Un progetto artistico dove è stato fatto uno scempio: potrebbe essere un'idea. Siccome con questo mitico referendum proposto dal mitico In Movimento per Vico emergerà che molti cittadini vogliono la strada io proporrei un progetto artistico : perché non incaricare i writers di mezza Italia di bombolettarla con una cover mimetica come le divise militari? E poi magari all'interno riempito di terra piantare cipressi come quelli che " da Bolgheri vanno alti e schietti in duplice filar quasi in corsa giganti giovinetti". Potrebbe essere un 'idea e magari donare la stessa cover anche alla tettoia del cementificio. un modo per salvare la faccia persa e far vedere al mondo che si può essere creativi anche con gli scempi architettonici. Si accettano progetti e proposte.
Cultural studies,Queer/gender studies, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, indipendent design, literature,art,gay life especially bears-people, electronic music,media studies. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
lunedì 29 aprile 2013
domenica 28 aprile 2013
Un comunista migliorista realizza il suo sogno, mentre la democrazia muore nel progetto del caimano
Sto per scrivere una cosa che anche
chi ha quarant’anni oggi non comprenderà e questo mi dice che ormai sono
vecchio sia rispetto a un ventenne ma anche rispetto ad un quarantenne. Col
giuramento del governo Letta/Alfano, con Alfano (PDL vicepremier e Ministro degli
Interni) e Letta ( PD-Margherita) Premier, Giorgio Napolitano, ottantotto anni,Presidente
della Repubblica vede coronato il suo sogno di comunista migliorista ovvero di
comunista che accettava il capitalismo, le sue leggi e osteggiava e avversava
le politiche movimentiste e quelle legate alla risoluzione delle più immediate
esigenze sociali. Io ventenne osteggiavo quella corrente del PCI di cui Giorgio
Napolitano era il leader. Oggi, senza entrare nella nomenclatura dei singoli ministri, dei
quali la maggior parte di provenienza Margherita ovvero ex Democrazia Cristiana, questo governo attesta la vittoria
di Silvio Berlusconi, confermando intanto un tradimento perpetrato ai danni di
otto milioni di iscritti al PD che mai avrebbero voluto un governo siffatto e
poi l’evidenza assolutamente incontestabile che da vent’anni il PD è veramente quello
che dice Grillo ovvero il PD meno elle: ovvero un partito ( ma parlerei di
accozzaglia di potentati) che persegue solo il fine di detenere un potere
condiviso con chi – possedendo 80% dei media nazionali( televisioni e giornali)
fa dell’ Italia un caso unico tra le ormai deboli democrazie rappresentative
occidentali governate dai mercati finanziari. Oggi, paradossalmente un
vecchissimo comunista al potere sancisce la vittoria del capitalismo finanziario
mediatico, dando un calcio nei fondelli di tanta gente che aveva creduto alle
menzogne dichiarate in campagna elettorale dal Partito Democratico ovvero che
mai si sarebbe fatto un governo con il Caimano Silvio Berlusconi. Un governo
monocolore DC garantito dal migliorista Giorgio Napolitano e dal Caimano
appunto, attento a salvaguardarne la risoluzione dei suoi problemi giudiziari e
a dare una mazzata alla inesistente politica sociale di questo paese: l’apoteosi
del sogno PCI degli anni settanta si realizza quarant’anni dopo. Alfano vice
premier e ministro dell’'Interno avrà accesso ai dossier segreti sui processi
di Berlusconi, finalmente si zittiranno
i magistrati scomodi e il sogno del caimano diventerà realtà : senatore a vita
e padrone delle coscienze ormai imbesuite di questo sfortunato paese. Se
qualcuno prova a difendere ancora Bersani vuol dire che è complice di questo
accordo scellerato che ha fatto a pezzi la democrazia rappresentativa, lo
stesso Bersani che ha definito questo governo un governo: “esecutivo in cui
convivono “freschezza e solidità”. Non c’è di che rallegrarsi. Per tutti quelli
che avversano questo stato di cose, compreso lo scrivente, si aprono tempi
difficili nei quali bisognerà stare attenti a quello che si pubblica e si
scrive, un regime ormai si è insediato e, contrariamente a chi dice che avrà
vita breve, io sono dell’opinione che forse questo governo con soggetti che
ormai si sono tolti le maschere, governerà a lungo con drammatiche conseguenze
per questo paese.Un segno premonitore, per niente augurale fa nascere questo governo nel sangue di due carabinieri feriti dal gesto di un folle.
mercoledì 24 aprile 2013
IL PD E IL PAESE TRA DECLINO E RESTAURAZIONE
Le facce del "nuovo"potere
Riuscire
a sopravvivere a tutto quanto è successo è una cosa molto difficile da
praticare, specie per chi è una persona che da importanza alla sfera pubblica o
quanto meno ritiene che si possa in qualche modo esercitare un controllo ed
apportare cambiamenti migliorativi nella realtà che ci circonda. In Italia ci
sono da 4 a
7 milioni di persone impegnate in attività sociali le ONG ( Organizzazioni Non
Governative), Medici senza frontiere, la Caritas , le Associazioni per la tutela e la
difesa dell’ambiente: una spinta generosa che questa politica, quella che ha
dato spettacolo di sé in maniera indecente, sta snobbando da sempre e spesso si
mobilita pure per remarvi contro. Penso alle molteplici esternazioni rilasciate
dall’ emergente Delfino del PD Matteo Renzi: "Sto con Marchionne senza se e senza ma. (12 gennaio 2011), La
privatizzazione dell'acqua è necessaria agli investimenti. (4 giugno 2011) – (
nonostante ci sia stato un referendum popolare che ne ha sancito la gratuità
n.d.r.) , Sarò sbrigativo: a me dell'articolo 18, usando un tecnicismo
giuridico, non me ne po' frega de' meno. (27 marzo 2012), Sono favorevole ai
termovalorizzatori, ci sono in tutta Europa e non fanno venire il cancro. (21
aprile 2012)”.
Quello
che tutti abbiamo visto in questi giorni, ovvero lo sgretolamento del Partito Democratico
in un partito composto da cento facce di cui molte pubbliche ma anche di molte
nascoste, lascia semplicemente sconcertati e avviliti, per l’impotenza che si
avverte verso tutte queste “manovre” ma soprattutto il senso di sconforto causato per dove
esse hanno precipitato il paese. Non voglio più qui stare a rimarcare la
mancata elezione di Stefano Rodotà,che non sarebbe potuto essere stato ma
eletto da uomini simili in un clima da basso impero come questo, voglio invece
rimarcare le manovre che sono state fatte per isolare il Movimento 5 Stelle. Un
isolamento che è stato plateale e vistosissimo perché lo hanno visto tutti in
diretta; una tattica, che è stata posta sul vassoio dell’inciucio, dallo stesso
Movimento per ingenuità o grossolanità strategica. Una tattica che è stata
necessaria per siglare un accordo vergognoso fatto con votazioni vergognose che
hanno portato alla rielezione di Napolitano. Lo stesso isolamento che è stato perpetrato
anche nei confronti di Stefano Rodotà e che nessuno nel PD ha avuto il buon
gusto di contattare. E allora cosa dire? Il PD non ha voluto votare Rodotà non
perché questi non ce l’avrebbe fatta, ma perché non lo voleva e invece voleva
ripresentare Napolitano per preparare subito
un accordo con il PDL; e i cento “anonimi” che hanno votato contro Romano Prodi
ne sono la degna prova. Subito dopo questa rielezione presidenziale che ancora
oggi, si vuole far passare come un “gesto di grande responsabilità”, sono
iniziate le dichiarazioni perentorie del Presidente tutte volte all’ “apertura”
ma solo verso una parte . Dunque la verità è che questa elezione – così come è
stata portata avanti – dal PD sancisce la fine della democrazia rappresentativa
e il tradimento del mandato che gli elettori hanno dato agli eletti. Oggi si
apprende che Napolitano ha affidato l’incarico ad Enrico Letta, nipote di
quell’altro Letta, fidatissimo consigliere di Silvio Berlusconi(sic!), tutta
una grande famiglia, Berlusconi che applaude soddisfattissimo alla rielezione
di Giorgio Napolitano. Ce n’è per andare molto al di là delle preoccupazioni
dei molti cittadini che non volevano l’accordo con Silvio Berlusconi, molti dei
quali elettori del PD che hanno bruciato pubblicamente la tessera del loro partito e ancora non si sanno i nomi dei ministri che
prevedo essere nomi e volti arcinoti! Sono cose gravissime nell’ambito della
democrazia istituzionale! Sono cose che non si possono dimenticare che abbiamo
visto tutti! D’altra parte un PD che non fa
votare alle primarie 400 mila persone ha sicuramente altri progetti che
non risolvere i problemi delle persone comuni, sono cose che bisogna dire! E’
l’ennesima volta che il Partito Democratico salva Silvio Berlusconi! E’ l’ennesima
volta che governano insieme! Ora poi i media stanno enfatizzando questa
rielezione perché conviene pure a loro far parte del coro, così si ritorna a
parlare di spread che sale e scende a comando, scendendo di molto perché il
grande presidente “con viva e vibrante
soddisfazzzione” avrebbe rassicurato i mercati finanziari. Forse sarebbe il
caso di dire che in Europa sono arrivati 1000 miliardi di euro dalla Banca Centrale
Giapponese, e che i giapponesi ormai si compreranno tutto quello che c’è da
comprare e che Napolitano c’entra molto poco, ma si sa, alla televisione
conviene dire così. Quello al quale stiamo assistendo è la fine di un sistema,
ha vinto il presidente della casta e il popolo italiano ha perso. Io non so
quanto tempo durerà un governo Letta e come sarà composto, non so quali leggi
varerà e quali riforme farà, non nutro nessuna fiducia in queste persone e non
la nutro neanche verso questo Presidente della Repubblica così come non ne nutrivo
prima. Molti nel PD stanno rialzando la testa baldanzosi già dimentichi delle
vergogne esibite, altri personaggi, già ministri, vecchi e discutibili esibiscono il dito medio alla gente protetti
dalle loro scorte. Non sarà difficile spodestare questa gente dai loro troni e
convengo con il filosofo Remo Bodei: “non ci sono più partiti etici i partiti
valoriali” ora, e lo affermo io e non Bodei, ci
sono solo comitati d’affari che si sono barricati nel “Palazzo” timorosi
di perdere privilegi castali e potere, incapaci di parlare o recepire le
esigenze del mondo esterno che il vento della storia sta facendo soffiare in
un’altra direzione che non è certo la loro.
lunedì 22 aprile 2013
Dall'età dell'Illuminismo alla barbarie odierna.Sotto il segno dell'emulazione
"... L’iniziazione alla vita di mondo
della ragazza giunta dalla provincia si era compiuta in casa dell’amorale,
corrotta marchesa du Deffant, teatro di una sociabilité
degradata, dove l’allegria innocente e la delicata raillerie avevano veduto il posto alla denigrazione e alla
cattiveria:<< Madame du Deffand, divenuta cieca, fece venire, più di vent’anni
fa, Mademoiselle de Lespinasse per aiutarla a mantenere in auge il suo salotto
e la sua celebrità. La cerchia degli ospiti di Madame du Deffant comprendeva, a
quell’epoca, quanto di più brillante c’era alla corte e a Parigi, tra cui molti stranieri di spicco: tutte
queste persone non amavano e non stimavano Madame du Deffand, né si amavano e stimavano
tra loro. Ma si divertivano a prendersi in giro a vicenda con finezza e con
spirito, e con una sorta di prudenza. D’Alembert andava spesso da Madame du
Deffand e, poiché è portato per carattere a prendersi gioco del prossimo, quella
compagnia gli piaceva molto.[…]All’inizio
del secolo l’ésprit aveva cambiato la
vita e il modo di fare , cinquant’anni dopo trasformatosi in religione di culto
la rallerié improntava di sé la
conversazione dei salotti di Parigi. Compenetrata della sacralità del suo ruolo
di femme d’ésprit, Julie de Lespinasse
sembrava annunciare una convinzione destinata a mettere radici nella cultura
moderna: che l’<<intellettuale>> sia un individuo con uno statuto
speciale, quello di illuminare la società. Di conseguenza, pubblico o privato,
il mecenatismo era un atto dovuto, e un titolo di merito per chi lo esercitava.
Cour, ville, bonne compagnie, Grand Monde: sono queste parole chiave della civiltà mondana a guidare
d’ora in avanti la nuova esistenza. […] Fin dai tempi della Camera Azzurra, l’ideale
mondano si era affermato come un altrove felice, governato dalla bienséances, dal buon gusto, dal tatto e
dal desiderio della seduzione reciproca: centocinquant’ anni dopo al centro del
suo cercle Madame de Laspinasse
sembrava ancora obbedire allo stesso modello estetico: finezza della
conversazione, ricercata presa in giro del prossimo, curiosità intellettuale
oltre ogni limite, eccellenza del tono, eleganza formale, sicurezza del gusto e
amore per ogni forma di arte, scienza o filosofia. Mademoiselle de Scudery ebbe
a dirle: “ Madame, voi piacete oltre ogni riguardo per tutte le molte vostre
qualità”.
Tratto da, Benedetta Craveri, La civiltà della conversazione, pp.419-25,Gli
Adelphi, 2008;
sabato 20 aprile 2013
Napolitano bis: il golpe istituzionale della casta!
Mentre seguo la televisione, La7
senza l’illusione di sentirmi di sinistra ( Mentana ha fatto una domanda vergognosa
al rappresentante dei 5Stelle, sulla laicità di Rodotà), si fa strada che in
Italia è appena passato “ un golpe istituzionale”:
la casta attraverso la riproposizione di Napolitano bis, si arrocca per
difendere le sue posizioni e i suoi privilegi. Il PD è morto, ma in Italia è
morta la democrazia, nonostante il ciarlare dei vari direttori di TG. I poveri,
la gente comune in Italia, cioè noi, è
ostaggio di un’oligarchia amministrativo tecno mediatica che solo una
rivoluzione di piazza forse potrebbe spazzare via. Il teatrino vergognoso,
diventato spettacolo con share e audience in queste sere in questi giorni è il
de profundis del rispetto verso gli
elettori, verso i cittadini che si erano espressi e ancora richiedono il nome
di Stefano Rodotà. Cosa farà ora Grillo, a chi manderà affanculo? Qui si gioca
una partita grossa: Napolitano farà un governo con Giuliano Amato, tutto il
peggio della storia italiana rientra in una scelta simile! Si riproporrà un
nome che è stato un jolly utilizzato dai peggiori governi italiani. Un gioco condotto
dai burattinai del PD D’Alema, Finocchiaro & Company, con i vertici del PDL
Letta, Alfano, Berlusconi che riconfermerà tutta la casta con i suoi privilegi .
Le elezioni ,se non fanno la legge elettorale – e non la faranno – saranno la
riconferma di un’oligarchia che è la rappresentazione di una nuova forma di
dittatura che i politologi dovrebbero cominciare a considerare possibile e vera,
quella Amministrativo-Tecnica- Mediatica .
La gente ognuno di noi ha il
dovere di opporsi a questo progetto! Napolitano è un uomo della vecchia
nomenclatura, questo stupido mantra del presidente di tutti è stomachevole se
si pensa che è proprio grazie a questo presidente che sono passate le cose
peggiori di politica sociale di questi ultimi anni, una fra tutte la legge
Fornero sulle pensioni! Chi ha ancora qualche responsabilità e qualche dovere di
fronte ai cittadini li deve portare in piazza contro questo golpe: Mentana è la terza volta che
rilegge le parole di Giorgio Napolitano “ sull’assunzione di responsabilità”: è
veramente un teatrino talmente manifesto che si vedono i fili che muovono le
marionette.
Franco Cuomo
giovedì 18 aprile 2013
LETTERA APERTA DI UN CITTADINO AL SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO, PIERLUIGI BERSANI di Giuseppe Genna scrittore)
Gentile
segretario Pierluigi Bersani,
chi Le scrive
è un semplice cittadino Suo elettore, accorto e memore di quanto la storia di
questo Paese gli ha riservato nella sua politicamente trista esistenza. A mano
a mano che si rincorrono voci, senza smentite, intorno alle strategie che Lei
sta mettendo in atto al fine di eleggere il nuovo Presidente della nostra
Repubblica, aumenta il mio disgusto nei confronti della modalità strategica e
tattica del partito per cui ho votato e che Lei guida.
Non Le è
sufficiente che lo schieramento, sfrangiato e convulso, del Movimento 5 Stelle
proponga un nome che, se non erro, ha ricoperto la carica di presidente del
partito in cui affonda le sue radici la formazione di cui Lei è attualmente,
transitoriamente e ancora per poco leader? Sul nome di Stefano Rodotà
convergono non soltanto consensi, ma anche speranze, da parte di chi sa
riconoscere la limpidezza e l’autonomia di giudizio, la tutela dei valori
costituzionali, l’etica personale fattasi pubblica, l’assoluta assenza di
ambiguità, la marcata esperienza personale. Lei si ostina a trovare un accordo
così detto “di larghe intese”, escludendo a priori la possibilità che le larghe
intese si facciano con un movimento che rappresenta un terzo dell’elettorato
italiano e che urla il suo disagio rispetto proprio ai tatticismi e alle
trovate old style in cui Lei si sta rivelando magistrale, come il Suo referente
più vicino, Massimo D’Alema. E’ abbastanza scandaloso che, al netto di
qualunquismi a cui, in quanto intellettuale, non partecipo, ci si ritrovi a ragionare
intorno a ex socialisti antiabortisti che effettuarono un autoritario e per
nulla autorevole prelievo forzoso e diretto dai conti correnti degli italiani,
oppure a una figura angosciantemente legata a un passato che il popolo dei Suoi
votanti rigetta come scarto dell’ultima rovinosa stagione democristiana.
Che Lei non
chiuda da subito la partita sul nome di Stefano Rodotà è una ragione di più per
astenersi dal votare il partito che Lei, tra qualche mese, fortunatamente o
meno, smetterà di guidare, e rispetto al quale lascia tuttavia una premessa
imprescindibile: una sorta di angoscia e ambizione corrosiva che si esplica in
ritologie asfissianti e ormai postume. La Sua figura esprime talvolta una rudimentalità
simpatica, spesso invece una abominevole consustanzialità con tecniche che non
hanno nulla dell’avanguardia sociale e sono bensì votate a esprimere una
sentenziosità reazionaria e stomachevolmente imbelle. Si legge secondo i segni
di un qualunquismo, che appartiene a segretari che L’hanno preceduta alla guida
del partito (mi riferisco al signor Walter Veltroni), la consultazione di parti
sociali sincronica a quella dello scrittore Roberto Saviano, non interpellato
quanto alla cultura, della quale il partito è evidente non sa che farsene,
bensì quanto alla legalità, con mossa apparentemente furbetta e invece
patentemente populista, generica, superficiale e dannosa. Spiace per Lei e per
i Suoi ragionamenti che una parte della popolazione non sia così intrusa di
feltro nei lobi cerebrali da non capire le strategie di sopravvivenza che Lei e
i Suoi alleati interni di partito state mettendo in atto.
Le chiedo di
ravvedersi, di ascoltare i Suoi alleati, di compiere una scelta che non ci
faccia morire democristiani e berlusconiani, di arrischiare un atto di coraggio
che i Suoi simpatizzanti realizzano in carne e ossa e sangue ogni dì, mentre i
Suoi vicini di scranno no: scelga il nome di Stefano Rodotà e dia una
prospettiva di futuro a questo Paese stremato e indocile, bellissimo e assai
contestabile, inquieto e a suo discapito tragico.
Cordialmente,
lo scrittore
Giuseppe Genna
mercoledì 17 aprile 2013
Deee-lite: 1991/94. Dance sofisticata, intellettualismo,impegno ambientale e culto del design d'avanguardia
Una dance ipnotica, una ritmica
avvolgente 1990 un'altra band elettronica di New York : Deee-lite. Fusion,
fanky, blues in un look decisamente neo pop. Una dance sofisticata e
intellettuale con giri armonici molto accurati e ricercati due album molto socialmente
impegnati: World Clique un album magico
tutto da ballare che insieme Infinity Within,
rappresentano una scelta di campo di un gruppo che sposa la causa ambientale,
la difesa del pianeta coniugate ad una attenta riflessione sulle innovazioni della
grafica, del design, della moda più sperimentale.
Per dimostrare il loro sostegno
dell'ambiente, i Deee-Lite devolvono una parte dei profitti di Infinity Whitin a Greenpeace. Inoltre, Infinity fu tra i primi titoli musicali
Warner inserito in un pacchetto eco-friendly chiamato Eco-pak progettato da Ivy
Hill Packaging anche se graficamente bello è anche World Clique. Una meteora apparsa e scomparsa velocemente 1991/94,
caratterizzata dalla contaminazione della cultura dance con il pop rock e con
il multiculturalismo di una metropoli che già cominciava a manifestare segni di
stanchezza di fronte alle prime avvisaglie di una recessione planetaria.
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