mercoledì 30 agosto 2017

SMART


Stamani, una piccola donna ostentatamente presuntuosa,con vestitino avvitato e sandali bassi, attraversava la strada principale del mio paese salutando con ciao cara, ciao caro e elargendo sorrisi keep smiling a chiunque incontrasse. Contemporaneamente parlava concitatamente attraverso il suo smartphone guardandosi intorno per controllare se tutti la stessero guardando. È una imprenditrice, così lei si definisce, tuffatasi a capofitto in cosiddetti progetti di sviluppo socio culturale della città. La guardavo andare spedita come gli operai un tempo verso il sol dell'avvenir, sicura del suo status di donna liberata; liberata da figli già grandi, da mariti ingombranti, da una opprimente vita familiare, pensavo alla sua felicità, a come basta poco per sentirsi felice: il raggiungimento di uno status e il riconoscersi pienamente in esso. Altri personaggi simili, altre donne come lei stanno venendo fuori dalle mie parti – ma io credo un poco in tutta italia. Sono state precedute in questo modello dagli uomini: Berlusconi e Briatore, B&B  hanno fatto scuola per tutti. I tratti predominanti di questa nuova tipologia emergente sono: superficialità, una non nascosta, anzi ostentata ignoranza in fatti di cultura, molta improvvisazione e filosofia del pressappoco, una leggerenza non nascosta nei confronti delle leggi, un’avversione per il senso critico e un ottimismo molto simile al beotismo inconsapevole del tipo pubblicitario tutto va sempre bene; il tutto spacciato qui in italia ,ma non in Gran Bretagna dove il termine è stato coniato, come SMART, ovvero: alla moda, sveglio, intelligente, abile, furbo. Ecco, quella donna stamattina si sentiva molto SMART.
Essere SMART oggi è diventato l’unico modo per raggiungere tutti e tutti vogliono essere SMART. L’altro giorno, sempre per strada un mio amico, più giovane di me, e molto SMART, mi faceva notare che ero troppo pessimista e che avrei dovuto subito fare qualcosa per cambiare questo punto d vista: yoga, pilates, bodygym. Insomma: dovevo adottare il keep smiling pure io e diventare finalmente SMART:la sua ricetta? Sorridere alla vita, avere un atteggiamento dinamico non guardare ciò che non va, ma solo quello che va, insomma dipingere il mondo di rosa e trasferirmi nella sfera del pubblicitario, solo così, secondo il suo consiglio i miei post –che a suo dire e forse è vero,sono letti da non più di trenta persone e sempre le stesse- avrebbero raggiunto tutti previa una strategia comunicativa nell’utilizzo dei like su FB.
Peccato però che i conti non tornino ( oddio a rieccolo il pessimismo?). Che la “fine della storia” stia passando attraverso lo SMART system? Attraverso l’imposizione erga omnes del modello B&B ( Berlusconi Briatore)? Sono questi i nuovi uomini e donne del futuro? Quelli che hanno più like su fb e salutano con ciao caro ciao cara? Quelli e quelle che ignorano i classici, la buona letteratura e la buona musica o l’arte e parlano solo di chef stellati e di ristoranti fantastici e di resort a cinque stelle e di piscine mirabolanti? La verità è che tutto questo a me, sembra essere solo – anche se mi leggeranno solo trenta persone e sempre le stesse- essenzialmente rimozione. Negazione della realtà. Il messaggio che questa gente tenta di veicolare sostenuto da tutto il sistema dei media è che: la pluralità irriducibile del mondo umano deve essere dapprima elusa nel pensiero e nei comportamenti e poi assoggettata a questo modello socioculturale di uomo del fare e di donna del fare. Fare cosa non è necessario saperlo, l’importante però che si riescano a fare soldi tanti soldi. Pensiero vuoto, pensiero accomodante, pensiero indigente, una vera e propria ermeneutica della irrealtà.
Non sappiamo nemmeno cosa sogneremo questa notte e se ci alzeremo il giorno dopo, e invece questa donna SMART con le sue sicurezze  e certezze da imprenditrice d’assalto o  l’imprenditore etico che fa soldi a palate con l’etica senza sapere cosa sia veramente l’etica, coltivano l’illusione di poter addomesticare il futuro, una nichilistica wille zur macht, una volontà di potenza arrogante, negando però i pezzi di mondo che non sono il loro mondo. Anziché affrontare ciò che è eccedente rispetto a ciò che è prevedibile, anziché fare i conti con il disastro ambientale, con le povertà, questi uomini e queste donne, attraverso questo pensiero vuoto, indigente, attraverso questa ermeneutica della irrealtà sostituiscono l’analisi con una gigantesca rimozione di tutto e chi non si adegua viene considerato un nemico, un pessimista, un gufo, uno che non ha like su fb e che non comunicherà con nessuno. La nottola di Minerva del pensiero SMART dominante si viene a giustificare così come naturale e razionale, post factum, come il dominio del più forte. Ormai sembrerebbe che solo il liberismo, cioè la democrazie di mercato, prodotta e garantita dal profitto, potrà essere il nomos adeguato della terra. Tutelarla universalmente e estenderla a tutti sembrerebbe essere il compito di queste imprenditrici e di questi imprenditori nella loro crassa ignoranza oleata solo dalla pecunia. Nulla allora sarà meglio di un bagno in piscine a raso con massaggi idrici, di complessi benessere venuti su dagli abusi, di solarium inedificabili spinti in mezzo al mare, di ristoranti impossibili su discoteche, di chef stallati che a malappena sanno parlare:    lo SMART SET paesano e nazionale si incontra in questi non luoghi, tutti uguali, e  si illude di essere il meglio, ma così non è. L’universale esige una polizia planetaria e questa gente vi si sta consegnando allegramente col sorriso beota sulle labbra: “ Pour adorer longtemps un théorème, la foi ne suffit pas, il faut encore une police” ( Albert Camus). 
Ah! Dimenticavo: io rido, mi piace vivere e ballare e fare  l’amore e mangiare tra amici contro l’invidia o il risentimento di ch non vuole riconoscere – o non sa farlo- la maestà dell’ordalia: Saluti e salute, come dice spesso un mio amico.


domenica 20 agosto 2017

"Io so, ma non ho le prove!" Esclamazione pasoliniana, che oggi affermo con la stessa rabbia e indignazione. Mentre i media preferiscono non dire niente se non storielle.


Io credo che il gioco perverso e criminoso messo in atto per convogliare soldi su quella montagna sia sfuggito dalle mani di chi lo ha posto in essere. Ci troviamo di fronte ad aberrazioni e vendette trasversali, secondo me, qualcuno la sta facendo pagare a qualcun altro. Sono fermamente convinto che gli incendi vengono appiccati ogni giorno o ogni notte da più mani. La tesi della barbarie e quella di gente senza coscienza civile si fa sempre più forte in me. Ora questo gioco perverso e criminoso è out of control- fuori controllo- e chissà come quando e perché finirà, ma finirà perché lo avrà deciso qualcuno . Per rimboscare il Faito occorreranno più di 50 anni. I media nazionali già non ne parlano più, quelli locali,oltre a raccontare bugie e storielle e la storia del contadino pazzo, in pensione a 60 anni che sarebbe il colpevole, fanno ridere se invece non si dovessero piangere lacrime amare su quelle povere piante e su tutta la fauna della montagna, che sicuramente non voleva far parte della "ripresa del Faito"! Io so, ma non ho le prove! Come disse Pasolini, a me è chiaro tutto il disegno, bisognerebbe andare a cercare i responsabili tra chi dice di amare di più il Faito ma non lo fa nessuno o per lo meno nessuno ne parla o ne scrive. Arriveranno soldi che andranno nelle tasche dei cosiddetti imprenditori per il cosiddetto rilancio, per una idea malsana e malata di sviluppo turistico che ha già stravisato le nostre zone un tempo famose per le loro bellezza naturali dopo che la montagna è stata ridotta ad una landa bruciacchiata forse proprio dalle mani di chi stava pensando allo "sviluppo" della montagna. L'uso capitalistico della natura che passa attraverso la sua commercializzazione e il suo sfruttamento. Lo ripeto, io so, ma non ho le prove. E ora il gioco sembra essere sfuggito dalle mani dei suoi artefici e solo questi artefici di questo progetto criminoso sanno come andrà a finire.

venerdì 18 agosto 2017

Quello che conta ora è l'aver ottenuto soldi pagati ad un prezzo altissimo! nessuno restituirà più ciò che il fuoco ha distrutto.


Adesso vedrete come si spegneranno magicamente i fuochi. Squali, pescecani, caimani, delinquenti, assassini del territorio: ma veramente credete che quel demente che ha confessato sia l'unico responsabile di questa immane devastazione del Faito? Ma veramente credete che sia l’unico responsabile, con quel video ridicolo che circolava sul web, quell’apecar che andava avanti e indietro, ebbene state fuori strada. Vi sbagliate se pensate questo. Ora tutti esprimono solidarietà: l'opposizione consiliare, il neoeletto segretario del PD locale, ma nessuno osa dire una parola di troppo per non sembrare inopportuno o fuori luogo. Un politicamente corretto ipocrita quanto retorico e vistosamente falso. Io invece bastian contrario, esprimo ,  il mio lutto per i grandi alberi distrutti ai quali non importava niente di essere inseriti in un progetto economico di rilancio del Faito, il mio lutto per la fauna di quella montagna sacrificata come gli alberi ad un progetto che sembrerebbe più criminoso e camorristico di quanto non appaia già. Alberi e animali sacrificati per i soldi,  per la famosa economia del turismo che ha reso le nostre zone tra le più trash e volgari della Campania.Una concezione che non riesce a considerare la natura come un valore in sé per quello che essa da in quanto tale: ossigeno, aria pulita che ormai è sparita da questa città, silenzi incontaminati, frescura e sollievo. No tutto questo se vuole avere un peso lo deve avere perché esso deve poter produrre soldi. E allora un progetto criminoso sembrerebbe sottendere questo rogo che ha distrutto i boschi del Faito, che ha sacrificato migliaia di ettari di conifere di sottobosco, di macchia mediterranea, e non leggo né dichiarazioni che vadano in questa direzione, né prese di posizione pubbliche. Tutti esprimo cordoglio unanime  ma ci si guarda bene a parlare della causa prima che potrebbe essere stato il vero motore di questa calamità: fare arrivare soldi a pioggia attivati in un certo modo già dalla macchina dei soccorsi, dimostratasi insufficiente a domare un incendio dai focolai multipli che potevano sembrare attivati giornalmente da mani diverse che obbedivano ad un disegno scellerato quanto barbarico, indifferente a quella natura ormai carbonizzata.
Ora l’amministrazione proclama lo stato di calamità naturale. Leggo: "La condizione di emergenza, che caratterizza in modo così grave il territorio comunale, costituisce una calamità naturale ed è da ascrivere ad una delle fattispecie previste dalla Legge n. 225 del 24/02/1992 e ss.mm.ii. e dalla Legge Regionale n. 12 del 22/05/2017, in base al quale l’Amministrazione regionale, per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree del territorio regionale, può disporre lo stanziamento di appositi fondi finalizzate anche alla concessione di eventuali contributi a favore di cittadini ed imprese danneggiati dagli eventi calamitosi.
Ecco il disegno criminoso sembrerebbe aver trovato la ragione di quell’immenso sacrificio di natura verde distrutta, naturalmente non nella richiesta dell'amministrazione, ma nel raggiungimento dell'obiettivo prefissato: fare arrivare soldi. Lo scopo sembrerebbe essere questo, come accade per i terremoti devastanti che, quelli si, per davvero sono calamità naturali. Un po’ come quei costruttori che quando i Tg enumeravano i crolli e le vittime si sfregavano le mani pensando agli affari che avrebbero fatto. Naturalmente l’amministrazione fa la sua parte e attiva gli strumenti per far fronte a questo disastro, e la mentalità popolare ineducata potrebbe dire: “ arrivano i soldi, gli alberi riscresceranno, e finalmente partirà il rilancio del Faito” . Si è vero, partirà il rilancio del Faito ma la sensibilità ambientale viene fatta a pezzi in Campania sacrificata sempre all’economia di un turismo di rapina che ha molte cose da spartire con la mentalità camorristica che presto o tardi presenterà il conto a tutti noi.

Franco Cuomo, VAS Verde Ambiente e Società


martedì 15 agosto 2017

Alla fine chi è il vero perseguitato ? Chi perseguita chi?


Ma perché l'assessore Cinque se la prende tanto visto che siamo solo in due a parlare? Ha tutto il paese con sé, non è contento o comincia forse a mancargli la terra sotto i piedi ? Com’è che si sente angariato ? Mi sbaglio? Non è forse così'? Si sente minacciato da "una mezza tacca di uomo"? E come mai? Minaccia aggressioni fisiche, e si che lui è un energumeno,dimenticando il ruolo che dovrebbe rivestire e lo fa solo  perché qualche cittadino esprime il suo parere, contrario al suo,  su quanto sta succedendo sul territorio. In pratica non è d’accordo con lui? Ha rispolverato forse il reato d'opinione? Certo che gli atti li leggiamo e proprio perché li leggiamo molte cose non appaiono chiare, ma non appaiono chiare non le procedure,per quelle come si sa “ fatta la legge trovato l’inganno”, si trovano sempre gli adattamenti, ma le scelte di fondo: vogliamo dire e spiegare perché le strade vengono sventrate e richiuse ripetutamente per poi essere risventrate e richiuse di nuovo? Veramente a costo zero? Enel, Gori, Napoletanagas, Telecom, si sventrava, si sistemavano cavi e si ricopriva, poi arrivava un'altra e faceva la stessa cosa: Via Murrano è stato l’esempio più eclatante di questo stato di cose, e così pure via Mirto.
Un assessore ai lavori pubblici degno di questo nome avrebbe programmato gli interventi in modo più razionale,più efficiente e avrebbe creato meno disagi alla popolazione, ma soprattutto avrebbe lasciato a lavori completati segni meno evidenti di raffazzonamenti eseguiti da ditte evidentemente non all’altezza dei compiti.  Tutti hanno potuto constare attraverso  foto pubblicate da molti cittadini sui social, lo stato in cui sono state lasciate le strade e questo la dice lunga  la dice lunga sulla correttezza degli interventi: Il manto di asfalto nero che come un sudario ricopre via Murrano, gettato sulla terra secca la dove una volta c’erano basolato e sanpietrini e che con le prime piogge autunnali si staccherà creando buche mostruose  la dice lunga sugli interventi eseguiti.
 Lo stato delle strade è la cartina di  tornasole. E vogliamo parlare di  tutti i varchi aperti sulla Raffaele Bosco per “accontentare” clienti che saranno prossimi portatori di voti? Varchi in punti incredibili, in curve, o su strapiombi assolutamente ingiustificati.
Oppure vogliamo parlare della illuminazione pubblica portata nei posti più impensati in vicoletti non frequentati da nessuno se non dalla sola fauna locale? Lavori fatti male e male eseguiti ma soprattutto senza nessuna pianificazione programmata. Se l’assessore ritiene che ci siano calunnie perché non querela invece di minacciare aggressioni fisiche e atti cannibalicii  a chi ne contesta l’operato? Io non ho messo il paraorecchi perché fa caldo, l'altro mio omonimo non so quali precauzioni abbia preso. Lo ricordasse bene, l’assessore, che ha il potere che gli permette di “essere rivoltato come un calzino” e di non trovare nulla a sua colpa! Queste dichiarazioni le può fare perché siamo in Campania e non in Svezia, eppoi io continuo ad avere fiducia nella legge anche se spesso molto lenta nel raggiungere i risultati.
Dal canto mio, posso dire di avere solo la parola come arma e anche con questa mi sono rivolto al magistrato, pur ritenendo che il ricorso giudiziario non è un fine, ma una sconfitta, in un paese che è completamente sottomesso all’assessore, dove chi potrebbe parlare non parla ma vivacchia agli angoli della piazza: ex assessori della sua vecchia maggioranza,  ex consiglieri comunali delle vecchie maggioranze ma anche dell’opposizione, ex sindaci che potrebbero intervenire attaccandolo con accuse circostanziate e che potrebbero veramente denunciare misfatti fatti in vari settori: dai rifiuti, all’illuminazione pubblica, ma preferiscono tacere tutti, perché tutti ricattabili e sottomessi. Un paese di omertosi nella più classica delle tradizioni da sud Italia.
 Così io  non so bene chi sia veramente il perseguitato in questo posto se lui o quelle due o tre persone che hanno il coraggio di criticarlo?  Queste uscite, questi “ me ne frego” di fascista memoria, sono un  escamortage da guitto di quart'ordine, mentre lavori che dovrebbero essere l’ordinario vengono contrabbandati  per straordinari, vedi depuratore di punta Gradelle meglio noto come never ending story ( la storia infinita ). Oggi dico ancora che  la mia città, grazie al suo operato quasi ventennale è diventata una banlieu  cementificata di Napoli, rumorosa, inquinata e imbruttita. Non deve chiedere scusa a quelli a cui vuole staccare le orecchie, ma alla città intera, anche se questa sonnecchia indifferente e prona ai suoi ricatti.


Franco Cuomo VAS ( Verde Ambiente e Società ) 

mercoledì 9 agosto 2017

L'insopportabile leggerezza di un'insopportabile gergo dell'autenticità



Leggevo l’altro giorno un post su fb, ora non ricordo di chi, mi perdoni chi lo ha postato, sul discrimine puri e i mpuri, sul fatto che si attribuiva ai puri una sorta di integralismo di fondo e la purezza avrebbe sporcato l’autenticità delle buone intenzioni. Io qualche giorno fa ho postato sul mio blog un post sulla melensaggine del fare beneficenza,ovvero di come si dice di fare del bene e le modalità con le quali questo verrebbe fatto. Naturalmente sono stato immediatamente attaccato, anche da persone in assoluta buona fede che mi rimproveravano una sorta di cinismo, prodotto a loro dire da "scompensi" della mia personalità, e infatti si è aperta subito una discussione dove la argomentazioni – come spesso succede, sono andate anche sul personale. Trovo che forse ci siano similitudini tra le due cose: la purezza e  la beneficenza  veicolano modalità di manifestazioni che spesso sono profondamente ideologiche , ma chi le usa al giorno d’oggi pensa che invece siano delle astrazioni . Io credo invece che la mobilità delle parole comporti indubbiamente sin dall’inizio, la loro corruzione. Mi spiego meglio, in qualsiasi termine funzionale, ovvero termini che presumono di rappresentare azioni di solito morali, l’inganno  inerente al principio di scambio che regola le nostre vite e le vite di tutti, penetra anche nello spirito delle azioni, poiché queste non sono mai dissociate dai contesti economici che le producono. Dunque non c’è mai una purezza assoluta nella beneficenza, né mai una beneficenza avulsa da una determinata condizione ideologica, né mai un puro più puro di qualcun altro. Oggi, l’impoverimento culturale veicolato dai media fa credere a tutti – ingannando tutti- che sono possibili  azioni sostenute da parole che sarebbero delle astrazioni per lo più false come: fare il bene, fare beneficenza, essere buoni, fate i buoni ( come il famoso refrain del panettone), una stucchevole stupidità sostenuta da una profonda ignoranza dell’uso delle parole che ne permette l’utilizzo in maniera inconsapevolmente ideologica, fortemente falsa, e soprattutto manifestamente di parte, perché chi si atteggia o usa questi stereotipi culturali, non comprendendo veramente l’uso del linguaggio, sta sempre dalla parte del potere politico di cui dice di differenziarsene. Ora qui non voglio fare l’analisi del linguaggio, qui tento di definire dei contesti e questo post – per ritornare alla questione iniziale – non vuole essere più “puro” di un altro, né contrapporvisi  in maniera polemica. No, questo post vorrebbe solo sollecitare la curiosità verso argomenti importantissimi che oggi non  sono – non dico analizzati – ma nemmeno  presi in considerazione, ritenendo tutti che si possano usare dei termini: quali bene, bontà, beneficenza, come li usa la pubblicità: appunto il “fate i buoni” del famoso panettone. In un contesto organizzativo – consentitemi il termine – ontico, ovvero, che concerne ognuno di noi, come esistenza singola determinata nel tempo e nello spazio, tutte queste proposizioni  fanno uso di un gergo dell’autenticità, nel  quale, proprio questa è la più vistosa manifestazione di falsità. E allora, consentitemi di essere cattivo o di definirmi tale, consentitetimi di non avere sempre lo smile stampato sul viso, perché il mio viso non è un emoticon, ma una faccia che vive di contraddizioni, consentitemi di diffidare di chi si incontra per fare del bene o dice di essere puro, di chi dice ti voglio bene in continuazione ma appena sparisci si è dimenticato di te e consentitemi di diffidare di tutti quelli che vogliono sempre comprendere tutti perché credono che tutti abbiano delle ragioni che debbano essere comprese, ma che invece non è così, perché anche di questo è fatto questo gergo dell’autenticità a buon mercato dove falsi e ideologici modelli televisivi la fanno da padrone. E consentite anche me di essere inautentico, solitario, musone come qualche preoccupata eroina di vivacità alla sempre libera degg'io folleggiare di gioia in gioia, preoccupata a suo dire, scrive di me. Vengo da un'altra scuola, per me le parole sono importanti e non sono mai innocenti ma corrotte sempre, vengo dalla scuola di un pensiero critico - oggi purtroppo latitante- che ha il compito di svelare questa corruzione, e di denunciare poi questa, come corruzione reale e non solo più linguistica.

sabato 5 agosto 2017

la dabbenaggine associativa, ovvero: facciamo tutti beneficenza ma lasciamo le cose come stanno




Una sorta di stupidità collettiva si è impadronita del paese. È sostenuta e diffusa da quel gruppo che durante le ultime amministrative si presentò come VicoInvolgiamo e attualmente è dalla parte di Andrea Buonocore sindaco, ma soprattutto dalla parte di Gennaro Cinque assessore ai lavori pubblici, il vero sindaco della città che continua a fare quello che ha sempre fatto: sfondare strade, ricoprirle asfaltarle, e risfondarle di nuovo per lo meno per tre volte. Ebbene come si manifesta questa stupidità? Quali sono i modi in cui è possibile riconoscerla?  Il primo fra tutti un plateale esercizio di azioni mielose, stucchevoli sostenute da un beotismo culturale che fa rabbrividire persino i bigliettini dei baci perugini, a praticarlo sono dottori, dottoresse ( intendo medici), e avvocati, soprattutto avvocati i veri spin doctor di questa amministrazione, affiancati poi da una pletora di gente che si è autodefinita imprenditore o imprenditrice, qualche scrittrice, insomma un milieu che veicola la peggiore paccottiglia provinciale di paese, per dire: quelle o quelli che si svegliano una mattina e dicono “ho avuto un’idea per migliorare questo paese” , - sono i più pericolosi- qualche esempio: associazioni culturali; eh sì! Oggi vanno per la maggiore. Vuoi fare veramente qualche “affaruccio” con soldi pubblici? Fai subito un’associazione culturale, mettici un nome importante, chessò: Raffaello, Tiziano, Michelangelo, e il più è fatto.  In genere hanno sempre finalità filantropiche, attraverso queste poi si passa ad altri tipi di finalità diciamo più speculative, ostentando un buonismo d'accatto, esempio: aiutare studenti bisognosi o cose del genere, organizzando cene solidali magari fatte con i ragazzi della scuola alberghiera che fanno i camerieri e cucinano vivande pagate con i soldi pubblici, però tutto questo è meglio non dirlo altrimenti disturba lo spirito di bontà che aleggia su questi associati filantropi.. Queste associazioni però, che vogliono salvare il paese e l’umanità dal degrado si guardano bene dal dire una sola parola sulla totale deficienza di servizi sociali per bambini, scolastici o per anziani. Attraverso queste o parallele a queste, si attivano altri tipi di manifestazioni tipo: adotta un' aiuola, per altro copiata, come tutto, da altri comuni costieri che si comportano nello stesso modo, per piantarci i fiorellini e nello stesso tempo, silenzio assoluto  sulle alterazioni al parco dei Camaldoli per esempio, demaniale al 40%, con brutti viali per farci camminare le spose. E mentre questo beotismo di fiancheggiatori beoti va avanti nel frattempo si approvano progetti che distruggono vigneti secolari, o box auto in località dove già esistevano due parcheggi distruggendo ancora altro verde. Anche qui, una strategia televisiva commerciale fa partire la pubblicità del buonismo beota e allora per addolcire una pillola amara alla quale però tutti si sono assuefatti, per precauzione, si fa partire la  propaganda buonista  e allora, udite udite, su quei box interrati, il progetto ha previsto nientepopodimenoché la creazione di un campetto di calcio aperto dalle nove alle quattordici, da settembre a maggio , per far giocare i ragazzini del posto: ovvero il campetto è aperto quando i ragazzi stanno a scuola. Ora tutto questo che ho descritto sembra essere molto naturale per tutti, come a dire: “ ma che vuoi più di questo, ma in quale altro posto si fanno tante buone azioni tutte in una volta?” e allora capisco, inesorabilmente , che questa vistosa manifestazione di pubblica stupidità, atta a coprire inefficienze e vere e proprie malefatte amministrative comunali che ormai - tranne che scrive- non denuncia più nessuno, trova la sua ragione in una sua causa efficiente. Il punto è, che tutto il paese si è uniformato a questo range il cui tratto più plateale è l'assenza di cultura politica di spessore insieme all'assenza di cultura vera e propria. Una volta avrebbero detto: " a pazziell man e criature " per dire che gente incompetente e improvvisata si sveglia al mattino e decide di diventare chessò la madame de Stael del paese, senza per altro sapere chi è ( la madame in questione), e trova chi glielo lascia fare, per coprire magagne e inciuci più gravi, oppure l’animatore sociale per strade chiuse al traffico una volta alla settimana o che fa la buona azione con i vecchietti, insomma, questo oggi sembra essere diventato l'unico modo di amministrare un paese, per mascherare magagne molto più serie e gravi che hanno fatto veramente del territorio una terra di rapina il tutto tenendo d'occhio: conduttori, conduttrici, veline, starlettes naturalmente, tutte rigorosamente Mediaset.