedere ai cittadini di Vico Equense, perché è a noi che li sta chiedendo, ma li dovrebbe chiedere all’assessore Gennaro Cinque e all’ing. Antonio Elefante che pensarono e sostennero, plauditi anche – e mi dispiace dirlo- da altre associazioni ambientaliste che non si resero conto che quell’esplosione era un affare per qualcuno. Ora la storia è finita come doveva finire, gli amministratori che sbagliano non pagano e quei soldi saranno pagati dai cittadini in qualche modo. Ecco, la storia andrebbe raccontata cosi.

giovedì 21 novembre 2019

Le sardine a Sorrento contro Salvini e sue politiche razziste e nazifasciste e contro i sindaci Giuseppe Cuomo di Sorrento e MicheleDe Lucia di Positano.










Stamattina 21 novembre 2019 mi sono ritrovato  anche io tra le sardine che contestavano  Salvini della Lega, quello che ha sempre detto che i meridionali puzzano, sono sporchi e amenità simili, sono andato lì con amici e amiche ai quali e alle quali  voglio bene, con cui  abbiamo storie culturali e di vita in comune : Arnaldo, Teresa,  Concetta , Sasà,  Sandra , Franco e tanti altri e  nonostante la pioggia battente eravamo tutti li a dire che non volevamo stare con Salvini il suo razzismo e le sue simpatie per gli ultrà nazifascisti e non volevamo stare con il sindaco di Sorrento né con quello di Positano  Giuseppe Cuomo e  Michele De Lucia che, da Forza Italia sono trasmigrati nella Lega, per trasformismi e comodità elettorali, dimentichi di amministrare città conosciute come internazionali e accoglienti. Ho ritrovato gli amici di battaglie sociali culturali e politiche di sempre, Nora Rizzi, la preside anticamorra, Tonino, e tanti amici di battaglie democratiche civili, è stato come un grande abbraccio collettivo in una mattinata  piovosissima e umida fino all’inverosimile. Per un momento mi son detto,: “ma non smetterà mai più di piovere”? E infatti non ha smesso, se non  per pochi minuti. Dovevamo portare con noi un libro da consegnare simbolicamente a Salvini io ho portato Petrolio di P.P.Pasolini.Sono andato lì, con le sardine che ho disegnato , colorato e ritagliate io, con le spillette da balia per potersele appuntare dove più si voleva e le ho donate a chi me le chiedeva. Intorno a noi c’erano i blindati della polizia,  mentre in Piazza S. Antonino c’erano quelli con gli idranti in assetto anti sommossa. Uno spettacolo indegno per una città conosciuta internazionalmente e piena di stranieri che chiedevano come mai quello schieramento di forze dell’ordine . Il ministro Lamorgese dovrebbe  chiamare il Prefetto e farsi spiegare perché Sorrento per ricevere un politico che fa tesseramento e proselitismo elettorale, ha blindato una città. Siamo arrivati alle dieci in Piazza Veniero, mentre Salvini era al Circolo dei Forestieri, lui che dice “ prima gli Italiani” è stato accolto nel Circolo dei Forestieri perché questa città non alza muri né chiude porte e porti. Ma il suo sindaco e il sindaco di Positano sembrano averlo dimenticato presi come sono dai loro trasformismi politici  dai  loro squallidi giochetti di potere e si sono gettati tra le braccia di uno squalo, uno squalo che però non è riuscito a far zittire una città del Sud – e benché non numerose come a Modena e benché in un giorno feriale e di pioggia, le sardine di Sorrento e della penisola sorrentina hanno fatto vedere che non ci stanno con le politiche razziste e nazifasciste della Lega. Questa Lega che si spaccia per essere nuova e che invece è nata l’8 gennaio 1991 e che è stata in tutti i governi di questo paese partecipando a tutte le corruzioni possibili di tutti o governi nella quale è stata, sia nazionali che regionali.  E’ stata una manifestazione pacifica, gioiosa, nella quale ci si è ritrovati, perché l’Italia non è fatta solo da ottuse moltitudini razziste, una manifestazione   disturbata alla fine, dalla provocazione di chi ha ordinato alle forze dell’ordine di non farci attraversare il Corso Italia. Intorno alle 12, mentre si stava per andar via, la polizia ha vietato l’attraversamento della città adducendo i motivi di sicurezza. Ci è stato proibito di muoverci da Piazza Veniero, sono stati chiusi anche i vicoletti, con i blindati che chiudevano il  Corso Italia. Uno spettacolo indegno per qualsiasi democrazia: non c’erano facinorosi, non c’erano Black Bloc, c’ erano ragazzi, tante ragazze e ragazzi belli e giovani – e meno male che c’erano loro- e c’erano quelli della mia età che non è poca, tutti lì a dire che non volevamo essere, né stare, né riconoscerci, nelle politiche di Salvini che ha sempre disprezzato le genti del Sud, di qualsiasi Sud. I Tg ne hanno parlato e questo mi e ci   consola, ma dai TG ho potuto vedere anche chi c’era ad accogliere Salvini al Circolo dei Forestieri tra “stampa locale accreditata” , si fa per dire, e gente che gli chiedeva selfie. Che pena! Nella manifestazione notavo anche tanti che con il popolo delle sardine non c’entravano niente, che erano lì per curiosare, spiare, annotare e, come dice giustamente il mio amico Arnaldo, bisogna veramente cominciare a mettere paletti e a tenere a distanza gente che   con noi non c’entra proprio niente. Ora e sempre resistenza!   

mercoledì 20 novembre 2019

Karl Marx e la filosofia, sono cose molto ma molto serie e non non sono rappresentate da Lei, glielo assicuro.



Apprezzo molte cose di ciò che lei dice relativamente alla globalizzazione e alla lettura tutta marxiana della nostra società contemporanea, ma raccontato da lei però Karl Marx, ma anche Gramsci sembrano statuine o ninnoli  di porcellana bisquit che una raffinata signora esibisce come collezione privata. Marx andrebbe studiato per il suo umanesimo innanzi tutto, ma anche per l’onestà dei suoi intenti e per la profondità del suo pensiero e soprattutto perché tutto quello che stiamo vivendo nelle nostre società, cosiddette aperte, è quello che lui aveva previsto, attraverso i concetti di feticismo della merce e del denaro o circa la reificazione dell’umano, e sta sotto gli occhi di tutti .  Ci ha aperto gli occhi e ce li ha resi anche più acuti  un  ritorno alla scienza pre- marxiana  sarebbe inconcepibile. Tutti gli autori contemporanei hanno un debito nei confronti di Marx, anche se non lo sanno o semplicemente non vogliono ammetterlo, come condivido pure la critica che lei fa rispetto ciò che oggi viene spacciato di essere o che si dice  di sinistra. Ma anche qui devo contestarle i modi e lo stile. Lei rappresenta tutto intero l’esempio più eclatante di narcisismo televisivo, compiaciuto, manicheo e esibizionistico e lo manifesta attraverso un linguaggio che nessun intellettuale serio vorrebbe parlare o parlerebbe, soprattutto un intellettuale marxista: provo ad immaginare cosa avrebbe detto di lei Pasolini, se lo avesse ascoltato o Umberto Eco, o Gianni Vattimo, di cui è stato allievo ma che evidentemente non la segue più molto. Lei riproduce espressioni metricamente perfette come «turbocapitalismo apolide», «globalizzazione linguistica», «contronarrazione demofila».Dondolando il capo su quei periodi lunghi, asciutti, recitati a voce impostata e ritmo sostenuto ma costante, che pare non rallentare mai. Un lavoro di preparazione televisiva veramente notevole. Lei miscela in un blend di gusto indefinito, giusto per confondere,   valori di destra (patria, onore, famiglia, eticità) e idee di sinistra («diritti sociali, dignità del lavoro, socialismo democratico). Forse un tempo non lontano lei è stato indubbiamente uno studioso, ma ora, come Faust ha deciso di vendere l’anima al diavolo: essere in televisione sempre, non ontologicamente, ma come personaggio che fa spettacolo rende di più che un’aula universitaria. Così ha deciso di smettere di fare lo studioso e ha fatto della storia della filosofia un insieme di citazioni disarticolate e decontestualizzate, buone a solleticare i più bassi istinti di integralisti cattolici e gentaglia di destra. E a proposito  di certe sue elucubrazioni su una cosiddetta “teoria del gender”, lei ha prodotto veri e propri assalti terroristici, evocando il pericolo di introduzione di inesistenti “teorie gender” nella scuola, per spaventare le famiglie rispetto a questioni che nulla hanno a che vedere con l’attività formativa svolta nei diversi gradi dell’istruzione. Una campagna in atto da qualche tempo, che intende proporre l’odio nei confronti delle differenze in risposta alla necessità che si formino i bambini e i ragazzi al rispetto della dignità di tutte le persone, indipendentemente dalla loro provenienza, sesso, e credo . Quindi, e concludo su questo argomento : La smetta di scrivere sciocchezze! Ma da chi è pagato lei? Ma è stato mai insultato per la strada chiamato frocio? E' stato mai picchiato in classe o in un giardino pubblico perché non conforme ai suoi criteri di "eticità" hegeliana- come scandalosamente e falsamente  scrive lei citando la dialettica “servo/ padrone”?  Lei a questo punto è la vergogna della filosofia italiana o ciò che la filosofia italiana produce attualmente? Ma voglio sperare e sono convinto che il panorama filosofico italiano nel mondo non sia rappresentato da lei! C'è qualcosa di torbido e di oscuro dietro i suoi pseudo ragionamenti. C'è la presenza di un pensiero vecchio come il cucco che si chiama machismo fascista, bullismo . Ma di cosa ha paura lei per avercela tanto con le persone omosessuali e per essere così violento verso chi sperimenta ogni giorno su di sé la violenza verbale e fisica? Lei coì perfettino nel look studiato, così belloccio stereotipato da rivistina fashion, giovane clone - lei si orwelliano- dei tanti figurini che girano oggi sui media. A 68 anni sono un sopravvissuto, e ancora devo difendermi, in questa italietta di mediocri fascisti familisti come lei, dall'aggressione giornaliera di uno pseudo filosofo, o di uno stronzetto qualsiasi che per strada mi insulta e mi guarda storto solo perché non mi sono sposato e i miei gusti sessuali potrebbero essere diversi dai suoi! Io non ho mai aggredito nessunoI Io non ho mai chiamato qualcuno diverso da me con qualche termine dispregiativo legato alla sua sessualità e la riprova sta nel fatto che non c'è neanche un termine per poterlo fare, cosa che invece mi sembra essere molto facile per quelli come lei che di termini ne conoscono tanti: culattone, frocio, checca, busone, ricchione, femmenella! Si vergogni ! Glie lo ripeto ! Si vergogni, perché lei dietro la facciata della filosofia si fa portatore del   più vile e basso attacco che si possa pensare non solo contro le persone omosessuali ma contro ogni differenza! Al momento, lei più che un   fine pensatore mi sembra   un mazziere dei concetti al servizio delle più stolte idee reazionarie. Forse i suoi contatti con Alberto Bagnai, Gianni Vattimo, Massimo Cacciari le sono stati utili, ma non so quanto lo siano per loro. Per quanto mi riguarda   lei ridicolizza  filosofia. Mi ascolti, lasci perdere la televisione si chiuda in biblioteca e riprenda in mano, approfondendo seriamente quello che invece aveva  lasciato, chissà forse riesce di nuovo ad imboccare la strada giusta.



domenica 17 novembre 2019

E GIOVEDI 21 SALVINI SARA' A SORRENTO ACCOLTO IN POMPA MAGNA. UN AFFARE TUTTO SETTENTRIONALE...E QUI A SUD GLI DANNO PURE FIDUCIA!

MOSE VENEZIA




ZAIA LEGA
SALVINI LEGA

GALAN FORZA ITALIA










Venezia affonda. FERMO Modulo Sperimentale Elettromeccanico (Mose).-
Capolavoro firmato Forza Italia e Lega. E non può che far sorridere sentire Matteo Salvini dire che in questa vicenda “la Lega non c’entra niente“ e che “il Mose è fondamentale e conto che la manovra esca con 100 milioni di euro per mettere in esercizio un’opera piuttosto che tenerla ferma”

Risulta incomprensibile questo tentativo di lavarsene le mani visto che al governo della Regione, dal 2000 al 2010 c’era il forzista Galan supportato dall'allora Lega Nord mentre dal 2015 a oggi c’è Luca Zaia. 
Insomma appare complicato dire che il Carroccio in tutta questa storia sia stato un semplice spettatore. Come non regge neanche la questione dei fondi da stanziare di cui, ieri, il Capitano si è fatto promotore, annunciando un apposito emendamento, perché fino a prova contraria per 14 mesi è stato vicepremier e ministro dell’Interno del governo gialloverde. Insomma di tempo e modo per agire ne aveva avuto a sufficienza. La realtà è che nel disastro di Venezia la vecchia politica ha nuovamente dimostrato tutti i propri limiti. Saccheggiato dalla politica, il Mose è l’emblema degli sprechi.- Il governatore Luca Zaia è furente perché non ha idea di dove siano i sei miliardi spesi per il Mose. Venezia è sott'acqua mentre il Mose resta spento a fare la ruggine. È il paradosso dell’opera ambiziosa che avrebbe dovuto mettere al riparo dalla furia delle acque la città lagunare e la cui realizzazione è iniziata nel 2003, quando a capo del governo nazionale c’era Silvio Berlusconi, ma che, nonostante il susseguirsi di differenti amministrazioni comunali e regionali, resta tuttora un’eterna incompiuta. Già perché il gigantesco sistema di dighe, detto Modulo Sperimentale Elettromeccanico (Mose), è stato pensato addirittura negli anni ’80, doveva essere terminato già nel 2016 ma, per problemi di progettazione, scandali e inchieste, ha visto slittare i tempi in modo esponenziale tanto che ora il nuovo termine è previsto per il 2021. Dati alla mano, infatti, l’opera è pronta all'incirca all’85%. Così per capire le ragioni del disastro che sta sconvolgendo Venezia, non si può che partire dalle indagini della magistratura e quindi dalle conseguenti responsabilità della politica. ZAIA-LEGA Forse è andato in Regione quanto Matteo Salvini al Viminale per non sapere che una parte di quei soldi è stata sprecata e l’altra direttamente rubata. Nonostante sia chiaro che i soldi fatti sparire dalla corruzione sono sottratti alle opere, e quindi a tutti noi, la questione morale è un tema che interessa poco gli elettori del Centrodestra, che paradossalmente a ogni scandalo aumentano. Anzi, solo a porre il tema, lo zoccolo duro della Lega prima nega l’evidenza e poi fa spallucce perché nulla è più importante di mandare a casa i Cinque Stelle e le sinistre, gente che ha in testa solo “tasse, manette e sbarchi”, come ripete incessantemente la retorica salviniana.In Olanda fanno dighe con materiale di risulta edile, dei dragaggio dei porti e fiumi. In Italia i fanghi dei porti sono rifiuti speciali. SIAMO LA REPUBBLICA DELLE BANANE. Ah’ aggiungo di mio: i veneziani volevano da sempre l’autonomia ora vogliono i soldi di tutti gli italiani. 

E ci sono meridionali che hanno votato questa gente anche nel mio paese e domenica prossima Salvini sarà a Sorrento accolto in pompa magna. Che pena!








 A.M.