giovedì 7 luglio 2016

Un occidente ubriaco di menzogne


Sono saltate le strutture intermedie, ovvero quelle organizzazioni che riuscivano a convogliare le istanze dei cittadini e farle diventare autentiche manifestazioni di volontà popolare: per intenderci i vecchi partiti, quelli nei quali una base esprimeva bisogni e richieste, e poi tra direttivi e congressi, si eleggevano rappresentanti veramente scelti dalla gente per la difesa degli interessi manifestati: in quel modo lì, crescevano tutti. Oggi tutto questo è scomparso, i partiti attuali sono comitati d'affari, le segreterie "politiche" determinano gli eleggibili in base agli interessi di casta, ma soprattutto il sistema di democrazia rappresentativa è solo una farsa perché è diventato una maschera ipocrita di valori ormai disattesi da tutti che serve solo a perpetrare e sostenere un potere di gruppi, neanche più classi - come si diceva una volta- il cui unico scopo è mantenere la ricchezza nelle mani di pochissimi attraverso la ferrea , opprimente ed esosa rete delle banche. Il popolo sparisce spazzato via da nichilistiche individualità, monadi impazzite che - come noi- si trova ( quando ci riesce) davanti ad una tastiera ad esprimere il proprio malcontento e nella maggior parte dei casi con la convinzione che una volta manifestatolo, ha fatto la rivoluzione. Non è cosi: la rivoluzione deve investire energie fisiche, deve prevedere guerriglie nelle strade, deve vedere responsabili pagare fisicamente le proprie malefatte, deve avere capi capaci e menti raffinate per la riorganizzazione di una società più giusta e più equa per tutti, insomma, una cosa maledettamente seria. Quanti di noi sono capaci, oggi, in un occidente ubriaco di menzogne centellinate ad ogni ora del giorno e della notte, da media sempre più controllati, attraverso i miti del benessere diffuso ad intraprendere questa cosa maledettamente seria? In più poi ci stanno opprimendo con questa storia di un terrorismo fantomatico in modo che le nostre società possano diventare sempre più sorvegliate e noi sempre meno liberi. La vedo molto ma molto nera per i prossimi cinquanta o sessant'anni, non faccio previsioni a lungo termine perché altrimenti sarei costretto a parlare di un nuovo feudalesimo Tecno digitale. Anche se i robot prossimi venturi che controlleranno le nostre esistenze ci avranno convinto che l’anima non può più essere ciò che un tempo voleva essere, a questa nostra anima desostanzializzata rimane tuttavia l’orgoglio di soffrire in modo discreto di questa ferita, soprattutto là dove la povertà diventerà sempre più intollerabile. E questo cruccio, questa sofferenza sarà la prova del suo stesso essere, del suo esistere. Sarà la cartina di tornasole che ci permetterà di capire che non siamo stati del tutto decerebrati.

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