mercoledì 12 marzo 2014

L’essere e il tempo... del pendolare metropolitano


Alzo lo sguardo dal libro che sto leggendo, ma di fatto mi sto svegliando da un torpore sonnolento. Leggere filosofia in treno. Leggere un saggio su Heidegger in treno. Terapia catartica? Sadomasochismo? Sulla destra mi appare il gigante addormentato. Chi guarda il Vesuvio dalla Circumvesuviana o da un qualsiasi punto del Golfo, nota – all’altezza di Santa Maria la Bruna – una collina, alta circa 185 metri, che addolcisce con il suo declino verde l’arida, imponente mole del vulcano. In cima, una chiesa barocca bianca e un’austera costruzione color terra bruciata. Sono i Camaldoli di Torre del Greco, ma il posto è conosciuto anche come Colle S. Alfonso. Ogni volta che guardo quel colle dal treno mi viene in mente il re ostrogoto Teia. La storia dice che quando il cadavere di Teia venne riconosciuto fu decapitato e la sua testa innalzata su un'asta affinché i due eserciti la vedessero. In questo modo i Bizantini sarebbero stati incitati a combattere, mentre gli Ostrogoti, alla vista del proprio sovrano morto, si sarebbero convinti ad arrendersi. Tuttavia ciò non accadde e la battaglia continuò a protrarsi fino al tramonto del giorno dopo quando i pochi superstiti decisero di negoziare. Firmarono un trattato di pace con il quale accettavano di abbandonare l'Italia e si impegnavano a non fare mai più guerra all'Impero. La disperata battaglia sotto il Vesuvio segnò la loro sconfitta definitiva. Ecco, quando i libri di storia descrivevano quest’avvenimento, io ho sempre immaginato che la battaglia si fosse svolta ai piedi di questa collinetta; non chiedetemi il perché. Immaginavo i due eserciti confrontarsi nella pianura sottostante, il clangore degli scudi e delle lance spezzate, il nitrire dei cavalli. La signora che mi opprimeva con la borsa nel frattempo è scesa ora si è seduto un operaio barbuto e corpulento che puzza di fumo, guarda il libro che ho in mano si aggiusta la patta si toglie il cappello di lana calato sulla testa, risponde subito al telefono e mi alita sulla faccia, io mi giro dalla parte della collinetta e penso alla battaglia tra goti e bizantini. Associo pensieri senza un senso preciso, si chiama astrazione da movimento: cambiare facile dire meno facile fare quante volte ho promesso e quasi sempre ho mentito a me stesso domani domani ..e i desideri diventano vani questo succede se non credi in te stesso alza la testa ma alzala adesso. Riapro il libro nel frattempo il paesaggio ha perso identità: la memoria e il paesaggio, la memoria del paesaggio, il paesaggio urbano, la memoria del passaggio. Ci sono giornate nelle quali non so proprio come farò ad andare avanti così. Immagino i prossimi due anni. Mi sento a pezzi e sfogo la mia amarezza,ansia e angoscia trattengo le lacrime. Quanti anni ho trascorso su questi treni? Nessuno può aiutarmi a parte me stesso, ma è ancora troppo presto,non riesco a non pensare a quello che questa gente seduta intorno a me mi sta facendo. Loro sono lì inconsapevoli della pressione che esercitano su di me. E’ sempre così. I livelli di tolleranza finiscono con l’esaurirsi e io con loro. Per un periodo ho preso la ferrovia dello stato, mi tranquillizzava l’idea che a bordo c’era il bagno, sulla circum non c’è, se ti capita di doverci andare devi scendere dal treno e prendere quello successivo oppure te la fai addosso, sono sempre sceso naturalmente anche se ci sono stati dei momenti che c’è mancato poco soprattutto quando dovevi attraversare una muraglia umana tutti schiacciati l’uno contro l’altro…lasciamo perdere. A Ercolano una volta sono sceso e fatto i miei bisogni in una latrina che nessuna descrizione potrà mai rendere per quello che era veramente con un tossico che si schizzava eroina in vena mentre gli colava il sangue sull’avambraccio perché stava fuori vena. Treni dell’esperienza sinestetica. So che per il mio bene dovrei cominciare ad accettare,ma accettare le menzogne e le ingiustizie non è mai stata una mia prerogativa e accettare tutto questo mi sembra troppo per qualsiasi uomo. In questi treni diventiamo tutti esseri del trasferimento che non possiamo sottrarci a ciò che di volta in volta ci porta altrove ma senza nessun inganno filosofico. In fondo cosa siamo? Falliti come animali, o animali mancati, sin dall’inizio siamo condizionati dalla cultura o dalla tecnica. Viviamo venendo al mondo e costruendocelo questo mondo. La macchina mi costerebbe troppo: gasolio, autostrada andata e ritorno, parcheggio e il rischio di non trovarla più. Ecco, noi siamo la storia, anzi noi siamo nella storia. Quando entriamo nell’ambito della storia o quando ci illudiamo di essere i padroni di una tecnica più evoluta, facciamo la scoperta di essere creature che oltre alle cure domestiche e concrete, e ci sentiamo coinvolti anche in faccende grandi e nobili. Guardo l’operaio seduto, lui guarda me: ha gli occhi arrossati e l’alito pesante di vino. Tutto il vagone è un miscuglio di aliti pesanti tutto il vagone è la democrazia realizzata. Siamo in un copione perché siamo animali mancati e non siamo stati salvati da nessuno. E dal momento in cui tutto questo ci riguarda:l’alzarsi al mattino, prendere il treno, marcare il cartellino in entrata, marcarlo in uscita, riprendere il treno, tornare a casa, dormire e ricominciare tutto daccapo, siamo stati condannati a diventare i padroni del mondo e a subirne l’ebbrezza del potere. E’ successo agli Egiziani e poi ai Babilonesi e poi a Persiani sui quali agiva l’azione di logoramento e l’intelligenza critica degli Ebrei e dei Greci e poi è successo a Romani e poi agli Europei e poi a Russi e agli Americani, fino a creare la realizzazione dello Spirito della storia concentrata tutta in quell’alitosi generale di un vagone ferroviario ogni mattina o ogni sera. La nemesi della storia che ci fa venire al mondo e ci getta in esso, un venire al mondo che si può verificare solo col trasferimento e con l’esodo giornaliero: l’essere e il tempo del pendolare metropolitano.


martedì 11 marzo 2014

Un ritorno d’immagine nazionale e una grande risonanza per l’abbattimento dell’ecomostro come accadde per il FUENTI e poi?



Stamattina a caratteri cubitali su Metropolis si leggeva.” Ecomostro DEMOLIZIONE IMMINENTE: il Comune di Vico Equense annuncia<<Trovato il modo per abbatterlo subito>>. Domani conferenza stampa nella quale il neo assessore di Piano di Sorrento, ing. Antonio Elefante, svelerà, come un disvelamento heideggeriano, il suo dossier di circa quaranta pagine e allora sapremo la verità. Credo di aver già dichiarato come VAS, che la demolizione ci sta bene a patto che, essa non sia un affare ai danni dell’ambiente, ovvero non riproponga mutatis mutandis   le condizioni che ormai sanno tutti ovvero: una ricostruzione dei volumi dislocati in altra zona e la riproposta sul sito di un qualsiasi altro complesso, e questo non perché i VAS siano contro gli affari e le economie, ma perché i VAS, insieme ad altri prima di loro ( Autorità di Bacino del Sarno) ritengono essere quella zona una delle più pericolose per gli sfaldamenti delle falesie calcaree con conseguenti crolli, quindi zona estremamente pericolosa per l’incolumità di chiunque. Questa premessa al fine che non si dica che gli ambientalisti sono sempre contro. Su tutta la faccenda ho anche espresso la mia opinione e aspetto la fine della conferenza stampa anche se, su tutta l’operazione e su tutte le dicerie che si sono sentite ho molti dubbi, molte perplessità ma soprattutto – e lo dico fuori da ogni riserva – mi appare poco credibile l’edificante ambientalismo di un costruttore molto attivo in boxlandia, chiamato ad hoc da un sindaco che ha contribuito e ancora contribuisce a devastare ciò che ancora rimane di territorio incontaminato a Vico Equense. Staremo a vedere anche se già intuisco ciò che succederà. Posso provare ad immaginare e allora ci provo. Si è scoperto – guarda caso- che l’immobile è abusivo e quindi con una delibera da farsi o già fatta lo si acquisirà al patrimonio comunale, poi, successivamente, se ne chiederà la demolizione in danno, alla famiglia Normale (imparentata Cozzolino, già assessore regionale ora deputato europeo PD). Le mie domande sono: ma non si sapeva già che l’immobile era abusivo? La licenza rilasciata a metà anni ’60 non fu contestata dal parere della Soprintendenza di allora? La famiglia impugnò quel parere ma sapeva bene di acquistare un bene sul quale erano venute fuori pesanti illegittimità dovute al luogo sul quale era stato edificato? Ora la famiglia ne eseguirebbe la demolizione in danno? E cosa riceverebbe in cambio? Potrebbe fare un ricorso e andare avanti per chissà quanti anni ancora? O forse essere più duttili e gestire diversamente la cosa?Poi magari si deciderà di fare un progetto di finanza per realizzare su quello stesso posto ( ovvero una zona ad alto rischio)  una <<maxi opera>> di pubblica utilità chi gestirebbe il Project financing? O meglio: chi avrebbe interesse a gestirlo? O meglio ancora a chi verrebbe affidato?
Ripeto: l’interesse dei VAS  è quello di vigilare affinché da un abuso non ne vengano altri , mentre tutto questo rumore potrebbe servire all’amministrazione Cinque a distogliere l’opinione pubblica da altre possibili operazioni. Un ritorno d’immagine nazionale e una grande risonanza per l’abbattimento dell’ecomostro come accadde per il FUENTI e poi?


Franco Cuomo -VAS- Verdi Ambiente e Società

giovedì 6 marzo 2014

AMIANTO SCARICATO A MOIANO IN LOCALITA' PASSETIELLO E CAVA E A TICCIANO







Come avevo già scritto, avrei pubblicato altre foto di sversamenti abusivi e tossici sul territorio. Siamo sempre in località MOIANO di Vico Equense, questa volta la fa da padrone l'amianto che, se disperso nell'ambiente, è molto più pericoloso dei rifiuti organici. Sconcerta l'assenza totale di controllo da parte delle autorità preposte ed è scandaloso che i rivi siano ormai ricettacolo di ogni genere di rifiuti che puntualmente finiranno a mare . I VAS ufficialmente chiederanno al Sindaco Gennaro Cinque spiegazioni di questi sversamenti e le soluzioni che si intendono prendere.


mercoledì 5 marzo 2014

LA RECENSIONE PIU' ESILARANTE E ESSENZIALE SUL FILM DI SORRENTINO, DI ANNA DILENGITE

La Grande Bellezza al festival della retorica



“Un irresistibile gagá intellettuale napoletano, che nei suoi momenti migliori ricorda il barone Zazà di „Signori si nasce“, grazie ai proventi di un favoloso libro scritto in gioventù che pare abbia letto l'Italia intera, ma che fino alla fine non si capisce di che diamine parli, gode il tramonto della sua esistenza in un megattico con vista sul Colosseo e nel tempo libero , tra un vernissage ed un festino, scrive recensioni degli avventimenti artistici della capitale per un non meglio precisato giornale diretto da una nana.
Jep Gambardella é un intellettuale che conosce la letteratura e non la cita a cazzo ma stranamente frequenta orde di tamarri tra cui un imprenditore che dice volentieri „te chiavasse“.

I tamarri vengono sempre a casa sua a bere Campari, sniffare cocaina e ballare Raffaella Carrá, toccando punte di abiezione durante l'esecuzione di trenini e coreografie da villaggio vacanza..
Ha pure una paio di amici raffinati, tra cui uno scrittore sfigato che é destinato a fallire perché viene dalla provincia, una nobilastra che ha un figlio pazzo e una giornalista di sinistra che pare abbia in gioventú spompinato l'intera Sapienza occupata.
Molti di loro sono ricchi e possiedono una piscina.
Durante la festa dei suoi 65 anni Jep capisce improvvisamente che non ha più 35 anni.
Per sentirsi piú giovane passeggia spesso per Roma, che come si sa, é ancora più antica.
Botox come se piovesse.
Tutti sono disperati ma non si capisce perché visto che molti di loro sono ricchi e possiedono una piscina.
Odiano Roma che é una cittá decadente e morta, ma questo lo diceva giá JW Goethe.
Jep é un misogino che si scopa la qualunque, sogna del primo ammmore e incontra la sua Maddalena nelle corporali sembianze di Sabrina Ferilli, la quale, ammantata di verace umanitá gli fará pronunciare le parole di ammore piú belle che si siano mai sentite pronunciare dalla nascita del sonoro.

„é stato bello non fare l'amore con te“ ….o qualcosa del genere

Il figlio pazzo muore, Maddalena muore, Jep invece pur fumando moltissimo sta bene.

Una giraffa scompare.
Ci sono molti prelati e molte suore, alcuni dicono anche qualcosa.
Il mondo si tormenta,Jep perché non scrivi un secondo libro?
Jep risponde …..ahhhhhh......e di cosa dovrei scrivere?
Dei balordi che frequento, delle piste di coca, della decadenza pepetua?
NO a cantare tutto ció ci penserá Paolo Sorrentino.
Ma ecco il colpo di scena.
Una mistica centenaria sdentata che in gioventù, ovvero a settanta anni suonati, aveva letto l'opera "omnia" del nostro si materializza a Roma e si autoinvita a cena a casa del Gambardella.
La mistica gli rivelerá che:

la povertá non si racconta ma si vive
le radici sono importanti
i fenicotteri rosa hanno ognuno un nome proprio

Eccola la bellezza finalmente, Jep , profondamente cambiato,puó iniziare a scrivere il suo secondo libro, la costa Concordia verrá recuperata e l'Italia forse con lei.”


Anna Dilengite

martedì 4 marzo 2014

ALIMURI: Quando la verità si nasconde dietro la tronfia retorica!


Per l’assessore Migliaccio le preoccupazione circa le sorti dell’ esoscheletro di ALIMURI, sarebbero solo il frutto di una campagna denigratoria ordita da La Repubblica che non gradirebbe l’operato dell’amministrazione comunale di Vico Equense, o da agenti provocatori  che diffonderebbero notizie false e tendenziose; “calunnie” dice l’assessore . I VAS allora, continuano una battaglia iniziata molti anni fa, proprio per vederci chiaro tra queste presunte “calunnie” e false notizie, una battaglia per la chiarezza e chiedono con forza un’ ASSISE CHIARIFICATRICE proprio per fare luce su quanto sta avvenendo ora tra i due Comuni di meta di Sorrento e Vico Equense. I VAS chiedono chiarezza sulle azioni e sui “contatti” che sarebbero stati presi dai due assessori delle due cittadine: Antonio Elefante e Giuseppe Tito per eventuali interventi da farsi. I VAS si chiedono intanto:
Cosa dovrebbe significare  bonificare un costone a falesie calcaree come Scutolo? I VAS ricordano il parere dell’Autorità di Bacino del Sarno che dichiarò che in quell’area si sarebbe soltanto dovuto piantare flora di macchia mediterranea e niente altro perché tutta la zona è sottoposta a lenta disgregazione ed erosione. Dunque perché mai un intervento di bonifica? Quali sarebbero i costi per “ingessare “ tutta la montagna di Scutolo? E poi, perché farlo? Quella zona è stata dichiarata pericolosissima e soggetta a frequenti scivolamenti delle falesie come dimostrano gli scogli sottostanti. In cosa consisterebbe la bonifica e, ripetiamo perché farla se lì sotto non c'è niente tranne una lingua di terra e il mare? Le responsabilità di quello scempio sono note a tutti e sono certamente trasversali, ma il punto è un altro e basterebbe rispondere in modo chiaro e semplice sul  che cosa vuole fare l'attuale amministrazione di Vico Equense  di quella struttura? E’ vero che vuole favorire la delocalizzazione?  E se è vero in che senso? Oppure, non è vero perché l’accordo Rutelli è saltato, bene! Allora spiegateci che cosa sta facendo l’ingegnere Elefante oppure, ce lo spieghi lui visto che è il nuovo assessore! Indica una conferenza stampa, un incontro con la cittadinanza per chiarire la posizione dell’amministrazione in merito e poi consenta, a chi ha una opinione diversa dalla sua, di manifestare tutto il proprio dissenso.
Infine, si coinvolgano e si consultino geologi seri e dotati di buon senso, che spieghino – come già si espresse a suo tempo il professore Giuliano Cannata-  l’impossibilità di mettere in sicurezza il costone di Punta Scutolo. Al momento nessun ci dirà mai cosa si vuol fare dell'Alimuri  e si preferisce nicchiare, lasciar fraintesi, dire e non dire :E' appena di oggi – 4 marzo 2014- la notizia su stampa ( Metropolis), che l'assessore Giuseppe Tito di Meta di Sorrento e l'assessore Antonio Elefante  starebbero discutendo sul da farsi per demolire al più presto l' ecomostro di Alimuri e Tito non ha mai nascosto la volontà di accellerare, per realizzare una << maxi opera di pubblico interesse>> . 
Noi VAS ci chiediamo dove?, La sotto? E quando? Dopo che i due assessori avranno trovato i soldi  per espropriare l'area e avviare una “appropriata serie di interventi di bonifica del costone”? Ma vi rendete conto di che follia sarebbe! Si distrugge quell'esoscheletro in una zona pericolossissima, si spenderebbero soldi inutili per –  far finta di bonificare, perché quel costone non può esser bonificato- e poi si pensa di riproporre una <<nuova maxi opera>> ! Ma di cosa stiamo parlando ? I VAS sostengono che l’unica soluzione possibile SE SI DOVESSE DEMOLIRE L’ESOSCHELETRO e prevedere in quella zona un PARCO NATURALE interdetto alle persone e niente altro: un’area naturale con flora e fauna protetta. Ma riesce così difficile pensare a qualcosa che non sia un’altra costruzione o semplicemente investire soldi per riqualificare in senso naturalistico il nosto ambiente già così seriamente compromesso?


Franco Cuomo VAS –Verdi Ambiente e Società

lunedì 3 marzo 2014

UN'ASSISE PERMANENTE DA CONVOCARE SUBITO CONTRO IL NUOVO ECOMOSTRO ALIMURI


Ho letto qualche mese fa l’articolo di Gian Antonio Stella apparso sul Corriere della Sera sulla cronistoria dell’ECOMOSTRO di Alimuri e su un suo possibile abbattimento. Ho letto qualche giorno fa pure l’articolo di Giuseppe Guida apparso su La Repubblica Napoli, nel quale si scrive esplicitamente che oggi esisterebbe addirittura “ un accordo, la cui bozza dovrebbe essere già pronta (e che discende dal famigerato Protocollo d’Intesa proposto dall’allora governo Rutelli), prevede: approvazione di una variante urbanistica (con l’oramai ovvio beneplacito della Sovrintendenza e con il Tar pronto a dare man forte), demolizione del manufatto attuale, “riqualificazione” dell’area e concessione al medesimo proprietario attuale per realizzare uno stabilimento balneare a cinque stelle (in zona 1A del Piano Urbanistico Territoriale, di inedificabilità assoluta, quindi); delocalizzazione della volumetria demolita (una finta volumetria, visto che trattasi di un mero scheletro in cemento armato) per costruire un nuovo albergo vista Vesuvio sulla Marina di Seiano, proprio nei pressi dell’inutile viadotto a dieci campate, cancellando definitivamente l’intero vallone, compresi gli scorci panoramici pubblici, le visuali, ettari di uliveti e la sentieristica che attraversa il Rivo d’Arco.
Vorrei sottolineare che quel protocollo d’intesa, che  da quanto si legge nell’articolo, si tenderebbe di riproporre nella sua integrità, oltre ad essere stato già allora oggetto di attenzione da parte della Procura della Repubblica ebbe anche un diniego dalla allora Autorità di Bacino del Sarno e dalla Soprintendenza. Allora furono i VAS, anche con un ricorso al Presidente della Repubblica e il sottoscritto, nella qualità di coordinatore del circolo di Vico Equense a denunciare alla stampa l’accordo scellerato che si stringeva tra la Sa.An, la Regione Campania, il Comune di Vico Equense  ( con l'attuale sindaco Gennaro Cinque) e il Ministero dei beni Ambientali e culturali.  Oggi l’ECOMOSTRO dell’Alimuri torna a far parlare di sé: Fabrizio Geremicca mi chiamò qualche tempo fa perché voleva sapere da me cosa ne pensassi di tutta la faccenda e se ero d’accordo per l’abbattimento. Oggi, dopo quello che sta accadendo da qualche mese, dopo la nomina nella Giunta di Gennaro Cinque di un assessore non di Vico, Antonio Elefante, ingegnere e imprenditore, già capo dell’Ufficio tecnico a Piano di Sorrento, noto per aver molto edificato e costruito, che sembra che tra i suoi obiettivi primari abbia l’abbattimento di ALIMURI e la sua “ridefinizione”,  tutta la faccenda richiederebbe IMMEDIATAMENTE, soprattutto tutti quelli che hanno a cuore le sorti del territorio di Vico Equense, di aprire gli occhi, perché è chiaro che si sta tentando di far entrare dalla finestra ciò che allora fu cacciato dalla porta.  E’ opinione di chi scrive, che l’accordo – che si voleva ormai decaduto – potrebbe ripresentarsi in altre forme, mentre certamente sembrerebbe già pronta l’approvazione di una variante urbanistica. Ci sarebbero altre domande inevase da fare, Di fatto, il Comune di Vico Equense  non ha mai predisposto un’ordinanza di demolizione, e se anche la facesse chi pagherebbe e con quali soldi costi per l’abbattimento e per la bonifica del costone? Né risulta sia mai stata fatta un’ingiunzione in danno alla famiglia Normale per abbattere l’ECOMOSTRO e in ogni caso se accadesse una cosa del genere la famiglia Normale sicuramente farebbe ricorso per essere risarcita in qualche modo.  Ecco che torniamo al punto di partenza: oggi si riparla dell’abbattimento di quel rudere che sta lì da cinquant'anni perché ? E' mia opinione che su quello scheletro c’è chi vuole fare ancora l’affare! Lega ambiente ne richiede l’abbattimento e le “anime belle” impegnate in "denunce floreali", nel senso che se le appuntano sul bavero, dovrebbero essere più serie nell’affrontare la problematica. Il sottoscritto non ha agganci tali da invitare giornalisti e poi ospitarli a Vico Equense come ce li hanno altri, e se ne sbatte del politically correct e dunque per quanto mi riguarda, da ambientalista di frontiera e senza referenze, dico che per conto mio quello che ho sempre sostenuto: quello scheletro potrebbe rimanere lì per altri cinquant’anni esposto alla consunzione naturale degli agenti atmosferici e che ben altri mostri oggi deturpano Vico Equense e molto più recenti come il viadotto di Seiano . Se quella struttura deve essere abbattuta lo deve essere solo per liberare un tratto di costa da un rudere ingombrante e impattante e chiunque ne decida l’abbattimento non deve farlo diventare un affare! Ovvero non deve richiederne la realizzazione di una pari volumetria nella piana di Seiano I proprietari parlano di volumi e non di suoli, come se questi fossero fatti di aria. Oggi questo non mi sembra venga detto da nessuno dei solerti demolitori. L’abbattimento se fosse realizzato, certamente attiverebbe un ricorso dei proprietari che, anche qui nessuno lo dice mai, quando acquistarono il complesso sapevano di acquistare un abuso edilizio e sapevano di poter lucrare sull’acquisto. Allora? Allora se lo si vuole demolire lo si demolisca, ma questo non dovrà consentire nuove operazioni pericolose e al dire altrui scadute, ma che di fatto sono ancora lì con tutto il loro carico di ambiguità . La richiesta della famiglia Normale di una struttura di pari volumetria in una zona del Comune di Vico Equense ecco, questo pericolo per il sottoscritto incombe ancora in tutta la sua integrità e potrebbe ripresentarsi sotto altre forme a seguito dell’abbattimento. Propongo immediatamente un’Assise permanente di tutte le associazioni presenti sul territorio insieme ai quei cittadini sensibili agli intellettuali agli operatori culturali al fine di contrastare questo progetto che sarebbe un ulteriore sfregio ad un territorio già seriamente compromesso.

Franco Cuomo VAS –Vico Equense


 

sabato 1 marzo 2014

VERGOGNA E INCIVILTA': Lo scarico abusivo nei rivi della zona alta di VICO EQUENSE!





C’è di che rimanere impressionati! Queste foto mi sono state lasciate anonime nella cassetta delle lettere . Sono raccapriccianti se si pensa che Vico Equense passa come comune virtuoso per la raccolta dei rifiuti e che noi cittadini paghiamo una TARES salatissima anche se – in virtù di quanto sostenuto – dovrebbe essere il contrario. Il sindaco Gennaro Cinque ultimamente si è fregiato addirittura di un’azione eroica a suo dire: quella cioè di controllare, verificare e scoprire che molti cittadini di Vico scaricavano in pieno centro le fogne nere in quelle bianche e che lui “eroicamente” avrebbe risolto il problema , naturalmente senza dire o denunciare quali cittadini scaricavano i liquami nelle fogne bianche che poi finiscono a mare. Già, il mare! Tra qualche giorno assisteremo a grandi dichiarazioni sulla limpida bellezza delle acque del nostro mare e sulla balneabilità delle nostre coste, la solita cantilena delle solite mosche cocchiere e dei vigili e solerti amministratori nostrani. Queste foto che vedete sono materiali organici, pelli, ossa, frattaglie e carcasse di animali gettate nel Rivo Anaro a Moiano subito dopo lo svincolo per Santa Maria del Castello. Con le piogge di questi giorni questa roba arriverà a mare. Cosa dice il sindaco Gennaro Cinque di queste foto? Perché come ha controllato personalmente le fogne nere di cittadini di Vico Equense – che poi però non ha denunciato- non controlla o mette ronde di volontari dell’AVF a sorvegliare i rivi della zona alta? Questi rivi sono autentiche discariche a cielo aperto! Pubblicherò altre foto questa volta di rifiuti di amianto negli scarichi sempre di Moiano ma anche della Sperlonga. Che non si dica poi che nessuno sapeva niente! Il nostro si dice essere un paese turistico come ci si pone di fronte a questi fenomeni di inciviltà? Come li si debella. Chi si comporta in questo modo  commette degli autentici reati. Chi ammazza il maiale o uno struzzo o un tacchino non può pensare di gettare ossa e pelli e tutto il resto fuori casa sua e lasciarlo lì , così pure chi sversa tettoie di eternit e materiali tossici che avvelenano i terreni e le falde, questa gente deve essere perseguita penalmente . E allora sindaco come la mettiamo? Forse ritiene che noi VAS dobbiamo andare a ripulire questi luoghi o i cittadini stessi? Non è lei che dice di essere  un instancabile controllore del territorio? Oltre che un grande amministratore? Non è lei il principale responsabile se queste cose accadono proprio sotto casa sua?


Franco Cuomo VAS- Verdi Ambiente e Società