martedì 17 settembre 2013

L'uomo sta sparendo?


L’uomo sta sparendo? Sembrerebbe di si, intanto dopo Foucault e Derrida  che hanno decretato finito l’umanismo/umanesimo, l’uomo come soggetto non ha più una sua definizione certa. Questa fase della storia mi procura ansia e incertezza emotiva. Il posto del soggetto sembrerebbe essere stato preso dalle moltitudini: siamo passati a una fase in cui gli spostamenti decretano la distruzione della soggettività. I “molti” sono il soggetto di quest’era: non c’è più tempo per la singolarità? Non c’è più tempo per l’individualità? Sembrerebbe di sì. Dalla seconda metà degli anni Ottanta del Novecento fu Jacques Derrida che spostò i suoi interessi verso i temi etici e politici, ancora una volta affrontandoli in maniera poco tradizionale, cioè con uno stile in cui poco spazio era lasciato alla "teoria" uno stile che può essere inteso solo alla luce dei presupposti fondamentali della decostruzione: fu lui che coniò, per far fronte alla sparizione del soggetto le “politiche dell’amicizia” che sovvertirono, in filosofia, l’idea di stato/nazione. Gli quegli anni costituirono un periodo di particolare vivacità a livello filosofìco-politico, poiché in essi si sviluppò quel dibattito tra moderno e postmoderno che coinvolse anche il decostruzionismo, e il cui avvio fu segnato dal discorso di Jürgen Habermas, "Il moderno: un progetto incompiuto", pronunciato nel 1980 in occasione del conferimento del premio Adorno. Secondo la tesi di Habermas, che condivido totalmente, il postmoderno sarebbe stato contraddistinto dalla rinuncia all'ideale emancipativo della modernità, le cui radici si trovano nel razionalismo illuminista, ripiegando verso una forma ambigua e pericolosa di neoconservatorismo, che caratterizzerebbe soprattutto la filosofia francese contemporanea e i cui ispiratori sarebbero principalmente Nietzsche e Heidegger. Credo che Habermas[1] avesse ragione allora e oggi più che mai: la scena del politico oggi è precipitata nelle braccia di un bieco conservatorismo economico che ha stritolato in una morsa di necessità “l’esistenza dell’etico”: Al valore del soggetto/uomo si è dato la precedenza alla sua decostruzione finalizzata alla sopravvivenza dell’economico, da qui, l’importanza attribuita alle “moltitudini” anonime e al valore numerico della vita da parte di chi amministra gli assetti del mondo. Ma credo però che avesse ragione anche Derrida, soprattutto nell’ultima fase del suo pensiero quando rivolse la sua attenzione ai fenomeni contemporanei di attraversamento delle frontiere, da quelli "normali" dovuti alla cosiddetta "globalizzazione" o a emigrazioni fisiologiche a quelli "eccezionali" dovuti a movimenti di profughi, a spostamenti o deportazioni etniche, di cui le vicende di fine Novecento hanno offerto numerosissimi esempi (dal Ruanda al Kosovo). Da questi fenomeni – dovrebbe poter venire fuori una " democrazia a venire " che non intende chiudersi sullo stato di fatto delle democrazie occidentali, ma che vuole dischiuderle appunto sull'avvenire, su un futuro la cui riflessione etica dovrebbe essere tutta centrata su una fenomenologia dell'altro. Un compito arduo poiché, se una democrazia a-venire vuole davvero rispettare l'alterità dell'altro, non può mai preventivamente identificarlo, non può mai dire "che cosa" esso sia, non può pretendere di sapere che cosa avverrà, non può anticiparlo, può solo accoglierlo come si accoglie un ospite inaspettato: " senza questa desolazione, se proprio si potesse contare su quel che viene, la speranza non sarebbe che il calcolo di un programma. Se ne avrebbe la prospettiva, ma non si attenderebbe più nulla ne nessuno. Il diritto senza la giustizia[2] ".



[1] Jurgen Habermas, Il discorso filosofico dulla Modernità, Laterza Editore, 2003;
[2] Jacques Derrida, Gli spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale, Raffaello Cortina Editore, 2006;

domenica 15 settembre 2013

Succede a Vico Equense, ma sembra che sia normale


Ne dovrebbero parlare i tre Consiglieri di minoranza che però credo al momento molto impegnati in altre cose, ma non di loro voglio parlare, dunque: succede a Vico Equense, il Comune è titolare di alcune concessioni a Marina di Vico e a Marina di Aequa. Come negli anni precedenti  il Comune affida la gestione delle spiagge a soggetti privati. Anche quest’anno, come da procedura e da verbale, si è proceduto all’affidamento per la marina di Aequa per i lotti 1, 2 e 3 che sono stati datai in gestione a privati. Ometto volontariamente i nominativi degli affidatari che – per chi volesse -si possono leggere sul verbale, affinché non si creda che il sottoscritto ce l’abbia con queste persone che svolgono un’attività, come è già precedentemente successo. Io non ce l’ho con nessuno, io ce l’ho con le contraddizioni e la poca chiarezza con cui si gestisce la cosa pubblica in questo paese. In questo caso dunque ce l’ho con gli uffici responsabili del Comune , con i funzionari che sono responsabili in solido e con i dirigenti che firmano, lavoro anche io in una pubblica amministrazione e dunque so che è così. Fatta questa premessa necessaria, torniamo al fatto. Dunque, dopo questo affidamento, successivamente il dirigente, prima di affidare la gestione chiedeva al responsabile dell’ufficio finanziario se ci fossero motivi ostativi  per questi affidamenti. Il Sindaco Gennaro Cinque, con un proprio decreto, anche questo si può consultare liberamente, per motivi di urgenza, decide di affidare i tre lotti in questione a Marina di Aequa agli unici tre convenuti e che, ogni anno sono sempre gli stessi. Il 31 luglio però il dirigente dell’Ufficio Gare, improvvisamente revoca l’affidamento a due dei tre soggetti, successivamente però lo revoca anche al terzo. Il motivo di questa revoca è che – secondo il dirigente – tutti e tre i soggetti non hanno i requisiti che vengono richiesti nel bando di gara. L’8 agosto, lo stesso dirigente revoca l’affidamento anche al terzo soggetto per motivi analoghi. Successivamente e siamo ad agosto inoltrato, quasi finito, il Sindaco messo a fronte di questa situazione con propri decreti  revoca definitivamente gli affidamenti ai tre soggetti. Siamo arrivati al 12 settembre, ovvero a stagione balneare finita, il dirigente dell’ufficio gare con un suo  provvedimento  dichiara deserta la gara in quanto gli unici partecipanti al bando non avevano i requisiti necessari. Colpisce in questa storia che ho voluto riportare che tutti e tre gli esercenti, nonostante fossero state emesse disposizioni di revoca, hanno continuato a svolgere la propria attività a marina di Aequa e forse la stanno svolgendo ancora, ma ciò che lascia perplessi sulle modalità di svolgimento  è che nessuno si è premurato di fare applicare o per lo meno rendere operativi detti decreti: né l’ufficio che li ha emessi , né il sindaco, né per lo meno – sembrerebbe è una mia opinione-  fino ad ora controlli da parte delle guardie municipali preposte a questi accertamenti. Che cosa si deve pensare da questo racconto? Fatevi voi lettori un’idea. Gli uffici tra l’altro conoscono bene i richiedenti le concessioni, sono sempre gli stessi: come mai le revoche arrivano a stagione finita e non prima? Ecco! Lo ripeto niente contro quelli che hanno un’attività, anche se per chiedere una concessione dovrebbero per lo meno avere i requisiti minimi per poterlo fare, ma sicuramente è discutibile la gestione degli uffici comunali e le loro dirigenze, che in questo modo sembrerebbero voler accontentare – e non se  ne  capisce il motivo-  un poco tutti, non è così – a mio avviso- che si gestisce una pubblica amministrazione, ma tant’è, siamo a Vico Equense, che è come “‘o paese ‘e pulicinella”: concediamo anche quando non potremmo, poi gli facciamo fare la stagione e quando la stagione è finita ci accorgiamo e decretiamo che non potevano farla”. Un bel modo di amministrare non c’è che dire! Prosit ai funzionari integerrimi e ai dirigenti attentissimi!

Franco Cuomo – VAS- Verdi ambiente e Società




giovedì 12 settembre 2013

Ambiguità e doppiezze su Villa Fondi a Piano di Sorrento




E allora? Cosa sta succedendo a Piano per Villa Fondi? Dopo l’incontro con le Associazioni e dopo una vistosissima e plateale recita di buone intenzioni da sottoporre sempre al Consiglio Comunale da parte di Giovanni Ruggiero, la realtà delle cose sta emergendo in tutta la sua scontatissima e trita ovvietà: il project financing è ancora la soluzione che gli amministratori di Piano di Sorrento intendono seguire. Un gioco sporco e subdolo quello che si sta facendo. Leggo su Metropolis di stamattina che la maggioranza vuole andare avanti e il sindaco -secondo me- all'incontro ha fatto solo una sceneggiata ben studiata. Dicono che io sia polemico per natura, ma l'azione da fare è denunciare a tutta la popolazione questa doppiezza. Sentivo i toni sdolcinati di Cecilia Coppola-non me ne voglia- e altri che parlavano di non voler fare muro contro muro e invece proprio questo bisogna fare. La lobby dei progettisti e dei costruttori non demorderà e non demorderanno neanche gli studi legali purtroppo e allora bisogna tornare "in strada" e farlo il più in fretta possibile, con striscioni, gazebo, volantinaggi, piccoli comizi,  altrimenti si fanno gli errori che fanno tutti i comitati, e parlo per esperienza: anche a Vico il Comitato contro le antenne ha fatto una fine impietosa e le antenne sono disseminate su tutto il territorio e anche quello per la pubblicizzazione della SS. Trinità che raccolse quasi tremila firme ha fatto la stessa fine. Chi da anni denuncia i danni irresponsabili fatti da queste amministrazioni sa bene che queste giocano la carta dell’”ascolto”, attraverso modalità ormai note. Dicono:” Ma si, ascoltiamo la gente, facciamola parlare, poi istituiamo una commissione ad hoc che si occupi del problema”, nel frattempo loro fanno andare avanti gli accordi e le carte e alla fine, come è successo per i parcheggi interrati che hanno dilaniato il territorio, non ci sarà più niente da fare ci si troverà davanti al fatto compiuto e come dicono i francesi : “Les jeux sont faits, rien ne va plus”. Intanto, la commissione insediata continuerà i suoi incontri illudendosi e illudendo che le operazioni stiano andando nella direzione dei cittadini. Io credo che immediatamente, attraverso gli organi di stampa, attraverso un lavoro instancabile e capillare fatto di passa parola, bisogna sbugiardare questo sindaco e questa maggioranza: i cittadini devono sapere che i giochi sono già stati definiti e fatti sulle loro teste e anche “ la gentile concessione” , quel darsi in pasto alla gente, è stata una manovra studiatissima. C’è ancora spazio per opporsi e lo si può fare solo con la presenza costante in strada, in piazza, utilizzando tutti i media, evidenziando le contraddizioni e le faglie che questo progetto mostra! Poi, personalmente, sono dell’avviso che non deve essere il comitato a fornire soluzioni, soprattutto quando queste sono state predisposte da loro nel modo che tutti sanno: Il comitato deve chiedere solo che Villa Fondi resti pubblica e che non sia affidata alla gestione privata, come pure non bisogna cadere nella trappola del manager che programmi servizi e attività. A questo si penserà dopo,nel frattempo bisogna demolire questa macchina subdola che sta già operando e continua ad operare mentre io e voi scriviamo.

Franco Cuomo VAS – Vico Equense


giovedì 5 settembre 2013

Villa Fondi ( Piano di Sorrento) Bene Comune.



Chi vuole fare l’affare con Villa Fondi? Giovanni Ruggiero spara già la sua cannonata presentando i famosi “privati” che vogliono metterci i soldi e poi sembra voler dire alle associazioni costituitesi in comitato permanente:” voi che cosa fate? Che ci mettete?”. Al sindaco Giovanni Ruggiero che, contrariamente al mio amico Mimmo, io non stimo molto anche se non lo conosco bene vorrei dire che ci sono molte ragioni del perché un bene come Villa Fondi debba essere di tutta la collettività e non di un manipolo di imprenditori privati o di uno solo addirittura che penserebbe solo al suo interesse. Non stimo molto Giovanni Ruggiero proprio per questo tipo di scelta: lui come tanti politici, stanno svendendo ciò che appartiene a tutti, stanno svendendo il patrimonio culturale e storico di una città, o come succede anche su scala nazionale di un’ intera nazione: che siano russi o cinesi che acquistano non ha importanza, i nostri politici, i nostri amministratori devono far cassa e dunque vendono o, svendono, dipende dai punti di vista. Ma la gente non ci sta, nel momento in cui subodora l’affare per pochi la gente si organizza e a Piano il Comitato Villa Fondi bene Comune  sta avversando una politica che purtroppo  sta mettendo il patrimonio culturale storico architettonico sul mercato: tra poco ci venderemo isole e montagne e spiagge, tutto questo, questi “bravi “ amministratori lo fanno per ridurre il livello della tutela privatizzando tutto. Occorre inve aprire un dibattito serio, una riflessione sul ruolo del patrimonio culturale e paesaggistico nella Costituzione, nell'identità e nella storia nazionale, e aprire varchi di comprensione e di nell'opinione pubblica. Villa Fondi, come molti altri beni artistico culturali rappresentano veri e propri momenti di identità collettiva e questi rappresentano e formano l’impalcatura di una peculiarità storica specificamente italiana: quella della tutela, la sua storia e la sua dimensione politica. Il Sindaco Giovanni Ruggiero forse ignora – ma se lo ignora noi glielo ricordiamo-  il legame forte che lega il patrimonio al territorio, alla storia e alla lingua del Paese, ai traguardi della società civile. Tutto quello che abbiamo visto in questi anni di berlusconismo e di derive di centri sinistri  in sinistre esperienze di governo e che continuiamo purtroppo ancora a vedere ci rendono il quadro di esperienze e fallimenti della pubblica amministrazione (di destra e di sinistra). Queste   vengono messe a confronto con quanto accade in Europa e in America, ma anche con le potenzialità del "sistema Italia" nel'interazione (finora evitata ma possibile) fra amministrazione della tutela e strutture pubbliche della ricerca e formazione (università). Noi italiani abbiamo un privilegio di cui questa classe politica vuole farci dimenticare : il diritto alla cultura e alla tutela del patrimonio storico architettonico. Questo è  un diritto  disegnato nella nostra Costituzione. Dobbiamo ricordare al Sindaco Giovanni Ruggiero che  rispettare la Costituzione non è astratto ossequio a principi polverosi.  Rispettare la Costituzione vuol dire, al contrario, costruire il futuro del Paese Italia e della città di Piano di Sorrento: perché un Paese senza cultura è un Paese senza futuro e un paese che mette in vendita il proprio patrimonio storico architettonico non merita di essere considerato un paese civile: noi non siamo americani e non lo siamo perché abbiamo il patrimonio storico culturale più vasto del mondo, il concetto di tutela nasce in Italia e non nasce a caso . Allora è il caso di dire basta a queste operazioni di basso profilo politico ma soprattutto culturale! Fino a quando dobbiamo assistere all’incostituzionalità di scelte pubbliche come queste? E come fronteggiare questo primato delle deroghe sulle regole? Se non riusciamo a diffondere una cultura e una pratica della cittadinanza attiva, che sia consapevole dei nostri diritti e delle loro ragioni allora  si allontanerà sempre di più dal nostro orizzonte la stessa idea di democrazia: ne resterà la parola, l’ombra, una retorica vuota e bugiarda, come quella che vediamo esibita giornalmente dai media: stampa e televisione. Il Sindaco Giovanni Ruggiero deve sapere queste cose, deve sapere che la battaglia per Villa Fondi bene Comune è una battaglia di democrazia e di civiltà. E’ importante non convincersi che la crisi economica abbia la forza di privarci dei nostri diritti. Villa Fondi appartiene alla città è di tutti e tale resterà! Siamo stufi di veder privatizzato ogni angolo delle nostre città: le amministrazioni hanno responsabilità serie e il patrimonio di tutti non si tocca!

Franco Cuomo VAS- Verdi Ambiente e Società, Circolo Aequa, Vico Equense 

Un commento di Carlo Tommolillo sulla sparizione del pensiero critico e una mia risposta. Mi piace corrispondere con Carlo.






Caro Franco,

collegando la questione dei media e della natura puramente formale e rituale delle democrazie liberali occidentali a realtà di resistenza puntuale e specifica come MUOS e TAV, a mio parere, si imbocca una strada molto corta. E' un po l'essenza del pensiero del M5S: democrazia diretta, informazione e gestione diretta, trasparente e capillare della cosa pubblica da parte dei cittadini/utenti (o meglio, users). Ma sono questioni meramente amministrative, prive di ogni impegno ideologico, di ogni tensione intellettuale. Informarsi sulla TAV, discuterne in una parrocchia o in una piazza e organizzare un corteo sono cose che non c'entrano poi cosi tanto con l'esercizio del pensiero critico. Si continua a giocherellare nell'unico spazio che il potere ha sempre concesso, coltivando l'illusione di contare qualcosa sulle piccole cose, la strada riparata, il monumento in piazza, questa o quella tassa tolta piuttosto che l'iva aumentata... Non è di certo questo l'esercizio di pensiero che spaventa i poteri costituiti! 
Adesso c'è l'ennesima campagna di beatificazione di Berlinguer. E non a caso, è chiaro! Rientriamo nel discorso che facevi tu alla grande: l'ageografia del santo comunista che ci liberò dal comunismo segna, ancora una volta, l'invalicabile confine oltre il quale la riflessione non è più lecita. 
A proposito del pensiero razionale, si usa sempre l'immagine del bambino che non va buttato con l'acqua sporca, ma a ben vedere, l'acqua è sporca perché il bambino l'ha sporcata. Sarebbe dunque il caso di buttare lui e tenerci l'acqua pulita! Con questa piccola provocazione Slavoj Zizek rompe la cappa sacrilega che ha relegato il marxismo-leninismo nella vetrina degli orrori e sviluppa ed esercita un pensiero realmente critico e libero, indagando meglio su cosa sporca cosa, il bambino o l'acqua. Salvo poi mandare tutto a puttane appoggiando Syriza, vabè. 
Dando importanza alla lotta NoTav si dimostra di essere già caduti nella trappola di cui parlavi. Il problema è decidere cosa sarà l'umanità nel prossimo secolo e quali saranno le condizioni della sopravvivenza della vita su questo pianeta. Dell'IMU e della TAV non riesco proprio a preoccuparmi.

Caro Carlo,


il collegamento tra No TAV e No Muos e pensiero critico è meno insolito di quando non appaia e ti spiego il perché. Su questi due movimenti che stanno tentando di esercitare un diritto all’autodeterminazione e alla difesa del loro ambiente è caduta pesante l’accusa di terrorismo da parte di una classe politica, questa si, veramente terroristica:vorrei solo ricordare i vergognosi tentativi di salvare un pregiudicato che tiene in scacco un intero paese e l’impietosa rappresentazione di due partiti che sono un solo partito ormai che ha ingessato ogni possibilità di pensare ad un futuro di civiltà etica per il nostro paese: non ho mai separato la morale dalla politica. Dunque il collocarsi fuori da queste logiche,fuori da questi schemi di pensiero unico è già un atto di pensiero critico, è già un pensare “altro” rispetto alle trite  ed abusate formule di un politichese frusto che ormai tracima dagli schermi televisivi e dai giornali e che viene imposto come l’unico linguaggio praticabile. Certo, ha ragione Zizek, questi del quotidiano sembrerebbero essere gli unici spazi che il potere concede per organizzare anche una sua contestazione, ma, e qui dissento da Zizek , che conosco discretamente, questi due movimenti stanno portando avanti il tentativo di una lotta per la salvaguardia dell’unico bene che oggi deve essere difeso per la sopravvivenza dell’umanità: l’ambiente, l’oikòs, ormai completamente antropizzato. Qui andrebbe detto- come giustamente lui rileva- che il bambino ha sporcato l’acqua e dunque non vale più il detto “buttare il bambino con l’acqua sporca”, ma quel bambino siamo noi, con i nostri consumi e con le logiche che ad esse obbediscono che stanno realmente minando l’esistenza stessa dell’umanità. Chi difende il diritto alla resistenza in Val Di Susa sta esercitando un diritto al pensiero critico contro un conformismo politico ottuso che fa gli interessi dei grandi trust economici contro le esigenze di quelle genti che vivono in quella valle e contro interessi ancora una volta solo ed esclusivamente economici e di parte, di una sola parte. E così pure chi si sta opponendo al Muos, ha a cuore il diritto alla salute della gente che si troverebbe a vivere sotto un gigantesco forno a microonde. A pochi passi da noi, nel casertano e nell’vversano, le ecomafie stanno avvelenando una terra che ormai non potrebbe essere più salvata nemmeno tra duecento anni per tutte le scorie interrate, ma i media preferiscono narraci le elucubrazioni di Letta, di Berlusconi, ovvero praticare la distrazione/distruzione di ogni coscienza critica. Ora poi c’è pure Assad, altra trappola mediatica, così come lo era stata Saddam. Noi non sappiamo nulla di veritiero, non sapremo mai quale è la verità, così come non l’abbiamo mai saputa su Osama Bin Laden che, per quanto mi riguarda, è potuta essere anche una comparsa hollywoodiana, visto che nessuno mai ha visto il corpo di Bin Laden, così come non furono mai trovate le micidiali armi di distruzione di massa di Saddam.Tutti però sono distratti/distrutti da queste narrazioni e chi si prova a metterle in discussione è immediatamente tacciato di eresia o di essere fiancheggiatore del TERRORISMO, uno spettro che Baudrlllard aveva già preannunciato una ventina di anni fa. Dunque, caro Carlo, il pensiero critico oggi è la pratica dello smascheramento, del mettere a nudo il re/potere, nel destabilizzarne le forme di controllo. Un compito difficilissimo, perché la gente ha perso l’uso del linguaggio pensato, preferendo utilizzare solo i luoghi comuni linguistici televisivi. Leggevo proprio stamani su Il Fatto Quotidiano, un’intervista di Enzo Biagi, fatta nel 1974 – credo- a Pier Paolo Pasolini che così si esprimeva:” la televisione finirà con deformare la capacità di pensare e dunque di parlare degli italiani”. Oggi, di fronte a tutto quello che è accaduto e che continua a accadere, penso che mai dichiarazione sia stata più profetica di quella. Oggi il neo marxismo praticato passa attraverso queste pratiche: difesa dell’ambiente per la salvezza intera dell’umanita e smascheramento dei linguaggi mediatici. Al momento non vedo altre soluzioni.
Ti abbraccio ed è sempre un piacere discutere con un giovane come te.
Franco Cuomo     


mercoledì 4 settembre 2013

Il vero dramma contemporaneo: la sparizione del pensiero critico


Penso al pensiero critico che è sparito. Non riesco a leggere più nessun giornale, ascoltare qualsiasi TG. Sistema Politico e Sistema dei Media  hanno costruito un format di pensiero e di lingua che è assolutamente identico ed intercambiabile, in questo format termini e concetti fondamentali sono stai ridotti a formulette recitate che mal si adattano alla dimensione della nostra realtà: chi avversa la TAV diventa un terrorista, la democrazia è l'esercizio di un linguaggio finalizzato alla mantenimento dello status quo, trovare soluzioni per salvare  un delinquente condannato al terzo grado di giudizio per truffa e evasione fiscale è un atto di garanzia per la difesa dei diritti. Da questo stato di cose dovremmo imparare una lezione importantissima sul potere: esso non è altro che un eccesso osceno che domina tutto il corpo sociale attraverso una manipolazione a rete combinata  tra poteri  forti. Un esempio: per questo potere e questa informazione gli operai sarebbero scomparsi, ovvero, non esisterebbero più come classe sociale. Niente di più falso, gli operai esistono ancora solo che il format di pensiero unico li ha fatti sparire dalla scena non parlandone più. I cittadini della Val di Susa sono accomunati al concetto di terrorismo, perché, secondo questo format, essi sono sulla scena senza rispettare le regole della democrazia, stessa storia per i No Muos in Sicilia: i due movimenti, in realtà praticano l’esercizio della democrazia partecipata perché attuano alla radice il senso v ero del termine. In effetti la nostra libertà oggi oscillerebbe kantianamente tra fenomeno e noumeno, ovvero: tra ciò che appare ( fenomeno) e l’essenza nascosta delle cose ( noumeno). Allora succede che saremmo liberi solo nella misura in cui saremmo autonomi noumenalmente, ovvero solo nel momento in cui potremmo disporre di un pensiero critico che ci permettesse l’accesso all’essenza delle cose e non solo all’apparenza. Oggi tutti sono soggiogati e convinti dall’apparenza: il Sistema dei media è un perverso meccanismo di controllo sociale, che insieme al Sistema politico e al Sistema economico ha completamente annichilito il pensiero critico. Oggi diventa molto pericoloso porsi al di fuori di questo Status quo. L’esempio di Erri De Luca o di Gianni Vattimo o di chiunque altro esprima manifestamente le proprie simpatie per i No TAV, tacciati di essere fiancheggiatori del terrorismo  o chi prende posizioni nei confronti degli interventi occidentali contro un paese islamamico, rappresentano la pericolosità della pratica del pensiero critico. Nel piccolo, se io dico che nel mio paese mi fa schifo l’80% del modo di agire dei miei concittadini, che evadono il fisco, che sversano liquami nel rivo, che costruiscono in dispregio delle leggi, sono guardato con sospetto da chi invece vorrebbe trovare consensi tra queste persone accettandone, tutto sommato, queste macroscopiche brutture etiche. L’esercizio del pensiero critico oggi è l’unica pratica di libertà autentica: è più facile essere liberi che autocensurarsi, ma questo oggi pochi lo sanno e molti trasversalmente hanno la responsabilità di aver messo al bando, quasi come eretica, questa pratica.  

domenica 1 settembre 2013

LE SCATOLE PIENE DEL SINDACO E QUELLE DEI CITTADINI.


Apprendiamo che il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque ne ha le scatole piene dei professoroni, dei Soloni, che secondo lui “parlano di cose che non conoscono”. Comincia l'intervista con l’inquinamento del mare che, secondo lui, non serve parlarne perché parlandone non si risolve niente  infatti lui non ne parla e non ci prova nemmeno a risolvere il problema. Deve averci proprio una faccia di bronzo questo Sindaco per dire queste grossolane banalità. Se lui ha le scatole piene!?! I cittadini cosa dovrebbero avere?. Parlo di quei pochissimi che hanno un viso e un nome e di quegli altri (pochi pure questi)  che omertosamente agli angoli della piazza sono scontenti ma non si palesano come è nel più puro stile di questo paese. Di cosa avrebbe la scatole piene questo Sindaco? Se la prende con chi lo critica perché secondo il suo discutibile punto di vista, lui dovrebbe avere solo fan sfegatati e si meravigli che ci sia qualcuno che osa contraddirlo? Invece di sbottare in interviste a giornaletti locali perché Gennaro Cinque a proposito del mare inquinato non ci parla di quali iniziative serie ha intrapreso per costringere la Regione Campania portare a termine i lavori del depuratore di Punta Gradelle? Lavori fermi da anni e/o a demolire quell’gnobile strada della vergogna, strutturalmente sbagliata e costruita male, un monumento allo spreco dei soldi pubblici ubicata nel vallone di Seiano? Il nostro sindaco si meraviglia dell’inquinamento che secondo lui sarebbe stato risolto, ma tace sugli scarichi fognari e sugli allacciamenti "molto liberi" che sta facendo eseguire: perché non ci dice  il Sindaco Gennaro Cinque quale progetto ha redatto o chi lo ha redatto che contempli tutti gli apporti che lui ha voluto fossero fatti a partire dai liquami di Faito scaricati nella rete fognaria vicana e degli altri tronchi di fogna che pure sono stati fatti  passare da lui col pretenzioso titolo di ammodernamento di reti tecnologiche? Se quel depuratore oggi funzionasse a pieno regime si sarebbe potuto risolvere  buona parte dell’inquinamento costiero per lo meno quello limitrofo alle nostre spiagge! Invece lui – proprio lui – tace su questo. Oppure, invece di sbottare, perché non ci parla del mancato ampliamento delle scuole di via Sconduci, un’opera necessaria per tutti i nostri bambini, o di via Madonnelle e del completamento dell’impianto sportivo e del parcheggio attiguo, o del mancato ampliamento del cimitero di Vico Equense così necessario. Lo sa il Sindaco che sbotta che i cittadini di Vico Equense hanno le scatole piene più di lui di tutte queste inadempienze e di tutti questi ritardi e strafottenze manifeste? lo sa che i cittadini di Vico Equense hanno le scatole piene di non avere più una sala cinematografica che sempre lui ha fatto demolire? Lo sa che ne abbiamo abbastanza di tutte le antenne di telefonia mobile piazzate a pioggia sul territorio soèprattutto nella zona alta e sulla sua ostentata indifferenza verso la salute dei suoi cittadini che lui dovrebbe salvaguardare? O della meschina farsa di una commissione che fino ad ora non ha prodotto nulla in proposito! O della devastazione di intere aree di verde per far posto a parcheggi interrati che ormai non compra più nessuno? Lui ha le scatole piene ! Ma di che ? E cosa dovremmo dire noi allora? Perché non ci dice qualcosa sulla mancata consegna dello spazio del parcheggio De Rosa a via De Feo da consegnare al Comune? O sull’ incuria delle stradine pedonali di accesso alle marine lasciate in uno stato di osceno degrado o l'inerzia manifestata circa tutta la problematica relativa all'acquisizione a patrimonio comunale della SS. Trinità e Paradiso e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. E lui sarebbe quello ad averci le scatole piene?!?! Anche di questa arrogante e plateale indifferenza i cittadini quelli che parlano hanno le scatole piene! Come hanno le scatole piene sul silenzio/assenso circa l’appropriazione dello intero spazio del monumento ai caduti da parte di privati per le loro attività. I Soloni parlano e denunciano le sue bugie, forse di questo ha piene le scatole questo Sindaco? La verità è che Gennaro Cinque fa la vittima, ma è l’artefice di uno stallo socio economico del paese che non ha precedenti nella storia di questo posto, manifestato attraverso l’ottusa protervia di chi finge di ergersi a padre della città e come tale, in questa veste, fa una reprimenda a chi gli ricorda invece che lui è nudo, come il re della favola, e che non serve incavolarsi perché c’è chi è più incavolato di lui! A Vico da un po’ di tempo prevale un’estetica della cartolina di ritorno,vecchia o nuova che sia, foto di Vico com'era e com'è. Vorrei ricordare a tutti quelli che praticano questa estetica, che questo paese, che vorrebbe essere fatto passare come una delle sette meraviglie del mondo, per poter pensare di assurgere ad essere veramente tale, dovrebbe almeno vedere attuate tutte quelle cose elencate sopra. Non basta un bagno di settembre a rendere magico questo posto, perché questa magia è basata solo sulla casualità di una corrente o di un vento favorevole: Il mare è inquinato e lo sanno tutti, o meglio, tutti quelli che denunciano questo stato di cose. Quindi smettiamola! Queste cose saranno anche fatte in buona fede ma non spostano più di tanto il degrado e  non aiutano chi ha veramente a cuore la qualità della vita di questo posto, ma soprattutto  la smettesse per prima il Sindaco! E si desse seriamente da fare: un paese si amministra con la razionalità, la competenza e una seria e lungimirante programmazione.



Franco Cuomo –VAS- Circolo Aequa Vico Equense