venerdì 6 aprile 2012

Nel disastro della Circumvesuviana, il silenzio complice del personale viaggiante




L'altro ieri manifestazione alla stazione di Porta Nolana di Napoli, 300 o 400 pendolari, incluso lo scrivente, si sono ritrovati a manifestare contro i disservizi e la distruzione della rete ferroviaria della Circumvesuviana. Eravamo in buona parte quelli facenti parte del gruppo facebook “ No al taglio dei treni dei terni della Circumvesuviana”. Abbiamo portato in processione una serie di croci, quasi a voler rappresentare la via crucis quotidiana che ci viene inflitta con spietata indifferenza da dirigenti latitanti e super pagati, ma anche dal personale viaggiante, spesso rozzo e arrogante e super garantito. C’era qualche rappresentanza dell’Ente, insieme ai sindaci di alcuni comuni fortemente penalizzati, non c’era il personale viaggiante.  Il mio punto di vista su questo argomento è molto drastico, forse perché sono stanco e devastato dall’esperienza quotidiana di andata e ritorno da Vico Equense a Napoli. Credo che in questo disastro annunciato e anche voluto, la voce più rilevante della protesta sia quella dei pendolari; le altre figure, quelle che fanno la passerella o che si fanno vedere solo quando ci sono i giornali, obbediscono ai  cliché tipicamente italioti di cavalcare la tigre e cercare di ricavarne un proprio tornaconto, alla faccia dell’efficienza e della funzionalità del servizio, sto parlando dei politici e di qualche sparuto dirigente al quale viene ordinato di farsi vedere. In questa settimana, tra lunedì e martedì, credo di aver fatto l'esperienza della più totale mancanza di dignità che si può infliggere ad un uomo che prende un treno. I malcapitati turisti, sulla linea Napoli – Sorrento erano sconvolti, disorientati, confusi e avviliti, abbandonati all’arrogante indifferenza ed all’ottusa volgarità del personale viaggiante, costretti a scendere improvvisamente dai convogli e sostare a tempo indeterminato su piattaforme brulicanti di altri sventurati, sotto il sole o sotto una fastidiosa pioggerella, senza sapere nulla sulla loro destinazione, per poi far rientrare tutti, tra spintoni e urla, schiacciati l'uno contro l'altro in vagoni asfissianti. Nonostante questo inferno,  ho comunque rinnovato l’abbonamento di aprile, mercoledì 4: non avrei voluto farlo questo mese, ma  poi mi sono detto che non rinnovarlo da solo non sarebbe servito a nulla. L'ho rinnovato e mi sono pentito ed è quello che vedete nella foto. Lo faccio vedere perché io non lo esibirò più a nessun controllo come unica forma di protesta che mi rimane, fino a quando non sarà ripristinato un servizio degno di questo nome e degli 82 euro e dieci che continuo a pagare ogni mese.  Un argomento che non ho ancora affrontato relativamente alla distruzione della Circumvesuviana è: il silenzio del suo personale viaggiante, diviso tra Circumvesuviana, Consorzio Unico Campania e Eav, rispetto a tutto quello che sta accadendo. Ebbene, io credo che mai personale sia stato ed è  tanto complice e connivente con questa dimensione di disastro. Quegli stessi che mi hanno strattonato qualche giorno fa e spinto contro il muro perché – appunto - mi rifiutavo in segno estremo di protesta, di mostrare loro il mio abbonamento ( senza farsi riconoscere, qualcuno mi ha detto che erano del Consorzio Unico Campania) , quasi fossi stato un mascalzoncello qualsiasi e non un uomo di 61 anni. Hanno fatto i loro porci comodi fino a quando c'erano i soldi, accampando pretese assurde per qualsiasi linea ferroviaria( la pausa nei periodi festivi come Natale per es.), privilegi che certo hanno contribuito al disastro attuale. Moltissimi, quasi tutti, assunti con sistemi  clientelari, oggi assistono allo sfascio dell'azienda nella quale lavorano senza schierarsi dalla parte dell'utenza disagiata ed esasperata, senza organizzare con quest'ultima forme di lotta e di protesta contro la dirigenza ladrona e nessuno si chiede il perché? Ebbene, il perché ve lo dico io: questa gente si aspetta l'ennesima trasfusione di soldi pubblici,l'ennesima salvezza che dovrà arrivare con finanziamenti a pioggia e allora, molte volte, contribuisce - con una vera e propria logica da sabotaggio- a creare i disordini, su una situazione già incancrenita, che tutti noi sperimentiamo in una banalissima giornata di trasporto, badate bene, trasporto, non viaggio, perché accomuno l'utenza a merci o animali, non viaggiatori. Ma ora, quello che questi “grandi lavoratori” non sanno o forse non vogliono sapere è che i soldi sono finiti! Che la festa si è conclusa, e che gli converrebbe schierarsi con i cittadini che utilizzano questa linea ferroviaria disastrata, per trovare insieme soluzioni e rifiutarsi di fare i cani da guardia per i loro padroni corrotti.

Franco Cuomo Coordinatore V.A.S. Vico Equense

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