venerdì 12 luglio 2019

FAITO : LA DISCARICA DELLA VERGOGNA! LA FARSA CONTINUA.



Ancora una volta la vicenda della discarica del Faito mette a nudo la scandalosa inettitudine e l’assoluta mancanza di volontà a rimuovere  il materiale scaricato nell’area immediatamente dopo al Campo Sportivo, di enti che dovrebbero tutelare un parco protetto. Ancora una volta Città Metropolitana, Autorità di Bacino distrettuale, Regione Campania, Demanio, Ente Parco , Città di Vico Equense, ARPAC, Soprintendenza hanno fatto una comparsata davanti ad un tavolo per non decidere niente che non sia stato già fatto. L’ultima pantomima si è tenuta con una conferenza di servizi indetta dalla Città Metropolitana ieri  11 luglio 2019, sono stanco di riportarvi sempre le stesse notizie, con gli stessi attori, anzi con le stesse comparse, perché l’unico attore protagonista, rimane lui Gennaro Cinque. Ma il dovere civile di fare informazione  è più forte.E si, perché tutti, invece di fare minuetti tra esami ripetuti, rilievi di pendii, valutazioni orografiche , che non servono a molto, soprattutto se gli esami fatti non esaminano quello che andrebbe veramente esaminato,  avrebbero dovuto invece chiedersi,  prima di ogni altra cosa,  da chi fu autorizzato il furgoncino a scaricare il materiale franoso in una zona SIC, ovvero una  Zona Speciale di Conservazione e   ZPS ovvero una Zona di Protezione Speciale  e una zona B di Parco, ovvero di protezione generale. Tutta la vicenda sembra tacere o non ritenere rilevante il chi autorizzò a “discaricare” quel materiale con l’aggiunta successiva di altro materiale. Anche se quel materiale non fosse inquinato, e così, non è, non si sarebbe mai dovuto scaricare in quell’area, invece qualcuno l’ha autorizzato. Certamente la città di Vico Equense e l’assessore ai Lavori pubblici / Ambiente ed ecologia / Manutenzione e Servizi al territorio / Protezione civile, ovvero Gennaro Cinque non poteva essere all’oscuro di una vicenda simile. Naturalmente, questo “dettaglio” non sembra interessare nessuno. La vicenda però sembrerebbe prendere contorni ancora più surreali tanto che, in questa ultima conferenza di servizi, i convenuti  dopo il riesame degli ennesimi riesami, più volte esaminati “ ritengono che, il materiale possa essere steso in sito non provocando danno idrogeologico e che l’area ( ricordate che si sta parlando di un’area discarica n.d.r.) possa essere attrezzata a servizi e attività già presenti nella zona, ovvero, area pic nic, con staccionate e tavolini di legno “ e per far ciò, “essendo l’area oggetto di deposito ( loro lo chiamano deposito n.d. r .) inserito in una zona SIC, ZPS, e zona B di Parco, si debba procedere a redigere uno studio relativo alla valutazione di incidenza che ne attesti la compatibilità dell’intervento ( capito bene? Un altro studio, sempre per vedere se c’è necessità di rimozione. Ma fino ad ora cosa hanno fatto? N. d.r.) . Questa valutazione  dovrà essere fatta dall’ente parco, anzi dal suo presidente che i fino ad ora ha brillato per presenza, capacità di inziativa e soprattutto per controllo e tutela delle aree boschive del Faito. Lascio a voi che leggete ogni altra valutazione.  Questo e quanto, questo è quello che dovrebbero dirvi le varie ciaramelle locali e che invece non vi dicono: i vari Positano News, Metropolis , Equa News, ecc. ecc. Credo che, come ho fatto stampare su una mia t shirt: A FAITO nessuno vuole rimuovere niente e forse deve intervenire solo san Michele .  
 Tanto per celiare.
 Il   Sindaco Andrea Buonocore  nell’ultimo Consiglio Comunale forse avrebbe potuto dire qualcosa in più e condannare gli ultimi episodi intimidatori di quest’anno, descritti anche dalle guardie municipali come bravate o ragazzate, ha preferito non dire nulla . Invece  assente come quasi sempre    l'assessore Gennaro. Cinque tanto per non smentirsi. Come a voler sottolineare che il consiglio comunale  per lui è solo una perdita di tempo. Parafrasando Luigi XIV che lui non conosce  “ le conseil municipal c’est moi”; cosi ha mandato i consiglieri avanti come marionette con una sgrammaticata mozione e con il solito refrain del tutto va bene madama la marchesa cioè:   tre episodi di esposioni, 20 arresti per droga, una centrale dello spaccio a Moiano, furti a ripetizione con videocamere che puntualmente non funzionano,inchieste a ripetizione della finanza e cc...). Forse bisogna ricordare a questo sindaco zelante e a questo assessore assente che  il silenzio e le omissioni sono complicità morali.


sabato 6 luglio 2019

Il “Satyricon” di Francesco Piccolo e Andrea De Rosa al Teatro Grande di Pompei



 


Terzo appuntamento della rassegna di drammaturgia antica “Pompeii Theatrum Mundi 2019” è il “Satyrcon” di Francesco Piccolo ispirato a Petronio con la regia di Andrea De Rosa. Uno spaccato puntuale della decadenza del linguaggio e dunque del pensiero del nostro tempo. Colpisce senza dubbio l’attenzione alla lingua, ai suoi usi e alle sue manipolazioni, i luoghi comuni che hanno ormai svuotato il pensiero di qualsiasi capacità critica e dinamica relazionale. Con un ritmo ossessivo ma anche accattivante il testo di Francesco Piccolo ci mette davanti al vuoto concettuale del nostro tempo: il vero pericolo per una fine anonima e ingloriosa, i personaggi, ognuno che incarna una tipologia sociale: l’intellettuale di sinistra sfigato, la signora upper class cocainomane, la anoressica che vomita in continuazione ecc. ecc. rendono in maniere ineccepibile il senso di alienazione e di vuoto, e su tutto ciò, onnipresente: il senso di colpa di un occidente sazio che sciorina tutte le possibili ricette di cibi raffinati, come la  metafora dell’ingozzamento, una gran bouffe di ferreriana memoria. Mangiare tutto senza assaporare niente per poi defecare, come suggerisce la grande tazza del water d’oro, che troneggia sulla scena. La diagnosi è  spinta al limite con la reiterata sequenza dei tic  della ‘neolingua’ che manifesta inequivocabilmente   un progressivo impoverimento del lessico che abitualmente adoperiamo. Abbiamo parole che ci consentono di esprimere precisamente tutte (o quasi) le cose o i concetti, ma ne usiamo sempre meno, o non ne usiamo più,non curandoci di questa perdita progressiva. Per non parlare del continuo ricorso, nella quotidianità, a parole ed espressioni di stampo anglosassone che vengono utilizzate anche laddove non servono  soltanto per darsi un tono – oppure, se vogliamo essere più maliziosi, per non far capire di che cosa si stia realmente parlando. Tutto è passato attraverso il setaccio della povertà del luogo comune: da Hegel di necessità e urgenza, a Heidegger dell’Esserci, alla critica dell’economia politica, Piccolo apocalitticamente  non salva niente dalla catastrofe di senso del nostro contemporaneo. Sulla scena   Fortunata, la moglie di Trimalcione,incarna il tipo “alternativo” contemporaneo che rifiuta la ricchezza volgare del marito Trimalcione, ma la utilizza per il suo rifiuto solo apparente e   che vorrebbe condividere con gli altri il suo amore per gli animali, la sua scelta di diventare vegana, la convinzione sulla pericolosità delle proteine animali, la preoccupazione per l’inquinamento e la deforestazione, fino allo spreco dell’acqua e le multinazionali che si arricchiscono e sperperano tutti i loro capitali. Sulla scena è nuda volendo suggerire che è priva di sovrastrutture. Il suo mondo così semplice, così puro, cosi finto..Con questo testo assolutamente bello e ben congegnato nel ritmo narrativo Francesco Piccolo, ma anche la regia di Andrea De Rosa ci ricorda o tenta di farlo, ancora  una volta come il nesso tra chiarezza della comunicazione, onestà intellettuale e verità sia inestricabile e come la perdita di tutto ciò possa portare ad una morte scenografica ma inutile anche per le generazioni a venire, come la morte di Trimalcione, messa in scena per finta sulla scena. Bravissimo Antonino Iuorio – Trimalcione. Da vedere .

Franco Cuomo

giovedì 4 luglio 2019

Chi sta pagando i lavori del parcheggio BIKINI?





Operai  del comune che lavorano  per una  ditta privata,al posto del marciapiede sono state messe zanelle stradali molto più larghe, senza contare la palificazione tremenda   40 pali invasivi, orribili, tremendamente brutti deturpano il tratto di strada del Bikini; un parcheggio che sarà riservato soltanto alla clientela del Bikini come già accade da tempo. Uno scandalo dietro l'altro ( se inseriamo anche la Farmacia comunale di Moiano della qale si sta ancora aspettando il bilancio pubblicato) sembrerebbe una commistione di interessi privati e pubblici molto poco trasparente, uno stile troppo dinamico per una amministrazione pubblica molto più simile ad una joint venture che è diventato il tratto più eclatante di questa amministrazione e su tutto e tutti sembrerebbe sempre elevarsi    solo lui: l’onnipresente assessore ai lavori pubblici Gennaro Cinque. Ora io mi chiedo come cittadino e come VAS cosa sta succedendo in questa città?  Il Bikini sta facendo parcheggiare le sue auto in quell’area ok già accadeva, ma gli è stato  rinnovato il contratto di locazione? Faccio un po’ di  fantascienza consentitemelo tanto qui tutto sembra essere possibile: che forse Il Bikini  progetta un albergo la dove ora c’è un ristorante? Qual è questo accordo di cui si parla? Di fatto  tutta quell’area che un tempo era pubblica oggi è privata, però i lavori però li fa il comune cioè con soldi pubblici. C’è stato un accordo   tra il sig. Scarsella e il Comune di Vico Equense? E se c’è stato   quando verserebbe il sig. Scarsella alle casse del comune di Vico Equense ? E  quei soldi versati sarebbero compensativi dei lavori fatti?  Ecco, queste cose se ci trovassimo tra gente seria in un comune serio andrebbero spiegate tutte. Ma sembrerebbe che siamo tra gente improvvisata, alla merce di un dirigente dell’ufficio tecnico che sembrerebbe accontentare troppo disinvoltamente i desiderata dell’onnipotente assessore  che da tempo decide il da farsi su tutto e tutti. E allora qualcuno di grazia potrebbe spiegare cosa sta succedendo? Forse quello straccio di minoranza consiliare potrebbe chiedere lumi su tutta la vicenda Sarebbe’ il caso di chiedere immediatamente la copia del progetto e dell' appalto, se c’è un progetto e un appalto, insieme  anche del nulla osta paesaggistico. Forse si potrebbero  poi avere le idee più chiare su questi lavori" carbonari" . L’unica cosa che c’è, che io ho trovato in questo caldo pomeriggio di luglio per la gloria della legalità e assicuro che, la ricerca non è stata facile per un albo pretorio che funziona a tratti è   una determina dirigenziale . La Determinazione n. 366 del 01/04/2019  avente come ogetto: RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E CANALIZZAZIONE ACQUE BIANCHE A MEZZO AMMODERNAMENTO RETI TECNOLOGICHE E CANALIZZAZIONE/REGIMENTAZIONE ACQUE BIANCHE EX SS145 LOCALITÀ BIKINI/FAMOUS BEACH”. DETERMINA A CONTRARRE. PROCEDURA EX ART 36, COMMA 2, LETT A) DEL D. LGS. N. 50/2016 - APPROVAZIONE INTERVENTO, IMPEGNO SPESA E AFFIDAMENTO LAVORI” . Per  lavori appaltabili   di importo inferiore ad € 40.000,00 e precisamente pari ad € 20.678,84 compresi gli oneri per la sicurezza pari ad € 235,34 ed IVA esclusa, affidati alla Ditta “M.R. COSTRUZIONI DI MARIO RUSSO con sede legale in Vico Equense (NA) in via Via Nuova Belvedere. Di pali coperture Bikini neanche un accenno. Forse saranno state fatte successive integrazioni, ma su tutto questo non è dato sapere. E allora? Chi fornirà una risposta a questi interrogativi ?




A proposito della discarica interrata sul Faito





Sulla vicenda della discarica sul monte Faito, vicenda denunciata alle autorità competenti ( si fa per dire)  da VAS, WWF,e alcuni residenti del Faito Pino De Vivo in testa,  quest’inverno con la neve  anche con l’apposizione di uno striscione, la risposta arrivata dalle dette “autorità competenti”, nel caso specifico dalla Città Metropolitana, solo ora e lascia attoniti per l’indifferenza, io userei anche un altro Termine che comincia con para e finisce con agine, che mi sembra molto più appropriato alla sensibilità dimostrata su tutta la vicenda.   La risposta è stata più o meno questa: signori miei, siccome l’Autorità di Distretto Idrografico dell’Appenino Meridionale, per intenderci l’ex Autorità di bacino, ci ha risposto il 6 maggio scorso chiedendoci una relazione tecnica dettagliata e siccome la stessa autorità ci “consigliava” di rimuovere dal sito quel materiale “ senza una specifica relazione tecnica” ( un’altra? Ma c’è o non c’è?) e siccome i costi per lo smaltimento sarebbero troppo alti, noi ( ovvero la Città metropolitana) abbiamo deciso di convocare una Conferenza di servizi per 11 luglio prossimo, dove allo stesso tavolo si incontreranno: il Distretto idrografico,Il genio Civile,il Demanio, l’Ente Parco, il sindaco di Vico Equense, l’ARPAC, la Soprintendenza e la Direzione amministrativa Patrimonio, Provveditorato, tutti insieme appassionatamente. Detto in altre parole insomma, il materiale rimane sempre lì, interrato, le relazioni “tecniche”, fino ad ora presentate sono riferite solo al materiale spostato dalla strada dopo la frana e a tutta una serie di rilevi stratigrafici fatta all’area per stabilirne la pendenza e la conformazione idrogeologica, con formulette criptiche e parametri e indici relativi sempre al posto e non mai   al materiale, si badi bene, non quello originario della frana, ma a quello scaricato dopo che nel frattempo è molto cambiato, ma nessuno  fino ad ora dei soggetti in causa si è premurato di verificarne la natura. Il sito inoltre non è stato mai messo in sicurezza o delineato, così il Comune con mezzi comunali e di ditte locali, ha continuato a scaricare altri materiali, rendendo quel posto  appunto una vera e propria discarica a cielo aperto. Questi i fatti, tutto rimane dove sta, VAS e WWF non possono partecipare alla Conferenza di servizi e anche se potessero farlo non avrebbero diritto di parola. Tutto il resto è deja vù con palleggi di responsabilità e complicità aguzzine e il silenzio assordante dell’Ente Parco e del suo Presidente Tristano Ravallese Dello Ioio  ai danni di ambiente e territorio e anche di legalità, ma questo ormai lo diciamo da troppo tempo e sembra non interessare nessuno.




giovedì 27 giugno 2019

SULLA FARMACIA COMUNALE DI MOIANO



Sulla FARMACIA COMUNALE a Moiano l’argomento sembra si stia gonfiando sempre di più: forse sarebbe il caso di cominciare chiedersi chi o cosa potrebbe esserci dietro l'assessore Gennaro Cinque e quali sono i giochini o  i fili che lo muoverebbero come una marionetta. Qualche cifra sulla gestione ,  poco limpida  dei bilanci della farmacia? Vediamo un po’ qualche voce:I bilanci 2016 e 2017 riportano che il capitale sociale versato,€ 140.000, ed  è depositato presso il notissimo Banco di credito Cooperativo del Garigliano, ma ci si è dimenticati di dire  che  "L'istituto bancario BCC del Garigliano è stato cancellato dall'Albo delle Banche il primo gennaio del duemilaquindici poiché è stato assorbito dalla CASSA RURALE ED ARTIGIANA DELL'AGRO PONTINO . Come è possibile  omettere una cosa del genere dalla documentazione  ? A ben vedere una motivo potrebbe esserci e  le notizie si possono ricavare andando sul sito della banca d’italia ma i nostri giornalai locali non lo sanno e potrebbero pure decidere di fare qualche approfondimento e non lasciare sempre a pochi cittadini attenti e critici di questa gestione amministrativa di raccontare come stanno veramente le cose. Qui c’è stato l’infeudamento di una farmacia comunale che sta nelle mani di pochissime persone.   Gli amministratori e i sindaci del banco in questione  subirono un processo di sanzionatura dalla Banca d'Italia nel novembre 2014 per   129.500 euro: L’opposizione consiliare guidata da Maurizio Cinque dovrebbe riflettere su queste cose,spiattellarle e raccontarle ai cittadini, lo stesso PD, invece di intestardirsi sulle nomine che sono un falso problema dovrebbe denunciare questa vicenda scandalosa e per niente trasparente, il sindaco Andrea Buonocore, invece di aprire stradoni che non potrebbero riaprirsi, dovrebbe dire la sua su tutta questa vicenda . Anche se, appare per lo meno strano che lo stesso Maurizio Cinque e lo stesso Andrea Buonocore, all’epoca dei fatti erano parte della maggioranza di Gennaro Cinque: non sapevano niente?  Perché   si stanno muovendo solo ora? VAS invita tutti quelli che hanno a cuore la corretta gestione della cosa pubblica ad alzare la guardia. La vicenda Farmacia Comunale  di Moiano è molto seria.



LE FACCE CORROTTE DI UNA MEDESIMA MEDAGLIA: UNA RISPOSTA AD UN DEMOCRATICO PROGRESSISTA, OVVERO I REALISTI PIU' REALISTI DEL RE.





Avete responsabilità gravissime!
Mi hai sentito alla presentazione del mio libro no? Non nutro speranze per questa terra e per questi uomini. Per conto mio questa terra è finita dal punto di vista ambientale e paesaggistico, io non ho figli tu ce li hai, sta a te lasciargli l'eredità.

La costiera doveva essere tutelata e salvaguardata da una urbanizzazione selvaggia, si sarebbero dovute controllare strade, accessi, crescita smodata di strutture, cementificazione delle coste, si sarebbe dovuto ricostituire un programma di rimboschimento della macchia mediterranea, di sovvenzionamento e incentivi per una possibile ripresa dell'agricoltura, invece si è dato la stura a tunnel inquinanti e impattanti, al consumo di suolo senza limiti,alla costruzione di alberghi quanto i piani regolatori, per chi ce li aveva, non ne prevedevano, ad ascensori inutili quanto devastanti,quando si potevano riadattare i vecchi percorsi pedonali abbandonati all'incuria e chiusi.

Cosa credi? Che io o Beniamino Cuomo o Claudio Esposito siamo degli stravaganti? Cassandre impazzite? Eroi? Qualcuno durante la presentazione disse:"sfortunata quella terra che ha bisogno di eroi".

Già, verissimo. ma noi non siamo eroi, al massimo siamo testimoni di un discorso di verità che ha ancora a cuore, la legalità dei procedimenti, la correttezza del rapporto con l'ambiente, la necessità di denunciare le iniquità che si continuano a fare sulle vite di tutti i cittadini di questa terra.

Eccoti un esempio a caso di come le "politiche del fare" care ai cosiddetti imprenditori e amministratori locali producano effetti concreti colti a tutelate gli interessi dei sempre soliti compari di merenda.

Quattro anni fa denunciai l'imbroglio che si nascondeva dietro la demolizione dell'esoscheletro dell'Alimuri, un imbroglio che stiamo pagando caro tutti e i tuoi figli continueranno a pagare, voluto da Gennaro Cinque, allora sindaco oggi assessore ai lavori pubblici ( quello che come te ha a cuore gli ascensori), quello stesso che ha consentito di ridurre il ponte di Seiano in un passaggio di servizio, e dall'allora assessore Elefante noto palazzinaro sorrentino.

Il congegno, pensato ad arte a tavolino, sta dando ora i suoi frutti, pensati e predisposti già allora come un perfette congegno ad orologeria, alla società proprietaria di quella struttura. Oltre a non dover risarcire il debito che il comune ha contratto con la Cassa Depositi e Prestiti e che paghiamo noi e continueranno a pagare i figli dei tuoi figli, ora, (badate bene ora,come scrive la stampa locale sempre vigile e attenta, ma si disse già allora) un cavillo darebbe a quella società la possibilità di costruire una struttura alberghiera di uguale cubatura in una zona di Vico Equense.

Ebbene,tutto questo lo avevo detto, scritto, denunciato come VAS anche con lo scomparso Giovanni Esposito, ma anche allora nessuno ha voluto ascoltare.

Ecco cosi stanno le cose e oggi, il tuo "garantismo tecnicistico" di maniera, una volta irritante per me, non mi meraviglia affatto: sei perfettamente allineato alla tendenza generale sulle politiche di distruzione di una terra, ne incarni perfettamente lo Zeit geist collettivo. Non c'è più niente da fare: hanno vinto i cosiddette imprenditori, gli "amici degli amici", gli albergatori, e tutti quelli che pensano al loro tornaconto economico, ma dicono di voler fare il contrario .

Ad maiora







martedì 18 giugno 2019

CHIUDETE LA CIRCUMVESUVIANA E’UN ATTO DOVUTO AI CITTADINI E ALL’ETICA PUBBLICA



 Non mi ricordo più quante denunce del sottoscritto sono depositate nei libri di stazione della circumvesuviana, non mi ricordo più quante lettere a La Repubblica Napoli e al Corriere del mezzogiorno ho scritto per descrivere il degrado che i pendolari erano costretti a subire ogni giorno in andata e in ritorno in un viaggio massacrante e disumano al limite dell’inferno. L’assessore Cascetta, all’epoca di Bassolino presidente di Regione, la definì- in un delirio menzognero- una “perla tra le ferrovie europee”, mentiva sapendo di mentire, ma dopo di lui altri assessori contribuirono a gonfiare un bubbone che affogava e continua ad affogare danaro pubblico  restituendo il peggiore disservizio ferroviario d’Europa. Il degrado cominciò con il decreto legge n. 422 del 19 novembre 1997 con il quale le ferrovie di interesse locale vennero gradualmente cedute alle Regioni, divenute responsabili dei servizi di trasporto pubblico locale: nell'ambito di tale riforma dal 1º gennaio 2001 cessò la gestione commissariale governativa e venne costituita la Circumvesuviana Srl, azienda di proprietà della Regione Campania. Due anni dopo, il 6 marzo 2003, la stessa passò sotto il controllo della holding Ente Autonomo Volturno (EAV), da allora quel degrado non si è più arrestato. Una commistione di interessi pubblici e privati ha creato e mantiene in vita un carrozzone politico per la gestione del voto clientelare, attraverso assunzioni: oggi, la circumvesuviana è solo questo e niente altro. L'Ente Autonomo Volturno (EAV)oggi gestisce questa ferrovia disastrata,   un’ azienda campana che, grazie ad agganci politici dal settore dell'energia idroelettrica ha negli anni allargato le proprie attività alla progettazione e gestione di sistemi di trasporto pubblico. Mi riferisco soprattutto alla gestione di Nello Polese, già sindaco socialista di Napoli  dal 1990 al 1993 costretto a dimettersi e a ritirarsi a vita privata dopo l'esplosione di Tangentopoli. Tre mesi di galera, ventitré processi, la sospensione dall’insegnamento universitario,nominato dal presidente Stefano Caldoro PdL  amministratore unico dell’EAV – Ente Autonomo Volturno – la società definita holding dei trasporti della Regione Campania con un capitale di oltre 62 milioni di euro interamente versati e che ha una mission aziendale specifica che opera soprattutto lungo 3 direttrici strategiche, come si legge sil sito web. Nella mission dell’azienda si può leggere:
“ Un ruolo strategico nell’ambito del piano integrato dei trasporti della Regione Campania
– di holding strategica ed industriale nei confronti delle Società controllate, con funzioni di indirizzo, integrazione, coordinamento e controllo.
Pertanto le Società controllate sviluppano sempre di più il loro ruolo rivolto al miglioramento continuo del servizio erogato, anche tramite la realizzazione degli investimenti, e ad una più marcata efficienza gestionale”.
Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere! E’ legittimo o no sapere se l’EAV, e per essa l’arcipelago di sigle che contraddistinguono il sistema dei trasporti regionali. Quello che sta succedendo oggi ha a che fare con tutto questo, con questa storia che si configura essere un vero e proprio “sistema ” La Magistratura forse dovrebbe attivarsi anche perché quello che accade tutti i giorni tra disagi e proteste inascoltate dei cittadini meriterebbe  chiarezza, e forse dovrebbero attivarsi anche i sindaci delle città non servite come si converrebbe da questa ferrovia disastrosa e disastrata.   Due anni fa ci scrissi una serie di racconti, ironici, ma quello che avveniva allora è peggiorato ora. L'EAV è un ente che andrebbe commissariato, la procura dovrebbe indagare sui suoi dirigenti e qualcuno, i sindaci da Napoli a Sorrento, o a Sarno o a Baiano, dovrebbero decidere di boicottare questa ferrovia e incentivare e decidere di istituire nuovi sistemi di trasporto. La circumvesuviana come si chiamava una volta è la peggiore ferrovia d'Europa, forse al Cairo o a Bombay si viaggia meglio . Qualcuno parla di affidarla a privati, ma le gestione EAV è già una gestione privatistica anche se “all’italiana”, perché poi affoga milioni di soldi pubblici. Oggi il sistema trasporti campano continua ad essere quello che ho descritto: disastroso e ingestibile soprattutto per   omissioni, clientelismo nel quale la scarsa programmazione territoriale c’entra fino ad un certo punto, mentre c’entra molto la mano morta politica di un ente che andrebbe immediatamente indagato . Le responsabilità di quello che sta succedendo sono da attribuirsi ai dirigenti EAV, ma anche agli  amministratori regionali che si sono avvicendati in questi anni. Ho viaggiato come pendolare per quarant’anni su questi treni, ne ho visto il repentino degrado soprattutto negli ultimi vent’anni, ora sono in pensione felice di non prendere più quei treni. Non penso che la situazione possa migliorare con questo tipo di gestione e non servono forze di polizia nelle stazioni, dipendesse da me, le metterei negli uffici EAV, o la chiuderei definitivamente.Così com’è oggi essa rappresenta solo un danno  all'erario pubblico e all’etica pubblica e una vergogna per tutti.