mercoledì 25 luglio 2018

Asini matricolati che non sanno scrivere neanche un documento! L'intento è interdire gli arenili da una certa ora per favorire i gestori, ma loro scrivono che dalle 20 si può accedere!





Come ho già scritto nel post sul mio blog, si stanno perpetrando sui nostri arenili una serie di abusi che saranno sottoposti all'autorità del magistrato, e questi sono possibili solo con il silenzio/assenso di questa amministrazione che praticamente preso le difese solo dei gestori delle attività commerciali e non dei diritti di tutti i cittadini come dovrebbe essere. L'accesso alle calcare di sera e di notte è gestito con l'apertura e la chiusura dei cancelli dai gestori degli stabilimenti divenuti ristorantini, il pezzolo è stato chiuso anch' esso la sera, questa è una vergognosa svendita del demanio ai privati . Il mare è stato totalmente espropriato ai cittadini, se vi fate una passeggiata su via Murrano a Seiano, il mare non lo si vede neanche più nascosto da baracchini e incannucciati. Nessuna giustificazione può essere addotta su tutto questo. Faccio notare tra le altre cose che non sono neanche capaci di scrivere un’ordinanza IN ITALIANO CORRETTO e non si leggono gli atti che producono, nell’ordinanza infatti è scritto :
  ORDINA, L’ACCESSO AGLI ARENILI UBICATE NELL’AREA DEL PEZZOLO SIA ANTICIPATO ALLE ORE 20,00, IN DEROGA A QUANTO STABILITO DALLA PROPRIA ORDINANZA N. 318 DEL 2010”.
 Avete letto bene l’accesso è consentito dalle ore 20 in poi, ovvero potete andare sulla spiaggia dopo le 20, è questo che hanno scritto, volendo però dire il contrario, perciò, se i cancelli saranno chiusi, voi fateveli riaprire, perché così è scritto nell’ordinanza del sindaco Andrea Buonocore, che va in giro a dire che lui sta applicando quello che già c’era prima di lui.  
Questo anche per dire che sono degli ASINI matricolati e che con  tutti gli avvocaticchi che circolano nell’amministrazione non sono neanche capaci di produrre un atto che sia per lo meno scritto in italiano e non se lo rileggono neanche. E’ chiaro che però l’ordinanza è stata scritta per negare un diritto a favore e tutela dei gestori dei lidi che – hanno abusato alla grande rispetto a ciò che gli viene concesso.
NELLE DELIBERE DI ASSEGNAZIONE A CHICCO E ABRUZZESE, SI RIMARCA IL LIBERO ACCESSO AL MARE; DOCCE FREDDE GRATIS PER TUTTI OBBLIGATORIE; POI TRE METRI DI BATTIGIA LIBERI. MA NIENTE DI TUTTO CIO’ E’ FATTO RISPETTARE: NIENTE DOCCE, NIENTE LIBERO ACCESSO, OCCUPAZIONE OLTRE LA CONCESSIONE CON LETTINI, LETTINI FIN DENTRO IL MARE E ORA SI PRENDONO ANCHE LA SPIAGGIA DI NOTTE.’

Propongo solo quello che sostiene l’Ordinanza n. 2543/2015 del Consiglio di Stato, che dirimendo la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare ha precisato che

 il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “ di tale principio generale costituiscono applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, a norma del quale costituisce clausola necessaria del provvedimento concessorio l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’aria ricompressa nella concessione, anche al fine di balneazione.

Si tratta a tutti gli effetti della prima pronuncia assoluta del Consiglio di Stato sul tema, una pronuncia che afferma con forza il carattere pubblico della fruizione collettiva del demanio marittimo e che considera l’esclusività sorta dalla concessione come una eccezione alla regola. Eccezione che , sempre secondo i Giudici, proprio per questo deve comunque soggiacere ai principi generali dell’Ordinamento e quindi naturalmente alla Legge(in questo senso va inteso il perentorio richiamo letterale all’art. 1 comma 251 lett.e della Legge 296/2006). Se non fosse bastato il richiamo diretto alla norma, l’Ordinanza della Corte comunque è andata oltre, chiarendo che il principio dell’accessibilità pubblica alla battigia e al mare è a tutti gli effetti“clausola necessaria del provvedimento concessorio”  sgombrando in tal modo per adesso ogni dubbio interpretativo o residua resistenza all’applicazione letterale della norma.

VAS - VERDI AMBIENTE E SOCIETA'

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