giovedì 22 settembre 2016

Perché sono per il NO alle Olimpiadi a Roma voluto da Virginia Raggi, sindaco della città.

Virginia Raggi, sindaco di ROMA

Tutti a parlare contro la Raggi, un’aggressione mediatica vergognosa, ripeto fino alla nausea che non sono un 5 Stelle, ma quello che sento e vedo in TV fa venire il voltastomaco, soprattutto poi se certe critiche vengono da sedicenti uomini di sinistra. Ma  perché non facciamo i campionati della cultura scolastica, il torneo degli ospedali, il mondiale dei trasporti e dei servizi"? Perché se i soldi ci sono vanno spesi in primis per migliorare la vita dei residenti. Se a casa mi puzzo di fame e mi arrivano dei soldi, non mi faccio l'abbonamento al cineforum, compro cibo e riparo il bagno che perde. Come si vede oggi voglio pensare che l’ improvvisa passione sportiva per molti in questo paese sconquassato sia dovuta ad un preciso attacco ai 5stelle... non è bastato il megabluff di Expo? Anche lì si parlò di utilità per il paese (addirittura ci avrebbe tragettato oltre la crisi economica!). Smettiamola di prenderci in giro, che botta di vita è stata? Siamo ancora in mezzo al pantano della crisi, la ripresa è sempre più riPERsa, miliardi gettati nel cesso che qualcuno dovrebbe chiedersi cosa avrebbero prodotto se spesi in semplice e meno spettacolare welfare,per la gente.
AH GIÀ "I SOLDI NON CI SONO" mai , TRANNE quando vanno bruciati in questi eventi megagalattici. Quanto vorrei che chi dice questa stupidaggine della mancanza di soldi, spacciandosi per esperto di economia, conoscesse le regole economiche non liberiste: solo nel neoliberismo si impone il pareggio di bilancio, e ed è giusto ricordare che addirittura Keynes, quello che traghettò il mondo oltre la crisi del 29 fino al boom degli anni 70/80, parlava chiaramente di sbilanciamento produttivo, e quindi i soldi si fanno ad avere una banca propria e non la BCE spa...
Ospitare le Olimpiadi è come costruire una chiesa per un unico, magnifico matrimonio. Le costose strutture saranno usate al massimo della loro capacità solo per un breve periodo. Poi resteranno sottoutilizzate o, nel migliore dei casi, saranno riconvertite in modo intelligente, ma con altre spese”. E ancora “in base a una stima ragionevole, ospitare le Olimpiadi oggi costa almeno dieci miliardi di dollari. Tenuto conto di questa cifra, è praticamente certo che un’Olimpiade comporti delle perdite. Una città, infatti, può aspettarsi entrate per quattro miliardi di dollari: uno dalla vendita dei biglietti, uno dagli sponsor e uno dalla tv”.
Notare 10 miliardi: 5.5 sono la spartana previsione iniziale di spesa (quella spartana ed iniziale del CONI) già superiori alle prevedibili entrate (che significano perdita di soldi per le casse del comune e fame per i cittadini), a cui devi aggiungere ALMENO altri (previsti quindi sforabili) 4.5 per infrastrutture e servizi da creare, che spingono nel baratro chiunque...sempre che non ci siano imprevisti (vogliamo dire delle navi romane apparse qui a piazza Municipio a Napoli e cosa abbiano prodotto per la linea uno? O delle semplici scale medievali a Montedidio per la LTR? E allora? Vuoi vedere che non esce una colonnina romana che fa triplicare i costi anche a Roma? Se pure non la trovassero - cosa molto improbabile - ce la porterebbero apposta... ( da : Il fatto Quotidiano n.d.r.). E allora perché questa aggressione vergognosa alla Raggi che ha avuto il coraggio di dire no a tutto questo? E’ manovrata da Grillo? E Chi se ne frega! Intanto ha preso le distanze da questo strano modo di fare di un paese corrotto fino all’ inverosimile! Sicuramente non fa un favore a Caltagirone che invece è favorevole alle Olimpiadi soprattutto per tutto quello che si può fare sui suoi suoli. Meglio manovrata da un comico che da un palazzinaro.Non sarà la rivoluzione, non sarà il meglio che potevamo aspettarci, forse non debellerà il malcostume, ma ha preso una posizione netta, assolutamente controcorrente rispetto ai modi di fare vigenti in questo paese.  

Perché sono per il NO alle Olimpiadi a Roma voluto da Virginia Raggi, sindaco della città.

Virginia Raggi, sindaco di ROMA

Tutti a parlare contro la Raggi, un’aggressione mediatica vergognosa, ripeto fino alla nausea che non sono un 5 Stelle, ma quello che sento e vedo in TV fa venire il voltastomaco, soprattutto poi se certe critiche vengono da sedicenti uomini di sinistra. Ma  perché non facciamo i campionati della cultura scolastica, il torneo degli ospedali, il mondiale dei trasporti e dei servizi"? Perché se i soldi ci sono vanno spesi in primis per migliorare la vita dei residenti. Se a casa mi puzzo di fame e mi arrivano dei soldi, non mi faccio l'abbonamento al cineforum, compro cibo e riparo il cesso che perde. Come si vede oggi voglio pensare che l’ improvvisa passione sportiva per molti in questo paese sconquassato sia dovuta ad un preciso attacco ai 5stelle... non è bastato il megabluff di Expo? Anche lì si parlò di utilità per il paese (addirittura ci avrebbe tragettato oltre la crisi economica!). Jamm' bell! che botta di vita è stata: siamo ancora in mezzo al pantano della crisi, la ripresa è sempre più riPERsa, miliardi gettati nel cesso che qualcuno dovrebbe chiedersi cosa avrebbero prodotto se spesi in semplice e meno spettacolare welfare,per la gente.
AH GIÀ "I SOLDI NON CI SONO" mai , TRANNE quando vanno bruciati in questi eventi del cazzo. Quanto vorrei che chi dice questa stronzata della mancanza di soldi, spacciandosi per esperto di economia, conoscesse le regole economiche non liberiste: solo nel neoliberismo si impone il pareggio di bilancio, e si sappia che addirittura Keynes, quello che traghettò il mondo oltre la crisi del 29 fino al boom degli anni 70/80, parlava chiaramente di sbilanciamento produttivo, e quindi i soldi si fanno (ad avere una banca propria e non la BCE spa...).
Ospitare le Olimpiadi è come costruire una chiesa per un unico, magnifico matrimonio. Le costose strutture saranno usate al massimo della loro capacità solo per un breve periodo. Poi resteranno sottoutilizzate o, nel migliore dei casi, saranno riconvertite in modo intelligente, ma con altre spese”. E ancora “in base a una stima ragionevole, ospitare le Olimpiadi oggi costa almeno dieci miliardi di dollari. Tenuto conto di questa cifra, è praticamente certo che un’Olimpiade comporti delle perdite. Una città, infatti, può aspettarsi entrate per quattro miliardi di dollari: uno dalla vendita dei biglietti, uno dagli sponsor e uno dalla tv”.
Notare 10 miliardi: 5.5 sono la spartana previsione iniziale di spesa (quella spartana ed iniziale del CONI) già superiori alle prevedibili entrate (che significano perdita di soldi per le casse del comune e fame per i cittadini), a cui devi aggiungere ALMENO altri (previsti quindi sforabili) 4.5 per infrastrutture e servizi da creare, che spingono nel baratro chiunque

...sempre che non ci siano imprevisti (vogliamo parlare delle navi romane qui a piazza municipio a Napoli cosa abbiano prodotto per la metro 1? o delle semplici scale medievali a Montedidio per la LTR?) vuoi vedere che non esce una colonnina romana che fa triplicare i costi anche a Roma? se pure non la trovassero ce la porterebbero apposta... ( Il fatto Quotidiano). E allora perché questa aggressione vergognosa alla Raggi che ha avuto il coraggio di dire no a tutto questo? E’ manovrata da Grillo? E Chi se ne frega! Intanto ha preso le distanze da questo strano modo di fare di un paese corrotto fino all’inverosimile! Sicuramente non fa un favore a Caltagirone che è favorevole alle olimpiadi soprattutto per tutto quello che si può fare sui suoi suoli. Meglio manovrata da un comico che da un palazzinaro.Non sarà la rivoluzione, forse non debellerà il malcostume, ma ha preso una posizione netta, assolutamente controcorrente rispetto ai modi di fare vigenti in questo paese.  

giovedì 15 settembre 2016

Non è il web che uccide, e non educazione digitale occorre, ma educazione e cultura e basta!.




Uccidersi per non aver saputo reggere alla vergogna di vedere la propria intimità sessuale data in pasto al web, ad estranei, ma anche ai propri parenti agli amici a chi si conosce ma al quale non si dice tutto della propria vita, perché nessuno dice mai tutto circa la propria vita e perché poi dovrebbe farlo? La giovane donna di Mugnano, in provincia di Napoli, non ce l’ha fatta e si è impiccata con un foulard nel garage della sua casa. 
Un caso che ha a che fare con la proliferazione delle immagini e sull’importanza che hanno assunto nelle vite di tutti, ma anche su come si vive la sessualità in occidente, in Italia nel 2016.

Ma procediamo con ordine. Ho sentito e letto dei soliti esperti, psicologi, sociologi, psicoanalisti ecc. ecc. che c’è bisogno di educazione digitale, ho sentito sedicenti giornaliste televisive annunciare il suicidio della giovane donna, usando un linguaggio di circostanza ipocrita e conformista e dell’incauto comportamento avuto  della poverina nell’ essersi fatta riprendere mentre stava facendo sesso.

 Allora a me viene da chiedermi che società è la nostra  dove si sbattono tette, culi, e farfalle senza veli dappertutto, dove ognuno sa che tutti fanno del sesso appena in età, e poi ci si uccide, solo perché gli altri hanno saputo o vengono a sapere che tu hai fatto un video porno nella tua intimità, un video che fa parte dei giochi sessuali che la sessualità a volte richiede: vedersi, farsi vedere, mentre si fa   l’amore è una forma di piacere che fa parte del gioco dell’amore: gli antichi mettevano specchi nelle loro alcove sul letto o intorno ad esso per moltiplicare quelle immagini e potersi vedere, oggi abbiamo le video camere e allora? La madre dice che era ubriaca, come se certe cose che attengono alla sessualità, una o uno non potesse farle anche da sobrio.

Invece questa donna si è uccisa per la vergogna, perché tutti hanno saputo che lei, mentre faceva sesso si era fatta riprendere, ma anche perché il video l’ha mostrata mentre si dava da fare a soddisfare i suoi desideri e quelli del partner. Mi chiedo anche se invece di una donna fosse stato esibito o mostrato un uomo se le reazione sarebbero state le stesse.

Spesso dico, quando parlo di sesso, che gli anni ’70 sono stati gli anni nei quali i “discorsi sulla sessualità” –per usare una espressione foucaultiana- sono stati anni rivoluzionari e libertari, anni nei quali, al sesso veniva attribuito un ruolo formativo nella struttura delle coscienze individuali, ovvero il sesso e la sessualità, rappresentavano un punto di critica attraverso il quale l’individualità si riconosceva nel sociale: non a caso esplose il femminismo, o i movimenti di liberazione omosessuali. 

Poi sono arrivati gli anni ’80: anni di culi e tette a ogni ora del giorno e della notte, chi non ricorda Drive In? Il discorso libertario e auto coscienziale del decennio precedente fu trasformato nel più plateale consumo  di corpi esibiti e la sessualità divenne un grande affare commerciale: luoghi di incontro per scambisti, disco e saune gay per acchiappanze facili, insomma cominciò l’arretramento regressivo e degenerativo spacciato per libertà che ci fa arrivare fino al 2016.

Una libertà senza consapevolezza, una libertà senza educazione – e non parlo di educazione digitale ma di educazione e basta, una libertà senza cultura, insomma: una finta libertà o meglio una non libertà.

La mia tesi è che se questo episodio fosse accaduto ad una trentenne degli anni settanta negli anni settanta, questa, oltre a denunciare immediatamente chi aveva diffuso o esibito le proprie performances sessuali, avrebbe immediatamente scritto un libro. Mi vengono in mente i nomi di Erica Jong, di Linda Lovelance, o della nostra grande Moana Pozzi, donne che hanno strenuamente sostenuto il diritto ad una sessualità consapevolmente esibita o auto esibita, senza vergogna, senza ipocrisie e soprattutto con grande coraggio civile.

La sessualità, vale la pena ricordarlo è sempre infamante per una donna o per gli omosessuali, ma mai per i maschi etero per i quali è sempre un grande vanto. Allora, questa povera ragazza di Mugnano, bella, mora, con grandi occhi neri ha fatto quello che fanno tutti oggi, ma che nessuno però ha il coraggio di dire: si fotografava e si è fatta riprendere mentre faceva l’amore per il puro piacere di rivedersi. 

Poi il video è finito in rete e a questo punto sono scattati i pesanti condizionamenti di una cultura arretrata, maschilista e violenta, i sensi di colpa, la vergogna di essere additata come cagna in calore, puttana e chi ne ha più ne metta. Le amiche che si allontanano, magari li facevano anche loro i video, ma vale il motto fascista antico del “ si fa ma non si dice”. Invece  poteva bastare, la solidarietà, che tutte avessero detto e allora? Cosa c’è di male? Ha fatto un video mentre faceva sesso, oggi che si fanno video per ogni cosa, oggi che la riproduzione di immagini in movimento è diventata la prassi quotidiana. Adesso ce lo facciamo pure noi il video per solidarietà, adesso ci facciamo vedere pure noi. Ma questo non è successo e Tiziana cantone si è ammazzata per vergogna, una vergogna legata ancora una volta ad una concezione arcaica e solamente consumistica della sessualità.

Forse sarebbe veramente il caso di riparlare di educazione civile di riaprire un discorso sulla consapevolezza e autodeterminazione sessuale, interrotto negli anni  settanta a bambini, adolescenti, giovani, che confondono i piani percettivi di realtà e di immagini. Troppi hanno abdicato al ruolo di educatori mentre genitori immaturi e narcisisti alimentano un narcisismo maniacale dei loro figli in una deriva infantilistica della società intera: siamo tutti pronti per un selfie, con le boccucce a cuore e i pollici alzati, ma siamo pure tutti pronti a riprendere una violenza sessuale in un bagno di una discoteca e postarlo subito su un social, perché l’importanza è vedersi e farsi vedere.

Oggi tutti noi siamo esposti ad una tecnologia sempre più potente e in questo procedimento espositivo, scatta un “dislivello prometeico” – ossia il fatto che noi siamo inferiori a noi stessi a causa della frattura sempre più ampia tra la nostra capacità produttiva e la nostra capacità immaginativa che ci impedisce di prendere coscienza delle conseguenze perverse dei prodotti che creiamo, ovvero tutti quegli accadimenti e quelle azioni che – senza una educazione- risultano essere nocivi per noi stessi. Arginare e combattere questa onnipotenza tecnologica e questa aberrante deriva narcisistica è il compito che ogni educatore e formatore deve prefiggersi di attuare.



martedì 16 agosto 2016

DIVIETO DI SOSTA DALLE... ALLE... DAL GIORNO ...AL GIORNO...


Una vera angheria o comunque un sopruso bello e buono ai danni dei cittadini è quello che si rinnova ogni estate a Vico Equense, soprattutto per quei cittadini che acquistano l’abbonamento mensile di 40 euro per poter parcheggiare la propria auto a Largo dei Tigli. Io non so chi gestisce o programma gli eventi a Vico Equense, ma certamente i Vigili Urbani  dovrebbero coordinare insieme a chi decide le manifestazioni i tempi e soprattutto i luoghi. Da luglio ad agosto quell’area diventa la sede del “di tutto di più”. Il comando dei Vigili Urbani di Vico Equense dovrebbe intervenire seriamente e con autorità nella programmazione di interventi a tappeto in luoghi pubblici e soprattutto per strada che finiscono  col mettere letteralmente in ginocchio la città che ha già una dimensione urbanistica ingarbugliata e caotica. Puntualmente a luglio e ad agosto si rinnovano gli abbonamenti dei residenti in quella area, puntualmente a quei cittadini paganti viene chiesto loro reiteratamente di spostare la propria auto altrove e di collocarla in altre strisce blu ( ormai in paese le strisce sono tutte blu ), perché in quella zona è stata prevista una manifestazione, un concerto, una sacra rappresentazione, una proiezione cinematografica, una mangiata con musica ecc. ecc. Non sempre si riesce a trovare il posto per riparcheggiare la propria auto e solitamente si gira dalle tre o quattro volte per la cittadina , ma anche di più, come è successo a chi sta scrivendo. Ieri pomeriggio  – giorno di ferragosto- alle ore 18, sono stato telefonato a casa, rispondo, era un vigile urbano che mi chiedeva di andare a spostare la macchina perché stava per cominciare un evento. Premetto che avevo lasciato la macchina la sera prima all’una di notte e nella zona non era apposto alcun divieto, ergo deduco che il divieto sia stato apposto la mattina successiva. Il sottoscritto non è passato proprio in mattinata e dunque non poteva saperlo, ma potrei dire di più: se io fossi partito per le vacanze e mi fossi trovato fuori dalla città cosa sarebbe successo? Avrebbero rimosso l’auto col carro attrezzi e mi avrebbero addebitato le spese, dopo che in quell’area io ho regolarmente pagato lo spazio occupato?  Sfortunatamente per me e fortunatamente per i vigili urbani, ho risposto perché ero a casa, sono uscito e sono andato a spostare la macchina: questa operazione tra luglio e agosto è successa innumerevoli volte e posso garantirvi che da oggi 16 agosto, fino alla fine del mese, succederà  ancora altre volte. Ho dovuta fare quattro giri per il paese già ingorgato dal traffico dei bagnanti di ferragosto che rientravano a casa, non ho trovato strisce blu libere a parte di mettermi con la tre quarti di auto fuori da un poco di spazio rimasto vacante nei pressi di Villa Paradiso, sul Corso Filangieri, esausto dall’aver dovuto fare tutti quei giri nel traffico caotico della città. Morale della favola: la sera mi trovo una multa di 41 euro per parcheggio fuori spazio consentito per la sosta, nonostante la mia auto esponesse l’abbonamento residenti. Ecco: io questo lo trovo un sopruso ingiustificato e arbitrario ai danni di un cittadino che in questo paese ormai paga caramente anche l’aria ( inquinata) per respirare. Anticipo che sottoporrò tutto quanto descritto al Giudice di Pace, ma muovo un’accusa al Comando dei Vigili Urbani  di Vico Equense che consentono un arbitrio del genere imposto da altri settori dell’amministrazione comunale ( Ufficio Commercio) concedendo autorizzazioni che mettono in ginocchio la città, prevedo già imbottigliamenti e caos per la prossima festa estiva del santo patrono e la sofferenza di migliaia di cittadini che tra isole pedonali inutili, bancarelle ancora più inutili, rimarranno prigionieri delle loro auto su tutta la statale sorrentina. Un comune che si rispetti programma per tempo tutti gli eventi. Un comune che si rispetti potrebbe dire: a luglio e ad agosto, causa eventi, vengono sospesi gli abbonamenti mensili in largo dei Tigli che saranno riabilitati a settembre. Un comune che si rispetti potrebbe decidere di non concedere una autorizzazione per le processioni del santo patrono – con tutto il rispetto del santo patrono- o concederla solo per una area ristretta per evitare sofferenze e ingorghi sulla già caotica mobilità della città, ma tutto questo non succede, forse perché Vico Equense non è un comune che si rispetti.     

mercoledì 10 agosto 2016

Galleria S.Maria di Pozzano: il sindaco Andrea Buonocore intervenga immediatamente su ANAS e Prefettura, non si può più tacere su un disastro di queste proporzioni




Una lettera su La Repubblica  Napoli di ieri, riportata anche dai mezzi di informazione locali,  molto ben documentata e molto chiara nella descrizione, dei danni ambientali, urbanistici e di traffico veicolare che la Galleria Santa Maria di Pozzano sta arrecando alla città di Vico Equense. E’ l’ennesimo sfogo che sembrerebbe cadere nell’indifferenza e nel silenzio. Il centro è letteralmente soffocato dai gas di scarico e dal rumore per il passaggio di mezzi su gomma molto pesanti: autobotti che trasportano anche carichi infiammabili e pericolosi, TIR, autobus da gran turismo che molte volte rimangono bloccati perché non riescono a fare manovra. E’ già noto poi quello che questa galleria determina in termini di traffico automobilistico per il tappo nella strettoia ad imbuto di Seiano e per l’incrociarsi delle auto che dalla spiaggia si immettono sulla statale sorrentina. Insomma un vero inferno che sta degradando la città di Vico Equense senza che l’amministrazione comunale, sindaco in testa si attivi per tentare di risolvere questo disastro previsto ed annunciato già negli anni in cui la galleria fu progettata nel 1979, dalle opposizioni di allora e soprattutto dagli ambientalisti di allora. Su tutta questa storia sono state raccolte – con una petizione popolare – un migliaio di firme, soprattutto di cittadini di Vico centro, nella quale si chiede al sindaco di far sentire la sua voce e di prendere posizione chiara e decisa nei confronti dell’ANAS: nella petizione sostanzialmente si chiede di far transitare i mezzi pesanti, che non possono transitare in galleria, soltanto di notte, anche se questa soluzione è un semplice palliativo e in più comporterebbe anche altri disagi ai cittadini soprattutto quelli che abitano in centro. Già, l’ANAS, l’unica vera responsabile di questo disastro ambientale ed urbanistico, ma anche di questo pataracchio di progettazione e realizzazione che ha ingoiato 74 milioni di euro, contro i 10 milioni previsti. L’ANAS con l’arroganza che gli è propria, ( chi non ricorda le interviste di Milena Gabanelli al suo direttore generale e le sue risposte su disastri prodotti da viadotti inutili costruiti in Calabria e Sicilia, su discariche), non batte ciglio e mantiene le sue posizioni, in più, con una arrogante indifferenza anche sull’altro disastro ambientale prodotto da uno sfiatatoio dei gas che si producono all’interno del tunnel, l’unico, in località Bikini. I VAS chiedono la chiusura immediata della galleria di S Maria di Pozzano in attesa degli adeguamenti che devono necessariamente essere fatti per la depurazione e in più chiedono l’immediata apertura del vecchio tratto con uscita allo Scraio, quest’ultimo dovrebbe poter rimanere sempre in funzione consentendo il traffico in entrambe le direzioni, com’era una volta, e poi successivamente, ad adeguamenti tecnici ultimati, rimanere aperto solo nella direzione Sorrento in entrata, mentre nella sola direzione Napoli da Seiano, il percorso dovrebbe essere fatto nella nuova galleria. Chi dice che questo non si può fare lo dice capziosamente solo per avvalorare altri disegni e progetti nefasti dell’ANAS, uno tra tanti, l’aberrazione di un nuovo tunnel che dovrebbe attraversare la montagna di Scutolo e sbucare a Meta di Sorrento. I VAS ritengono che l’ambiente e l’ecosistema della Penisola Sorrentina sia ormai irrimediabilmente compromesso, ma, si può ancora fare qualcosa, attuando queste misure per la gestione minima di un danno dalle proporzioni incalcolabili.

Franco Cuomo, coordinatore circolo VAS- “Giovanni Esposito”, Vico Equense    

sabato 6 agosto 2016

Parlassero tutti quelli che devono parlare e per carità...senza lezioncine ammansite o sermoni


piscina abusiva in proprietà De Rosa -Beneduce marina di aequa

Vico Equense, alga tossica in mare: rischio intossicazioni, off-limits il molo di soprafflutto di Seiano. E questa è una notizia, targata Metropolis. Invece nella foto la piscina in proprietà De Rosa- Beneduce bloccata dalla Procura, sembrerebbe continuare. Credo che questa volta sono d'accordo con Pino Porta: in questo paese, se non ci fosse stato ancora il PUT, il Piano Urnanistico Territoriale, più volte attentato e più volte manomesso, questo territorio sarebbe preda della voracità insana prima dei suoi cittadini e poi degli amministratori. Questo posto è destinato a involgarirsi e imbruttirsi sempre di più, non vedo possibili miglioramenti, non vedo neanche un'opposizione che denunci questo stato di cose, chiusa in piccole battaglie di retroguardia. La priorità di questa città sarebbe ripristinare la legalità urbanistica sul territorio e bloccarne la fame, bloccare l'abusivismo e l'economia del cemento tanto cara all'ex sindaco Gennaro Cinque, oggi mega assessore ai lavori pubblici. Il territorio è depredato e può apparire bello solo se visto da foto di lontananza, i fotografi potrebbero fare anche foto più modeste, come questa, ma che evidenziassero le difformità e i guasti, perpetrati da chi crede che si possa fare tutto. Questa piscina è un pugno nello stomaco se uno si affaccia da Villetta Paradiso, ma pure se la si guarda da vicino,ma questa piscina è solo uno delle centinaia di obbrobri che si possono trovare solo se si sale dopo Pietrapiano, e il mio non è un accanimento contro qualcuno. C'è un territorio in sofferenza, ci sono terreni abbandonati, rivi intasati di amianto e di materiali di scarico di costruzioni abusive; c'è un mare schifoso, ma non importa a nessuno. Questo è un paese, dove ognuno vive nella sua bolla di individualismo, dove ognuno arraffa ciò che può arraffare Naturalmente prevedo già reazioni dagli estimatori delle mirabili bellezze di questo paese. Ma voglio sostenere questa tesi, non perché come mi è stato scritto io non amo il mio paese, ma proprio per il contrario, perché tutti quelli che ne osannano le bellezze enfaticamente mentono sapendo di mentire. Sono stufo di sentire solo la solita cantilena dei posti di lavoro o di interessi economici, di raffinata enogastronomia ( con i soliti nomi e le solite eccellenze ) poi mi chiedo chi va a mangiare veramente in questi posti, mentre l'85% della popolazione si abboffa di solita pizza, soliti, panini, solita rosticceria ecc. ecc. IL TERRITORIO DI VICO EQUENSE E IL SUO MARE, COME QUELLO DELLA PENISOLA SORRENTINA E' UN TERRITORIO ORMAI DEPREDATO E SACCHEGGIATO E IL MARE E' AVVELENATO ANCHE SE DI MATTINA PRESO, ALL'ALBA SEMBRA BELLISSIMO E NON CREDO CHE INTERESSI VERAMENTE PIU' A NESSUNO. Mi rendo conto che continuare a scriverne e denunciarne l'agonia è diventato per me un esercizio di puro masochismo: l'informazione è inesistente e risibile, ma questi post per me hanno ora soltanto la funzione di una testimonianza.Qualcuno mi chiede soluzioni, come fare: come fanno in Toscana, in Umbria, in trentino o Val D'Aosta, rispettando i luoghi, consapevoli che la terra e gli alberi e le acque e l'aria e con essi, il silenzio la quiete non vanno devastati. Educando a chi vende caciotte e vino con uva di sabato, che i posti dove esercita non vanno trasformati in mercati rumorosi e che il verde intorno non va divelto e spianato per improbabili parcheggi o che un sentiero non va cementato e allargato per consentire il passaggio di motorini e auto, ma soprattutto e ora parlo solo per Vico Equense, non nominando Gennaro Cinque assessore ai Lavori pubblici.

Parlassero tutti quelli che devono parlare e per carità...senza lezioncine ammansite o sermoni


piscina abusiva in proprietà De Rosa -Beneduce marina di aequa

Vico Equense, alga tossica in mare: rischio intossicazioni, off-limits il molo di soprafflutto di Seiano. E questa è una notizia, targata Metropolis. Invece nella foto la piscina in proprietà De Rosa- Beneduce bloccata dalla Procura, sembrerebbe continuare. Credo che questa volta sono d'accordo con Pino Porta: in questo paese, se non ci fosse stato ancora il PUT, il Piano Urnanistico Territoriale, più volte attentato e più volte manomesso, questo territorio sarebbe preda della voracità insana prima dei suoi cittadini e poi degli amministratori. Questo posto è destinato a involgarirsi e imbruttirsi sempre di più, non vedo possibili miglioramenti, non vedo neanche un'opposizione che denunci questo stato di cose, chiusa in piccole battaglie di retroguardia. La priorità di questa città sarebbe ripristinare la legalità urbanistica sul territorio e bloccarne la fame, bloccare l'abusivismo e l'economia del cemento tanto cara all'ex sindaco Gennaro Cinque, oggi mega assessore ai lavori pubblici. Il territorio è depredato e può apparire bello solo se visto da foto di lontananza, i fotografi potrebbero fare anche foto più modeste, come questa, ma che evidenziassero le difformità e i guasti, perpetrati da chi crede che si possa fare tutto. Questa piscina è un pugno nello stomaco se uno si affaccia da Villetta Paradiso, ma pure se la si guarda da vicino,ma questa piscina è solo uno delle centinaia di obbrobri che si possono trovare solo se si sale dopo Pietrapiano, e il mio non è un accanimento contro qualcuno. C'è un territorio in sofferenza, ci sono terreni abbandonati, rivi intasati di amianto e di materiali di scarico di costruzioni abusive; c'è un mare schifoso, ma non importa a nessuno. Questo è un paese autistico, dove ognuno vive nella sua bolla di individualismo, dove ognuno arraffa ciò che può arraffare Naturalmente prevedo già reazioni dagli estimatori delle mirabili bellezze di questo paese. Ma voglio sostenere questa tesi, non perché come mi è stato scritto io non amo il mio paese, ma proprio per il contrario, perché tutti quelli che ne osannano le bellezze enfaticamente mentono sapendo di mentire. Sono stufo di sentire solo la solita cantilena dei posti di lavoro o di interessi economici, di raffinata enogastronomia ( con i soliti nomi e le solite eccellenze ) poi mi chiedo chi va a mangiare veramente in questi posti, mentre l'85% della popolazione si abboffa di solita pizza, soliti, panini, solita rosticceria ecc. ecc. IL TERRITORIO DI VICO EQUENSE E IL SUO MARE, COME QUELLO DELLA PENISOLA SORRENTINA E' UN TERRITORIO ORMAI DEPREDATO E SACCHEGGIATO E IL MARE E' AVVELENATO ANCHE SE DI MATTINA PRESO, ALL'ALBA SEMBRA BELLISSIMO E NON CREDO CHE INTERESSI VERAMENTE PIU' A NESSUNO. Mi rendo conto che continuare a scriverne e denunciarne l'agonia è diventato per me un esercizio di puro masochismo: l'informazione è inesistente e risibile, ma questi post per me hanno ora soltanto la funzione di una testimonianza.Qualcuno mi chiede soluzioni, come fare: come fanno in Toscana, in Umbria, in trentino o Val D'Aosta, rispettando i luoghi, consapevoli che la terra e gli alberi e le acque e l'aria e con essi, il silenzio la quiete non vanno devastati. Educando a chi vende caciotte e vino con uva di sabato, che i posti dove esercita non vanno trasformati in mercati rumorosi e che il verde intorno non va divelto e spianato per improbabili parcheggi o che un sentiero non va cementato e allargato per consentire il passaggio di motorini e auto, ma soprattutto e ora parlo solo per Vico Equense, non nominando Gennaro Cinque assessore ai Lavori pubblici.