sabato 2 marzo 2019

Devastazioni su una Montagna che rappresenta la quintessenza di quanto sta accadendo in Costiera Sorrentina.







Altra devastante mattanza di alberi a Faito sulla Cresta tra la piazza della funivia e la Pensione dei Fiori di proprietà credo della famiglia Somma, ma va accertato: un centinaio di alberi tagliati a un metro da terra e altri ancora, segnati, pronti per essere segati per poter svolgere attività di parapendio mentre un grosso fusto sarebbe stato tagliato perché avrebbe impedito la ricezione ad un'antenna di Canale 5: Appare chiaro ormai a tutti che l'Ente Parco è un ente fittizio e che la sua funzione è solo quella di far vedere che si vuole in qualche modo tutelare tutta l'area della montagna, ma che poi vengono rilasciate autorizzazione e concessioni, anche se non dall'ente in questione direttamente, per attività lucrative , che vanno nella direzione opposta.  Insomma le tre scimmiette io non vedo, io non sento, io non parlo. Lo ripeterò fino alla noia: se Faito è un Parco naturale e una zona protetta , non si possono consentire questi atti arbitrari e selvaggi che collidono con l'ipotetica ( perché non c'è mai stata) gestione degli ecosistemi. Attività lucrative legate al turismo non viaggiano insieme alla tutela del territorio. 

Chi sono i mandanti di questa altra operazione? Il Comune ha rilasciato autorizzazioni? Chi sono questi imprenditori? Alcuni residenti avevano già segnalato la vicenda. La pista affari/camorra/ turismo, soprattutto a monte Faito potrebbe configurarsi sempre più evidente, ma i molti preferiscono tacere, basterebbe fare uno screening dei cosiddetti imprenditori, basterebbe valutare le modalità con le quali questi soggetti pongono in essere queste  operazioni e come poi vengono portate a termine. Eppoi: ma i Comuni che ruolo hanno in tutto questo? E perché i carabinieri intervengono sempre dopo? E tuttele associazioni che dicono di amare il Faito? La Pro Faito, la Pro Natura,l'AVF? Com'è che si svegliano sempre dopo dalla loro letargia? E gli incontri che  dicunt, si farebbero  col nostro  onnipresente assessore ? Ecco tutti questi interrogativi avrebbero bisogno di risposte.  

Ma vi pare che se si segano cento e più alberi sul Monte Faito dove se fai uno starnuto si sente a un chilometro, vuoi che non si sentivano le motoseghe e i camion per portare via la legna?   Sono saliti camion e motoseghe ma nessuno ha visto e sentito niente? I carabinieri forestali neanche s parlarne  E non giriamoci intorno: abbiamo il coraggio di scrivere e di dire che questi Enti Parco in Italia servono a coprire ben altro che non a tutelare e proteggere l’ambiente. 

Appare sempre più chiaro a chi scrive- e non smetterò ma di denunciarlo- che difesa dell’ambiente e attività lucrative turistiche, sono cose molto diverse. Che se una zona è definita parco naturale, verso di essa e su di essa gravano vincoli molto stretti, non vi si potrebbe gettare neanche una cicca e in alcune zone non vi si potrebbe neanche passeggiare. 

Ma, se come si capisce da quello che sta succedendo su questa montagna, la tutela dell’ambiente sembra essere l’ultima cosa, per come l’ambiente stesso è abbandonato all’incuria  , si capisce bene anche  che un organismo come l’Ente Parco  è un carrozzone che serve a giustificare e sostenere altre operazioni. La difesa dell’ambiente oggi qui, non è una romantica scelta sentimentale verso la natura, ma un dovere morale e civile e si configura sempre di più come una battaglia per il rispetto della legalità e una lotta alle attività poco   chiare. VAS produrrà l'ennesima segnalazione al ministro dell'Ambiente e si impegna a fare informazione sul territorio laddove i mezzi di informazione tacciono su quanto sta accadendo.

Franco Cuomo VAS- VERDE AMBIENTE E SOCIETA'



 

mercoledì 6 febbraio 2019

ARROGANZA E OMERTA' SU UNA BRUTTA VICENDA.








tutte le foto sono di Pino De Vivo




Un cittadino che abita a Faito, fa la richiesta di accesso agli atti, per verificare perché furono abbattuti i muretti di sicurezza sulla strada . La vicenda la sanno tutti anche se tutti sul comune di Vico Equense fanno finta di ignorarla e di non saperla, si è sentito rispondere dagli impiegati, che per l’accesso agli atti occorre avere una motivazione valida. Ora, questa risposta è pretestuosa   e testimonia del livello di arroganza amministrativa di questa amministrazione, nonché di atteggiamento omertoso, quasi a dover difendere una verità scomoda o che non si vuole rendere pubblica. Il cittadino che ha fatto la richiesta non deve provare o motivare di un bel niente la richiesta, anche se ce ne sarebbe ben donde, visto che abita a Faito e fa quella strada tutti i giorni. Una strada spesso gelata o innevata, senza più un parapetto o una qualsiasi altra protezione. Ma gli impiegati zelanti hanno dato questa risposta nonostante  il Decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 recante "Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita' e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo l4 marzo2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" all’art.  5 (Accesso civico a dati e documenti)  reciti: “ L'obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi; nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.”  Ma evidentemente in questo paese le cose non funzionano cosi. La vicenda è presto riassunta : a seguito di una frana nell’inverno scorso, dopo gli incendi dell’estate,il muretto di protezione fu distrutto, la Città Metropolitana sotto la cui responsabilità ricadrebbe la strada del Faito, inviò una ditta a ripristinarlo: tanto fu fatto, ma immediatamente arrivarono “gringos da Moiano” capeggiati da un ras locale che armato e armati di piccone smantellarono il muretto appena riparato ritenendolo non idoneo alla funzione. Tutta questa vicenda ripeto, è nota anche se non c’è nessuno disposto a dire chi fossero i gringos, perché appunto, come nel Far West, si teme di essere poi impallinati, naturalmente non a proiettili veri ma con altre e più subdole pallottole. Conclusione: la strada di Faito è ancora senza parapetto, n on in giornale locale che ne abbia parlato, non uno straccio di cosiddetti giornalisti che si siano recati sul posto per documentare e descrivere l’accaduto che si è appena descritto, non un consigliere comunale della minoranza né un sedicente partito democratico che abbiano fatto richiesta di chiarimenti. Un silenzio pesante e omertoso grava su tutta la vicenda, rotto soltanto da questo cittadino che ha fatto una richiesta di accesso agli atti e ha ricevuto in risposta da questa amministrazione, che occorreva avere una motivazione per farla. Faito ormai tra procurati incendi estivi, tagli indiscriminati di alberi, e discariche abusive è veramente il Far West, dove palleggiamenti di responsabilità e enti inutili si fa finta di portare avanti un fantomatico quanto improbabile rilancio turistico, viste le condizioni appena descritte, mentre la verità e tutta un’altra. Qualcuno si è premurato anche di strappar via uno striscione che VAS e WWF avevano apposto alla discarica della vergogna nel giorno del santo patrono: il 31 gennaio corso. Probabilmente anche su questo caso dovrà essere la Procura a fare luce. Di certo il Comune di Vico Equense e i suoi impiegati non possono rispondere cosi ad un cittadino che quella strada la percorre tutti i giorni.

           

sabato 2 febbraio 2019

AMMINISTRATORI REGIONALI,PROVINCIALI, COMUNALI COME BARBARI! CON QUESTA GENTE SIAMO LO SCORNO DELL'EUROPA!



Come sminuire un atto vandalico dalla gravità inaudita che si sta consumando sul Monte Faito che è- è bene ricordarlo- un parco naturale, una riserva naturale, un patrimonio di tutti. La Regione Campania risponde ad un inutile   Ente Parco nella figura dell’ imbelle presidente Tristano Dello Ioio Ravallese, che l’operazione fatta da VAS e WWF e alcuni residenti del Faito tra cui l’attivista instancabile Pino De Vivo, è soltanto una operazione mediatica, evidentemente loro sono molto esperti in questo genere di cose per dirlo a chi, col freddo e con la neve, mettendo a rischio la propria incolumità ( non c’erano né spargisale, né spazzaneve), il 31 gennaio, nel giorno della festa patronale di Vico Equense, sono saliti sulla montagna per denunciare a tutti che in questa riserva naturale si sversa di tutto e non da ora. Si non da ora. Da più di quindici anni durerebbe questa storia e tutta l’area- che la Città Metropolitana ha definito depressa – giova ricordare che è immediatamente adiacente al Campo giochi e all’area della festa della castagna, è stata oggetto di sversamenti già da tempo, poi interrati e- come si dice in gergo: spalmati già più volte. Allora gli ambientalisti fanno sapere alla Regione Campania e al suo presidente De Luca, che non si fermeranno e che questa operazione è solo l’inizio di una serie di manifestazioni per sollecitare interventi  più alti. Il Comune di Vico Equense con dinieghi, silenzi e complicità, sta coprendo questa vergogna da tempo e ne starebbe pure approfittando se non ne sarebbe pure la causa. Ci sono testimoni che hanno visto camioncini comunali sversare in quell’area. Materiale di risulta, ma anche altro e allora questa storia deve finire: il Faito è un valore per tutti! E’ una riserva naturale di inestimabile lavoro per la ricchezza degli ecosistemi che lo compongono, non si può far finire tutto a “tarallucci e vino” , e non si può sminuire chi crede che l’ambiente sia l’unica battaglia di civiltà per il prossimo immediato futuro se non vogliamo fare tutti la morte dei topi.  Evidentemente i nostri amministratori sono ad un livello di barbarie ancora molto elevato. Evidentemente credono che in fondo scaricare pietre ( e non sono solo pietre) in un parco naturale in fondo che male è. Evidentemente avranno pensato: avremmo dovuto spendere molti soldi per liberarci di questo materiale e allora sapete cosa facciamo, lo scarichiamo in quel posto e poi con le ruspe interriamo tutto. NO SIGNORI! Non è cos che si fa e VAS è qui per ricordarvelo e andremo avanti come è stato per Boxalndia a Sorrento per Vico Rota dove la magistratura ha condannato i colpevoli, o come è successo a Vico bloccando un’opera in una zona vietatissima  . Prima o poi la spunteremo e cosi sarà pure per questa vicenda vergognosa che dura già da troppo tempo.



mercoledì 23 gennaio 2019

FAITO DISCARICA: MA COSA C'E' DIETRO QUESTE CONTRADDIZIONI VISTOSE? E DIETRO IL SILENZIO DEGLI ASSESSORI COMUNALI?










Sul FAITO discarica, il silenzio assordante dell’ amministrazione locale sconcerta e lascia interdetti! L’indifferenza ostentata e arrogante dell’assessore ai lavori pubblici, Ambiente ed ecologia / Servizi al territorio / Protezione civile ovvero Gennaro Cinque o quella inespressiva dell’assessore allaPianificazione del territorio /   Verde pubblico / Demanio Angelo Castellano ,non sono spiegabili alla luce di quanto sta accadendo su quella montagna! Sotto l’egida di questa indifferenza, si stanno consumando reati ambientali ma anche si potrebbero rilevare   gravissime inadempienze e contraddizioni amministrative, tra bugie, dinieghi di responsabilità, atti che prima scrivono una cosa eppoi ne scrivono un’altra, analisi che mancano di fogli e soprattutto con valori non congrui:   Documenti emessi tutti dalla: Città Matropolitana, dal genio Civile della Regione Campania, dal Demanio, dalla Città di Vico Equense, dall’ARPAC. Non si è mai capito per esempio e nessuno lo dice: chi trasportò i rifiuti dalla SS269 all’area, oggi definita “depressa”, una volta area “pic nic”, chi era la ditta e soprattutto da chi fu incaricata a fare l’operazione. Scarico che prima fu denunciato dall’Ente Parco con una lettera firmata dal dr. Antonio Malafronte , poi , in conferenza di servizio, lo stesso Malafronte  (Genio Civile e Regione)  insieme a Gennaro Cinque (Comune) , la dr.ssa Giovinazzi ( ARPAC) e Giancarlo Sarno( Citta metropolitana), ne approvarono l’interramento. Ma la premessa necessaria a tutta questa vicenda è quella che tutti i soggetti in questione sembrerebbero aver ignorato  è che: il FAITO è un Parco naturale ! E in esso  non avrebbe dovuto  esservi gettato niente ! Alla luce di questo tutta la vicenda sembra essersi ulteriormente ingarbugliata mentre prenderebbe corpo un’altra   versione   che sosterrebbe  che il pietrame era stato portato sul FAITO in quell’area dove sta tuttora,  a seguito di un programma di “riutilizzo materiali”  e l’area scelta era quella perché era stata considerata, non si capisce da chi e perché :un’   "area depressa", avvalendosi di esami che sembrerebbero non a norma ( mancherebbe anche un foglio, la pagina 2)  e, sembrerebbero, fuori da limiti consentiti dal decreto 2017, ovvero (10 volte sotto).

Per quanto riguarda poi  l’altro    materiale contaminato( amianto, bombole del gas vuote,lamiere, copertoni), aggiunto al pietrame, non si sa da chi, più il materiale di risulta   di costruzioni edile etc, le figure  e gli enti  sopra citati , dichiarerebbero di non saperne nulla attribuendo il tutto ad ignoti, gli stessi ignoti che a colpi di piccone avrebbero smantellato i muretti di protezione sulla strada del FAITO. Sorgono dunque spontanee le domande : Ma allora a cosa serviva convocare una Conferenza di Servizi? E a cosa servivano le analisi per altro mancanti di un fogli e tutte sballate? Lo chiediamo all’ing.    Giancarlo Sarno  della Città Metropolitana e agli altri intervenuti alla Conferenza , all’assessore Gennaro Cinque .Ora rispetto a tutte queste contraddizioni, evidenziate in atti pubblici, da enti pubblici, qualcuno dovrebbe pur rispondere, dire uno straccio di verità, di come si sono realmente  svolti i fatti e soprattutto, se ci sono protezioni o omissioni . Qualcuno dovrà pur  dire a chi come cittadini indignati che abitano sul Faito, o alle associazioni ambientaliste, come qquella a cui appartiene  chi scrive, come sia stato possibile che si siano consumati nel silenzio tali reati? E se non lo faranno ancora una volta bisognerà rimettere tutto nelle mani della Procura e sarà un Giudice a far venir fuori i responsabili. Infine  dovrebbero spiegare poi come sia stato possibile che un’ area adibita da sempre a pic nik  sia stata trasformata in un’area "depressa" quando immediatamente accanto vi e' un parco giochi per bambini a pochi metri di fronte insiste l’area attrezzata della festa della castagna.




sabato 19 gennaio 2019

Ma è questa la buona scuola? Cosa sta succedendo nell’Istituto Comprensivo Costiero di Vico Equense?

strumenti didattici alternativi al libro di testo



La dirigente scolastica, conformemente alle leggi ministeriale, convocato il Consiglio d’Istituto, delibera tra le altre cose, di approvare il Piano Triennale di Offerta Formativa PTOF. per gli anni scolastici  2019/20,2020/21,2021/22 che poi viene inviato all’ufficio scolastico regionale competente ai  fini delle verifiche di legge. Ma che cosa è questo PTOFF, se volessimo dar credito alla cultura popolare, quest’acronimo vorrebbe significare una brutta parola, come a dire: qualcosa che va a “quel servizio”. Insomma una fregatura. Per le nuove e sempre cangianti normative scolastiche invece esso rappresenterebbe i contenuti innovativi relativi alla didattica, “  il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche che esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa e che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia”. Insomma una grande cosa, qualcosa che dovrebbe veicolare una formazione volta allo sviluppo creativo e dinamico delle capacità cognitive del bambino; se non che, all’interno di questo PTOF, la dirigente scolastica avrebbe imposto drasticamente la sparizione del libro di testo. Che cos’è il libro di testo, o per lo meno cosa dovrebbe essere. Quando andavo a scuola io in un’epoca remoto si chiamava sussidiario in esso c’erano materie come storia geografia aritmetica ecc. e poi avevamo un libro di letture, che variavano a seconda della classe che si frequentava. Oggi il libro di testo dovrebbe essere il punto ideale di incontro tra docente e studente, un canale di comunicazione didattico privilegiato che si dovrebbe integrare e arricchire con altri strumenti didattici, quali enciclopedie, fonti, manuali, appunti, internet, tecnologie digitali e quant’alto la nostra epoca ci mette a disposizione, ma mai sparire, a meno di non fornire   tutti i bambini di strumenti tali da potere sostituire questo, con altri strumenti tipo: degli I Pad in dotazione ad ognuno di esso, con i quali poter ricercare sotto la guida attenta del   docente i contenuti didattici dell’anno in corso,ma cosi non sembra essere e forse dovremmo trovarci in Svezia o in Norvegia per avere una scuola siffatta. Dunque questa decisione ha provocato una levata di scudi da parte dei genitori che – secondo me a ragione-  sono rimasti sconcertati di fronte a questa presa di posizione e hanno protestato e ancora stanno protestando per in durre la dirigente a ritornare sui suoi passi.  La risposta della dirigente non si è fatta aspettare e avrebbe detto a questi genitori preoccupati: “ Se non vi conviene vi prendete i vostri bambini e li iscrivete in un’altra scuola”. Una risposta che solo un dirigente avventato potrebbe dare, visto che, come è concepita la scuola oggi, i bambini sono i clienti principale e se una scuola perde i clienti è destinata alla chiusura. Ma tant’è, la dirigente si è imputata in un modo a dir poco sgradevole e inadeguato per il ruolo delicato che riveste. Ora, se gli strumenti didattici alternativi al libro di testo sono quelli che vedo in mano ai miei pronipoti ovvero  quadernoni sgualciti con fotocopie incollate , sbiadite e spesso illeggibili,  dalle  quali fare un riepilogo o una ripetizione diventa spesso un’operazione ardua se non impossibile ,la protesta dei genitori è sacrosanta e giusta! Bisogna smetterla con questa ansia di pseudo innovazione, quanto basterebbe solo fornire gli strumenti per apprendere bene a leggere a scrivere e a comprenderlo un testo, invece di eliminarlo. Quello che vedo oggi, anche da una mia passata esperienza didattica universitaria, sono giovani che leggono senza capire ciò che leggono! Un analfabetismo di ritorno in crescita esponenziale, un aumento delle dislessie e delle disgrafie nella scuola primaria preoccupante e a tutto questo come si pensa di rispondere? Abolendo il libro di testo!!!  Bisognerebbe smetterla  con questa gestione manageriale e tecnocratica di una istituzione che ha la responsabilità di formare quelli che saranno i cittadini di domani. Fanno bene i genitori a opporsi a questa scelta!  Perché, anche a detta di altri che svolgono il medesimo lavoro della dirigente scolastica, con i quali mi sono confrontato prima di scrivere ciò di cui ero già convinto, spesso  benefici di questa scelta sono solo teorici. A quell’età è necessario un testo guida che può essere integrato. Un ambiente di apprendimento innovativo non necessariamente elimina un testo. Anzi. Costruisce intorno a quel testo ed integra ed implementa le nozioni. Arricchisce con espansioni digitali e con tutto quello che  la tecnologia può offrire. La traccia offerta dal libro di testo deve però rimanere evidente altrimenti i bambini rincorreranno le fotocopie ovunque, perdendole regolarmente. Quale innovazione prevede fotocopie al posto del testo? L’espansione digitale è tutt’altro ed integra diversi linguaggi, tra cui quello iconico del libro di testo, per consentire un apprendimento vicino al proprio stile. A questa  dirigente, che invita ad iscrivere i bambini ad altra scuola, consiglierei modi e risposte più adeguate non foss’altro per il ruolo educativo che ricopre, ai genitori invece suggerirei di portare il caso all’attenzione all’Ufficio scolastico regionale della Campania e sottoporlo a un’attenzione superiore, soprattutto per la rigidità assunta dalla dirigente. La scuola è ancora una cosa molto seria e soprattutto molto delicata, soprattutto quella primaria.

Franco Cuomo Coordinatore Circolo – VAS-  ( Verde Ambiente e Societa’)



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mercoledì 9 gennaio 2019

MA IN UN PARCO-CHE E' ZONA PROTETTA- NON SI DOVREBBE SCARICARE NIENTE! NON LA PENSANO COSI: GENNARO CINQUE ASSESSORE E GLI ENTI FIRMATARI DI UNA CONFERENZA DI SERVIZI!









A seguito Conferenza di Servizi tenutasi il 7 dicembre del 2018 presso gli uffici della Città metropolitana, tra : Città metropolitana, Comune di Vico Equense, Ente Parco,Regione Campania genio Civile,Arpac, avente come oggetto i rifiuti scaricati sul monte Faito, che ricordo a tutti essere un parco naturale,e quindi non dovrebbe esservi scaricato nulla i VAS ritenendo inaccettabili le conclusioni alle quali sono giunte tutti i partecipanti- ovvero interrare tutto e chi si è visto si è visto- senza risalire ai responsabili degli sversamenti, che si conoscono e senza "soffermarsi troppo", sulla reale composizione dei rifiuti,e sulla loro provenienza, hanno presentato oggi, una formale richiesta di accesso agli atti, agli Enti partecipanti, al fine di tentare di fare chiarezza e successivamente, inoltrare formale denuncia alla Procura della repubblica.