mercoledì 25 marzo 2015

Ma il Novecento è davvero così ignobile? Una riflessione su un convegno che si terrà a Napoli

franco cuomo : DANCING, ACRILICO SU TELA 120X80 
Le sequenze formali sono di numero limitato: la loro durata può essere lunghissima (come quella degli arnesi), oppure brevissima ( come la moda). Così come molto varia è la loro velocità; vi sono serie che vedono formazioni serrate di molti operatori, altre che sovrappongono immagini e tagli di altre immagini, altre caratterizzate dalla discontinuità degli interventi. Tuttavia nessuna opera d’arte esiste al di fuori di queste sequenze continue che le collegano ad un unico progetto, ad un unico disegno ad un'unica finalità. Questo è per me il Novecento in arte, in letteratura, in musica: potrei riassumerne l’estetica rimandando a Pulp Fiction film di Quentin Tarantino che appunto sembra chiudere il Novecento , oppure fare scorrere una sequenza di immagini tratte da opere pittoriche o filmiche con una canzone di    Urge Overkill - Girl, You'll Be A Woman Soon, che tra l’altro era parte della colonna sonora del film, quella dove Uma Thurman balla prima di finire in over dose. Frammentarietà, tagli, discontinuità: Walter Benjamin più che Martin Heidegger, Theodor Adorno più che Ernest Cassirer, Michel Foucault più che Jurgen Habermas e poi tutta la cultura e la musica pop  i Beatles, gli Stones, i Pink Floyd più che Nono, Stravinsky, Stockhausen. In un convegno tenuto proprio al Suor Orsola Benincasa nel maggio del 1990, venticinque anni fa, Domenico Conci, Sergio Givone, Ives Ersant, Enzo Siciliano, Carlo Sini, Aldo Trione e Stefano Zecchi, si riunirono per discutere di Mito e Bellezza nel Novecento. Ricordo che proprio Stefano Zecchi aveva appena scritto un libro intitolato La Bellezza, edito da Bollati Boringhieri il cui primo capitolo “ Uscire dal Novecento”. In quello convegno e in quel libro mi ricordo che  il Novecento non ne uscì bene, l’unico che ebbe parole più tenere e comprensive verso quel secolo scomodo – che allora era agli sgoccioli, fu Enzo Siciliano, forse ancora direttore di Nuovi Argomenti. Ora finalmente è finito ( già da quindici anni), e un convegno fatto sempre al Suor Orsola Benincasa adopera ancora un termine come “Ignobile” per definirlo, anche se – credo Emma Giammattei, abbia scritto che il termine non vuole essere dispregiativo. Io amo tutto il novecento, anche se storicamente  ha partorito esperienze agghiaccianti per il genere umano. Amo profondamente quella cultura e quegli uomini che – soprattutto nella sua seconda metà, si sono sforzati di comprenderne e definirne i linguaggi multipli, molteplici, vari e soprattutto di rappresentarne la definitiva sparizione dell’Europa come centro produttivo di senso. Non so quali saranno gli assunti di questo convegno né le tesi sostenute dai relatori, i titoli mi farebbero sperare in un recupero di quello che per me resta un grande secolo, ma allora non mi spiego l’ignobile che gli fa da attributo, anzi che gli è stato attribuito. E allora mi piace ritornare sul Novecento come il secolo dell’ estetica frantumata, magari questa attribuzione poteva rendergli più giustizia e ritornare a quel pezzo a cui facevo riferimento all’inizio di questo brevissimo scritto: Girl, You’ll be a woman soon ( Ragazza, presto sarai una donna), non per il contenuto ma per come è realizzato il video, anzi per come è concepita tutta la temporalità e la visualità su You Tube. E’ la dimensione dinamica e erompente e multi temporale preconizzata dalle avanguardie novecentesche che attraversa le strutture formali dei linguaggi oggi super evoluti rispetto a quelle concettualizzazioni. Voglio dire che siamo ancora profondamente e esteticamente  intrisi di Novecento . La vera figura retorica di questo secolo appena passato è l’irrequietezza utopica, una tensione che non si accontenta di nessun risultato ma si appropria di un’esperienza istantanea acquisita per farne la base di un ulteriore passo avanti. Mentre scrivevo questo pezzo per il mio blog, ho postato su FB, ho chattato su Skype, ho ascoltato musica e visto video da You Tube spaziando dai sessanta del secolo scorso agli anni 10 di questo secolo. Ecco, questo era già stato pensato nel Novecento da musicisti, artisti filosofi, questo era già lo zeitgeist di quel secolo: tutto questo è semplicemente l’estetica del Novecento.
Franco Cuomo

venerdì 20 marzo 2015

L'assessore non zittisce nessuno!



Una querelle che ha assunto toni grevi e pesanti e nella quale vengono sostenute molte bugie, una tra le tante che avrei proferito spregevoli insulti e offeso l’onorabilità professionale dell’assessore per aver criticato una cosa che ora lui dice di essere solo un’idea, ma che dalla sua pagina di FB, cito testuale “ è un progetto [… . ] Il segno fondamentale di questo progetto e' l'agora...La costruzione dj una copertura in acciaio e vetro che sovrasta la intera piazza Umberto realizzando una vera e propria galleria oltre a piccoli tratti delle quattro strade confluenti sulla piazza. Una struttura leggera che si pone l'obbiettivo di realizzare un vero e proprio centro commerciale coperto.. “  e del quale oggi è visibile pure il rendering, ovvero la simulazione grafica di tutta la struttura da realizzare. Ebbene, non mi sembra un’ingiuria sostenere e dire e scrivere che un ingegnere, per bravo che possa essere , è un ingegnere locale- cioè uno che lavora sul territorio-  e non può certo competere con una professionalità diversa dalla sua ovvero quella degli architetti che, appunto fanno un altro mestiere, e soprattutto poi con gli architetti che ho tirato in ballo che lavorano su committenze internazionali  ed hanno studi sparsi per il mondo intero. Tutto questo è stato scritto nel mio ultimo post  sul mio blog Cronache da Agharta, ma l’assessore ha ritenuto sostenere che io gli ho buttato fango addosso e che ce l’avrei con lui perché lui ha demolito  l’ecomostro di ALIMURI che io, che i VAS, per l’assessore, avrebbero invece ( seconda bugia) voluto non far demolire. Da qui tutta una serie di commenti e un vespaio  di falsità e battute e un  totovico su vecchiaia, inutilità della vita, inutilità per le donne ecc. ecc. ma queste cose  fanno sicuramente parte  della strepitosa cultura e apertura mentale dell’assessore.  Per l’ALIMURI ricordo solo per precisione  e possono testimoniarlo il giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Fabrizio Geremicca e il direttore dello stesso giornale Marco De Marco, che nel 2007 i VAS furono i primi a denunciare un affare che si stava tentando di realizzare attraverso la demolizione di quella struttura, conservo ancora la pagina con la mia foto e un servizio che mi descriveva quasi come un paladino della difesa del territorio. Oggi le cose sono andate come sono andate e su tutta l’operazione il sottoscritto – e non sono solo io a sostenerlo, ma anche un consigliere comunale della minoranza, conserva tutta una serie di perplessità e dubbi che non sono stati ancora chiariti. In tutte le procedure connesse a quella operazione ci sono ancora molti punti oscuri e quei lavori che stanno ancora continuando o forse sono terminati da poco li starebbe pagando il Comune di Vico Equense con un mutuo alla cassa deposito e prestiti - fino a prova contraria, ovvero fino a quando la famiglia Normale, ancora proprietaria del sito, non deciderà di rimborsare l’amministrazione pagherà ogni singolo cittadino di Vico Equense, ovvero Pantalone.  Oggi l’assessore pubblica il rendering del progetto di copertura della piazza, sul quale io ho  scritto testuale “Che si apra un dibattito su questo argomento e se intervento ci dovrà essere allora si bandisca un concorso serio, con professionisti veramente internazionali”, evidentemente  se c’è il rendering  si starà studiando anche il progetto, lo studio di fattibilità, e tutto quello che occorre. Ecco, la mia colpa è stata quella  che  ho avuto l’ardire di criticare questa metodologia. Ho lavorato per anni come docente a contratto presso la facoltà di architettura per non sapere che il rendering è una cosa e la realizzazione un’altra, io ho tutta un’altra visione di una piazza meridionale di una cittadina della costiera sorrentina, condividendo invece  pienamente l’obiettivo della pedonalizzazione. Un ultima cosa: l’assessore è stato nominato dal sindaco Gennaro Cinque, non è stato eletto dalla popolazione questa è una cosa che deve far riflettere, scelte così importanti non possono essere fatte senza una programmazione urbanistica complessiva e senza una discussione che coinvolga tutti i cittadini. 

Franco Cuomo Coordinatore del Circolo VAS " Giovanni Esposito"
di Vico Equense    

martedì 17 marzo 2015

Acciaio e vetro per una mega copertura in Piazza Umberto I a Vico Equense


Una copertura di vetro e acciaio su piazza Umberto I a Vico Equense in costiera sorrentina, una copertura che dovrebbe includere tutta la piazza. E' il progetto dell'assessore Antonio Elefante, ingegnere edile che crede di essere un archistar internazionale. La finalità di questa ipotetica costruzione di una grande agora per favorire il commercio in dispregio di qualsiasi normativa di conservazione e tutela urbanistica e architettonica. Queste le parole con le quali l’ingegnere edile, assessore di questo sfortunato paese, descrive l’opera: “Il segno fondamentale di questo progetto e' l'agora...La costruzione di una copertura in acciaio e vetro che sovrasta la intera piazza Umberto realizzando una vera e propria galleria oltre a piccoli tratti delle quattro strade confluenti sulla piazza. Una struttura leggera che si pone l'obbiettivo di realizzare un vero e proprio centro commerciale coperto..”.  Credo che per fermare questa che si configura essere una vera e propria follia architettonica in un paesino costiero come Vico Equense debbano intervenire figure professionali alte con prese di posizioni chiare e risolute penso ai della facoltà di Architettura di Napoli, alla Soprintendenza ma anche ad architetti veramente internazionali, ai quali mi rivolgerò come VAS descrivendo quello che si vuole realizzare, che richiamino questo ingegnere provinciale al senso delle misure e alla ragionevolezza estetica e storico ambientale. Non ne possiamo più di improvvisazioni speculative proposte da chi ha le mani in pasta in materia di edilizia! La piazza di una cittadina meridionale della costiera sorrentina avrà pure delle morfologie e tipologie costruttive da rispettare o no ? Che si apra un dibattito su questo argomento e se intervento ci dovrà essere allora si bandisca un concorso serio, con professionisti veramente internazionali. L’assessore Elefante non mi sembra sia Oriol Bohigas, o Renzo Piano o Frank O. Gehry o  l’architetto sino-americano Ieoh Ming Pei. L’assessore Elefante non può passare con disinvoltura dal progetto firmato dalla Saec, la società dello stesso Elefante, di costruire nuove case a Sant’Agnello, Comune di circa 8500 abitanti che prevede di cementificare circa 5.000 metri quadrati di aranceti e limoneti, su una superficie complessiva di 17.000 metri quadrati per quello che oggi con rinnovata anglofilia si definisce social  housing a quest’altro mirabolante progetto di una gigantesca pseudo cassa armonica sulla Piazzetta di Vico Equense !. Qualcuno dovrà pur fermare questo solerte e instancabile costruttore? I VAS sono intenzionati questa volta a far sentire la loro voce anche oltre il limes paesano o territoriale. La città di Vico Equense, ma anche tutta la Costiera Sorrentina stanno subendo da tempo una trasformazione che ne ha stravolto completamente gli aspetti per i quali questi territori erano un tempo decantati in tutto il mondo e tutto questo grazie a leggi liberistiche in materia di edilizia e di urbanistica prontamente abusate da costruttori che hanno ormai costruito un sudario di cemento a questa città e a questo territorio. L’assessore Elefante, chiamato dal sindaco Gennaro Cinque non può decidere di stravisare il centro di una cittadina costiera senza averne le competenze architettoniche e senza averne il rispetto che sia questa piazza, sia i cittadini di questo paese dovrebbero pure meritare.
Franco Cuomo  VAS – Circolo Giovanni Esposito
Vico Equense   

domenica 1 marzo 2015

Tra felpe, twitt e primarie controllate, quello che è diventato questo paese


Un Italia politicamente e moralmente brutta fa bella mostra di sé su tutti i media, brutti politicamente e moralmente pure questi. Un'Italia che ha deciso di gettare chissà dove intelligenza, buon gusto, razionalità, laicità, tolleranza per stringere  le  sue braccia al collo dell'ottusa e violenta alleanza fascistoide leghista di Matteo Salvini o l'ottusa, incolta e brutta cultura di centro destra di Matteo Renzi e dei democratici. Non c'è niente altro sulla scena politica e sociale italiana di questo scorcio di inizio di XXI secolo. Una società regredita  a livelli provinciali di campanilismi che si scaglia con veemenza contro immigrati, e contro tutte le possibili diversità sociali che sarebbero la causa di tutti i mali che ci affliggono. Spaventa e inorridisce riflettere sui livelli culturali di chi oggi è sotto i quarant'anni anche se laureato. Sembra non esserci più spazio per nessuna elevazione morale, spirituale o semplicemente estetica.
Siamo in un guado nel quale ci si imbatte sempre più raramente in modelli sparuti di  esempi di raffinata espressione intellettuale e sempre più quotidianamente con la melmosa palude di una cattiva lingua, di una pessima estetica, di uno sciatto universo politico appiattito spesso su pessima amministrazione e sostenuto da ignoranza e luoghi comuni. Nel 2015 sono oggetto del dileggio di un diciannovenne grossolano che mi chiama ricchione per strada tra le risatine dei suoi amici; pance enfiate, cinture sotto ombelicali dialetto gergale, sciattezza vestiaria, facce trucide. L'ho denunciato , ma questo non basta perché la maggior parte dei ventenni non si discosta molto da questo esempio di ritrovate virtù italiote. Quello che conta oggi è sentirsi parte di un branco, ventre molle delle peggiori espressioni sociali: può essere quello di Salvini o di Casa  Pound o quello di Renzi e compagni non cambia di molto la pochezza è sempre tanta. Analfabetismo di ritorno crescita zero della cultura, riottosità verso qualsiasi atteggiamento che si distanzi dalla massa strafottenza e disprezzo per l'ambiente che - soprattutto dalle nostre parti - subisce aggressioni e violazioni  ormai difficilmente più recuperabili. Questo è quello che sta succedendo oggi in questo paese! Questo è l'autentico terrorismo che fa tutt'uno col clima di paura planetario diffuso ad arte dai padroni assoluti della finanza e del capitale. Si creano e si costruiscono ad arte nemici esterni col supporto dei media e così le coscienze individuali spariscono spazzate via da deprecabili e discutibili riconoscimenti identitari indotti: l'occidente, l'Islam, gli immigrati, gli italiani, i settentrionali i meridionali e così fino ad arrivare al proprio campanile e al proprio naso. Ci sarebbe da fare parecchio contro questo degrado socio culturale, dovrebbero insorgere le università, la scuola, i possibili intellettuali e o chi fa un lavoro intellettuale, se non fosse che tutte queste categorie sono state assorbite dal vortice dei media e poi, mi chiedo, oggi in Italia, ma anche in Europa, che potrebbe ricoprire il ruolo che una volta era occupato da nomi quali Habermas, Foucault, Barthes, Pasolini? Una volta si facevano i conti con l’estetica della verità di Adorno, oggi con gli slogan sulle felpe di Salvini o con i trilli twittati di Renzi. L’umanismo classico, sorto come cura personalistica di un animismo svilito, oggi è praticamente esaurito, anzi si è svilito da sé e si è messo sulla difensiva: gli umanisti contemporanei organizzano primarie truffaldine che altri truffatori di democrazie pongono sotto controllo.
 Oggi, di quei pensatori che hanno fatto grande il pensiero critico europeo ci rimangono solo i loro scritti nel loro chiarore fioco e nella loro crescente oscurità. Si trovano ancora in edizioni più o meno accessibili e potrebbero venire ancora letti, se qualcuno ritrovasse soltanto i motivi per poterli leggere. Tra tutto questo vociare volgare, tra giovani che parlano male nella crescita crescente di ideologie mediocri e proprio per questo pericolose, il loro destino è di starsene in silenziosi scaffali, come lettere in giacenza che nessuno andrà più a ritirare: immagini o illusioni di una cultura cui questi ottusi contemporanei non vogliono e non possono più fare propria.  

sabato 31 gennaio 2015

La rivincita democristiana e la disfatta dei comunisti

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella


I cattolici hanno stravinto in questo paese grazie al partito democratico. Un greve conformismo centrista che ha riabilitato in toto la Democrazia Cristiana di un tempo, la sua cultura, i suoi uomini. Sparisce, da un partito che si definisce di sinistra - ma che è invece strutturalmente di centro- ogni segno di cultura comunista e di tradizione marxista. Una strana metamorfosi che dal vecchio PCI ha veicolato la trasformazione, come un serpente che muta la sua pelle, nel PDS, poi nei DS, poi nel PD dove l'anima morotea democristiana è venuta fuori con tutto il suo manifesto moralismo e con il peggiore strumentalismo che qualsiasi politica possa mai aver messo in campo. Gioiscono e si commuovono tutti i vecchi democristiani, a partire dalla Bindi, ma anche Renzi e la sua corte che non è mai stata comunista e la Boschi che- pubblicamente- ha dichiarato di preferire Fanfani a Berlinguer anche se non ha mai conosciuto nessuno dei due.
L’ascesa di Sergio Mattarella al Quirinale ci ridarà un quaresimalista dello stampo di Oscar Luigi Scalfaro. Anche Mattarella è pio, schivo, poco incline al sorriso. Sul Colle lo vogliono i democristiani del Pd. In prima linea, Rosy Bindi che con lui, negli anni di Tangentopoli, liquidò con un amen una democrazia cristiana divenuta troppo ingombrante ma non cessando mai di esserlo.
Questa fragranza di candele accese da chiesa e di crisantemi inquadra perfettamente la tradizione culturale di Sergio Mattarella. L’origine è quella  dei «basisti», variante della Dc di sinistra (l’altra era morotea), nella mia città si chiamarono “fiorini” dal nome della lista Fiore dove confluirono in molti allora giovani democristiani. Il più noto “basista” del tempo è l’irpino, Ciriaco De Mita. L’anima della stirpe fu però lombarda. Capostipite era il sen. bresciano Salvi, ormai defunto. Costui indossava il cilicio, era cupo ed ebbe il soprannome di «2 novembre». Salvi clonò un gruppo di identici a lui: l’on. Padula, detto «bonjour tristesse», il sen. Martinazzoli noto come «cipresso», l’on. Gitti, soprannominato «cripta», nomi affibiati loro dagli stessi amici di partito. Di tutti si è persa la memoria. Tutto questo è nel DNA del 73enne Mattarella, reperto di un mondo scomparso e tutto questo ha preso il sopravvento in un partito che ha definitivamente disintegrato ogni minima tradizione comunista.
Va detto a “onore” di Mattarella di avere capito quasi per tempo che la politica del Duemila non era più per lui. Nel 2008 se ne andò dal Parlamento per usura, essendoci entrato nel 1983. Durante le sette legislature fu prima DC, poi Margherita, infine PD, che è la stessa cosa.
È stato più volte ministro – nei governi Goria, De Mita e Andreotti alla fine degli anni ’80 – e addirittura vicepresidente del Consiglio con il D’Alema I (1998-1999). Il suo maggiore exploit fu l’invenzione del Mattarellum, dal suo nome latinizzato per burla dall’indignato politologo Giovanni Sartori.
Lasciato il Parlamento, Mattarella dimostrò di non essere il tipo che resta appiedato senza una poltrona. Entrò subito nel CPGA, il Csm dei giudici amministrativi, incarico di nicchia, come si usa dire, ma discretamente remunerato. Poi, puntò direttamente alla Corte Costituzionale che è la più bella poltrona che ci sia. Dura nove anni, più di ogni alta carica; sei rispettato come un Dio, pagato come un principe, intoccabile come un re, in un vorticare di auto blu, autisti, segretari e privilegi vari.
Il volo di “Sergiuzzo” – come lo chiamano i palermitani che stanno festeggiando - cominciò il giorno in cui Piersanti, suo fratello maggiore e presidente della Regione Sicilia, fu brutalmente assassinato dalla mafia nel 1980. Sergio, che aveva assistito impietrito all’omicidio, soccorse il fratello che morì tra le sue braccia in ospedale, un episodio terribile che ne ha segnato la vita. In quell’istante decise di raccogliere il testimone e continuare la tradizione politica cominciata col padre Bernardo, moroteo, più volte ministro nel dopoguerra, gran notabile che però riusci a convivere senza urti con la mafia. Contrariamente ai suoi figli  Piersanti che, ne fu ucciso e di Sergiuzzo che dell’antimafiosità ha fatto il suo vessillo corredandola di altre virtù: moralità politica, trasparenza, severità dei costumi, salda osservanza alla Chiesa.
Nel 1983 divenne deputato e l’anno dopo fu per tre anni il plenipotenziario demitiano in Sicilia. In questa veste, inventò la figura di Leoluca Orlando facendolo sindaco di Palermo. Ce l’avrà per sempre sulla coscienza. Leoluca era ancora un placido dc ma la promozione gli dette al cervello. Divenne un compulsivo antimafioso e il prototipo di chi su questo imbastisce la carriera, finendo per accusare di connivenza perfino Giovanni Falcone.
Nel ’95 ruppe con Rocco Buttiglione che, da segretario, voleva portare il Ppi nell’orbita del centrodestra e lo irrise come «el general golpista Roquito Buttillone» una mossa politica non da poco anche per l’insipienza di Rocco Buttiglione. Negli anni in cui Berlusconi governò, definì «indecenti» le sue leggi affermando che i «ministri vanno in Parlamento solo quando c’è da votare leggi a favore del premier», aveva ragione. Ebbe poi un travaso di bile il giorno in cui FI entrò nel PPE, sembrandogli sacrilego che lui della Margherita dovesse stare sotto lo stesso tetto. «È un incubo irrazionale», affermò, come se ci fossero incubi razionali. Brigò al punto che la sinistra dc uscì dal PPE per non infettarsi. Inutile dire che tanto livore non è il migliore lasciapassare per il Quirinale.
Per concludere, Mattarella è un moralista. Come spesso accade con costoro, anche lui è inciampato. Negli anni ’90, fu rinviato a giudizio per finanziamento illecito, accusato da un imprenditore siciliano di avere intascato 50 milioni di lire, più buoni benzina. Sergiuzzo giurò: «Il contributo non è mai esistito». Era falso. Messo alle strette, ammise la benzina, non i soldi. Se la cavò per il rotto della cuffia: l’imprenditore non fu creduto e i buoni, per un valore di tre milioni, furono giudicati veniali. E’ stato Assolto. Ma la bugia resta e per il Colle pesa ( Marco Travaglio?).

Dei comunisti nel PD, per la verità spariti già da tempo, invece non resta più nulla e il Partito Democratico oggi altro non è che la vecchia Democrazia Cristiana che come araba fenice è risorta dalle sue ceneri. Morale della favola: in un paese corrotto dall’assenza di moralità, il moralismo perbenista cattolico stravince , mentre la cultura comunista si è spostata in un altrove di cui si fa fatica a ritrovarne le tracce.

lunedì 26 gennaio 2015

Ho chiamato mio figlio Ernesto, per ricordare il CHE e ne sono fiero


Così, ancora una volta esprimere la propria opinione sulla classe politica che ci governa, parlo di quella del Partito Democratico, ma ormai i distinguo potrebbero anche essere aboliti,   scatena reazioni non molto razionali o ragionevoli anche tra persone che si è abituati a conoscere. Tralascio, l’”incidente”, e un po’ me ne dispiaccio, ma di certo non cambio opinione su chi tra CATTIVA COSCIENZA, MALAFEDE, DISONESTÀ INTELLETTUALE, IPOCRISIA, AVIDITA', DEMAGOGIA, pessima  RETORICA, OTTUSA E ARROGANTE CONSERVAZIONE DI PRIVILEGI, PROTERVA CONSERVAZIONE DEL POTERE FINE A SE STESSO, INTERESSE PERSONALE E FAMILIARE, CLIENTELISMO E VOTO DI SCAMBIO, continua a mentire e continua a conservare un o status quo che violentemente estromette i cittadini dalla democrazia, e ne ignora i bisogni e le istanze di giustizia sociale, per rincorrere un decisionismo becero quanto totalitario fingendo di voler ammodernare, ma soprattutto includo tra questi anche chi con patetiche quanto  insulse prese di posizione sostiene di voler cambiare continuando a mantenere in vita una macchina mostruosamente fasulla. Il Partito Democratico infatti è un partito artificiale sostenuto dagli apparati di governo, un partito senza iscritti, dove gli iscritti si comprano a chilo tra extracomunitari  o tra chi è disposto a farsi comprare,con primarie vergognose , con faide interne  personalistiche ,policefalo come l’Idra di lerna. Ho gioito per la vittoria di Syriza in Grecia, quale che sarà il suo futuro, ho gioito perché ho visto un uomo col pugno chiuso, un uomo che ha chiamato suo figlio Ernesto in ricordo del Che, che lo dice senza vergognarsene, come invece si vergognano tutti i democratici del mio paese per essere stati in passato comunisti, che combatte per la giustizia sociale e per la dignità delle persone. Anche questa potrebbe essere cattiva retorica, ma questa però stavolta non  viene più usata per difendere interessi di capitali o interessi di poltrona. E’ un uomo giovane che adopera e dà vigore a   parole dimenticate da noi - non come le nostre mezze calze che si impegnano per il benessere della banche ,delle borse e dei mercati ovvero i cosiddetti democratici .Mi auguro che Podemos in Spagna lo segua a ruota per dire basta ai dictat capitalistici e finanziari della Germania , della Merkel e della BCE e di politici cointeressati a questa danza macabra che impoverisce il mondo nell’ideologia che solo le borse siano la salvezza. Si abbia il coraggio di riparlare di nuovo di welfare, di controllo dei mercati, basta con questa storia di dare sempre più soldi agli imprenditori, i soldi diamoli agli ospedali, alla ricerca, alla scuola, alla tutela dell’ambiente! Si indica una conferenza mondiale sul debito e smettiamola di affamare il mondo, di esportare e sostenere conflitti sanguinari nelle zone del pianeta più ricche di materie prime con la scusa di esportare la “democrazia” che poi viene platealmente disattesa nello stesso occidente con legislazioni e colpi di mano che cambiano le costituzioni e estromettono i cittadini dalla sfera delle decisioni. La divisione capitale- lavoro suscita tanti conflitti, proprio a causa dell’estrema concentrazione della proprietà del capitale. Di fatto,in tutti i paesi, la disuguaglianza dei patrimoni – e dei redditi da capitale che ne derivano- è sempre molto più accentuata della disuguaglianza dei salari e dei redditi prodotti dal lavoro. Parliamo di questo! Parliamo della concentrazione della ricchezza sempre più in mano di pochissimi e dell’aumento della povertà anche nelle nostre società un tempo ritenute del benessere: fino a quanto potrà durare questo andazzo? E perché questi sedicenti uomini politici nostrani non affrontano questo argomento, ma preferisco giocare a Monopoli difendendo interessi finanziari smaccatamente di parte? Quello che sta facendo il Partito Democratico in Italia si inserisce nella logica di un controllo totale della popolazione sia attraverso leggi elettorali liberticide, sia attraverso operazioni pericolose per manomettere la Costituzione, sia attraverso il controllo su tutta l’informazione. Oggi questo sistema ha creato una poderosa macchina che ha come motore non più la produzione di merci, come era stato nel passato, ma un sistema finanziario che sta velocemente depredando il pianeta da tutti i punti di vista: economico, ambientale, sociale! Il denaro, che si accumula sempre più nella mani  di pochissimi, viene impiegato, investito, fatto circolare sui mercati all’unico scopo di produrre immediatamente una maggiore quantità di denaro, in un crescendo patologico che appare essere sempre più fuori controllo e nelle mani di pochissimi attori. Tutto questo mette a repentaglio tutto: diritti, libertà, democrazie, ambiente e la stessa economia: ma di questo si preferisce non parlare. Oggi in Grecia un uomo Alexis Tsipras, un quarantenne, un giovane ingegnere mette sul piatto di contrattazione con l’Unione Europea tutto questo. Comincia a parlare e proporre termini discorsivi e un linguaggio diverso o forse, semplicemente dimenticato o fatto cadere nel dimenticatoio da chi, dopo la caduta del muro di Berlino, ritenne che parlare di tutto questo significava parlare di “ regime comunista” e che bisognasse cambiar pagina, buttando “il bambino insieme all’acqua sporca”. L’aumento delle disuguaglianze impone una riflessione a tutti: “ la svalorizzazione del mondo umano cresce in rapporto diretto alla valorizzazione del denaro” se ciò avviene – come di fatto sta avvenendo perché ormai tutti sembrano tesi alla difesa di questa macchina fatta da banche e mercati, avremo una fragorosa deflagrazione di masse umane sempre più affamate e degli ecosistemi. Non mi sembra – con tutto quello che sta accadendo nel mondo – una considerazione fuori corso o fuori moda, ma questo sicuramente non lo sanno e non interessa saperlo Renzi, De luca, Civati, Cuperlo, Moretti, Bersani, e tutti quelli che continuano a sostenere questo stato di cose credendo di essere moderni laddove sono solamente proni ad una ideologia di devastante pericolosità .  .

DELLA SERIE: ITALIA SFASCIATA . COLLUSI



COLLUSI CON: LA CATTIVA COSCIENZA, LA MALAFEDE, LA DISONESTÀ INTELLETTUALE, L'IPOCRISIA, L'AVIDITA', LA DEMAGOGIA, LA RETORICA, L'OTTUSA E ARROGANTE CONSERVAZIONE DI PRIVILEGI, LA PROTERVA CONSERVAZIONE DEL POTERE FINE A SE STESSO, L'INTERESSE PERSONALE E FAMILIARE, IL CLIENTELISMO E IL VOTO DI SCAMBIO.
UNA SOLA ESPRESSIONE: PD

NE POTEVO INSERIRE MOLTI ALTRI ANCORA, MA NON 
CI ANDAVANO TUTTI, COMPRESO CHI DA ANCORA 
CREDITO E CREDIBILITA' A QUESTA GENTE.