giovedì 20 ottobre 2016

PERCHE' VOTO NO IL 4 DICEMBRE



L’altra sera a casa di amici facemmo un gioco: : bisognava esporre in tre minuti le ragioni del SI o del NO al referendum di  “ riforma” ( l’ho virgoletto apposta) costituzionale del 4 dicembre prossimo. Io impiegai un minuto e mezzo per motivare le mie ragioni del NO. Però ora in forma scritta vorrei definire meglio ciò che ho esternato per video e che dissi quella sera. Dunque, vediamo un po’: allora le ragioni di quelli che andranno a votare per il SI, girerebbero intorno al fatto che questa riforma è necessaria, perché con essa si andrebbero a risparmiare un sacco di soldi e di tempo; i soldi perché si ridurrebbero il numero dei senatori il tempo perché si andrebbe a “snellire” ( anche qui le virgolette hanno un senso) il processo di promulgazione legislativa a detta dei politici nostrani di ora,  troppo farraginoso e lungo. Si andrebbe a modificare la bicamerale, ovvero, le Commissioni parlamentari istituite e composte dai due rami del Parlamento della Repubblica Italiana: Camera e Senato: Questa operazione viene chiamata dai sostenitori del si, modernizzazione, un termine che viene usato dagli anni ottanta e che spesso nasconde intenti completamente diversi da quelli che si prefigge. Non voglio però entrare in dispute troppo giuridiche perché non ne ho le competenze, come non le hanno i molti che si attivano come sostenitori del SI. Dirò solo in maniera elementare quello che ho capito e sul quale dissento. Dunque, in questo caso, mi sembra di capire che il Senato perderà gran parte dei suoi poteri e molti dei suoi membri e che esso sarebbe sostituito dai membri dei vari Consigli Regionali: In questo momento Camera e Senato hanno uguali poteri  Il bicameralismo nel diritto costituzionale, è una pratica della rappresentanza parlamentare che consiste  nella divisione in due camere dell'organo legislativo il parlamento. Il modo di praticarlo è il sistema del bicameralismo perfetto ovvero: La Camera propone una legge, la articola, la definisce e la invia al Senato, il Senato la riesamina, la modifica e la rinvia alla Camera, attraverso questo confronto la legge prende corpo e forma fino a trovare un accordo sostanziale. Non è una perdita di tempo, ma l’unico modo per controllare l’operato del Governo, benché in questi ultimi anni abbiamo assistito a dei veri e propri stravolgimenti di questa pratica. Essa tuttavia a mio avviso è necessaria. Se dovesse vincere il SI, il Senato perderà questa funzione e non avrebbe più voce in capitolo e se anche la dovesse avere, essa non sarebbe l’ultima parola, la quale sarebbe sempre quella del Governo, ovvero del Presidente del Consiglio. Dico subito che le leggi di questi ultimi anni varate da questi governi sono andate tutte nella direzioni di togliere diritti ai cittadini con la motivazione di dover ubbidire ad una modernizzazione ( il termine ritorna) imposta dall’Europa: abolizione dell’art:18 dello statuto dei lavoratori, manomissioni violente e arbitrarie sul sistema pensionistico, queste per citarne solo due. Paradossalmente, da quando è caduto il governo Berlusconi, l’ultimo eletto veramente con elezioni dai cittadini, i governi che si sono succeduti sono stati tutti chiamati “governi tecnici”, ovvero operazioni di accordi sostenuti da manovre politiche senza passare per le elezioni, attraverso anche la figura del Presidente della Repubblica, ma anche attraverso forti condizionamenti imposti da Bruxelles. Questi governi, che hanno approvato leggi liberticide e ingiuste non SONO STATI ELETTI DA NESSUNO!  Anche quello che sta proponendo questo Referendum. Questo governo Renzi, come già quello Letta e come prima di questi quello di Monti sono e sono stati completamente proni ai dicktat dell’Unione Europea e da una Commissione Europea composta da persone che noi non abbiamo mai né votato, né elette e che siedono al Parlamento Europeo. Se dovesse vincere il SI, questo senato “riformato”, si occuperebbe di politiche comunitarie, di enti locali e di Europa, ma sempre solo e dopo che lo avrà deciso il Governo. Allora perché voterò NO : intanto per un fatto che la dice lunga sulla onestà di questa operazione. Per questo Referendum non occorrerà raggiungere il quorum ovvero: fino a l’altro ieri occorreva per rendere valido il referendum che andasse a votare il 50% degli elettori, più uno. Ovvero, siamo sessanta milioni di italiani aventi diritto al voto, per far si che il Referendum fosse valido dovevano votare trenta milioni più uno, altrimenti il referendum veniva invalidato. Per questo referendum invece basta che su dieci persone sei votano SI e quattro votano NO il referendum è valido, ecco perché, pur non avendo votato a molte elezioni, questa volta andrò a votare NO. Voto NO, perché si sono volutamente resi lunghi ed incomprensibili molti articoli della Costituzione, che invece sono brevissimi e comprensibili e spiegabilissimi a tutti.  La volontà dei Padri Costituenti fu improntata alla scelta che la Costituzione dovesse essere compresa da tutti. Un esempio fra tutti il controverso art.70 che recita “ La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”, ovvero appena nove parole, diventa una lunghissima e incomprensibile trattazione suscettibile di interpretazioni sempre diverse per adattamenti sempre diversi. Non lo riporto tutto perché non entrerebbe in quattro cartelle. Poi voto NO e lo ripeto, perché questo governo non lo abbiamo votato noi cittadini, perché esso fa parte di disegni già pensati e sperimentati altrove secondo i parametri delle cosiddette TECNOCRAZIE sovranazionali, non a caso vengono definiti governi tecnici. Per questi governi sono prioritari gli interessi economici e finanziari e la salute dei mercati, piuttosto che quella dei cittadini.  Attraverso una parità monetaria fasulla che ha impoverito l’Italia, le politiche economiche e gli interessi dei paesi forti in Europa hanno condizionato gravemente le nostre vite allargando in maniera paurosa le fasce di povertà estrema anche ai ceti medi. Voto NO perché non si fa una riforma dicendo che si vogliono ridurre i parlamentari, quando abbiamo un debito pubblico, a mio avviso fatto di carta straccia, di 255 e passa miliardi di euro, cosa volte che sia qualche senatore in meno. Una riforma dovrebbe pensare prima di tutto alla qualità della vita dei cittadini e poi  al benessere delle banche e dei mercati, come infatti stanno facendo già i governi europei che hanno deciso per il salvataggio dei mercati. Voto NO perché sono stati stabiliti nuovi impedimenti per le petizioni popolari aumentando il numero delle firme da raccogliere da 50 mila a 150 mila, una chiara volontà di zittire definitivamente i cittadini. Se dovesse vincere il SI, avremo un sistema governato dalla finanza internazionale, con un pensiero unico, con un partito unico che è quello democratico. Ma avremo soprattutto lo svuotamento degli organi di controllo intermedi, perché le decisioni finali saranno prese solo dal governo rafforzando la figura del Presidente del Consiglio, che somiglierebbe sempre di più ad un primo ministro: Quel che resterebbe del Senato, sarebbe solo una conventicola di nominati dalle segreterie dei partiti o dai gruppi di potere al loro interno. Voto NO anche se a farlo sarà Massimo D’Alema che è stato il primo a manomettere la Costituzione, voto NO anche se a farlo sarà Silvio Berlusconi che pure ci ha provato insieme a D’Alema. Ma voto NO perché a farlo ci sono anche grandi giuristi come Gustavo Zagrebelsky già Presidente della Corte Costituzionale e Stefano Rodotà giurista e già vice presidente della camera dei deputati. Voto NO, perché questa Costituzione è stata il frutto del pensiero di grandi menti, mentre quello che si sta facendo ora è l’espressione di uomini e donne che appartengono a quella che Rodotà stesso ha definito << la democrazia dell’appropriazione>> o anche la democrazia degli autoeletti. Voto NO, e concludo, perché con questa legge elettorale che abbiamo, manomettere la Costituzione sarebbe veramente rischioso per la libertà di tutti. Voto NO anche se penso che se dovesse vincere il NO ci saranno ancora tentativi per cambiarla, ma al momento il NO è l’unica scelta che mi sento di praticare.


Franco Cuomo VAS Verde Ambiente e Società

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